Dall'altra parte dell'eclissi

Pubblicato: 3 agosto 2006 da massitutor in estate, operatori dispari

eclissiL’11 agosto del 1999 in Europa e dunque anche in Italia si è potuta osservare l’ultima eclissi totale di sole del secolo. Ovviamente se ne parlò per giorni e si vendevano un sacco di gadget relativi all’evento. Ognuno si preparava a guardare quel cerchio di sole come poteva: occhiali da saldatore, filtri ottici, radiografie di peroni e tibie venivano riesumati per essere usati come schermo per la luce. Io optai per degli scarti di rullino fotografico… Per la verità poco intenzionato ad usarli veramente dopo che i media avevano fatto un mare di raccomandazioni sul fatto di non guardare comunque mai direttamente il cerchio del sole.
Erano le ultime settimane del mio periodo di servizio civile presso l’Associazione Amici di Piazza Grande; per cui con i miei negativi in tasca me ne andai alla redazione del giornale che, in quel periodo, era in via Fratelli Rosselli, dove c’erano anche le docce pubbliche e un dormitorio. La mattina è trascorsa indolente e pesante come lo può essere una giornata di lavoro nel cuore di agosto; certo: nell’aria c’era questa attesa per l’eclissi e ovviamente non si parlava quasi d’altro. L’inizio era previsto per l’una circa e già vedevi la città che si svuotava (ancor di più) verso le undici. Le macchine sfrecciavano fra piazza dei Martiri e via Don Minzoni, le persone allungavano il passo per vedere il fenomeno chissà dove, chissà con chi, magari solo per non farsi trovare col naso all’insù in mezzo a sconosciuti. E’ un evento unico, irripetibile: per cui per forza va visto con qualcuno di importante… sarebbe un po’ come passare Natale in ufficio…se puoi eviti.
Io quel momento lo passai davanti alla soglia del dormitorio pubblico, insieme ad un gruppo di persone che vivevano lì: fra il Centro diurno di via del Porto, via Rosselli, piazza Verdi, piazza dei Martiri e i loro sentieri dei loro giri quotidiani… sentieri segreti solo a quella parte di Bologna che non vuole vedere. E presto capii che lo spettacolo non era lassù ma qua giù. Guardare il sole è veramente fastidioso e i miei negativi scuri non mi danno fiducia. Quando arriva l’eclissi è bello vedere come cambia la luce a terra, come cambiano le ombre: sembra che qualcuno abbia tirato una tenda gialla e le ombre sono diverse, più chiare, la temperatura si abbassa subito e ti sfiora uno strano vento fresco. Vorrei ascoltare tutto questo con attenzione, ma niente da fare: c’è chi grida, chi si agita per trovare un vetro scuro per guardare il sole e fa la spola fra il dormitorio e il centro diurno. Il massimo della tecnologia astrale raccattata in giro sono: due paia di occhiali da sole sovrapposti, il fondo di una bottiglia di birra, delle mitiche lastre di una qualche frattura, altri vetri anneriti con l’accendino, solo uno è così fortunato da avere un cugino meccanico che gli ha prestato gli occhiali da saldatore.
Ma ecco che cambia la luce, è arrivata. Smetto di guardare in alto e mi godo questa luce calda e un po’ soffusa su questi volti, su queste mascelle mal rasate. Una decina di gole tese in alto a guardare, ridere, imprecare e sfottere pure l’eclissi. Quando finisce l’eclissi torna caldo torrido, il silenzio finisce e tutto ritorna duro e lucido come sempre. La delusione è sempre un po’ lì dietro l’angolo, ma quasi nessuno ha il coraggio di ammetterlo. Chissà che doveva mai accadere?! Qualcosa che ti cambiasse la vita? Un fenomeno soprannaturale che avrebbe reso un ricordo la realtà di prima? Forse ognuno di noi, quel giorno, intimamente ha sperato in qualcosa del genere. Ovviamente non è successo nulla di tutto ciò. Per cui, subito dopo, tutti noi, almeno lì su quell’asfalto, abbiamo ripreso a guardare per terra. I sassi e la terra dei nostri sentieri. Quelli di prima dell’eclissi, quelli di sempre.

commenti
  1. balza73 ha detto:

    Oggi alcune di quelle facce le ho ritrovate a lavorare per coop la Strada, altre non le ho più viste, qualcuno ha trovato una sistemazione ed ha creato una famiglia. Altre ancora sono ancora lì…per quelle ed altre vie.

  2. anonimo ha detto:

    Leggo solo ora questo post,anche se non è recente. Sono senza parole, anzi: una cosa mi è chiara… Adesso so qualcosa di più sul motivo per cui ti amo…
    La Principessa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...