Archivio per ottobre, 2008

donne_vl

Tempo fa arriva Andrej e mi racconta che al dormitorio di viale Lenin, (sì a Bologna c’è ancora una via che si chiama così, che tra l’altro incrocia via Carlo Marx) hanno fatto un lavoro pazzesco con un fotografo e che sarà pubblicato un articolo che parla della vita di alcune ospiti del dormitorio. Capisco qualcosa, ma non tutto. Mi incuriosisco. Casualmente incontro Giorgio di Mascio, di Società Dolce, il quale mi conferma la storia di Andrej, ma per saperne di più mi rimanda a Silvia che, sempre per La Dolce, fa l’operatrice in viale Lenin. Le telefono e, in poche parole, mi spiega tutto e mi invita al dormitorio.
A questo punto devo andare a vedere queste famose foto che saranno pubblicate questo sabato sull’allegato a Repubblica che si chiama D la Repubblica delle donne. Come si dice in questi casi?
Segnatevelo sul calendario, raccimolate un paio d’euro e correte in edicola! E’ una storia che merita davvero. E’ così: io le ho viste e sono splendide. Forti. Ritraggono la dignità di queste donne lungo i margini di una vita frammentata, ma non ancora in pezzi.
Arrivo in via Lenin, 20 che è buio. Il dormitorio si chiama Madre Teresa di Calcutta, è a ridosso del cavalcavia che porta all’Esselunga ed è ricavato in una casa di campagna in una zona piuttosto verde. Anzi è l’unico angolo di memoria di quello che potevano essere una volta i confini rurali di Bologna: così incastonata fra la via Emilia intasata di traffico e il mega complesso commerciale che, quasi senza soluzione di continuità, si snoda da qui fino al Pilastro e oltre fuori la San Donato verso Granarolo.
La struttura è femminile e può ospitare una ventina di donne, organizzate in stanze da 6, 7 o 3 posti. C’è una stanza comune ed è lì che sono state appese queste bellissime foto montate su pannelli. Riempono un’intera parete e comunicano forza e fascino.

Silvia mi accoglie e mi racconta come è nata questa esperienza. E’ un fiume in piena: "All’inizio di gennaio di quest’anno il fotografo Fabio Mantovani si è presentato ed ha spiegato a ciascuna ospite il suo progetto ha iniziato a scattare i primi ritratti alle prime ragazze che hanno aderito con entusiasmo crescente e via via sempre più coinvolgente, catturando l’attenzione anche di quelle ospiti più restie e discrete… Ha costruito con la complicità delle stesse ragazze un vero e proprio set fotografico molto strutturato, senza farsi-ci mancare niente, con tanto di "trucco e parrucco", strumentzioni e luci ad hoc… Sono nati diversi scatti che ritraevano le ospiti accanto al loro habitat, il loro posto letto del dormitorio che le accoglieva. L’intenzione del fotografo era proprio quella di cogliere una porzione del loro mondo e del loro modo di gestire e vivere il proprio spazio vitale. L’angolo con le proprie foto, i propri peluche, i propri oggetti personali, tutti frammenti di vita. Mantovani le ha poi vendute successivamente al gruppo l’Espresso che si è prima innamorato delle immagini poi è rimasto  incuriosito delle possibili storie che potevano celarsi dietro a ciascuna di esse. Quindi siamo stati contattati da una giornalista di D di Repubblica che ha voluto ascoltare le storie che si nascondevano dietro ai sorrisi e dietro agli sguardi ritratti in ogni fotografia. La giornalista ha proposto di seguire per una giornata lo spaccato di vita di alcune ospiti del dormitorio di viale Lenin con l’intenzione di realizzare un reportage autentico che, come le stesse foto, restituisse dignità alle vite e raccontasse una pagina diversa del vivere la strada. La strada vista con gli occhi di una donna. L’obbiettivo era capire cosa c’è dietro a quelle facce sorridenti, dietro alle fatiche del vivere quotidiano: i sogni, le speranze, l’immagine di sè. La proposta è stata fatta ad alcune donne che stanno cercando di ri-costruire un immagine nuova di sè e che devono allo stesso tempo convivere con le paure, le difficoltà, le vecchie ferite del passato, insomma donne che devono fare i conti con la vita e fare pace con se stesse. Donne che vogliono ritrovare il filo della matassa, ricollegrare dei pezzi scollegati, donne che cercano disperatamente un lavoro o che un lavoro c’è l’hanno già, ma per così poche ore e con un guadagno così misero che non consente loro di fare quel passo successivo. Donne che sono sia madri che figlie di qualcuno, donne che spesso hanno reciso i contatti con le radici e con la propria famiglia.
Donne che a volte seguono un uomo, altre che seguono un figlio che sta male.
Storie assemblate e racchiuse in un luogo, la dimensione del dormitorio che accoglie part time, dalle 17,00 al mattino successivo, e il giorno fuori sia che piova, sia che faccia il sole. L’articolo dovrebbe intitolarsi vite ri-trovate." donneFaccio qualche scatto, prendo un té scambiando due chiacchere. Molte di loro le conosco, ma la mia curiosità cresce. Vorrei rimanere ancora, ma si sta organizzando una riunione, dunque tolgo il disturbo. Non mi resta che aspettare sabato e andare in edicola. Ma spero che questo spaccato di vita possa trovare ancora posto, qui su Asfalto, anche in futuro, anche quando non ci saranno eventi come questo. Queste storie, queste donne hanno piena cittadinanza qui.

Siamo in finale!

Pubblicato: 30 ottobre 2008 da massitutor in asfalto fuoriporta, tele asfalto, televisione

vedi il video nel sitoPremio “L’anello debole 2008”, giovedì 23 ottobre il verdetto finale. Abbiamo partecipato al concorso, indetto dalla Comunità di Capodarco, per la categoria video Corti della Realtà e siamo arrivati fra i 18 finalisti (su 58 partecipanti) con l’intervista a Stefano Bici.

Oggi la giuria di qualità de “L’anello debole” si riunirà a Roma per scegliere le opere vincitrici e menzionate dell’Edizione 2008 del premio. Il verdetto finale sarà reso noto giovedì 23 ottobre.
Le 148 opere in concorso divise in quattro categorie (28 per la Radio, 42 per la TV, 58 per i Corti della Realtà e 20 per quelli della Fiction) hanno già affrontato una prima selezione, il 27 e 28 settembre, da parte di un gruppo di lettori formato dalla stessa Comunità e integrato da una ventina di studenti e insegnanti delle scuole superiori di Fermo. Essere arrivati fino a qui è già una grande sorpresa: vedere questo video fatto con una webcam vicino a produzioni professionali è incredibile. Significa che i contenuti pesano. Comunque incrociamo le dita perché sarebbe una bella soddisfazione e poi Le Marche attorno a Capodarco sono bellissime! Sarebbe bello farci una gita.

Biciclettari in piazza

Pubblicato: 29 ottobre 2008 da massitutor in lavoro

bigacarracci

Nella giornata di sabato siamo stati in Piazza Verdi con uno stand di  Piazza Grande ed abbiamo messo in pratica ciò che avevamo imparato nel mese precedente; aggiustare le biciclette. L’idea è stata molto buona in quanto facevamo pagare solo i pezzi e dunque la manodopera era ad offerta libera.
Siamo stati immediatamente accerchiati da tutti i
nullafacenti della piazza che conoscevamo molto bene ma che subito hanno capito che eravamo lì a lavorare e non ad ubriacarci ed hanno lasciato lo spazio alle vecchiette e agli studenti che sono venuti a farsi aggiustare le bici praticamente gratis.
E’ stata certamente una bella esperienza che spero possa continuare perché è un servizio molto utile alla cittadinanza, in quanto
a noi disperati ci rende partecipi alla vita civile della città.
Il giorno dopo di domenica abbiamo piazzato lo stand in Piazza Nettuno, ma abbiamo scelto una posizione un po’ scomoda: proprio di fianco a Beppe Maniglia.
Il lavoro non è stato tanto ma abbiamo avuto
l’occasione di socializzare comunque con la gente della piazza che hanno apprezzato molto quello che stavamo facendo.
Spero che questa storia continui perchè sarebbe davvero bello poter
aiutare gente che magari non è in grado di aggiustarsi una bicicletta e magari la lascia deperire cercandone un’altra magari rubata, per non spendere tanto.
Noi abbiamo mostrato a tutti che, se le opportunità vengono date, anche la gente che può sembrare irrecuperabile ha una possibilità di riscattarsi e fare qualcosa per quella
società che li ha sempre esclusi.

ufficioNe avevamo già parlato ad inizio ottobre e ci siamo ripromessi di tornarci sopra, dunque eccoci qua: i Servizi sociali di Bologna cambiano radicalmente. Una vera rivoluzione che, come già detto qui su Asfalto, è avvenuta in una pressoché assenza di dibattito e discussione.
Raccogliamo dunque l’appello degli amici di Piazza Grande:
"I Servizi Sociali a Bologna cambiano ancora sistema. Dall’inizio di ottobre è di scena il decentramento ai Quartieri. Negli ultimi due anni si è passati dall’accentramento della lista unica di via Sabatucci che ha messo fine all’esperienza dello sportello di via del Porto, al decentramento dei Servizi Sociali ai Quartieri. Per chi ha bisogno del sostegno dei servizi per fare fronte ai propri bisogni quotidiani (dormire, mangiare, curarsi ecc.) orientarsi tra sportelli e uffici è stato sempre difficile, con questi ribaltamenti la confusione aumenta. Ma non è questo l’unico problema. Ogni volta che si profila una riorganizzazione dei servizi rivolti agli adulti in difficoltà, si ha il sospetto (a volte la certezza) che questi cambiamenti abbiano come conseguenza un accesso sempre meno agevole alle misure di sostegno fornite dal Comune, soprattutto per le persone non residenti a Bologna.
In queste settimane Piazza Grande sta provando a comporre il puzzle di questa ristrutturazione che per molti appare ancora molto nebulosa. Speriamo di raccogliere le opinioni di amministratori pubblici, operatori sociali e soprattutto degli utenti. Con queste righe vorremmo stimolare la partecipazione dei bloggers di Asfalto al dibattito a distanza che riempirà le pagine del numero di novembre di Piazza Grande.
Grazie a tutti".

La Rassegna Stampa di Kurtinizzo

Pubblicato: 24 ottobre 2008 da massitutor in civiltà, politica, stampa
Da New York a Washington crescono i senza tetto.

Usa_homelessNon è più Wall Street il centro dell’America, ma sono le strade delle diverse città Americane, con il rincaro di tutti i generi alimentari, l’aumento abissale dei pignoramenti per il fenomeno subprime i mutui americani, e la disoccupazione si sono trovate in strada intere famiglie, è un fenomeno allarmante che porta in strada oltre 3 milioni di persone senza alcuna assistenza sociale. E pensare che i senza tetto stavano diminuendo, vi raccontiamo la storia di Amanda Bowling, madre di tre bambini che si trova in strada avendo perso il lavoro poi la casa e quindi è arrivata la strada, per fortuna è stata varata una legge che stanzia 3,9 miliardi di dollari per aiutare le persone almeno ad avere una casa.

A Bologna un povero senza tetto prende una multa di 742 euro perche accumula dei cartoni dove dorme la notte.

Usa_homeless Cosa dire? Si sarebbe potuto agire in altro modo ma non vogliamo prendere parti di difesa o di accusa, diciamo che solo nel 2007 ci sono state oltre 50 multe ai senza tetto, svariate le modalita delle multe ma vorrei sapere solo se questi agenti si mettano nei panni di questa povera gente che, piena di problemi fino al collo, si trovano anche il regalo della multa perchè per me è solo un regalo che questi Agenti fanno: sanno che questa gente ha dei problemi, invece loro affondano il dito nella piaga. Che dire dell’assistenza che hanno queste persone? Penso sia poca, o sono assistiti in modo sbagliato perche vedo troppa gente di una certa età in strada che non dovrebbe esserci, dovrebbero stare in strutture adeguate invece vige la logica di tutta un’erba un fascio, alla fine sono solo loro a pagare: i senza tetto, come dire: cornuto e mazziato, invece i politici sanno solo tirarsi della merda addosso l’uno con l’altro come sempre sanno solo dire: se eravamo noi a comandare non sarebbe successo, come dice il Pdl. Io so solo che chiunque vada su in Comune non pensa minimamente ai problemi che hanno i senza tetto, anzi. Quindi si potrebbe evitare tutto questo parlare e parlare, facciamo i fatti e aiutiamo questa gente che ha veramente bisogno.

Non viene pagato l’affitto da sei mesi. Così il proprietario dell’edificio che ospita il Commissariato di Cerignola della Polizia si è rivolto al Giudice, che ha emesso un provvedimento di sfratto. Il contratto era scaduto nel 2003, ma i poliziotti si sono rifiutati di aprire ai proprietari che si erano presentati con i propri legali e l’ufficiale giudiziario per eseguire il provvedimento, dopo il rinvio del 2 ottobre scorso e invano anno chiamato in successione carabinieri, la polizia municipale, ed infine la guardia di finanza, ma tutte le chiamate sono risultate vane tutte( le pattuglie erano impegnate) roba da barzellette ci fosse stato il povero operaio sarebbe arrivato anche l’Esercito.
Cosa dire di un articolo del genere, se ne potrebbe parlare fino a domani, scrivo giusto due righe per dire che alla fine quando il dio denaro è finito siamo tutti sulla stessa barca, tutti sulla stessa "Lo sfratto" ebbene sì: anche la polizia di Stato non paga l’affitto, non solo i poveri lavoratori che non arrivano a fine mese, ma con una precisione da fare quando è il povero operaio ad avere lo sfratto arriva la polizia e ti caccia e devi stare zitto altrimenti vieni anche denunciato, quando è la polizia di stato ad avere lo sfratto tutti sugli attenti anzi si rifiutano di aprire la porta al propretario dell’immobile e nessuno va a cacciarli come succede per l’operaio, ma poi mi chiedo i soldi lo stato li stanzia o sono solo le solite battaglie POLITICHE sugli stanziamenti?

Torna week-end a Scrocco!

Pubblicato: 24 ottobre 2008 da massitutor in civiltà, laboratorio, libertà, week end a scrocco
LINUX DAY

Volevamo segnalare su asfalto che nella giornata del 25 ottobre in tutta Italia si celebrerà il LINUX DAY, la giornata nazionale di promozione del Software Libero coordinata da Linux Society.
Questa linuxgiornata vuole essere un momento divulgativo per far conoscere la realtà del software libero e le sue potenzialità.
Usare Linux  significa fare uso di software sviluppato da moltissime persone  che anno come obbiettivo quello di far funzionare al meglio il PC.
Vuol dire avere meno problemi di virus, avere software gratuito e legalmente a disposizione con una quantità superiore al software proprietario e soprattutto libero da licenze restrittive.
Linux è soprattutto un principio che va contro il monopolio che Microsoft ci costringe a subire; vale quindi la pena di informarsi per non subire passivamente le leggi di mercato che troppe volte affogano il principio di libertà e condivisione gratuita degli strumenti di divulgazione del pensiero che devono essere LIBERI !!!!!!
La manifestazione sarà a livello nazionale, per chi vorrà avere informazioni sulle altre città consigliamo questo link www.linuxday.it.
A Bologna si terrà presso l’ istituto Aldini Valeriani in via Bassanelli 9-11.
BUON LINUX A TUTTI

FUMETTI AL TPO

Alle 21, al TPO (via Casarini 17-5) per il ciclo "le serate del Garage" dedicato al fumetto, incontro con Claudio Calia, curatore dell’antologia "ZERO TOLLERANZA" e con gli autori.

arminbarducci"Tolleranza Zero", "Zero Tollerance" in inglese, fu un’espressione coniata dall’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani con la quale buona parte dei politici si riempirono e riempiono tutt’ora la bocca. Nessuna tolleranza contro tutto ciò che è diverso, tutto ciò che non rientra nell’estabilishment. "Zero Tolleranza" è quindi un ribaltamento, un titolo volutamente provocatorio, di pancia, proprio come manifesta insofferenza all’ignoranza e all’ipocrisia di razzismo, proibizionismo, politiche repressive, riduzione delle libertà individuali e dei diritti civili; quasi uno slogan: "intolleranti alle intolleranze".
Ogni anno abbiamo cercato di dar voce alle principali campagne portate avanti in quel periodo dai movimenti che per comodità possiamo chiamare "no-global". Quindi la guerra "globale e permanente" (contro l’idea che le guerre possano essere "umanitarie"); il precariato, in ambito lavorativo e più genericamente esistenziale; il razzismo, la xenofobia e di denuncia dei CPT-Centri di Permanenza Temporanea; la resistenza partigiana e le resistenze dei giorni nostri. Se pensi alle tematiche dei volumi in questi cinque anni ti rendi poi conto che le problematiche purtroppo non sono "scadute", mantenendo tutte quelle storie sempre attuali.

La Zia e lo Zio

Pubblicato: 22 ottobre 2008 da massitutor in amicizia

Tante volte per chi vive per strada ed ha un cane è un impegno doppio per che se vuoi bene al tuo animale gli devi stare dietro specialmente quando il cane è piccolo per che gli vanno fatti tutti i vaccini e stando in mezzo alla strada ne ha più bisogno di chi vive in un appartamento essendo più al riparo di prendere qualsiasi malattia. Avendo gia tu il bisogno di mangiare tutti i giorni delle volte resta difficile trovare del cibo per il tuo amico a quattro zampe e con le persone che gia ti guardano storto per il motivo che avendo un cane e vestito in un certo modo ti affibbiano un nome che a Bologna va di moda é il “punk a bestia” e tanta gente ti scansa ma ci sono due persone che da anni tutti conoscono come la zia e lo zio e fino a qualche anno fa venivano tutti i giorni a portare da mangiare a tutte quelle persone che vivono per strada e anno un cane dandoti un riso che la zia prepara tutte le mattine con vari scatolette per cani e se il cane ha dei problemi di salute, ha un veterinario di fiducia dove ti manda a suo nome. Sono delle persone formidabili per che stanno facendo dei grandissimi sforzi per che tante volte ad aspettare loro ci sono molte persone e nonostante tutto nessuno va via senza niente, ora non vengono più tutti i giorni ma quattro giorni alla settimana avendo una certa età e la zia ha pure problemi di salute ma quando sta un po’ meglio vuole venire a vedere i suoi cani perché dopo tutti questi anni sono pure suoi. Noi tutti siamo molto affezionati a queste due persone che non saprei come descrivere anche perché non ce ne sono molte e forse non ce ne sono proprio, solo per tutto quello che stanno facendo per i nostri animali sono da ammirare. Hanno anche avuto problemi con i vigili che quando davano il mangiare in via Irnerio gli fecero la multa, non tanto perché sostavano in doppia fila, ma era la scusa per non farli più venire a distribuire il mangiare, ma loro non si sono persi d’animo dando l’appuntamento da un’altra parte. Dopo tutto questo tempo le persone con i propri cani sono cambiate: chi è andato via, chi ha perso il proprio cane e via discorrendo ma la zia e zio sono sempre qui a dare una mano a tutti quelli che hanno un cane senza distinzioni per nessuno.
A Bologna non è facile avere un cane per chi vive in strada o al dormitorio; dopo alcuni casi di aggressione sono state messe leggi molto restrittive ed ora ci vuole un patentino per certe razze di cani. Non parliamo poi se devi salire sull’autobus…
E’ straordinario che in un mondo in cui tante persone non arrivano alla fine del mese con il proprio stipendio, ci siano ancora delle persone come la ZIA e ZIO.