Archivio per agosto, 2007

Asfalto incontra la città

Pubblicato: 31 agosto 2007 da massitutor in amicizia, felicità, gite

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Già: una piccola rappresentanza del Gruppo Asfalto sarà presente al mega festone nazionalpopolare dell’Unità di Bologna, accampata fino al 17 settembre, come i Bolognesi ben sanno, a Parco Nord. Ci siamo anche noi perchè vorremmo conoscere nuove realtà e vedere le facce di tutti quelli che ci leggono: ad un certo punto bisogna abbandonare il mondo virtuale per quello reale e abbiamo pensato che la Festa fosse un buon posto dove farlo.
Dove siamo: Asfalto è ospitato presso il gruppo di stand "Esaforum" (stand numero 43) e precisamente presso lo stand di Coop La Strada. Entrando dal sottopassaggio pedonale, dopo il parcheggio, basta tenere la destra, superare il "Quartiere Latino" e arrivare in fondo alla strada. Clicca sulla mappa.

piantina
Perchè venire a trovarci: bella domanda… per incontrarci (che bazza!), scambiare chiacchere e opinioni sui temi che affrontiamo qua sul blog; rimanere in contatto lasciandoci un indirizzo email, potrete lasciare un pensiero su Asfalto direttamente dal nostro "Internet Point" volante. Oppure per farci due risate insieme, magari riguardando su maxi-schermo le foto, le vignette e le storie di un annetto di Blog.
Iniziative: tenetevi liberi per la serata di giovedì 13 settembre! Sarà la prima conferenza-raduno nazionale di Asfalto. Con ospiti, esperti di comunicazione e letture. Maggiori dettagli arriveranno in seguito.
Ci si incontra alla Festa!

Le mie prigioni – Lettera 5

Pubblicato: 30 agosto 2007 da massitutor in carcere, libertà

Carcerato Reggiano DOC

Ore 15,30 Carcere di Reggio Emilia 11 agosto 2007

dario ciaoCari amici del Blog, come potete vedere non mi sono scordato di voi, scusatemi del mio silenzio, ma vi comunico che domenica 5 agosto sono stato trasferito di carcere: attualmente mi trovo a Reggio Emilia. In questo mio post vi voglio raccontare di come si può sentire un detenuto che viene, in gergo giuridico, "tradotto". Come forse sapete in carcere devi convivere con persone di molte etnie diverse e per questo sei portato, per via della lingua, ad avvicinarti ai tupi paesani "italiani", in questo modo -restauri- rapporti diciamo di "amicizia" e cerchi, con tutti i mezzi consentiti dall’istituto in cui uno si trova, a farti la cella con loro. Cercando così di vivere meglio e di comunicare, magari sfogandoti. Quando vieni trasferito viene a mancare questa cosa essenziale per noi italiani: perchè ormai le nostre patrie galere non sono più tanto per noi, ma per quegli stranieri che arrivano in condizioni pietose, con la prospettiva di una terra promessa; cosa che è e rimane un’illusione… Detto questo sono stato costretto a lasciare la mia tranquillità costrita con pazienza a Bologna e ricominciare tutto a Reggio Emilia. Se vi devo dire il vero il Carcere di Bologna non ha nulla a che vedere con quello di Reggio Emilia: le condizioni della struttura di Bologna sono difficilmente descrivibili a parole… a Bologna il carcere è stato concepito e progettato per 450 detenuti, mentre in effetti sono state inserite 1000 o 1200 persone. Quindi lascio a voi i commenti su come può funzionare una struttura del genere. Da quello che ho potuto appurare qua a Reggio Emilia è più funzioanle: ci sono possibilità di sbocco e agli effetti tutto funziona con una precisione svizzera: il detenuto che lo desidera ha la possibilità di fare qualsiasi corso o iniziativa di inserimento nella vita così chiamata "normale". Io ho fatto richiesta di lavoro, cosa che a Bologna svolgevi solo se eri furbo o ruffiano, poi mi sono iscritto alla Prima superiore che inizia a settembre e, allo stesso tempo, vado in biblioteca, visto che è un periodo che mi sono innamorato dei libri… proprio così! Dario il fattone che adora leggere! Mi devo ricredere: non tutti gli istituti sono come quello di Bologna e qua tiro la conclusione che un carcere per essere funzionale non dovrebbe contenere più di 200 detenuti. Cari lettori… e magari giovani in procinto di intraprendere una vita da delinquente, credetemi: non è vita qualsiasi siano le condizioni carcerarie e in qualsiasi istituto uno è: colui che decide di intraprendere la vita del tossico e del detenuto deve fermarsi a riflettere e, allo stesso tempo, ascoltare i più vecchi, cercando di percepire ed elaborare le loro esperienze. Mi piacerebbe pensare e sapere che un giovane aprisse gli occhi leggendo queste mie lettere, questo blog. Sappiate che in futuro sono costretto a smettere di scrivere: non perchè non voglio più, ma perchè dovrò andare in comunità, ma non so ora se il responsabile della struttura vorrà concedermi la possibilità di continuare questo lavoro iniziato in carcere. Ciao a tutti e ci si ribecca! Presto spero!

Idoli e dei

Pubblicato: 29 agosto 2007 da massitutor in pensieri in libertà

edicolavotiva2Ad ognuno il suo…diobirra1 

Lisbona 2007

Pubblicato: 19 agosto 2007 da massitutor in estate, gite

PortogalloTutto
il mondo
è paese

LIDO DEI MARTIRI

Pubblicato: 17 agosto 2007 da massitutor in felicità

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Le mie prigioni (lettera 4)

Pubblicato: 10 agosto 2007 da massitutor in carcere

"BO" 26 07 2007

Ciao amici del blog, vi scrivo per salutarvi, ma nel post vogilo dare lo spazio a un ragazzo  che mi sta facendo, compagnia all"interno delle mura del carcere della dozza.
ciao
con stima Dario

mie_prigioni_3

"LO SQUALLIDO CEMENTO DELLA DOZZA"
La mattina inizia il travaglio: terapia, caffè, i passi delle guardie e le loro chiavi che sbattono nella tua mente, l’aria nello specchio di vecchi carpentieri, le scritte in lingua diverse, la tua, il rientro, il pranzo, lei non cè. Non puo esserci perchè l’hai tradita perchè hai sbagliato per l’ennesima volta. Alienato dalla paura di ritornarci, alienato dal fatto che il fine pena è vicino ma è vicino anche ritornare alla tua dannata esistenza. La strada. Perchè di essa non ti è rimasto niente, anche se qualcosa ti deve ancora: la speranza. Questa è una mano che scrive guidata da un cervello intrappolato dalla malinconia, dalla solitudine in mezzo al frastuono. Lei non cè, non puo èsserci. L’hai voluto tu, perchè vivi senza regole nel caos ma ci stai bene in fondo. Lo sbaglio ti appesantisce il bagaglio, le idee si annientano in un attimo di malinconia. L importante è sopravvivere, scrivere due righe a tua mamma quando hai la fortuna di averla ancora. In questo labirinto cè una via di uscita e nel giorno giusto ritroverai tutto quello che è possibile ritrovare, ovviamente.
ciao mamma ciao Dany.
By Tony

"NON C’E’ CURA NON C’E’ LEI, C’E’ QUESTO SFOGO"
Tra le chiacchere soffocate dal solito coatto panorama. All’improvviso scopri che anche qui cè cualcuno. Qualcuno che non conosci e forse non vorresti conoscere mai ma tra l’angoscia e la poca fede che ti rimane ascolti, parli, racconti, buio, storie, storie a volte uguali, ad un copione di uno strano film che non vedrai mai perchè lo stai recitando. Quando entri in galera la prima cosa è sperare di trovare quel qualcuno che diventerà tuo amico. L’amicizia è difficile da coltivare specie in questi luoghi ma è fondamentale e ti rende libero per un attimo. Quando sei libero ne hai tanti, nascono e muoiono ma purtroppo ne hai bisogno. Sei solo. A volte vieni emarginato, messo nel dimenticatoio. C’è chi come me dice che in galera non esiste l’amicizia e c’è chi dice che in galera nascono le migliori.
Quando inizi a capire la galera arriva l’ora di uscire e quando rientri rinizi tutto da capo. Siamo bombardati  da una 14 pollici costantemente. Quando ci riusciamo perdiamo per un pò il senso di chiuso ma in testa cominciamo a creare una libertà immaginaria. Io sogno ad occhi aperti, vivo incubi nelle notti insonni. Qui non c’è niente che ti possa rieducare a parte la tua coscenza. Qui Dio entra facilmente. Entra la voglia di crederci ancora.
Ciao mangiacasse di tuto il mondo: dopo tanto silenzio un frastuono vi richiamerà, inizierà la festa, sperando che in galera non ci ritorni mai più!
A Riccardo, Marco, Embeded Tribe, Dario M., i ragazzi della sezione e di tutte le altre, la sezione femminile e di tutti gli altri posti. A mamma, Ilena, Marilena, a u Boss, a lei, a tutti coloro che navigano e trovano questo blog.
Per il resto e per chi sente il senso di appartenenza, un invito a scrivere su ogni muro con ogni cosa e in ogni stato: NOSTRA PATRIA TUTTO IL MONDO, NOSTRA LEGGE LA LIBERTA’"!
By Tony

Una giornata diversa

Pubblicato: 8 agosto 2007 da massitutor in asfalto fuoriporta, estate, salute

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Titolo banale per esprimere un concetto e un sentimento altrettanto semplice. Ma perchè dev’essere tutto sempre affilato e intellettuale? Non ce n’è motivo quando le cose sono limpide e fondamentali. Eccomi dunque a cercare di raccontare il sentimento comune di un gruppo di persone, espresso da una frase che è stata sulla bocca di ognuno di noi: "…finalmente una giornata diversa".
Niente di speciale direte voi… Alla fine di un’intensa e ricca stagione di lavoro, operatori, lavoratori e amici si sono presi su e sono andati a fare una grigliata e qualche bagno al fiume, punto. Una giornata diversa rispetto allo sbattimento di strada, al lavoro, alla noia, alla roba, ai farmaci, alla birra, alle urla e al pasto del Centro diurno.
E’ stato un anno di crescita e di scoperta: questo Blog…che in questo anno è nato e cresciuto; le gite metropolitane; gli spettacoli teatrali e i film visti assieme; i gruppi del giovedì; la musica che ci ha unito e riscaldato questo inverno. Quante persone sono passate da questo laboratorio! Tante da creare due diversi gruppi attorno al blog. Già perchè qua il precariato lo tocchiamo con mano ed è un bel via-vai di gente: c’è chi si è fatto attraversare, chi è diventato trasparente, chi si è fermato, chi è andato in galera, qualcuno non c’è più… ma prima che qualcuno mi accusi di pessimismo vorrei ora ricordare quei pochi (non così pochi quest’anno) che, per così dire, "ce l’hanno fatta", o comunque sono andati avanti. Ci tengo perchè sono persone che meritano il mio incoraggiamento perchè si sono meritate alla grande il risultato che hanno ottenuto e perchè qua la normalità non è merce affatto scontata, ma in via del Porto succede anche questo ed è giusto dirlo. Niente miracoli: solo lavoro, fatica.
Vorrei raccontare tutte queste storie come fossero un unico film luminoso e corale; vorrei raccontare di Andrej che, senza togliere nulla a nessuno, ha dato qualcosa in più a questo Blog, in borsa lavoro e anche ora. Anche mentre, a testa bassa, ha lavorato nei bagni pubblici per Cooplastrada e anche adesso che finalmente sta lavorando dove può esprimere le sue capacità di grafico pubblicitario non ha mollato Asfalto, anzi: grandi novità e nuovi progetti ci attendono.
Vorrei raccontare di Davide: che lavorava in borsa lavoro e poi se ne tornava in stazione la sera; che ha deciso di alzare la testa dalle mani e finalmente aprirsi con noi; che ha trovato un posto al dormitorio e quindi è riuscito a lavorare sempre meglio. Lo ricordo mentre corre su e giù nel cortile del Circolino Costa per dare una mano, mulo instancabile (così l’ho soprannominato un giorno…l’ha presa bene, meno male). Lo ricordo arrivare in laboratorio sporco di calce e tempera nel periodo in cui ha lavorato per la coop Fare Mondi, stanco ma fiero; alle volte col suo muso un po’ lungo, ma in fondo contento, con tante speranze. E ha fatto bene ad averla la speranza: perchè poi il lavoro dei suoi sogni è arrivato ed ora ha lasciato anche il dormitorio. Che storia da commedia americana! Eppure è vera, è successa qui.
E che spettacolo è stato vedere passare di qui questi due giovani amici rumeni, Costi e Cezar. In laboratorio ogni giorno: per scrivere curriculum, iscriversi ad agenzie di lavoro, cercare indirizzi, cercare lavoro sulle pagine gialle e vedere qualche video musicale rumeno. Vorrei raccontare la speranza sui loro volti prima di ogni colloquio e poi la delusione, spesso, il giorno dopo, per qualcosa di andato storto: cosuccie tipo lavoro nero, sfruttamento, lavoro non pagato e promesse a vuoto. Ora dove sono? Cosa fanno? Sono stati assunti insieme, in prova ma in regola, in un grande cantiere di Bologna e come posso raccontare la loro espressione il giorno della firma del contratto? Pazzesco!
Certo è vero che il lavoro non risolve tutti i problemi: spesso questi ci seguono a ruota e bisogna percorrere altre strade per risolverli. Lo so che alle volte si torna indietro dalle vette di certi risultati ottenuti, ma niente passa invano e la vita è fatta anche di questo, anche di queste "giornate diverse dal solito".
Vorrei raccontare tutte queste esperienze, questi incontri…ci ho provato, ma non è facile: bisognerebbe esserci stati. Spero che chi ha seguito questo blog durante quest’anno si sia fatto almeno un’idea di queste cose che sono successe, di queste facce che si sono incontrate, scontrate, conosciute.
Grazie ragazzi, a tutti.
Il vostro tutor