Archivio per gennaio, 2008

Sicurezza e Accoglienza

Pubblicato: 29 gennaio 2008 da massitutor in assistenze e bisogni, civiltà, politica

coferatiQuanto questo tema sia sulla bocca di tutti, non occorre che ve lo dica io, i media ci campano benone, per cui, visto che il tema attira lettori e telespettaori, ci tirano dentro al massimo.
E’ indiscutibile che tutti abbiamo bisogno di sicurezza… ma noi, abbiamo una nostra idea al riguardo, e sopratutto, cosa a che vedere con l’accoglienza?
Queste poche righe che seguono sono argomenti del prof. Pavarini, Consulente per la sicurezza del Sindaco di Bologna, che è il responsabile della sicurezza per la città. Proviamo a rifletterci, anche in vista del convegno sull’ Accoglienza che stiamo organizzado su mandato della Consulta contro l’Esclusione Sociale!? Il nostro punto di vista è fondamentale, propio per la nostra posizione di mezzo tra Acccoglienza e Sicurezza sociale.

La sicurezza come bene pubblico si produce e governa ampliando gli spazi di agibilità dei diritti, ampliando la cultura e le occasioni di assunzione dei "rischi".

La politica della sicurezza come bene privato (sicurezza aquistata coi soldi, inferriate, polizia privata, case in luoghi sicuri ecc.) ndr. convince a ridurre i nostri diritti per correre meno rischi.

La politica della sicurezza come sicurezza dei diritti di tutti, convince a correre più rischi per garantire di più l’esercizio dei nostri diritti.

Guerra vicina guerra lontana

Pubblicato: 26 gennaio 2008 da massitutor in Uncategorized

Guerra vicina, guerra lontana
Guerra vicina, guerra lontana
A me non importamilosevic
Io inseguo la vita
Io inseguo l’amore

Non sono un eroe
Non sono, un fasto cavaliere
Io alla guerra volto il… sedere

Lei si spoglia a me vien la voglia
Culmine sul momento
Fulmine nel tempo
Pioggia temporale fuggi fuggi generale

Mentre poi arrestato
Da questo codesto bel tempo
A me l’amore a voi la guerra
A me l’amore a voi la guerra

A voi la medaglia… a voi il decoro
La guerra… io non mi onoro

A me il piacer della vitasadam
Che sia tanta
E soprattutto fica

A me l’amor… piacer intenso
Nell’aria profumo di incenso

Guerra vicina guerra lontana
Guerra vicina guerra lontana

Io penso all’amore
Io penso all’amore

Lei la vacca… io il toro
Lei la vacca io il toro

Guerra vicina guerra lontana
Guerra vicina guerra lontana

A me non mi importa
Io inseguo la vita
Io inseguo l’amore.

Tagliolini prosciutto e limone

Pubblicato: 26 gennaio 2008 da massitutor in mangiare

Ciao a tutti voi lettori Asfaltati e non, mi chiamo PasqualinoChef sono al Gomito per problemi personali che poi vi racconterò  quando ci saremo conosciuti. Intanto ho già conosciuto Simpit al gomito che mi ha invitato a scrivere su Asfalto. Vorrei  dilettarvi con ricette semplici  con ingredienti facili da cucinare e "povere" nella vecchia maniera dell’Emilia Romagna. Iniziamo subito con una ricetta facile facile.

Tagliolini alla romagnola

Ingredienti:tagliolini

  Taglioline all’uovo o garganelli
  Burro 30gr
  Prosciutto crudo tagliato a striscioline (a julienne) circa 50gr
  Panna liquida (se è possibile) o panna da cucina
  prezzemolo 20gr
  1 limone

Soffriggere il burro finchè non è ben rosolato aggiungere il prosciutto crudo (va bene anche il cotto dei panini della caritas) e  mezza scorza di limone tritato (possibilmente non quello che qualcuno ha utilizzato per altri scopi)prezzemolo, spremere sopra anche il succo di limone, rosolare il tutto a fuoco lento, ripeto a fuoco lento se no si secca, aggiungere la panna possibilmente liquida ma se avete quella da cucina è uguale (giusto per risparmiare). La pasta deve essere sempre al dente perché se no si scuoce, poi tirarla con il sugolimone ricordandosi di tenere sempre il fuoco basso. Una volta pronta, se avete del prezzemolo o erba cipollina, guarnitela  aggiungendoci 2 fettine di limone tagliato a mezzaluna. Se avete il grana o il pecorino (chissà da dove lo avete pigliato visto che costa l’ira di dio) aggiungetecelo a scaglie. Ricordatevi di stare piuttosto bassi con il sale perché si fa sempre in tempo ad aggiungerlo. La salsa deve diventare una crema. Servite il tutto il piatto è pronto. Ci vorrebbe un buon vino bianco Pojfumè ma quello ve lo potete pure sognare perché costa 80 euro e quindi abbinatelo con un più economico greco di tufo da circa 2.50 € o un Pinot Grigio. Le ricette sono sempre per 2 persone. Buon appetit.
Per oggi ho finito gustatevi questo piatto e se volete qualche consiglio scrivetemi qui sull’email di Splinder oppure telefonatemi al cellulare 3484075292. Ciao ragazzi alla prossima.

Invito a Teatro

Pubblicato: 22 gennaio 2008 da massitutor in amicizia, gite, week end a scrocco

http://www.cooplastrada.it/asfalto/swf/arena_sole.swf
Rassegna: Il Teatro dell’esilio
Giovedì 24 gennaio 2008 ore 21.00 Teatro Dehon Via libia 59
informazioni e prenotazioni- tel 051 342934
info@fraternalcompagnia.it

teatrodehon@tin.it 
Rom- il viaggio millenario
regia Massimo Macchiavelli

Nesvas è un vecchio zingaro calderaio che, spinto dall’ impossibilità di vivere del proprio antico mestiere, sogna di andare in Italia, attratto dall’ illusione di poterlo riprendere in un paese che lui considera ricco. Sindel è un ragazzino senza genitori che è stato adottato da Nesvas. Insieme partono per un viaggio dalla Romania all’ Italia, su un vecchio carretto trascinato da un improbabile cavallo. Il Viaggio e gli incontri che vengono fatti diventano il pretesto per ripercorrere la storia del popolo Rom in una sorta di trasmissione orale tra nonno e ragazzino. Lo spettacolo è integrato con, musiche dal vivo, danze popolari Rom e documenti video che completeranno quello che vuole essere un percorso nella cultura di un popolo che spesso conosciamo solo attraverso luoghi comuni.
La gente ha paura degli zingari ed in genere dei diversi. Questa paura genera poi spesso pregiudizi ed incomprensioni e questo porta alla nascita dell’odio e dell’intolleranza. Per poter sperare di creare un giorno una società più tollerante, o, come scrive Laura Balbo, "una società poco razzista", è necessario conoscere gli altri, i diversi da noi; è assolutamente necessario considerare questi ultimi come portatori di una cultura, né migliore, né peggiore, ma solo diversa dalla nostra.”
Lo spettacolo è nato da un progetto tenuto dalla Fraternal Compagnia a Villa Salus , Bologna. In questo luogo abitato da Rom che erano stati tolti da luoghi occupati la Fraternal Compagnia ha tenuto laboratori teatrali e artigianali. Lo spettacolo vuole raccontare la storia del popolo zingaro, dalla sua partenza dall’india oltre mille anni fa, attraverso il vagare per i paesi europei e le persecuzioni subite fino ai giorni nostri. Lo spettacolo ha debuttato a Bologna all’Arena del sole, il testo è stato pubblicato in un libro dal titolo “Un anno a Villa Salus”, edito dall’associazione Arc–en-ciel.

Noi del gruppo Asfalto ci saremo. Chi per amicizia, chi per antiche e sepolte passioni per il teatro e chi, perchè no, per farsi una dormita nelle morbide e calde poltrone del teatro. Come è già successo. L’importante è stare insieme. E partecipare a quei magici momenti di teatro e intimità che sono peculiari della Fraternal Compagnia. Che non è che sia la migliore compagnia del mondo in assoluto, ci mancherebbe! Ma porta con se un valore aggiunto, un particolare colore, che nessun altra avrà mai. Fidatevi.

E così è arrivato anche il mio turno.
Tanto ha detto e tanto ha fatto Massi che alla fine mi ha convinta a scrivere l’introduzione alla mia intervista.
Solitamente il mio lavoro è dietro le quinte e i meriti di quanto accade in laboratorio vanno al tutor…. ma stavolta non potevo esimermi dalla richiesta (a furor di "gruppo"!) di passare davanti all’obiettivo!
Ci tengo a farvi sapere che le domande sono state ideate dai corsisti e l’intervistatore è stato uno di loro (bravo Romeo!).
Alcune precisazioni.
Mi scuso anticipatamente per la pessima voce: ovviamente se non è udibile un tono caldo e suadente è per via del microfono difettoso.
E anche per la qualità del video che assolutamente non rende omaggio alla realtà: anche questo per via delle pessime caratteristiche della telecamera…
E chiedo vènia anche per le risposte, che non sono sufficientemente interessanti in quanto la mia mente dopo 20 ore consecutive di veglia rischia di andare in tilt…
E anche per…sì, insomma, avrete capito che sto scherzando. Guardate il video così com’è.
E lasciate un commento, se vi pare.
Buona visione!

quadHo conosciuto artisti di strada bravissimi con conservatorio alle spalle ma che vivevano anche con altri introiti e altre risorse e ho conosciuto artisti di strada scassoni che avevano imparato a suonare la chitarra  in qualche scuola media e che conoscevano 2 o 3 accordi, e suonavano ad orecchio, autodidatta per la maggior parte. Bè io facevo parte della seconda categoria. Suonare un brano famoso in strada  a meno che non sei Pino Daniele in persona è difficile ricevere qualche spicciolo anche dopo ore di strimpellate se poi hai la  memoria rovinata dalle sostanze ricordare i testi delle canzoni è un dramma. Ma la necessità di scollettare mi ha suggerito di sfruttare l’improvvisazione.
Una delle tecniche che usavo spesso era Improvvisare motivi famosi cambiando il testo sul momento e modellandoli sulla persona che passava in quell’istante nelle metropolitane (Roma e Milano) oppure nella strada accanto ai negozi. Questa tecnica con me ha funzionato benissimo, i passanti sorridevano (non tutti è ovvio!) e  raddoppiavo/triplicavo gli introiti. Bisogna avere solo molta fantasia e conoscere almeno un giro armonico famoso orecchiabile.
Risultava ancora più efficente se avevi un amico con il cappellino come ”front-man” che faceva un pò il giullare della situazione. Alcuni esempi gli abbiamo dai ns amici che si vedono spesso in via Oberdan,via clavature, e davanti a molti supermercati,  loro aggiungono anche un cane o dei cuccioli. In alcune città entravo addirittura nei negozi, certo bisognava avere delle grandi facce di cazzo, ma a quei periodi questa virtù non ci mancava, eravamo ben carburati. Mi è successo di scollettare e suonare anche in ”down” e da solo a volte, la differenza consisteva nel fatto che rompevo molto meno le palle e mi facevo dei grandi viaggi mentali di autocommiserazione corredata da sbadigli e lacrime. Però c’è da dire che non mi sono mai ridotto come quei bei giovinotti muscolosi in ginocchio con aria triste e il cartello ”aiuuutaaatemiii vi preeegooo” ”ho 44 figli malati, 32 mogli disabili, e mia suocera impazzita all’ospedale” avrei voluto, passando, dargli un bel calcio in culo! Ma vai a zappare la terra! anche se a volte si rischia di scoprire che la storia è vera, di questi tempi poi. I posti preferiti erano le uscite dei metrò, e con un buon  ”carburante” che ti dà la spinta, le strade trafficate. A Bologna il sottopassaggio di Piazza Maggiore non era molto trafficato e quindi potevi stare tranquillo non al centro dell’attenzione. Con la gente che passa e va di fretta non hai ”l’ansia della prestazione” e puoi ripetere lo stesso pezzo all’infinito. Via indipendenza la evitavo perchè pensavo che lì ci andassero a suonare solo gli artisti con le palle, anche via D’Azeglio, escluso però il portone di Lucio Dalla. Perchè si dice che davanti al suo portone si può stare. Esattamente di fronte al campanello dove sta scritto ”senlui” se ricordo bene. Mentre davanti ai supermercati dovevi combattere per accaparrarti il posto davanti all’entrata. Non tutti ovviamente.gittara Era comodo scollettare con la chitarra davanti al supermercato Coop di via Montebello, perchè, come molti supermercati forse, la gente è sempre la stessa e se si fa l’abitudine, e ti conosce, ti  porta anche dei vestiti e roba da mangiare,sempre se gli sei simpatico e non rompi tanto i maroni. Un’altra buona tecnica era quella di andare negli studi privati  di Notai/ avvocati/professionisti (chissà come mi malediranno) mettersi  sala d’attesa e quando entri raccontargli la storia della tua vita e di tutte le tue sfighe. Se hai fortuna racimoli un pacco di soldi. Ho avuto un’ottima e proficua esperienza invece con un vescovo non so se si può dire, il Vescovo di Albenga. Una figata regaaaa!!! Quando eri fortunato, ti faceva salire ed entravi in un palazzo lussuosissimo ti faceva sedere veniva con una bacinella piena d’acqua e ti lavava i piedi. Guai a rifiutare rischiavi di perdere le 200.000 lire. Ma poi, sapete, dopo una giornata passata a correre su e giù per i treni era uno spasso, e direi anche un pò eccitante. Anche perchè poi dopo, prima di accommiatarsi con te, ti stringeva forte al suo petto e sentivi delle vibrazioni che vanno oltre forse a Dio e altro. Sì, sentivi che quel tipo buffo un pò ti ha fatto stare bene per quel giorno e pensavi che in fondo lui nella sua mentalità religiosa e di carità sentiva la necessità di esprimersi con quei riti e con quelle parole. Poi via di corsa a Genova p. principe a comprare una pallina e lì ho conosciuto un ragazzo Sciascia un pò più basso di me e insieme siamo andati a farci a casa sua. Strafatto sul divano mi giro e vedo sorpreso un’apparizione femminile! boccaAllibito! E senza parole! Era lui travestito da donna! Chiaramente lui ha detto che stava andando a lavorare e io sono rimasto a casa sua. Solitamente non mi sono mai piaciuti gli uomini e men che meno i travestiti, ma lui tutto poteva sembrare meno che un uomo. Poi sono passati dei giorni e devo dire che cominciava a piacermi sempre di più, solo però nella versione femminile. Credo che non abbia mai visto nulla di più erotico di quella presenza femminile con una quasi invisibile venatura maschile. Me ne sono innamorato perdutamente, ma vorrei avervi visto voi di fronte a tale bellezza e sensualità. I guai però vennero proprio con l’arrivo dei sentimenti. Ricordo la sensazione che ho provato nel vederla sul divano presa a turno da 4 nord-africani. Non capivo se ero eccitato o geloso, ma ho sentito la necessità di prendere e andare via,anche perchè mi stavo infognando di nuovo. Meglio così perchè le sostanze e l’amore non vanno mai d’accordo.
Bè per oggi basta. Alla prossima ciau.

Ciò che accomuna tutti noi

Pubblicato: 15 gennaio 2008 da massitutor in assistenti sociali, carcere, libertà

conferenza050

Cari amici  del Blog e dello Staff di Via del Porto, mi scuso del mio prolungato silenzio ma è un periodo alquanto pessimo. Sono in fibrillazione: non vedo l’ora di iniziare questo stramaledetto progetto "Custodia Attenuata". Pensate, che per riuscire ad ottenere quel foglio, dove il mio Sert. Dichiara il loro consenso, e appoggio il progetto, ho investito una settantina di francobolli oltre al tempo e alla pazienza. Mi viene da pensare che adesso per ottenere questo trasferimento da Reggio Emilia a Castelfranco, ci sarà da investire un’altra settantina di francobolli. Credetemi se fossi figlio di qualche industrialotto non starei a guardare la spesa ma purtroppo non lo sono, anzi faccio parte di quella categoria di accattoni elemosinanti che fanno caso anche al centesimo. Adesso la metto un pò sul sarcastico, ma la verità è che se mi fanno incazzare tiro fuori il peggio di me stesso. Ma questo stramaledetto servizio Sociale chiamato Sert. Ha intenzione di farsi sentire? o hanno fatto come Ponzio Pilato! Che con quel foglio si sono, per cosi dire lavati le mani? A questo punto non so più cosa dire! Lasciamo il mio caso tanto lo conoscete meglio di me passiamo ad altro. Dedico un pensiero sentito a "Lupo" come io dedico a Gabriele Sandri il tifoso ucciso da un Poliziotto. Adesso non giudico nessuno, ne i ragazzi che hanno picchiato "Lupo" ne il poliziotto che ha ucciso il tifoso, ma giudico l’apparato Politico Italiano dove l’unico interesse è la rincorsa ad una poltrona dove ti da la possibilità di essere immune ad ogni tua responsabilità, stando attenti a non perderla. Questo problema riguarda i politici, ma anche tutti noi siamo troppo impegnati ad arrivare o ad occupare una poltrona ma ci dimentichiamo del prossimo e dei suoi problemi che poi diventeranno anche nostri. Queste sono mie analisi personali molto più ampie delle quattro mura di Via del Porto, ma voglio anche analizzare e ricordare una persona che mi ha fatto compagnia in cella per tre mesi Maurizio B. E’ un vostro cliente affezionato; posso immaginare che sia con una o forse più birre in mano questo mi dispiacerebbe visto che non è un cattivo ragazzo, anzi è troppo buono e vuole fare il furbo convinto che la sua furbizia lo tenga lontano dai guai. Mi dispiacerebbe molto sapere che possa andare a finire male: in salute lui deve stare attento al suo fegatino. Anche voi ragazzi se lo vedete bere buttategli via la birra o il vino, tanto non è una persona aggressiva non farebbe male ad una mosca. Questo è un piccolo accorgimento per aiutare una persona che di salute non sta tanto bene. Pensate: quando ero fuori lo vedevo e gli davo del matto, qua ho imparato che matto non è, uno matto non conosce la Bibbia a memoria. Nella mia mente scorrono nomi infiniti, dove ad ognuno di questo nome conosco molto bene la problematica che lui ha. Potrei elencare una sfilza di nomi, ma servirebbe un’ enciclopedia mi limito a dire che tra tutti questi nomi una cosa sola ci accomuna tutti: L’ Abbandono!   Da parte di quella società che si ritiene "Migliore" e "senza colpe". Cari Amici vi ringrazio dei vostri saluti e del vostro contributo nel sollevare il morale. Un saluto particolare a Massimo il tutor, la Gioconda e la civetta Cinzia. Cinzia! Quando uscirò ne ho delle belle da raccontarvi. Ti aggiornerò su tutto Ciao e vi faccio gli auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo. Con Stima Dario.