Archivio per giugno, 2009

Pubblicato: 30 giugno 2009 da massitutor in Uncategorized

UNA GIORNATA STUPEFACENTE

Pubblicato: 27 giugno 2009 da massitutor in droga

tunnel-arredato

Ieri era la "giornata mondiale contro la droga"…
A prescindere dalla stupidità di queste iniziative estemporanee che lasciano il tempo che trovano (ormai ci sono giornate dedicate a qualsiasi cosa, dalla gioventù al pomodorino di San Marzano, dai rifugiati agli omosessuali, per finire con squisitezze quali il rosario, il tradimento o il lupus eritematoso sistemico) su quest’ultima in particolare due paroline da spendere le avremmo proprio.
Nel caso delle malattie più o meno gravi che affliggono l’umanità (c’è una giornata per ognuna di loro), l’intento è quello di sensibilizzare e soprattutto raccogliere fondi, e passi, ma per concetti complessi come il razzismo, il lavoro minorile, la guerra o appunto la droga tutto ciò mi sembra privo di senso come di utilità, visto che è ridicolo e anche triste fare pensare la gente ad un dato argomento un certo giorno dell’anno, e tutti gli altri 364 chi s’è visto s’è visto.
Inoltre in questi casi vendere piantine a 30 euro serve tutt’al più a finanziare le miriadi di associazioni che organizzano questi eventi più o meno a scopo di lucro, mentre si fatica a capire perchè dovrebbero esistere mille diverse ONG per ogni disgrazia possibile immaginabile.
Veniamo alla droga… prima ho preferito parlare di "concetto" o "argomento" piuttosto che di problema proprio perchè la questione è molto delicata…

Per chi è un problema la droga? Per chi c’è andato a bagno, per la società, per l’ordine pubblico (leggi:per chi comanda)?
Ormai da diverse fonti, e non solo dai soli antiproibizionisti, è stato appurato che la cosiddetta "lotta alla droga" si è rivelata un fallimento, e pure di quelli grossi, che costano milioni se non miliardi di dollari, pagati da quei poveri fessi che lavorano,  pagano le tasse, votano, e la sera avrebbero anche il diritto di fumare un pò d’erba, visto che non fanno del male a nessuno…
Era l’ora, diciamo noi! Non ci voleva molto a capire che è impossibile "vincere" una guerra del genere: corruzione nei paesi produttori, guadagni enormi, impossibilità fisica di sorvegliare tutti i confini di un mondo globalizzato come il nostro e, dulcis in fundo, l’eterna legge di mercato secondo la quale di fronte ad una domanda adeguata (che esisterà sempre, quanto ci vuole a metterselo in testa?) corrisponderà inevitabilmente un’offerta altrettanto adeguata. I rischi legati alla repressione non fanno altro che aumentare i guadagni: questo lorsignori dovrebbero capirlo, dato che parliamo delle regole di un gioco che hanno inventato loro!
Il fatto è che lo sanno benissimo, ma quello della droga è uno spettro utilissimo da evocare in cerca di consenso, con i suoi eterni e inseparabili compari:bisogno di sicurezza, paura del diverso, della devianza e del dissenso, i soliti cavalli di battaglia buoni per tutte le stagioni elettorali.
Quindi avanti senza criterio e senza pietà con la repressione, la criminalizzazione, il business del "recupero" coatto delle pecorelle smarrite (ricordate la proposta di Fini? Depenalizzazione dell’uso personale in cambio del ricovero in comunità, anche per chi fa uso di cannabinoidi… decidete voi se ridere o piangere!)
Fermiamoci qui, per il momento; approfitto di questo spazio per consigliare a tutti la lettura di un libro veramente illuminante:si intitola "Dall’oppio all’eroina: un maledetto inganno" (o imbroglio, non ricordo esattamente, ma il senso è quello). Viene pubblicato dalle Edizioni Cox 18, casa editrice legata al centro sociale Conchetta di Milano, ed è una lettura che dovrebbe essere obbligatoria per chiunque abbia a che fare con gli oppiacei,a cominciare da medici e sbirranza varia.Oltre a raccontare per filo e per segno tutta la storia del tormentato rapporto tra l’uomo e gli oppiacei, introduce degli aspetti innovativi e molto interessanti sul concetto delle dipendenze.
Per concludere in allegria, non sarebbe male ricordare a tutti quelli che proprio non possono fare a meno di controllare e influenzare le nostre scelte di vita una semplice realtà:per quanto proprio non riescano a digerirlo, molti di noi che sono entrati nel famoso Tunnel della droga ci si trovano benissimo e non hanno alcuna intenzione di uscirne,anzi, chiedono solo di poterlo arredare come più li aggrada, ne più ne meno di come è sacrosanto diritto di ognuno con la propria casa….

Riportiamo un articolo dal periodico online Vita.it, nel quale si afferma che, secondo una ricerca del Ministero delle politiche sociali su cinque città italiane, Bologna sarebbe un polo attrattivo rispetto alle persone ai margini della società. A quanto pare Bologna sarebbe un’eccellenza nei servizi sociali e nell’accoglienza per i senza tetto.
Ma sarà poi vero? O meglio: cosa ne pensate? Rispetto alla vostra idea di città, all’esperienza personale o rispetto al lavoro che fate dentro o attorno ai servizi.
Se non qui, dove?

Bologna

Il Ministero delle politiche sociali presenta oggi una ricerca sui senza dimora in 5 città italiane

Addio, homeless. Addio, soprattutto, a una visione che li definisce in termini di mancanza, "less". Il rapporto degli homeless con gli spazi urbani e con l’offerta cittadina di servizi, infatti, è caratterizzato da un utilizzo competente e strategico delle limitate risorse accessibili. Gli homeless cioè oggi sono "ispettori dell’accoglienza".  Tant’è che girano mezza Italia e poi cercano tutti di approdare a Bologna, dove ci sono i migliori progetti per il reinserimento sociale.
A dirlo è una ricerca che verrà presentata oggi dal Ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali: gli studi realizzati in cinque città – Bari, Bologna, Genova, Milano e Roma – hanno osservato che dagli homelss viene una domanda di beni che va ben oltre lo schema semplificato della ricerca di cibo e di rifugio notturno. Essa si concretizza, per esempio, nell’esigenza di accedere alle biblioteche e fruire dei loro servizi o in quella di disporre dei mezzi pubblici in modo regolare per organizzare i propri spostamenti nell’area urbana.
Davanti a queste richieste, che si collocano al di fuori della definizione per difetto degli homeless, gli operatori sociali e i servizi sembrano in difficoltà e agiscono spesso in modo poco flessibile. Le regole delle strutture rischiano infatti di determinare un loro utilizzo rigido che mal si concilia con l’effettivo perseguimento dell’indipendenza degli utenti, imponendo una griglia di intervento che rischia di soffocare la capacità di avvalersi in modo autonomo e creativo delle poche risorse disponibili. Il pericolo allora è quello che si produca come effetto, involontario ma non per questo meno reale, la gestione della vita dei soggetti assistiti secondo i principi di una economia di semplice sussistenza, da cui non potranno mai emanciparsi.

Bologna
Bologna rappresenta un’eccellenza nei servizi sociali e nell’accoglienza per i senza tetto, una sorta di approdo per tutti coloro che si spostano da una città all’altra in cerca di condizioni migliori. D’altra parte, però, il luogo di accoglienza, (il centro d’accoglienza Beltrame) sembra essere vissuto solo come luogo di passaggio dal quale uscire con un progetto individuale di "reinserimento". Questa impostazione crea distanza tra gli ospiti, che rifiutano i rapporti tra loro, tutti protesi all’uscita dal centro in una sorta di competizione interpersonale. La ricerca mostra come invece sarebbe opportuno rafforzare la funzione residenziale di un centro simile, promuovendo la dimensione coabitativa.

Bari
La ricerca narra dei vissuti e delle storie di 22 persone senza dimora che vivono nell’area metropolitana di Bari e mette a fuoco come l’avere o meno un riparo presso una struttura di accoglienza non risolva l’emarginazione e l’esclusione sociale di cui gli homeless sono destinatari. La ricerca, attraverso l’analisi condotta con t.lab (software per l’analisi quantitativa di dati qualitativi) mette in luce la rappresentazione polarizzata e differenziata delle forme di exit e di nuove politiche sociali suggerite dai diversi stakeholders.

Genova
La ricerca ha come oggetto le modalità di produzione dell’immagine del senza fissa dimora, con i suoi tratti stereotipi, prendendo in considerazione il ruolo giocato dalla stampa locale con l’analisi di articoli usciti tra la fine del 2007 e il 2008 e del materiale promozionale di uno degli enti genovesi, mostrando i meccanismi di discorso attraverso i quali gli homeless sono ridotti a non-persone.

Milano
La ricerca si è concentrata sui modi attraverso cui le persone senza dimora possono difendere il proprio sé, gestendo la frattura tra auto ed etero attribuzione identitaria che colpisce le persone segnate dallo stigma e da processi di inferiorizzazione. Il secondo aspetto chiama in causa la diversa declinazione dei bisogni e delle priorità da parte del sistema di intervento locale e da parte delle persone senza dimora.

Roma
La ricerca intende indagare i rapporti delle persone senza dimora con la città, nella prospettiva di suggerire ipotesi operative di intervento per una riconfigurazione dei servizi che li renda più aderenti alle istanze, alla soggettività e al desiderio di emancipazione degli "homeless". L’indagine ha smentito, attraverso l’analisi sia delle storie di vita sia delle interviste a stakeholders e rappresentanti dei servizi, lo stereotipo di una marginalità vissuta come scelta o rottura rispetto a un contesto di vita "normale" e posto in rilievo la dolorosa condizione di invisibilità sociale dei senza dimora.

WEEK-END A SCROCCO

Pubblicato: 22 giugno 2009 da massitutor in week end a scrocco

IL GIARDINO DELLA CORTESIA
Indirizzo: Piazza Galvani, 1 Bologna – Bologna
monoscopioAbbattono muri, disegnano per terra, dipingono sulle pareti: non sono ragazze e ragazzi indisciplinati ma è la nuova generazione di giovanissimi educatori civici bolognesi. Hanno creato Il giardino della cortesia.
Un giardino ricco di fotografie, disegni, vignette, video, pensieri gentili, installazioni, brani letterari, t-shirt che raccontano le attività educative e comunicative realizzate dalle scuole nell’ambito del progetto La città civile.

Per maggiori informazioni:
http://www.comune.bologna.it

Ingresso: gratuito
Date di apertura

Dal 29 maggio 2009 al 30 giugno 2009
Lunedì      aperto     9:00 -18:45
Martedì     aperto     9:00 -18:45
Mercoledì  aperto     9:00 -18:45
Giovedì     aperto     9:00 -18:45
Venerdì     aperto     9:00 -18:45
Sabato     aperto     9:00 -13:45
Domenica     chiuso    

Chiuso il: martedì 2 giugno

FEIl_teatro_che_camminaSTIVAL INTERNAZIONALE D’ARTE DI STRADA (CASTEL S.PIETRO TERME)


Ultima serata del festival internazionale d’arte di strada Il teatro che Cammina e Castel S. Pietro Terme chiude con compagnie teatrali da scoprire.

Ecco qui il programma della serata finale del 27 giugno 2009:

Alle 21:30 Fratelli Ochner in "l’Uomo in mutande"-magia, giocoleria e finanza creativa, in Via Mazzini.

Alle 22:00 Leo Bassi in "Spagna in Utopia", Piazza XX Settembre.

Alle 21:00 e 22:30 Officine Duende in "Freak in 4/4" in Piazza Martiri Partigiani.

Dalle 23:00 in poi Irish Fest, Riti propiziatori per allontanare la crisi, con la Druid’s Folk Band, il teatro di John Wilson, i ritratti di Claudia Piasentin, Cortile Ex Asilo.

Ingresso: gratuito

IL MERCATO CONTADINO DI SAN LAZZARO (domenica 28 giugno)

Dal 22 marzo 2009 anche San Lazzaro di Savena ospiterà il mercato contadino, un’occasione di incontro tra produttori locali e consumatori, per portare i prodotti della terra direttamente dalle campagne alle tavole delle famiglie, in modo da garantire freschezza e salute
L’appuntamento è ogni 15 giorni, a partire da domenica 22 marzo 2009, dalle 8.30 alle 12.30, nello spazio antsitante il Centro Sociale Annalena Tonelli dove saranno presenti i banchi dei produttori di frutta, verdure fresche ed ortaggi, salumi, olio, latte, vino e aceto, miele, erbe aromatiche ed officinali e tanto altro ancora direttamente dalle nostre campagne. Inoltre, tra le bancarelle ci saranno anche prodotti provenienti da agricoltura biologica

Rifugiati e Rifugi

Pubblicato: 19 giugno 2009 da massitutor in assistenze e bisogni, civiltà, libertà, week end a scrocco

20 giugno: Giornata mondiale del rifugiato,
42 milioni di persone in fuga nel 2008

rifugiatiIl 20 giugno di ogni anno si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Rifugiato, istituita dalle Nazioni Unite per dare voce alle migliaia di persone costrette ad abbandonare il proprio paese a causa di guerre, persecuzioni e violazioni dei diritti umani. Oggi nel mondo i rifugiati sono 12 milioni. L’Italia ne ospita 45mila. 
In questo giorno l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e le organizzazioni partner celebrano in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Rifugiato che quest’anno
l’UNHCR ha deciso di dedicare al tema: “Rifugiati, non solo numeri – real people, real needs”. Questa scelta vuole evidenziare come i rifugiati siano persone con i nostri stessi sogni, aspettative e necessità.

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato che si celebra il 20 giugno, Comune di Bologna, Provincia di Bologna e associazioni locali promuovono incontri, proiezioni, spettacoli e mostre. Le iniziative proseguiranno a Bologna e provincia fino al 12 luglio.

Imperfetti… ma chi è perfetto?

Pubblicato: 19 giugno 2009 da massitutor in asfalto fuoriporta

Saluto con curiosità ed entusiasmo questa piccola serie di interviste che arrivano da Milano, dal Centro SOS Stazione Centrale dell’amico Maurizio Rotaris.

Breve intervista a Giorgio, frequentatore di SOS Stazione Centrale. Ragazzo rumeno di 34 anni è cresciuto in orfanotrofio in Romania. Vive in strada in Italia senza molte speranze per il futuro. Questa bozza di video fa parte del progetto "Le forme dell’invisibile" laboratorio di fotografia e immagine con i senza tetto della stazione centrale di Milano, sviluppato da SOS con la supervisione di Cesare Cicardini.

Piccola guida alla birra#5

Pubblicato: 15 giugno 2009 da massitutor in birra

yeah

sofiero lattinaSOFIERO
Dopo Lapponia e Danimarca terminiamo il tour della Scandinavia con un’autentica chicca sofiero logoproveniente dalla Svezia, che per me fu un vero colpo di fulmine: ottima, amara(sembra di bere una BECK’S!), economica e, purtroppo, rara. Trovai la lattina giallo-blu da uno sperduto pakistano che cominciai a frequentare assiduamente, fino a quando il poveretto non riuscì più a trovarla alla Metro.Per principio nemmeno mi avvicino alla versione leggera, della quale non so dirvi niente, ma se doveste imbattervi nella STRONG buttatevi a colpo sicuro (e fatemi un fischio!)

SOFIERO – € 1,20 – alc7% – latt.50cl – Sweden


tennent
tennentTENNENT’S
Parente scozzese della CREST, appartiene alla categoria delle STRONG LAGER vendute in bottiglie da 33cl.Molto apprezzata, tanto da essere spesso servita alla spina nei pub.Tostissima, nella mia classifica personale batte le Ceres(tutte quante,nessuna esclusa)per mille punti a zero

TENNENT’S – € 1,60/1,90 – alc9% – bott.33cl – Scotland


crest logoCRESTcrest lattina
Inglese, può essere paragonata alle più economiche, quelle della prima puntata per intenderci (a proposito,ho fatto una cappella,Oranienburg è un paese vicino a Berlino, la birra si chiama Oranjeboom..) rispetto alle quali vanta gradazione, prezzo e , per alcuni, qualità superiori; a Londra non a caso è considerata la birra dei punk, quanto meno quando non hanno i soldi per andare al pub…Peccato sia molto difficile da trovare nei supermercati.I paki, che lo sanno bene, la ricaricano spaventosamente:in confronto a loro noi genovesi abbiamo le tasche bucate…

CREST – € 1,80/2,20 – alc.10% – lattina da 50cl – England