Archivio per la categoria ‘alkoliker – il diario’

Un saluto e un augurio dal nostro amico Stefano “Bici” Bruccoleri. Fondatore e animatore del blog Asfalto dal 2006 fino ad oggi. Il modo migliore per riprendere questo nuovo corso dell’esperienza di Asfalto presso la Cava delle Arti della Fraternal Compagnia.

Ripropongo questo video perché è una delle cose più simili a me stesso che ho fatto nella mia vita. Perché rappresenta Asfalto, il nostro modello di comunicazione e l’amicizia fra tre persone che ci hanno creduto: Stefano Bruccoleri (testo), Massimo Macchiavelli (voce) e Massimiliano Salvatori (video). E Neil Young che ovviamente ha reso possibile la magia.

ImmagineDa circa quindici giorni sono ricoverato in ospedale per tentare una riabilitazione da alcol. Ho deciso che valeva la pena tenere un diario e renderlo pubblico per due ragioni: una per non dimenticare e due perchè resto convinto che ” Le storie non scritte son destinate a non essere lette”. Dunque ho aperto una pagina su Facebook ” Diario Di Un  Alcolista Appassionato ” in cui appuntare riflessioni.

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L’ ORCO CHE MANGIAVA BIG BABOL ROSA

Reparto R.A.F: riabilitazione alcol farmaci.
Struttura sobria, pulita con amplio parco e acquario con pesci rossi e tartarughe, luogo ideale per gli inciuci che nascono in reparto fra i degenti, al tempo stesso luogo super presidiato dagli infermieri e dai Frati che lavorando qui da anni e che tutto vorrebbero tranne che da un momento all’altro spuntasse qualche uccello o capezzolo sfuggito dal controllo della RAF.
Gli operatori sono tutti estremamente gentili, altro discorso per le donne delle pulizie che lavorano per qualche cooperativa esterna, che si limitano ad ignorare tutti, essere gentili con un lavoro di merda simile pare non glie lo faccia digerire meglio.
Il reparto è una struttura a croce, esattamente come il crocefisso, lungo il corridoio principale ci sono le stanze, la sala degli infermieri, quella del dirigente e dei vari specialisti, tutte femmine da mordere con lo sguardo, altre a cui strapperei volentieri la figa a morsi, ragione per la quale credo abbiano messo nella flebo medicamenti che mi hanno falciato le erezioni e con questo un’elevata parte della mia attività. In questi anni ho smesso di giocare a pallavolo, correre , suonate la chitarra, ridurre il mio impegno nel volontariato e mai avrei rinunciato alla sessoautonomia, vivrò di ricordi per un mese e poi ricomincio con gli allenamenti: toglietemi tutto ma non il mio giocattolo.
Stanza n° 4 letto n° 24 tre ospiti su quattro, si vede che non c’è poi così tanta gente che beve o che chiede aiuto.
L’infermiera mi indica il letto, mi consegna la chiave dell’armadietto con la raccomandazione di non lasciarlo aperto: “Non succede mai nulla, ma sa com’è “? Rassicurante.
I due ospiti son distesi sul letto, uno con le cuffie e l ‘altro anche, sembra che attendano in prete prima dell’esecuzione, l’accoglienza non è certo calorosa, daltronde molti di quelli che si ricoverano non vedono l’ora di uscire, per altri è la prima volta e non sempre lo hanno scelto volontariamente: ce li manda la famiglia o il datore di lavoro, il sert o sono reduci da qualche incidente stradale ed in qualche modo devono dare segni di redenzione. Sono pochi quelli che vengono qui volontariamente chiedendo aiuto al medico di famiglia o a qualche gruppo alcologico.
Il primo è un ragazzo rumeno di trent’anni circa, asciutto, di poche parole, due giorni dopo parlando con la moglie ho saputo che fa il muratore, l’altro invece è un signore di sessant’anni di circa ottantacinque chili, vestito da contadino la domenica, spettinato e poco incline a farsi la doccia, me ha confessato oggi la moglie dopo averlo spedito in bagno a lavarsi. Entrando in stanza sentivo una puzza di marcio ed ho sempre pensato fossi io, mentre scrivo son qui davanti a me con lei che gli elenca i benefici di un detergente piuttosto che l’altro ” Ti ho portato anche il detersivo per i panni” Mi guarda sconsolata ” Vorrà dire che me lo riporto a casa”
Inizialmente mi inquietava un poco poi quasi subito avevo visto una foto in una bella cornice bianca sul comodino, da lontano ovviamente non vedevo nulla e poi quando mi avvicino immaginando di vedervi ritratta la moglie, invece vedo la foto di un cane, un bastardino dal pelo marroncino chiaro accucciato in terra con lo sguardo adorante, verso verso il suo padrone.
Una radiolina tutta colorata di quelle che si regalano ai bambini tipo la radio della fidanzata di Topolino e li mi si stringe il cuore. Mastica tutto il tempo Big Babol rosa.
Comincia a parlare con un filo di commozione, gli chiedo come sta, non mi aspetto grandi discorsi “Fra due giorni vado via, voglio tornare dal mio cane e dalla mia casa” e con le lacrime all’aglio questo mezzo orco arrivato dalla campagna, con agli occhi lucidi dice “I primi quattro giorni qui ho pianto, volevo solo andare via da qui, e poi di sicuro quel povero cane me lo hanno fatto ingrassare, ma adesso che torno lo faccio correre io”
La stanza di un ospedale è come una piccola borgata, tutti si vedono, si parlano si conoscono, una sorta di piccolo mondo nel mondo con la caratteristica che in questa borgata è possibile abitaci solo per ventinove giorni, il tempo minimo necessario per la disintossicazione dall’alcool.
Qui siamo arrivati tutti in tempi differenti, io sono stato l’ultimo ad arrivare e come per tutte le relazioni ci sono voluti alcuni giorni prima di parlarsi, ci si limitava ad un educato saluto e poi ognuno si rintanava nella propria casa letto ad ascoltare la radio o a guardare il soffitto.
Ieri finalmente Orlando ( L’orco venuto dalla campagna ) mi si avvicina mentre cazzeggiavo al computer. Orlando con le mani dietro la schiena, passettino dopo passettino si avvicina al tavolo al mio fianco e mi chiede “Cosa ci vai sempre su quel baracchino li, a che cosa serve”?
Difficile spiegare ad un anziano cosa sia un computer e quali cose si possano fare usando solo le parole.
“ Venga Orlando si avvicini. Di che paese è lei”
“ Mondovì, son sempre stato li, ho fatto le scuole , ho lavorato, mi sono sposato. Tutto a Mondovì”
“ Le piacerebbe vedere la sua casa adesso, il suo paese, la piazza del municipio “?
“ Si ma fini a domani che torno a casa come si fa”
Dentro di me so che gli sto preparando una magia che non avrebbe mai potuto immaginare e apro Google Map, digito Mondovi e appare la cartina, stringo l’immagine e gli dico “La riconosce?”
“ Ma si mi sembra Mondovì, no no è Mondovì. O basta là, esclama in piemontese” E finalmente arriva il primo sorriso di questi giorni
Ma lui non sa che siamo solo all’inizio della magia che gli sto preparando e clicco sulla funzione satellite in cui è possibile vedere il paesaggio fotografato dall’alto.
“Ecco Orlano questa è la foto del tuo paese vista dal satellite, vediamo se riusciamo a trovare la tua casa”
Lui guarda, riguarda, non è abituato a vedere il suo paese dall’alto, ma dopo pochi secondi comincia a riconoscere una grande fabbricato. “ Ecco quella è la fabbrica dove ho lavorato per quindici anni, Un travai d’merda ( Un lavoro di merda )
Ecco io abito li vicino alla fabbrica, quella è la casa di mio cugino che fa il muratore, la casa la costruita tutta lui con l’aiuto della mogli, ci ha messo dieci anni perché in settimana lavorava e il sabato e la domenica era sempre li a farsi la casa.
Questo grosso qui è il lavatoio e quella vicino è la mia casa”
Stavolta sorride di gusto, scuote la testa e dondola goduto.
La magia però non è ancora finita, porto il cursore sull’omino arancione e lo trascino sotto casa sua e un attimo dopo appare la sua casa sul mio monitor, adesso è bello che bollito, si agita un po stupefatto, una cosa così non l’aveva mai vista e io sono felice di essere stato il primo a fargliela vedere. Adesso siamo finalmente amici.
E poi lo strappo quando stamattina lo vedo riempire le borse delle sue cose, è chiaro che lo stanno dimettendo e io vengo a saperlo solo adesso e in questo modo che sento brutale, poco più di un’ora e l’atto finale con gli infermieri che disinfettano comodino, letto e il cambio di lenzuola che cancella ogni traccia del mio amico Orco.

campi del paleotto per sempre from Asfalto on Vimeo.

Uno di quei giorni magici ed incantati, che ripropongo qui per la prima volta in questo video che immortala il cuore del blog Asfalto in uno dei momenti più alti: i tre fondatori e il grande amico Massimo Macchiavelli con la sua splendida Luce.
Sembrava che tutto dovesse durare per sempre e la scalata alla ribalta fosse solo all’inizio. Invece nei mesi che seguirono a queste immagini Andrej ci ha abbandonato per sempre, Stefano è diventato uno scrittore, il Laboratorio del Centro diurno dove è nato Asfalto è stato chiuso ed io sono rimasto da solo a litigarmi la pagnotta con altri border in lavori che hanno ormai più poco a che fare con il “sociale”. Ma quelle ore trascorse insieme, per una grigliata improvvisata al Parco del Paleotto a sud di Bologna, rimangono lì in eterno.

Certo che avere a che fare con voi “barboni” durante le feste è un bel problema. Durante l’anno è tutto un “Oh dai poi mi chiami eh!”, “Oh mi raccomando. Fatti sentire!”, “E telefona ogni tanto!”. Poi quando arriva il 23 dicembre si spengono i telefoni e ci si fa negare da segreterie telefoniche che mai si ascolteranno. E’ caratteristica di chi vive ai margini quella di diventare dei gatti arruffati nei giorni di festa. Mi ricordo del racconto di Tonino, il primo presidente di Piazza Grande, di come la sua vita si spezzò proprio un 25 dicembre. Da quel giorno beve sempre un po’ di più quel giorno e si rifugia nei suoi fossi.

E anche quest’anno che è il primo insieme a mia figlia appena nata provo a chiamare quei sei o sette numeri di “borders” che ho in rubrica. Molti di questi amici sono ex membri del gruppo che ha dato vita al Blog Asfalto, ed oggi sono per lo più collocati in percorsi di reinserimento o di comunità terapeutica. Ma anche loro si danno alla macchia quasi tutti. Finalmente mi risponde almeno Stefano Bruccoleri, sì quello che è diventato scrittore e mi dice che per Natale mi regalerà alcune copie del suo ultimo libro: L’Allevatore di Farfalle, quanto meno perché c’è dentro la mia prefazione. Sono ansioso di vedere le mie parole pubblicate su un libro.

Mi ritrovo a condividere con Stefano la stessa difficoltà ad accettare serenamente la felicità. E più ti si presenta davanti maestosa e più tremano i polsi.

A volte ritornano

Pubblicato: 27 ottobre 2012 da analkoliker in alkoliker - il diario, andrej, tutto cominciò così, Uncategorized

Gli ultimi sono sempre ultimi altrimenti si chiamerebbero Primi. Con i Primi non c’è gara ma se ti confronti fra gli ultimi potresti scoprire di essere fra i migliori. Questo è Asfalto!I Primi vanno in paradiso gli Ultimi all’inferno, l’unico luogo in cui mi auguro di essere accolto.Il Paradiso mi risulterebbe insostenibilmente noioso, le persone che ho amato son tutte all’inferno: Caino, Genis Gioplin, mia sorella, una camionata di amici tossici, fidanzate senza denti e non ultimo l’amico Andrej fondatore nel 2006 dei questo spazio insieme a Massimiliano Salvatori ed io.

Certo che se di cognome fai Salvatori poi non puoi sorprenderti se fai amicizia con degli sfigati per ritrovarti per anni nel tunnel del socio assistenziale a chiederti ” Ma chiccazzo me lo ha fatto fare”?
In ogni caso caro Massimiliano, che ti piaccia o no ti sei conquistato un posto in prima fila fra le ceneri dell’inferno.
Prima però ci tocca risollevare questo frammento digitale in cui sono custodite storie belle e storie insostenibilmete dolorose, sporche,candide, storie di persone che della strada anno fatto chi un accampamento temporaneo, transitorio o definitivo e che negli anni si sono raccontati in questo luogo “Asfalto” . Perchè ogni tanto hai bisogno di parlare con qualcuno, di scrivere ciò che ti accade, di essere ascoltato, di raccontarti come anno fatto in questi anni i ragazzi del laboratorio informatico.

Il Mio Diario

L’Allevatore di Farfalle

Pubblicato: 26 ottobre 2012 da massitutor in alkoliker - il diario, stra-cult, viaggio

Vale la pena riaprire questo storico spazio di racconto e condivisione sui margini della vita in occasione dell’uscita del secondo libro di Stefano Bruccoleri: amico e fondatore di Asfalto.

Eccolo è arrivato volando “L’allevatore di farfalle” di Stefano Bruccoleri, il libro è bellissimo sia dentro che fuori…domani farà la sua prima apparizione a Genova dove saremo con il banchetto al “If the bomb falls 4” festival di autoproduzioni al Lsoa Buridda…nei prossimi giorni inizierete a trovarlo nelle nostre librerie di fiducia qui a Torino, poi da novembre in tutta Italia…pronti a spiccare il volo!!!

“Adotta uno scrittore, potrebbe rifugiarsi nella fede”
Con l’uscita del libro parte anche la Libreria Itinerante.
Potete ordinare una copia del libro e vedervi arrivare a casa l’autore su un cavallo di ferro, la mia bicicletta, un caffè,una birra e due parole.
Questo libro è anche il mio lavoro, la mia piccola fonte di reddito oltre che il lavoro di riparatore di biciclette.

Mandate una Email a: edera007@gmail.com con oggetto: ordine libro e nell’arco di pochi giorni arriverà il libro.
Indicate indirizzo, nome sul citofono , i giorni e gli orari preferiti.
L’iniziativa è valida solo per Torino e provincia.
Per tutti gli altri potete trovarlo nelle libreria da Novembre