Archivio per la categoria ‘salute’

ImmagineDa circa quindici giorni sono ricoverato in ospedale per tentare una riabilitazione da alcol. Ho deciso che valeva la pena tenere un diario e renderlo pubblico per due ragioni: una per non dimenticare e due perchè resto convinto che ” Le storie non scritte son destinate a non essere lette”. Dunque ho aperto una pagina su Facebook ” Diario Di Un  Alcolista Appassionato ” in cui appuntare riflessioni.

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L’ ORCO CHE MANGIAVA BIG BABOL ROSA

Reparto R.A.F: riabilitazione alcol farmaci.
Struttura sobria, pulita con amplio parco e acquario con pesci rossi e tartarughe, luogo ideale per gli inciuci che nascono in reparto fra i degenti, al tempo stesso luogo super presidiato dagli infermieri e dai Frati che lavorando qui da anni e che tutto vorrebbero tranne che da un momento all’altro spuntasse qualche uccello o capezzolo sfuggito dal controllo della RAF.
Gli operatori sono tutti estremamente gentili, altro discorso per le donne delle pulizie che lavorano per qualche cooperativa esterna, che si limitano ad ignorare tutti, essere gentili con un lavoro di merda simile pare non glie lo faccia digerire meglio.
Il reparto è una struttura a croce, esattamente come il crocefisso, lungo il corridoio principale ci sono le stanze, la sala degli infermieri, quella del dirigente e dei vari specialisti, tutte femmine da mordere con lo sguardo, altre a cui strapperei volentieri la figa a morsi, ragione per la quale credo abbiano messo nella flebo medicamenti che mi hanno falciato le erezioni e con questo un’elevata parte della mia attività. In questi anni ho smesso di giocare a pallavolo, correre , suonate la chitarra, ridurre il mio impegno nel volontariato e mai avrei rinunciato alla sessoautonomia, vivrò di ricordi per un mese e poi ricomincio con gli allenamenti: toglietemi tutto ma non il mio giocattolo.
Stanza n° 4 letto n° 24 tre ospiti su quattro, si vede che non c’è poi così tanta gente che beve o che chiede aiuto.
L’infermiera mi indica il letto, mi consegna la chiave dell’armadietto con la raccomandazione di non lasciarlo aperto: “Non succede mai nulla, ma sa com’è “? Rassicurante.
I due ospiti son distesi sul letto, uno con le cuffie e l ‘altro anche, sembra che attendano in prete prima dell’esecuzione, l’accoglienza non è certo calorosa, daltronde molti di quelli che si ricoverano non vedono l’ora di uscire, per altri è la prima volta e non sempre lo hanno scelto volontariamente: ce li manda la famiglia o il datore di lavoro, il sert o sono reduci da qualche incidente stradale ed in qualche modo devono dare segni di redenzione. Sono pochi quelli che vengono qui volontariamente chiedendo aiuto al medico di famiglia o a qualche gruppo alcologico.
Il primo è un ragazzo rumeno di trent’anni circa, asciutto, di poche parole, due giorni dopo parlando con la moglie ho saputo che fa il muratore, l’altro invece è un signore di sessant’anni di circa ottantacinque chili, vestito da contadino la domenica, spettinato e poco incline a farsi la doccia, me ha confessato oggi la moglie dopo averlo spedito in bagno a lavarsi. Entrando in stanza sentivo una puzza di marcio ed ho sempre pensato fossi io, mentre scrivo son qui davanti a me con lei che gli elenca i benefici di un detergente piuttosto che l’altro ” Ti ho portato anche il detersivo per i panni” Mi guarda sconsolata ” Vorrà dire che me lo riporto a casa”
Inizialmente mi inquietava un poco poi quasi subito avevo visto una foto in una bella cornice bianca sul comodino, da lontano ovviamente non vedevo nulla e poi quando mi avvicino immaginando di vedervi ritratta la moglie, invece vedo la foto di un cane, un bastardino dal pelo marroncino chiaro accucciato in terra con lo sguardo adorante, verso verso il suo padrone.
Una radiolina tutta colorata di quelle che si regalano ai bambini tipo la radio della fidanzata di Topolino e li mi si stringe il cuore. Mastica tutto il tempo Big Babol rosa.
Comincia a parlare con un filo di commozione, gli chiedo come sta, non mi aspetto grandi discorsi “Fra due giorni vado via, voglio tornare dal mio cane e dalla mia casa” e con le lacrime all’aglio questo mezzo orco arrivato dalla campagna, con agli occhi lucidi dice “I primi quattro giorni qui ho pianto, volevo solo andare via da qui, e poi di sicuro quel povero cane me lo hanno fatto ingrassare, ma adesso che torno lo faccio correre io”
La stanza di un ospedale è come una piccola borgata, tutti si vedono, si parlano si conoscono, una sorta di piccolo mondo nel mondo con la caratteristica che in questa borgata è possibile abitaci solo per ventinove giorni, il tempo minimo necessario per la disintossicazione dall’alcool.
Qui siamo arrivati tutti in tempi differenti, io sono stato l’ultimo ad arrivare e come per tutte le relazioni ci sono voluti alcuni giorni prima di parlarsi, ci si limitava ad un educato saluto e poi ognuno si rintanava nella propria casa letto ad ascoltare la radio o a guardare il soffitto.
Ieri finalmente Orlando ( L’orco venuto dalla campagna ) mi si avvicina mentre cazzeggiavo al computer. Orlando con le mani dietro la schiena, passettino dopo passettino si avvicina al tavolo al mio fianco e mi chiede “Cosa ci vai sempre su quel baracchino li, a che cosa serve”?
Difficile spiegare ad un anziano cosa sia un computer e quali cose si possano fare usando solo le parole.
“ Venga Orlando si avvicini. Di che paese è lei”
“ Mondovì, son sempre stato li, ho fatto le scuole , ho lavorato, mi sono sposato. Tutto a Mondovì”
“ Le piacerebbe vedere la sua casa adesso, il suo paese, la piazza del municipio “?
“ Si ma fini a domani che torno a casa come si fa”
Dentro di me so che gli sto preparando una magia che non avrebbe mai potuto immaginare e apro Google Map, digito Mondovi e appare la cartina, stringo l’immagine e gli dico “La riconosce?”
“ Ma si mi sembra Mondovì, no no è Mondovì. O basta là, esclama in piemontese” E finalmente arriva il primo sorriso di questi giorni
Ma lui non sa che siamo solo all’inizio della magia che gli sto preparando e clicco sulla funzione satellite in cui è possibile vedere il paesaggio fotografato dall’alto.
“Ecco Orlano questa è la foto del tuo paese vista dal satellite, vediamo se riusciamo a trovare la tua casa”
Lui guarda, riguarda, non è abituato a vedere il suo paese dall’alto, ma dopo pochi secondi comincia a riconoscere una grande fabbricato. “ Ecco quella è la fabbrica dove ho lavorato per quindici anni, Un travai d’merda ( Un lavoro di merda )
Ecco io abito li vicino alla fabbrica, quella è la casa di mio cugino che fa il muratore, la casa la costruita tutta lui con l’aiuto della mogli, ci ha messo dieci anni perché in settimana lavorava e il sabato e la domenica era sempre li a farsi la casa.
Questo grosso qui è il lavatoio e quella vicino è la mia casa”
Stavolta sorride di gusto, scuote la testa e dondola goduto.
La magia però non è ancora finita, porto il cursore sull’omino arancione e lo trascino sotto casa sua e un attimo dopo appare la sua casa sul mio monitor, adesso è bello che bollito, si agita un po stupefatto, una cosa così non l’aveva mai vista e io sono felice di essere stato il primo a fargliela vedere. Adesso siamo finalmente amici.
E poi lo strappo quando stamattina lo vedo riempire le borse delle sue cose, è chiaro che lo stanno dimettendo e io vengo a saperlo solo adesso e in questo modo che sento brutale, poco più di un’ora e l’atto finale con gli infermieri che disinfettano comodino, letto e il cambio di lenzuola che cancella ogni traccia del mio amico Orco.

scimmiaSono in down: sono a circa 3 secondi dalla fine, cioè, volevo dire, non stò mica tanto bene, ogni giorno che mi sveglio è tutto da rifare: dovrei andare a lavorare, ma è l’ultima cosa che farei…notti per difendersi, e divertirsi un pò, alla faccia di chi non si fa MAI i cazzi suoi!!Sono messo che non mi sopporto più, che anche il sesso l’ha distrutto la tv, allora quasi, quasi faccio finta di morire, così almeno non mi faccio più vedere!! ma stà tranquillo che se torno a nascere compro una Ferrari, stò sei mesi alle Maldive, trovo 10 donne tutte solo per me, e la più brutta deve somigliare a Nicole Kidman..e “VAFFANCULO A TUTTI QUELLI CHE CE L’HANNO CON ME!!!!!”
Nel mondo della strada si dice: “Hai la scimmia sulle spalle!!”, io invece, in certe giornate dico:”Ho l’Empire State Building, con sopra King Kong che tenta di prendere gli areoplanini, e sotto c’è Godzilla che tenta di tirarlo giù, ed il tutto è sulle mie spalle!!”
Di solito non hai voglia di muoverti, te ne stai tutto il giorno chiuso in casa a “cazzeggiare”, ma se ti viene la voglia…. beh, allora sì che ti dai da fare….bello sforzo!!!
Non parliamo di quando arrivi al punto “toccare il fondo del barile”, ed a quel punto: o cominci a scavare, o ti riprendi! Quando arrivi “lì” sei, come si suol dire: “ALLA FRUTTA!!”, il caffè e l'amaro gli hai già passati, quindi sei al conto, ed in questi casi è sempre MOLTO SALATO!!!!!!
Quando arrivi “lì” come minimo ti hanno già buttato fuori di casa, il 99,9% degli “amici” ti ha già chiuso la porta in faccia, la tua “dolce metà” t' ha lasciato, ti hanno tolto la firma in banca, e fai delle cose che, se uno fosse venuto da te, anche solo un mese prima, e ti avesse detto: “tu farai..(a scelta: scippi, furti, rapine, truffe e chi più ne ha più ne metta!!)” gli avresti sputato in faccia, perchè sono tutte cose che vanno contro tutti i tuoi principi, cose che MAI, nella tua vita, avresti pensato di fare, ma purtroppo quando arrivi in fondo i principi te li metti in tasca (per non essere volgare!!), non guardi più in faccia a NIENTE e NESSUNO, e senza rendertene conto, sei un pericolo per te e per gli altri, fai cose che, ripeto, non avresti MAI creduto di poter e dover fare, ma se vuoi sopravvivere ne fai di ogni (c'è persino chi arriva a prostituirsi!!!), ed a quel punto ti svegli una mattina e guardandoti allo specchio ti chiedi:”Come andrà a finire? Andare in galera o morire?” Si, perchè con questo tenore di vita la galera non è affatto un’ utopia, qualcosa che “succede agli altri e non a te”,è invece una verità ben presente e sempre dietro l’angolo!!!
Personalmente ricordo che ho vissuto così alcuni mesi, finchè un giorno ho detto “BASTA”: sono andato al Ser.T., dalla mia dottoressa, e le ho detto:”Mi aiuti, altrimenti non passo l’inverno!” E da lì sono riuscito, con molto lavoro e calma, a riprendermi, ad avere una vita “normale”, trovarmi un lavoro e, per un certo periodo, a smettere di “farmi”, per poi avere una vita di “alti & bassi”, per
iodi “buoni” e periodi “saltuariamente cattivi”

Vi assicuro che trovare il coraggio di dire “BASTA” non è facile, ti devi rendere conto di certe cose, anche perchè  vivi in un mondo tutto tuo, fai fatica a renderti conto di come ti sei ridotto, e sopratutto: dove stai andando!!!
Quando sei “FATTO” hai tutti i più buoni propositi del mondo, ti racconti che è ora di smettere, ti vengono tutti i sensi di colpa possibili ed immaginabili, per quello che hai dovuto fare, etc, ma appena sei in astinenza…ADDIO ai buoni propositi!!!

www.senzafissadimoradisuccesso.com

Organizzato dall’Associazione nazionale dentisti italiani(Andi) e dalla Fdi si terrà anche a Bologna, sabato prossimo, l’Oral Cancer Day. In piazza Nettuno dalle 10 alle 18 verranno effettuate visite gratuite dal dentista, per prevenire il tumore della bocca. La campagna dell’Andi (che mette in campo 600 volontari in tutta Italia) vuole invitare infatti i cittadini a farsi controllare presso gli studi dei professionisti aderenti all’associazione, ed è alla sua terza edizione mondiale. volontariamente e gratisHa come obiettivo la prevenzione dei tumori del cavo orale tramite una visita di controllo effettuata  (gli indirizzi dei dentisti coinvolti sono forniti dal numero 800911202), in una fase in cui la crisi economica rischia di costringere molti a rinunciare alle cure odontoiatriche. Coloro ai quali dovesse essere diagnosticata una lesione sospetta saranno indirizzati verso appositi centri di riferimento specializzati.
Da il Resto del Carlino di martedì 8 settembre.

Torna a casa iena

Pubblicato: 4 giugno 2009 da massitutor in comunità, droga, laboratorio, salute, tele asfalto, vagabond geoghaphic

Per la paura di essere emarginati solo pochi parlano della loro malattia e così l‘HIV nella nostra società rimane quasi invisibile. Più del 60% viene a sapere di essere sieropositivo al momento della comparsa di Aids e quindi è portatore dal virus senza saperlo da anni con tutte le inevitabili conseguenze quali la trasmissione ai propri partner. "Chi deve vivere con l’Aids ancora oggi, infatti, spesso si sente costretto a tacere sulla sua condizione, anche se questo silenzio, pesa molto".

Più viene respinta la discussione sull’Aids, più il virus può diffondersi. "Persone, che non pensano neanche di poter essere sieropositive, infettano altre persone e questi nuovamente altre."

A volte, proprio perché non sanno di essere sieropositivi, vengono addirittura ricoverati in altri reparti a causa di malattie come encefalite, polmonite o altro. Quello che ha causato queste malattie, cioè l’Aids, viene scoperto solo dopo vari controlli e a questo punto la situazione è molto più grave. Se la sieropositività viene scoperta in tempo, attraverso sempre migliori medicine e uno stile di vita corretto, al giorno d’oggi è possibile ritardare la manifestazione della malattia per tanto tempo. "Alcuni pazienti vivono da più di 20 anni con il virus senza che la malattia sia comparsa.

Fino a quando non esiste una cura definitiva contro l’Aids, la malattia si può contrastare solo attraverso informazione e una rete di servizi per le persone infettate.

Una vita degna deve essere possibile anche con l’Aids."

SICUREZZA PER CHI?!

Pubblicato: 18 marzo 2009 da massitutor in carcere, civiltà, politica, salute
DAL GIORNALE “IL RESTO DEL CARLINO” DI DOMENICA 15 MARZO 2009
CRONACA
RAPTUS
Una donna senza fissa dimora, originaria del Nord Italia, 55 anni, è stata aggredita, picchiata e violentata da un uomo di 35 anni della Repubblica Domenicana mentre dormiva nei pressi della rampa di accesso ai treni.
I PRECEDENTI
Alla stazione di Firenze Santa Maria Novella due anni fa un marocchino aveva violentato una barbona di 57 anni, mentre nell’agosto scorso otto giovani di ritorno da una festa avevano abusato di una ragazza di 22 anni.
LA SCENA
Il carrello con il quale la donna violentata si muoveva nella stazione di Firenze; i poliziotti non avevano mai visto una cosa del genere.

Barbona pestata e stuprata
"Mai vista tanta violenza"

Firenze, la donna dormiva in stazione. Arrestato uno straniero
YSAIAS Rivera Santana non è il nome di un calciatore sudamericano. Trentacinque anni, originario della Repubblica Domenicana, con regolare permesso di soggiorno e un lavoro da facchino, Rivera Santana è lo stupratore che la notte scorsa ha aggredito, pestato e violentato una donna di 55 anni alla stazione fiorentina di Santa Maria Novella. <<In tanti anni di servizio non avevo mai visto una scena del genere>>, ha sentenziato uno degli agenti della polfer che lo hanno arrestato. <<La stava violentando – ha raccontato il poliziotto -, nonostante i lampeggianti e i richiami, continuava a violentarla come se nulla fosse. Quella donna perdeva sangue e non riusciva neppure a muoversi. Siamo stati costretti a prender lodi peso e a strapparlo dal corpo della vittima>>. L’aggressione si è verificata nella notte fra venerdì e sabato, intorno alle 2,30. La donna, E. R., una clochard che viveva alla stazione, si era sistemata all’altezza della rampa che dal binario 16 conduce a via Caduti dei Lager. L’accesso è protetto da un cancello di ferro. La stazione era chiusa da più di un’ora e mezzo. Le uniche due entrate ancora aperte, in via Valfonda e via Alamanni, erano presidiate da agenti della polizia ferroviaria. L’aggressore, quindi, doveva già trovarsi all’interno. La vittima, originaria del Nord Italia, dormiva nel suo sacco a pelo sotto una pensilina, come faceva dai primi anni Novanta, quando aveva deciso di trasferirsi a Firenze. In stazione la conoscevano tutti. Senza fissa dimora, ma riservata e cortese. Taciturna e anche per questo tollerata, sia dai viaggiatori sia dagli operatori dello scalo ferroviario. Santana Rivera in Itali c’è da circa un anno; residente in provincia di Firenze con moglie e due figli piccoli, non aveva precedenti penali e non frequentava la zona di Santa Maria Novella.
IL DRAMMA
Gli agenti accorsi perché hanno sentito i lamenti della vittima. Ricoverata, è grave.

IN BASE
alle poche parole che la donna è riuscita a dire – <<ha fatto i suoi porci comodi>> – e al filmato delle telecamere di sorveglianza che hanno ripreso tutta la scena, l’uomo le sarebbe saltato addosso picchiandola selvaggiamente al volto con almeno trenta pugni. Poi, per evitare che urlasse, le avrebbe tappato la bocca con la mano e l’avrebbe bloccata a terra con il peso del suo corpo. L’aggressione sarebbe durata almeno dieci minuti. I poliziotti sono stati avvertiti da un addetto alle pulizie che aveva sentito alcuni lamenti provenire dalla rampa del binario 16. quattro agenti si sono precipitati sul posto. La clochard era a terra esanime e perdeva sangue dalla bocca e dal naso. Il domenicano, disteso sulla donna, stava continuando a violentarla. E neppure i richiami, le sirene e i lampeggianti sono riusciti a distoglierlo. I poliziotti sono stati costretti ad afferrarlo seminudo e a staccarlo dalla vittima. Lui non ha reagito, non ha detto neppure una parola. Non era né ubriaco né sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Aveva lo sguardo assente, come se fosse in trance. L’uomo si è fatto ammanettare ha seguito gli agenti negli uffici della polfer. La donna, sotto choc, è stata ricoverata al centro traumatologico dell’ospedale di Careggi. Ha perso tre denti e ha subito trauma cranico e facciale. I medici, che hanno deciso di trattenerla in osservazione, hanno spiegato che ne avrà per almeno sessanta giorni.
IL COLPEVOLE
Regolare e incensurato, ha lavoro e famiglia. Era in trance.

DUE ANNI FA,
a poche decine di metri di distanza, una clochard di 57 anni fu violentata da un marocchino di 40 anni che era appena uscito dal carcere. Nell’agosto 2008, invece, proprio sotto la rampa che conduce al binario 16, otto giovani incensurati avevano abusato a turno di una ragazza di 22 anni dopo aver trascorso la serata alla vicina Fortezza da Basso.

Adesso basta hanno rotto il cazzo non ne posso più tutti i giorni vengono violentate e malmenate delle ragazze o donne di qualsiasi età. Dobbiamo fare qualcosa per non fare più succedere queste aggressioni. Bisogna che chi di dovere prenda dei seri provvedimenti e non faccia solo chiacchiere perché di fare le chiacchiere siamo capaci tutti, dobbiamo porre fine a questo schifo. Altrimenti poi succederà che qualcuno si faccia giustizia da solo. Perché la giustizia non fa niente a questi animali schifosi che compiono questi abusi li mettono dentro dopo poco sono fuori di nuovo a compiere i porci comodi loro. Se fosse per me io questi animali gli taglierei i coglioni e poi gli farei passare le stesse pene che loro fanno alle loro povere vittime.