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Vedrai…

Pubblicato: 31 gennaio 2014 da massitutor in amicizia, droga, famiglia, morte, tele asfalto, tele tranzollo

Un regalo alla memoria di Beo, che ci ha lasciati a soli 26 anni il 17 gennaio 2014.
Alle tue dolci promesse, ai tentativi, alle corse e alle cadute, che poi sono anche amore e speranza verso la vita e le persone che ti hanno amato. Niente è stato finto.
Ciao Beo

La catena delle conseguenze

Pubblicato: 31 gennaio 2014 da massitutor in amicizia, amore, assistenze e bisogni, droga, famiglia, laboratorio, morte

beo_movie

E così il 17 gennaio scorso lo abbiamo seppellito nel suo piccolo paese di montagna Francesco, a Santa Sofia, provincia di Forlì. Quando aveva appena 26 anni. La chiesa era piena di gente e molti giovani piangevano e cantavano per quel ragazzo conosciuto alle elementari o le scuole medie, all’oratorio ai giardinetti, posti così. Poi se ne andò a Bologna che aveva appena diciotto anni; a cambiare vita, si diceva, a fare il “barbone”, il “punkabestia”, il vagabondo. Qualcuno sapeva qualcosa ma erano frammenti di discorsi che era meglio lasciar perdere.
E’ qui a Bologna che conosciamo Francesco, nel 2008, al Centro diurno di via del Porto, si fa notare subito per la sua esuberanza, il suo muoversi a scatti veloci, con passo da montanaro, il look raffazzonato da punk e soprattutto per la sua giovanissima età. Lo chiamano il “bambino”, il “Cinno” o cose così, poi impareremo a chiamarlo con il nome che si era scelto: lui Beo88 ed il suo cane Skrugno.
Dopo pochi mesi si fa coinvolgere, con una piccola borsa lavoro del progetto Prova & Riprova, nel laboratorio informatico. Con la sua presenza scenica, la sua sincerità e le sue parole a raffica animerà il blog Asfalto con molti video, che sono tra i più cliccati. La sua intervista è il video più visualizzato di tutti: più di dodicimila contatti e una valanga di commenti. E’ un concentrato di fragilità, consapevolezza, verità e voglia di vivere. In quei dieci minuti c’è tutto quello che bisogna sapere per capire quali possono essere i bisogni e le difficoltà di quel ragazzo. Non servono altri colloqui, valutazioni, schede: una volta innescato il meccanismo della fiducia Francesco ci dice già tutto quello che c’è da sapere su di lui e su quelli come lui. Ben poco viene lasciato alle parole a videocamera spenta, comunque la storia è questa: la catena delle conseguenze parte da un padre assente e perduto, morto prematuramente schiacciato dalle sue dipendenze, un rapporto conflittuale con una madre chiamata ad un compito forse troppo difficile. E’ appena il tempo delle prime sigarette e delle prime seghe, che è già ora per Beo di conoscere la Comunità prima e una famiglia affidataria poi. E’ già da un po’ quindi che Beo cerca di trovare il suo posto fra l’istinto di ribellione e le regole. Un braccio di ferro che lo porterà a lasciare tutto e partire, dentro ai suoi anfibi colorati, per Bologna. La grande città. E non è come pensano molti sociologi o tecnici dei Servizi sociali, basta parlarci un attimo con le persone per capire qualcosa: Beo non è che arriva a Bologna perché ci sono i dormitori, i Servizi, i Ser T, i centri diurni o il drop-in. Proprio no: a Beo quella roba lì interessa ben poco. Bologna attira Beo perché qui è facile trovare la “Roba” e se vai in giro con la cresta e una birra in mano nessuno ci fa caso più di tanto; perché si può svoltare con un po’ di colletta, perché si può vendere il Fumo ad una città di studenti con il portafoglio pieno, in Piazza Verdi come altrove. A Bologna ci sono altri come lui e si gira insieme, ci si sbatte e si ricomincia. Qui ci sono interi palazzi vuoti che sembrano messi lì apposta per essere occupati e si vive così. E poi ci sono le ragazze! Che belle ragazze a Bologna! E vengono qui a Bologna con bisogni e curiosità non molto diverse da quelle del giovane Francesco.
Beo conduce una vita a rischio, questo non fanno che spiegarglielo gli operatori dei servizi a “bassa soglia” che frequenta, lui lo sa ma riesce a gestire la cosa. Al futuro per ora non ci pensa, però lo vede: nelle sue parole e nei suoi occhi si intuisce che questa è una parentesi della sua vita. Una vacanza che vuole prendersi e su questo comincia a costruire il suo castello di promesse, alibi, progetti. Come tutti.
Ad un certo punto a Bologna si cominciano a chiudere o ridimensionare tutti i Servizi a bassa soglia, inizia il welfare da campanile basato sulla residenza. Ognuno a casa sua quindi. Non importa che cosa ti abbia fatto scegliere Bologna come posto dove determinare la propria identità, il proprio stile e le proprie possibilità; non importa che Bologna ti abbia chiamato qui con le sue luci, i suoi portici e le sue opportunità. I Tavoli tecnici, con le loro tabelle e i monitoraggi, hanno deciso che ogni Comune d’Italia ha i suoi “figli” e lì devono tornare, perché qui non ce n’è più per nessuno. Da qualche parte, in un ufficio, in un qualche file, al nome di Beo c’è una casella “obiettivi” dentro c’è scritto “Rientro a casa”. In quella casa fragile e conflittuale, in quel bel posto in montagna dove magari sarà anche bello andarci a mangiare le tagliatelle la domenica, ma viverci è un’altra cosa. E il Nostro eroe sì che si è fatto convincere a tornare a Santa Sofia, dopo che tutte le porte si erano chiuse a qualsiasi prospettiva ha portato il suo caro amico a quattro zampe, Skrugno, a scorrazzare sulle montagne e nei verdi prati, dopo che era cresciuto fra i rifugi da “squat”, le passeggiate in via Zamboni e la compagnia dei cani del gruppo, sempre a giocare e a leccarsi dappertutto. Poteva essere anche una buona idea, ma con quale progetto? Cosa lo aspettava a Santa Sofia? Qual era la sua quotidianità? Quali prospettive c’erano per un tardo-punk, con qualche piccolo problema con la legge e le sostanze, nella provincia di Forlì? Qualcuno dei Servizi alla persona del Comune di Bologna è mai andato a vedere sù in montagna come si sta? Come sta Francesco? A controllare se magari non si era chiesto un po’ troppo a questa famiglia già in difficoltà? Niente di tutto questo: era importante non avere più in carico Francesco e questo la città di Bologna lo ha fatto bene. Tanto che nel frattempo il Comune ha pensato di scoraggiare anche gli altri amici di Beo a venire a Bologna: chiudendo prima il Drop-in e poi i Laboratori del Centro Diurno di via del Porto. Francesco all’epoca aveva circa 21 anni. Nessuna prospettiva a Bologna per Lui in questa logica feudale nella quale il territorio è usato come filtro di accesso alle risorse.
Sì, qualcuno si è attivato anche lassù per aiutare Beo: forse il suo SerT, (a un’ora e mezza di corriera da casa sua), forse la piccola cooperativa sociale che lo impiegava in borsa lavoro. Sicuramente lo hanno fatto le persone che lo amavano, come potevano, con passione e speranza. Ma non c’è posto abbastanza lontano dove scappare quando la Signora ti cerca e non si sono certo fatti fermare dalla distanza da Bologna i “buoni amici” che non gli facevano mancare la roba per organizzare i suoi occasionali momenti di solitudine e perdizione. Come questa volta qui che ce lo ha portato via: quando l’ingranaggio si è inceppato e Francesco era lì da solo in casa. Già perché Beo non è morto vagabondando per Bologna, ma fra quattro mura e chiuso a chiave, magari fra una birra e un gioco alla Playstation.
Quindi se Santa Sofia era la città madre di Francesco, Bologna sicuramente era la città padre di Beo88 e in quanto tale dovrebbe prendersi qualche responsabilità.
Beo non era un ragazzo facile, ma era un bravo ragazzo e un buon figlio. Voleva vivere e amare, anche se vivere non era una cosa facile per lui, ma stare con lui era più entusiasmante che difficile.

Troppo
Troppo dolore
Troppo dolore
Troppo veloce
Troppo lontano
Nessuno
Nessuno è riuscito a spezzare
la catena delle conseguenze

Questo video conta più di dodicimila visualizzazioni. Venti volte di più della media dei video del canale di Asfalto. E’ il più commentato, lo abbiamo mostrato alle Università e ai convegni. Nonostante questo e tutto l’affetto di chi lo ha amato Francesco, venerdì 17: quando se n’è andato, era da solo. Chiuso dal di dentro ed espulso dal fuori.

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Nel mio passato ho avuto la fortuna di andare diverse volte in Oriente, in vari viaggi sono stato:India, Cina, Filippine, Thailandia, Pakistan, Tibet, Bali, Malesia, e ho avuto la fortuna di godermeli quando ancora il turismo di massa non era arrivato: spaggie incontaminate, deserte, villaggi di pescatori o contadini, posti in cui con pochissimi soldi vivevi da RE per mesi, poi , piano piano è arrivato il grande circo del turismo, e ho visto posti magnifici, incontaminati da secoli, trasformarsi: fortini portoghesi a strapiombo sul mare diventare grandi alberghi a 5 stelle, Mc Donald, sale giochi, campi da golf e tennis, piscine….insomma stanno rovinando tutto, per fortuna esistono ancora pochi luoghi miracolosamente scampati al progresso, conosco un posto (non vi dirò MAI dove) che per arrivarci devi fare un viaggio di 5 ore in motorino, arrivi in una spiaggia enorme e deserta, alla fine c’è un villaggio di pescatori (dove con pochissimi soldi affitti una camera!) ed una collina, oltrepassando la collina arrivi in una baia circondata da alte colline,strapiene di vegetazione,  con una cascata che forma un piccolo lago che sfocia in mare, ai piedi della cascata si sono stabiliti alcuni occidentali, che, visto il posto, sono tornati a casa, hanno venduto tutto quello che avevano e si sono trasferiti lì, e da anni vivono in quel paradiso senza essere disturbati da nessuno!! dire che li invidio è poco!!
Non parliamo poi dei mari favolosi che ho avuto la fortuna di vedere: nelle Filippine il mare è di diversi colori  a causa dei coralli che ci sono sotto!
negli anni ‘70 era di moda ( per gli anticonformisti) andare ad Ibiza, poi hanno rovinato anche quella, e la gente si è trasferita a Goa, una regione dell’ India che non era sotto il dominio dell’ Inghilterra, ma dei Portoghesi, infatti il 50% della popolazione è di religione Cattolica, in più i Portoghesi si sono mescolati alla popolazione, infatti hanno caratteristiche diverse dagli Indiani, molta gente (beati loro) passano l’estate a Ibiza e l’inverno a Goa, ed è portando la musica di Ibiza a Goa che sono nati i famosi Party Goa: che si svolgono su bellissime spiaggie e durano anche due o tre giorni!
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Ho conosciuto anche degli Svizzeri che d’estate lavorano in patria per qualche mese, poi vanno a Goa e si fanno mandare la disoccupazione lì, e svernano al caldo!
Non pensate che in oriente ci sia la droga libera, anzi: ci sono leggi terrificanti per chi fa uso o tenta di esportarle:in un aereoporto della Thailandia, quando arrivi, ti trovi il manichino di un uomo impiccato con appeso un cartello:”chi fa uso di eroina in questo stato fa questa fine!!”
In altri posti basta pagare e ti lasciano andare, in posti come Goa ti mettono loro le sostanze in camera, e se vuoi uscire devi farti mandare almeno 5000 Euro da casa, ammesso che tu li abbia!! Soldi che vengono spartiti dai poliziotti , che pagano per essere mandati a lavorare a Goa, perchè con questo sistema in poco tempo si arricchiscono!!!
Noi Italiani pensiamo di essere amati, ma non è assolutamente vero: insieme ai Tedeschi siamo i più odiati, i tedeschi perchè sono i più spilorci che esistano sulla faccia della terra, invece noi  facciamo sempre casino, pensiamo che tutto costi talmente poco che ci facciamo fregare da tutti. appena capiscono da dove vieni alzano i prezzi, anche perchè diciamo sempre ”ma costa così poco!” e non ci rendiamo conto della differenza dell’economia, una cosa che per noi costa poco, magari per un indiano è carissima!!!

Non parliamo delle Ambasciate: se ti rubano (o perdi) i soldi, se sei cittadino svizzero vai in ambasciata con il tuo passaporto e, senza chiederti nulla, ti danno 1000 dollari ed il biglietto di ritorno; se sei cittadino Italiano, nella stessa situazione, ti ricevono, gli dai le tue coordinate
bancarie, aspettano la risposta della tua banca (oggi poche ore, anni fa si parlava di giorni), e se hai i soldi ti danno il biglietto di ritorno, ma se il volo è tra 2 o 3  giorni fai la fame, perchè non ti danno un centesimo!!!!

Comunque oltre alle cose belle ce ne sono di terribili: gente che vive nelle “bidon-ville” case fatte di cartone o lamiera, ci abitano in tantissimi, fuori c’è una specie di ruscelletto: è la fogna all’aperto, dove bevono, si lavano e defecano tutti insieme,e quando arrivano i monsoni si portano via tutte le baracche. A Mumbay c’è un posto dove i poveri, per pochissimi soldi, danno arti o reni, in qualsiasi paese la prostituzione è a livelli inimmaginabili!! Per strada vieni circondato da bambini che chiedono l’elemosina dicendo che non hanno i genitori!
bidonville
Non parliamo di tutti quelli che si bagnano nel Gange, fiume sacro: se uccidi una vacca vieni esiliato dalla famiglia, ti possono tirare sterco di vacca per tutta la vita e devi purificarti nel Gange per almeno 10 anni, ma se uccidi un uomo, bastano tre mesi di purificazione!!!
Certamente non è tutto negativo, come ho detto ci sono ancora posti paradisiaci, ma andiamoci piano con i soliti discorsi: “mollo tutto e me ne vado in Oriente a fare la bella vita!” non è tutto oro quello che luccica!! dobbiamo imparare a soppesare bene i pregi ed i difetti di ogni situazione, certamente puoi andare a fare la bella vita, ma per un periodo, purtroppo la vita normale è quella che viviamo ogni giorno, non puoi pensare che la vita sia solo stare sotto una palma a prendere il sole con un cocktail con l’ombrellino, dopo un po’ ti rendi conto che non puoi vivere così, anche perchè se lo fai ogni tanto ha un enorme valore, ma se lo prendi come stile di vita ,alla lunga, perde tutta la sua magia!!!!

ogni anno…

Pubblicato: 12 maggio 2010 da massitutor in assistenze e bisogni, carcere, comunità, droga, famiglia, felicità, inchieste, lavoro


OGNI ANNO NEL MONDO MUOIONO MILIONI DI PERSONE DI HIV!!!!!

OGNI ANNO NEL MONDO MUOIONO MILIONI DI PERSONE DI ALCOOL!!

OGNI ANNO NEL MONDO MUOIONO MILIONI DI PERSONE DI EROINA!!

OGNI ANNO NEL MONDO MUOIONO MILIONI DI PERSONE DI COCAINA!

OGNI ANNO NEL MONDO MUOIONO MILIONI DI PERSONE DI TABACCO!

MA "RICORDA" … DI MARJUANA "NON È MAI" MORTO NESSUNO!!!!
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usata sin dalla notte dei tempi per motivi terapeutici (vedi cancro, granuloma, etc..), oggi se ne fanno anche vestiti o oggetti vari, ma smettetela di dire che dalla canna si passa "per forza" alle droghe pesanti…conosco tantissima gente che non ha MAI fumato erba , ma si "stra-fà" di cose ben peggiori!!

Nel periodo in cui lavoravo nei migliori locali del centro di Bologna ho conosciuto parlamentari, onorevoli, giudici, avvocati, sportivi, e v.i.p.(very important PIRLA!!) in genere che fumavano come assassini!!

Lo stato dà un “tot” di soldi al Ser.T., ogni anno sempre meno, perchè giustamente dei tossici o i senza casa :”chi se ne frega!!””, quindi: diminuendo i soldi diminuiscono le possibilità d’aiutare tanta gente che ha bisogno, con borse lavoro, sussisi, ricoveri in strutture adeguate (voci di corridoio danno Villa Igea per la più cara: si “S”parla di 170€ al giorno! Questo ancora 3 anni fa, non oso pensare ora!!), quindi si lascia tutti al proprio destino, ma attenzione: si parla anche di togliere il metadone….non ho parole, ma se le avessi, sarebbero insulti pesanti!!!!!!!!

Secondo me mettere le droghe tutte allo stesso livello è un errore madornale, non puoi venirmi a dire che l'erba è pericolosa o dannosa come la coca o l'ero..ma siamo pazzi?? Ogni cosa  va guardata da diverse angolazioni: innanzi tutto quanto uso ne fai, perchè c'è una bella differenza da una canna ogni tanto a 20 o 30 al giorno, non vi pare??pena-di-morte

Il governo, qualche anno fa, ha fatto delle belle leggi sull' uso e consumo di sostanze, una vera pagliacciata: "TOLLERANZA ZERO" o sarebbe meglio dire"REPRESSIONE TOTALE"hanno portato l'uso personale a misure talmente irrisorie che è praticamente impossibile averne così poca, o l' hai o non l'hai!!! Hanno egualiato tutte le sostanze, che come ho detto è una vera fessseria: non puoi mettere sullo stesso piano chi fuma con chi si "fa", sono due mondi lontanissimi e completamente diversi, (e smettiamola di dire che la canna è il trampolino di lancio per l'ero!) ragazzini che si trovano inguaiati giuridicamente per delle innezie, e si trovano a confronto con veri e propri tossici, o criminali incalliti, e se non vuoi finire in galera (con gente che non ha nulla a che spartire con te) devi andare in comunità: veri e propri "LAGER"(??), ma un attimo, ci vai se hai i soldi, quindi è il solito giochetto: se hai i soldi ti salvi ,altrimenti….(ricordiamo Calissano e Lapo, guariti miracolosamente dopo pochissimi mesi in centri americani di cura: ma perchè in Italia non ci sono?)..e guarda caso la legge fu fatta da Fini, che aveva contatti telefonici bi o tri settimanali con Muccioli: coincidenze?? ma chi ci crede??
Mio caro Fini le auguro che se ha dei figli non debbano MAI aver bisogno…ma dimenticavo: lei ha i soldi, per cui…!!!!
E non dimentichiamoci che in ogni caso c'è sempre qualcuno che ci guadagna sulla tua pelle (o sfiga!!), può essere lo spacciatore, il Ser.T., la comunità…comunque sia qualcuno c'è!!!

scimmiaSono in down: sono a circa 3 secondi dalla fine, cioè, volevo dire, non stò mica tanto bene, ogni giorno che mi sveglio è tutto da rifare: dovrei andare a lavorare, ma è l’ultima cosa che farei…notti per difendersi, e divertirsi un pò, alla faccia di chi non si fa MAI i cazzi suoi!!Sono messo che non mi sopporto più, che anche il sesso l’ha distrutto la tv, allora quasi, quasi faccio finta di morire, così almeno non mi faccio più vedere!! ma stà tranquillo che se torno a nascere compro una Ferrari, stò sei mesi alle Maldive, trovo 10 donne tutte solo per me, e la più brutta deve somigliare a Nicole Kidman..e “VAFFANCULO A TUTTI QUELLI CHE CE L’HANNO CON ME!!!!!”
Nel mondo della strada si dice: “Hai la scimmia sulle spalle!!”, io invece, in certe giornate dico:”Ho l’Empire State Building, con sopra King Kong che tenta di prendere gli areoplanini, e sotto c’è Godzilla che tenta di tirarlo giù, ed il tutto è sulle mie spalle!!”
Di solito non hai voglia di muoverti, te ne stai tutto il giorno chiuso in casa a “cazzeggiare”, ma se ti viene la voglia…. beh, allora sì che ti dai da fare….bello sforzo!!!
Non parliamo di quando arrivi al punto “toccare il fondo del barile”, ed a quel punto: o cominci a scavare, o ti riprendi! Quando arrivi “lì” sei, come si suol dire: “ALLA FRUTTA!!”, il caffè e l'amaro gli hai già passati, quindi sei al conto, ed in questi casi è sempre MOLTO SALATO!!!!!!
Quando arrivi “lì” come minimo ti hanno già buttato fuori di casa, il 99,9% degli “amici” ti ha già chiuso la porta in faccia, la tua “dolce metà” t' ha lasciato, ti hanno tolto la firma in banca, e fai delle cose che, se uno fosse venuto da te, anche solo un mese prima, e ti avesse detto: “tu farai..(a scelta: scippi, furti, rapine, truffe e chi più ne ha più ne metta!!)” gli avresti sputato in faccia, perchè sono tutte cose che vanno contro tutti i tuoi principi, cose che MAI, nella tua vita, avresti pensato di fare, ma purtroppo quando arrivi in fondo i principi te li metti in tasca (per non essere volgare!!), non guardi più in faccia a NIENTE e NESSUNO, e senza rendertene conto, sei un pericolo per te e per gli altri, fai cose che, ripeto, non avresti MAI creduto di poter e dover fare, ma se vuoi sopravvivere ne fai di ogni (c'è persino chi arriva a prostituirsi!!!), ed a quel punto ti svegli una mattina e guardandoti allo specchio ti chiedi:”Come andrà a finire? Andare in galera o morire?” Si, perchè con questo tenore di vita la galera non è affatto un’ utopia, qualcosa che “succede agli altri e non a te”,è invece una verità ben presente e sempre dietro l’angolo!!!
Personalmente ricordo che ho vissuto così alcuni mesi, finchè un giorno ho detto “BASTA”: sono andato al Ser.T., dalla mia dottoressa, e le ho detto:”Mi aiuti, altrimenti non passo l’inverno!” E da lì sono riuscito, con molto lavoro e calma, a riprendermi, ad avere una vita “normale”, trovarmi un lavoro e, per un certo periodo, a smettere di “farmi”, per poi avere una vita di “alti & bassi”, per
iodi “buoni” e periodi “saltuariamente cattivi”

Vi assicuro che trovare il coraggio di dire “BASTA” non è facile, ti devi rendere conto di certe cose, anche perchè  vivi in un mondo tutto tuo, fai fatica a renderti conto di come ti sei ridotto, e sopratutto: dove stai andando!!!
Quando sei “FATTO” hai tutti i più buoni propositi del mondo, ti racconti che è ora di smettere, ti vengono tutti i sensi di colpa possibili ed immaginabili, per quello che hai dovuto fare, etc, ma appena sei in astinenza…ADDIO ai buoni propositi!!!

Gioco FIORI..rispondo SPADE!!!

Pubblicato: 5 maggio 2010 da massitutor in droga, inchieste

piante
Con 500,000 fiori di papavero da oppio si ottengono 10 kg di oppio, dai quali si ha 1 kg di eroina: bene!!
Pensa, già così, per quante mani passa, e non credere, prima d'arrivare in tasca a te sai quanti ritocchi ci fanno? Quindi la qualità peggiora di mano in mano, e più peggiora e peggio stai!!!
Ma quanta cazzo di gente ci deve guadagnare sul mio vizio maledetto? Perché mi devo fare della porcheria e pagarla anche un casino ( la bianca un 0,5 di grammo, che non è MAI 0,5, arriva a costare fino a 40€) un vero furto, e trovare 40 Euro al giorno non è mica facile!! Quindi mi devo sbattere come un deficiente per cosa? Per della “ROBA” di merda, che non si sa bene con cosa la tagliano, ma di sicuro ti dà un' astinenza veramente CATTIVA, per cui il giorno dopo stai talmente male che t'incasini per trovare i soldi, e il giro continua!!
Di sicuro, prima di arrivare al consumatore singolo, ci saranno almeno (se non di più) 10 passaggi, quindi il kg di partenza diventano 5 o anche 10 kg, pensa un po' i guadagni che ci fanno sulla tua pelle!!!
opium_PAPAVERO
Pensiamo poi all'energia e all'inventiva che sprechi per trovare i soldi, perchè quando ti viene il “pallino”, che quel giorno TI DEVI FARE, non c'è Santo che tenga, in qualche modo prima di sera trovi i soldi: litighi in casa(a volte esasperando chi ti sta vicino e ti vuole bene, e già sono veramente in pochi!!), in casi estremi: rubi biciclette, telefonini, scippi, apri macchine, entri in farmacia con la siringa sporca (mai fatto!! o meglio: MAI avuto il coraggio, perchè, con la fortuna che mi ritrovo, capito proprio quando c'è il tipo che non si fa MAI i cazzi suoi, si intromette e magari mi picchia pure!!!!!!), falsifichi multe, bollettini postali, assegni, (la firma in banca te l'hanno già tolta!) fai debiti (che involontariamente non riesci a saldare nei tempi previsti, e per una boiata del genere perdi gli “amici”!), scommesse, gratta e vinci, superenalotto e chi più ne ha più ne metta: insomma ne fai di ogni, e se ci pensi, tutta questa energia e questa “furbizia”, li usassi per altro, esempio trovare lavoro, o comunque impegnarti in qualcosa faresti meraviglie!!!!

 

Metadone

droga di stato, una vera porcheria, in meno di 20 giorni sei assuefatto, e non riesci più a farne a meno, e quando vai al Ser.T. a chiedere aiuto ti rifilano lo sciroppo, ma non ti dicono certo gli effetti collaterali: dipendenza( per smaltire l'eroina bastano 72 ore, per il meta ci vogliono dei mesi!!!), problemi al fegato, ai reni, ingrassi come un pallone, sudorazione infinita, problemi di calvizie, forfora, diabete, ed in certi casi impotenza…dici niente? Ma qualcuno ti avvisa? Ma certo che NO!
ai servizi sociali fa troppo comodo averti lì per anni e anni, così prendono le sovvenzioni dallo stato per ogni paziente che hanno in cura, per cui più pazienti……!
All'inizio ti raccontano che ne basta poco, poi, in breve tempo, aumenti la dose giornaliera , fino ad arrivare a numeri veramente alti, e togliertelo non è affatto facile, da solo difficilmente ci riesci, e allora ecco che ti mandano a “Villa Igea” o “Villa ai Colli”, che in un mese ti tolgono il metadone. Il problema è che un mese non basta, infatti il 98% di chi va in quei posti ci ritorna più volte, e comunque, quando esce, si ritrova da solo a combattere i soliti demoni e con un niente ci ricasca!
Forse sbaglio, oppure ho troppa immaginazione, ma sono convinto che al giorno d'oggi, con le conoscenze che abbiamo, esista già la pillola magica, che in pochi giorni ti togli tutto senza soffrire, ma purtroppo ci sono troppi interessi dietro, per cui comoda molto di più avere un esercito di gente che beve il “meta”, piuttosto che guarirli veramente, è come con l' AIDS: guarda caso il famoso giocatore di basket americano, credo Jhonson (o Jordan: gradirei il vostro aiuto su questo!!) che guadagnava centinaia di milioni di dollari all'anno, (tra ingaggio e pubblicità) si è ammalato di HIV, ma in un solo anno è guarito!! altri esempi simili con il cancro per cui la morale è semplice: se hai i soldi guarisci da tutto, altrimenti……!!!!!!!!!!

cucchia

 

IO sono uno dei tanti che è andato in una di quelle bellissime case di cura senza, però, alla fine risolvere il problema. Sono partito nove anni fa con 20 mg, ed ora mi ritrovo a dover ne bere 100 mg al giorno, dividendolo in due volte, altrimenti lo vomito, ,sono ingrassato 40 kg, (quando ero a “Villa Igea” in soli 3 giorni di “subutex”, farmaco sostitutivo, ho perso 10 kg!!) prima del metadone non arrivavo a 60 kg e mangiavo tre volte quello che mangio ora!! Non posso fare 100 metri senza sudare, per mia fortuna non ho altri problemi, ma sono veramente stufo: del metadone, di dover andare al Ser.T ogni settimana (quindi essere schiavo e non poterti allontanare da Bologna!) e per fortuna che ho l'affido, pensa se ci dovessi andare tutti i giorni!! Rivedere la solita gente che, al solo vederli, ti fa venire voglia di sgarrare!! E allo stato comoda averci tutti lì, così ci tengono d'occhio meglio, e non andiamo in giro a fare danni!!!

Immagino sorga spontanea la domanda : "ma se non ci fosse il metadone?" Ricordiamoci che 20 anni fa non esisteva, eppure la gente tirava avanti ugualmente, certo, qualcuno c'ha lasciato le penne, è vero, e c'erano più scippi e rapine, sono daccordo, ma non credo che poi si stesse così tanto peggio, almeno avevi una sola dipendenza, e non anche quella dello stato!!

Chi è Maurizio Rotaris della Bar Boon Band?

Pubblicato: 22 aprile 2010 da massitutor in amicizia, asfalto fuoriporta, droga

Aspettando l'incontro di domani pubblico un'inedita intervista di Francesco Bizzini a Maurizio Rotaris: alfiere di SoS Stazione Centrale dalla frontiera nord, Milano

Vent’anni da quel giro di ricognizione nei meandri della Stazione Centrale e dalla creazione del primo spazio per gli ultimi della città, è possibile fare un breve bilancio di questa lunga avventura?

maurizio4Sono tanti 20 anni dalla prima volta che misi piede in stazione per occuparmi di grave emarginazione sociale (senza tetto, alcolisti, tossicodipendenti, immigrati e malati psichiatrici) ed un riassunto di tutta la disperazione che abbiamo toccato e fortunatamente anche delle storie che sono andate a buon fine non è possibile. Certo alcuni dati su quante persone si sono trovate o si trovano ancora in difficoltà a Milano si possono dare: dal 1990 al 2010 con una media annua di presenze a SOS fra le 900 e 1200 unità, arriviamo a 20000 persone. Dalle migliaia di tossicodipendenti di strada dei primi anni 90, ai nordafricani irregolari, all'arrivo dei profughi del conflitto nella ex Jugoslavia, alle migliaia di donne provenienti dall'est europeo ed ai flussi di persone provenienti da paesi poveri, la Stazione Centrale di Milano è stato sempre un epicentro di questi fenomeni. Vent'anni fa i cittadini chiedevano più sicurezza contro queste fasce di popolazione e tutti i politici di turno la promettevano, ma anche il neoassunto al commissariato di Polizia la prima volta che esce di turno in strada capisce che non si possono risolvere problemi che hanno natura e bisogni sociali con strumenti di sicurezza. La nostra scommessa è stata quella di andare fra i primi da soli in territori di nessuno per dare una mano alle persone a tirarsi via dalla strada. Ci conforta l'esserci spesso riusciti. Ci delude che di pari passo altrettanti sforzi non siano stati fatti a livello istituzionale con serie politiche di integrazione, invece che produrre costantemente isolamento ed esclusione sociale che hanno causato, questi si, più che altro danni al tessuto sociale. Ci conforta il fatto che partiti pionieri in un deserto di iniziative ed azioni sociali, nel corso degli anni, anche grazie al nostro aiuto, siano cresciuti interventi di associazioni e volontariato, che hanno ridotto l'abisso fra l'emarginazione e l'inclusione sociale, ma ci delude profondamente la poca intelligenza e l'assenza di interventi significativi e di destinazione di risorse a livello politico istituzionale su questi settori di popolazione.  Noi siamo andati comunque per la nostra strada, grazie alla Fondazione Exodus che ci ha sostenuto, anche negli anni in cui un servizio di comprovata utilità sociale come SOS, non riceveva un soldo. Crediamo di aver svolto un servizio di aiuto agli ultimi e contemporaneamente a tutta la cittadinanza di Milano, poiché togliere persone dalla strada, aiutarle a migliorare e a non far danni a se stessi agli altri sia stato utile per tutti. Ci piacerebbe che tutto questo ci fosse riconosciuto, ma d'altra parte come nella fiaba del pifferaio magico si sa che l'ingratitudine regna padrona e saperla accettare è una delle prime cose che insegno a chi vuole fare del bene..

È abbastanza famosa una tua foto nella quale soccorri una ragazza in overdose. Un tempo c’era la tossicodipendenza di massa. Oggi, quale sfida si apre sul futuro del Centro S.O.S?

Anche se le tipologie di persone in condizioni di disagio sono cambiate purtroppo abbiamo ancora moltosos20 da lavorare: la stazione centrale è certamente migliorata dai primi anni 90 quando come in un girone dantesco morivano centinaia di tossicodipendenti di overdose, gli spacciatori pullulavano e migliaia erano le persone che dormivano sui treni. Oggi abbiamo ancora centinaia di immigrati dei quali purtroppo molti cadono nell'alcolismo, in aumento i “nuovi poveri” soprattutto fra persone anziane che sono entrate da poco nel circuito della grave emarginazione a causa della perdita del lavoro, della casa, delle separazioni familiari, senza tetto italiani di giovane età provenienti in prevalenza dal sud Italia e ancora tossicodipendenti di strada e giovani prostitute. Un dato che non è cambiato da allora, nonostante gli sforzi fatti e la crescita dei servizi è che da quella particolare condizione di abbandono nella quale si trovano gli emarginati della Centrale non è facile uscire perchè in quelle condizioni nessuno li vuole. Quindi restiamo solo noi e gli operatori di strada a cercare di rimetterli in ordine ed in carreggiata ancor prima di presentarli ai servizi. Il salto fra la strada ed i servizi che dovrebbero occuparsi di gravi emarginati, così come di alcolisti e tossicodipendenti è ancora troppo grosso. In tanti anni abbiamo lavorato ad abbassare le “soglie di accoglienza” e devo dire che ci siamo riusciti, ma fare entrare nella testa di chi è in una condizione di estrema difficoltà ed in quella di coloro che dovrebbero essere preposti ad assisterlo, sarà ancora un lavoro duro.

Durante questi anni sono venuti a mancare amici e conoscenti, chi portato via dalla droga, chi dalle proprie storie di vita, chi dal freddo e chi dalla violenza della strada. Che cosa spinge, ancora dopo venti anni, Maurizio Rotaris e i suoi volontari a credere in un “oggi” e magari in un “domani”?

Durante i corsi di formazione che tengo per i volontari di SOS e di altre associazioni che fanno lavoro di strada, insegno che grazie alla nostra presenza, al nostro esserci, noi possiamo essere l'ultimo appiglio per la persona in condizioni di estremo abbandono che troviamo sdraiata per strada o seduta sfiduciata e disperata sulle seggiole dei nostri centri. Oltre quell'ultimo appiglio non c'è più nulla, se non il caso, il destino e chi lo sa. Questa è una grossa responsabilità che non possiamo tacere alla nostra coscienza. Ognuno di noi e dei nostri volontari sente questa responsabilità addosso e ne è consapevole. Chiunque altro potrebbe girarsi dall'altra parte.

Facciamo un salto indietro di oltre due decenni: dall’abuso di droghe alla violenza politica agli anni di carcere “duro”. Avresti mai pensato di poter diventare punto di riferimento per decine di disperati che giornalmente ti cercano?

Girare pagina nella vita è a volte necessario ed io l'ho fatto con decisione alcune volte: dopo sei anni di dipendenza dall'eroina, dopo sette anni di coinvolgimento nelle vicende legate alla violenza politica di sinistra degli anni 70: bisogna buttarsi indietro il passato ed andare avanti, poi viene il tempo per riflettere più a fondo, quando viene lo stimolo e la forza per cambiare bisogna farlo senza stare a rimuginare e a perdersi nei perchè e nei per come. Questo mi ha dato la forza che spesso non trovo in persone con gravi problemi che ne restano irrimediabilmente invischiati senza riuscire ad uscirne. Certo 40 anni fa non avrei immaginato di dedicare la mia vita agli altri, ma l'ho fatto e ne sono ripagato, anche se la mia coscienza sociale freme di fronte alle ingiustizie che vedo e tocco con mano ogni giorno.

maurizio3Maurizio Rotaris ed Exodus: cosa secondo te dello spirito originale della Fondazione si può ancora trovare nella missione del Centro S.O.S e cosa invece avete portato di nuovo in questi venti anni di attività.

20 anni fa l'intuizione di don Antonio fu quella di mandarci in strada, fuori dagli uffici e dalle comunità, per essere più presenti nel sociale e vicini a quelle situazioni che avevano bisogno di aiuto; un messaggio che si ritrovava anche nella Pastorale “Andare incontro” dell'allora Cardinale di Milano Carlo Mario Martini. L'abbiamo fatto, ma dopo molti anni ci siamo accorti che non bastava andare incontro: molto spesso le persone alle quali andavamo incontro, anche grazie al nostro aiuto avevano cambiato vita, ma molte altre volte ce le siamo tenute o ce le stiamo ancora tenendo per anni. Si è passati anche strutturalmente nelle funzioni del centro, dall'ascolto al centro diurno, in quello spirito di accoglienza che riesce ad accettare i piccoli miglioramenti e non solo a ragionare nei termini dei significativi cambiamenti degli stili di vita che spesso non sono facili e repentini per tutti. Non è una resa, ma una consapevolezza ed una paziente attesa che le speranze di una vita migliore per tutti ci sia. La mia tesi come educatore d'altra parte non aveva un titolo confortante “Il burn out dell'operatore nell'insuccesso terapeutico”.

Il tuo più grande sogno per quanto riguarda il futuro del Centro?

Riuscire a farlo sopravvivere perchè è punto di riferimento essenziale per tante persone in condizioni disperate, nonostante la disattenzione sociale e la mancanza di fondi contributi e finanziamenti che spero arriveranno. Non è per vantarci ma crediamo che nonostante in questi anni molti ed altri progetti sono stati creati, (unità di strada, centri intermedi fra strada e recupero, strutture di prima e seconda accoglienza) SOS ha svolto e svolge ancora un ruolo insostituibile. Spero anche che i nostri laboratori artistici, come ad esempio il progetto musicale della Bar Boon Band ed il nostro progetto di fotografia e immagine abbiano successo per affermare una cultura della diversità che dia voce a chi sta peggio e renda meno invisibile ciò che molti non vogliono vedere.

Milano e i suoi ultimi: cosa funziona e cosa andrebbe cambiato.

Sulla carta e nelle dichiarazioni pubbliche parrebbe che la città di Milano dedichi molta attenzione allemaurizio1 fasce di povertà estrema ed a quelle crescenti dei “nuovi poveri”. In realtà si fa molto poco: con la scusa della “crisi” ci si para dietro il discorso che “i soldi non ci sono”, ma in realtà è questione di scelte politiche ed economiche, se si vuole una Milano capitale della moda, dei grattacieli e delle luci sfavillanti bisogna ricordarsi che la casa sarà sempre brutta se qualcuno continuerà a dormire sullo zerbino davanti alla porta. Una città che continua a vantarsi di essere centro produttivo ed economico, fonte di ricchezza ed opportunità per tutti, ma che in realtà ha visto crescere l'impoverimento, il deserto culturale e un calo della cittadinanza attiva e della partecipazione. Per questo ho voluto intitolare il mio libro “Il rumore dei poveri”.

Che cosa può insegnare “la cittadinanza della Stazione” alla cittadinanza restante?

Certamente l'umiltà e l'essere contenti di poche cose. Oggi siamo in un'epoca strana e chi protesta di più sono proprio quelli che hanno di più. I nostri poveri purtroppo hanno forte e radicato fin troppo il rispetto del silenzio, tacciono, stanno zitti e noi cerchiamo spesso di ridargli la parola, di renderli ancora protagonisti attivi della loro storia. Esempi riusciti ne abbiamo moltissimi fortunatamente, come ad esempio il gruppo dei nostri amici di Linea Gialla, la prima Onlus di autoaiuto fra senza tetto, così come non contiamo tutte le azioni di solidarietà che i nostri amici homeless dimostrano fra loro e spesso anche in funzione dei cittadini.

Prossimi progetti e date importanti: cosa non ci possiamo perdere e come festeggerete questi primi venti anni di attività?

Per la città di Milano l'Expo 2015 potrebbe essere una buona occasione per pensare anche a progetti rivolti a chi sta peggio ed il nostro lavoro opererà in questo senso. Cose buone se ne potrebbero fare, certo non potendo immaginare che tutto debba pesare sul volontariato e sulle persone di buona volontà, ma con investimenti significativi di risorse e forze anche a livello istituzionale che non sembrano per ora previsti. Nel mese di aprile 2010 festeggeremo i 20 anni. Lo faremo a SOS il 23, venerdì con una giornata dedicata la mattina ad un dibattito – conferenza stampa con don Antonio, le Ferrovie dello Stato, i cittadini, i volontari delle associazioni, i rappresentanti della sicurezza, le istituzioni che abbiamo invitato e ovviamente i senza tetto che sono i protagonisti di questa storia. Esporremo anche delle gallerie fotografiche e la sera faremo un concerto con la nostra Bar Boon Band, amici artisti in difficoltà e ospite onorato Vinicio Capossela !! Grande serata !!!

Per essere sempre informati sulle nostre attività trovate sempre le info e le news sui nostri siti Internet

www.retecivica.mi.it/stazionecentrale

www.retecivica.mi.it/barbun

All we need is LOVE

Pubblicato: 21 aprile 2010 da massitutor in amore, droga
casa_vianello
I rapporti a 2… gran bel dilemma!!!! purtroppo tutti ne abbiamo bisogno, tutti ne siamo stati scottati (chi più, chi meno) ed abbiamo sofferto, a volte sofferenze tali da farti dire che non ne vuoi più sapere, che non ci caschi più! Ma non siamo fatti per stare soli, per cui siamo costantemente (spesso involontariamente) alla ricerca "dell'anima gemella", e andando avanti nel tempo, spesso diventiamo più difficili, non tutti, certo, c'è chi si accontenta, pur di avere qualcuno accanto, ma c'è chi cerca veramente la "persona giusta", il che dipende sopratutto da te, da come e dove vivi: se hai una vita "normale" tutto è più facile, ma se hai problemi seri, problemi con le sostanze, abitazione, lavoro, ecco che tutto si complica, perchè chi ti sta vicino deve essere una persona particolare, con gli "attributi", con una certa mentalità (aperta), molto paziente, anche perchè lo sappiamo tutti: quando si ha a che fare con le sostanze tendiamo a far passare brutti momenti a chi ci è vicino, non dico che lo si faccia con cattiveria o apposta, ma purtroppo succede, così , senza quasi rendercene conto, portiamo la nostra dolce metà all'esasperazione, e ci lascia, poi c'è chi non ci prova neanche, che molto vigliaccamente, appena sa che hai i suddetti problemi si fa di nebbia, e a quel punto sorge spontanea la domanda: ma mi voleva veramente bene? non credo, secondo me se ami qualcuno, almeno ci provi!!!
altre volte, invece, è proprio perchè sei stato lasciato che affoghi i dolori nelle sostanze o nell'alcool (peccato che i problemi sappiano nuotare benissimo!!!), anche se a volte è solo una scusa…quando vogliamo distruggerci le scuse si sprecano, perchè ci piace raccontarcela, è molto più semplice che ammettere di essere deboli, o semplicemente dire di avere voglia e basta!!
Poi c'è la situazione in cui uno dei due  ha problemi, l'altro cerca di aiutarlo e alla fine s'impantanano entrambi!!
altra domanda: ma quando sei in certe condizioni, chi ti prende a mano? hai un bel da cercare, è difficilissimo, anche perchè tendi ad isolarti, non esci quasi mai, gli amici gli hai già persi quasi tutti, per cui non vai da nessuna parte, non hai voglia di vedere nessuno e di fare nulla, e con queste prerogative come puoi pretendere di trovare qualcuno? Se tu per primo ti chiudi in te stesso!!!!