Archivio per la categoria ‘viaggio’

Ripropongo questo video perché è una delle cose più simili a me stesso che ho fatto nella mia vita. Perché rappresenta Asfalto, il nostro modello di comunicazione e l’amicizia fra tre persone che ci hanno creduto: Stefano Bruccoleri (testo), Massimo Macchiavelli (voce) e Massimiliano Salvatori (video). E Neil Young che ovviamente ha reso possibile la magia.

Uno su mille

Pubblicato: 24 febbraio 2013 da massitutor in amicizia, lavoro, operatori dispari, vagabond geoghaphic, viaggio

Nella primavera del 2011, durante le rivolte della “Primavera araba” del nord Africa, migliaia di profughi hanno raggiunto le coste italiane e cercato rifugio qui in Italia. Qualcuno cerca di avere qui una nuova vita.
Una trentina di loro erano ospitati a Bologna in via del Milliario. Nel febbraio del 2013 questa Struttura è stata chiusa e sono state trovate altre soluzioni abitative per gli ospiti. 
In mezzo a queste due date c’è il lavoro di un’equipe di operatori, tirocinanti, volontari. In mezzo ci sono incomprensioni, risate, perplessità, conflitti, fiducia, diffidenza, paure, fatiche, delusioni e speranze…

L’associazione Universo ha lavorato ad un DOSSIER che racconta un po’ tutta l’esperienza, raccogliendo le voci degli ospiti e degli operatori.

Io ho lavorato lì come operatore sociale e questo è il mio saluto per loro.
Massimiliano

L’Allevatore di Farfalle

Pubblicato: 26 ottobre 2012 da massitutor in alkoliker - il diario, stra-cult, viaggio

Vale la pena riaprire questo storico spazio di racconto e condivisione sui margini della vita in occasione dell’uscita del secondo libro di Stefano Bruccoleri: amico e fondatore di Asfalto.

Eccolo è arrivato volando “L’allevatore di farfalle” di Stefano Bruccoleri, il libro è bellissimo sia dentro che fuori…domani farà la sua prima apparizione a Genova dove saremo con il banchetto al “If the bomb falls 4” festival di autoproduzioni al Lsoa Buridda…nei prossimi giorni inizierete a trovarlo nelle nostre librerie di fiducia qui a Torino, poi da novembre in tutta Italia…pronti a spiccare il volo!!!

“Adotta uno scrittore, potrebbe rifugiarsi nella fede”
Con l’uscita del libro parte anche la Libreria Itinerante.
Potete ordinare una copia del libro e vedervi arrivare a casa l’autore su un cavallo di ferro, la mia bicicletta, un caffè,una birra e due parole.
Questo libro è anche il mio lavoro, la mia piccola fonte di reddito oltre che il lavoro di riparatore di biciclette.

Mandate una Email a: edera007@gmail.com con oggetto: ordine libro e nell’arco di pochi giorni arriverà il libro.
Indicate indirizzo, nome sul citofono , i giorni e gli orari preferiti.
L’iniziativa è valida solo per Torino e provincia.
Per tutti gli altri potete trovarlo nelle libreria da Novembre

 

L'aeroplano a remi

Pubblicato: 10 luglio 2010 da massitutor in alkoliker - il diario, libertà, viaggio

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L'ultima grande follia di Gian parte dalla carlinga di un piccolo aerolpano recuperato presso il campo nomadi di corso Bernini alla periferia della città.

Un progetto durato tre anni, voluto, progettato e portato a termine con paziente caparbietà. Gian vive da anni in strada, un insospettabile giovanotto con gli occhi azzurri, viso sereno e abiti sempre puliti.

Tre anni fa mi disse  che avrebbe voluto continuare il suo percorso di senza dimora sull'acqua, all'epoca non sapeva neppure nuotare e alcuni gioni per il secondo anno consecutivo ha posato sulle acque del Po la sua barchetta a vela realizzata con la carlinga di un monoposto.

Cocciuto, caparbio e inamovibile come una montagna di granito, mese dopo mese in questi anni ha portato a termine la sua follia.

Prima imparando a nuotare e poi frequentando un corso di vela dando poi gli esami in mare aperto.

I primi mesi girava con una cartellina piena di bozzetti ed ipotesi più o meno realizzabili, come ad esempio "La barca a vela ibrida". In cui Lui immaginava di inserire una sorta di bicicletta per i movimenti a terra. Folle! Tanto i bozzetti non dicono mai di no.

Immaginare che la carlinga di un aeroplano progettata per sostenersi con l'aria possa dare gli stessi risultati sull'acqua è una faccenda da sciocchi, ma Gian appartiene ad razza di uomini particolare, di quelli che non rinunciano ai sogni.

Su  questa piccola barchetta a remi ha voluto anche montare una vela, tutti gli studi sulla stabilità, l'aerodinamica che normalmente tengono in acqua barche e navi qui sono andate a farsi benedire lasciando spazio al gioco e alla fantasia di Gian.

Un pochino avrebbe dovuto impararlo sulla sua pelle quando lo scorso anno si procurò una brutta ferita alla gamba e fu ripescato dal fiume con una draga, facendo peraltro una figura da fesso di quelle che non si dimenticano facilmente. Essere ripescato in un giocattolo per adulti da cento chili è difficile persino da immaginare. Forse avrebbe potuto morire eppure senza i suoi sogni sarebbe già morto da tempo.

E' quasi una settimana che viviamo sulle rive del Po, lui si sposta con l'aeroplano a remi, io lo affianco lungo la costa, spostamenti brevissimi, qualche centinaio di metri. La scelta della riva ovviamente tocca a lui, il criterio credo che dipenda da come gli gira la pancia in quel momento. L'ideale è sempre quello di trovare una fontana nei paraggi per fare da mangiare, lavare i panni e lavarsi.

Per quel che mi riguarda quando ho avuto una casa la doccia la usavo come sgabuzzino per le scope e niente più. Gli alberi e il vento non si scostano se puzzi.

Il primo anno del folle progetto dell'aeroplano a remi fece un corso di canoa, imparò a nuotare quel tanto da non affogare e poi partì dal Piemonte in canoa, percorse tutto il Po, entro nell'Adriatico, girò a destra e scese fino a Riccione lungo la costa, ci mise circa quaranta giorni.

Parti quasi senza un soldo, la sera attraccava, scavalcava l’argine scendeva in paese a chiedere qualcosa da mangiare. Lo abbiamo visto tornare abbronzato e pieno di storie da raccontare. Inizialmente pensavo  che viaggiare senza soldi fosse impossibile, poi ascoltando Gian mi sono reso conto che la chiave di tutto era quella di imparare a chiedere mettendo serenamente in conto che qualcuno avrebbe detto di no. Tanto semplice quanto impossibile per la maggior parte dei viaggiatori. Ancora oggi fatico a chiedere qualcosa, eppure quando lo faccio la risposta è quasi sempre positiva.

Un analista mi avrebbe scucito qualche anno di appuntamenti settimanali per arrivare alla stessa conclusione.

Questa riva sta diventando un inferno, anzi ho il serio sospetto che lo sia.

Questa mattina eravamo seduti sulla riva e mentre aspettavamo che il caffè salisse, ci scorre davanti una barcata di giovani femmine, una canoa a otto posti. Atletiche, toniche, abbronzate. Otto Madonne con in remi in acqua, appare e scompare nell’arco di pochi secondi, quanto basta a scombinarti la giornata. Sono volte in cui mi chiedo “Ma che cazzo ci sto a fare qua

Senza parlare della passeggiata lungo la riva. Femmine, femmine che corrono avanti e indietro vestite come le modelle del Postalmarket.

Ed è allora che  mi convinco di essere all’inferno degli uomini che in qualche vita precedente maltrattavano le mogli.

Dedicato a quelli che se ne vanno

Pubblicato: 8 luglio 2010 da massitutor in alkoliker - il diario, viaggio

Questo video del mio amico Stefano "Bici" Bruccoleri non racconta una storia, ma rappresenta uno stato d'animo. Non un elogio della fuga, ma la leggerezza di quei momenti nei quali non hai più molto da perdere e la vita è veramente solo il nastro d'asfalto che c'è davanti.

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"Un'ora scarsa per montare le borse sulla bici e Via. E così termina la vita di presidio durata poco più di due mesi. Straordinaria, intensa, troppo intensa"

Stefano Bici

Siamo alla metà dei favolosi anni ‘80: favolosi musicalmente parlando!!

In quel periodo c’era una grandiosa organizzazione, chiamata “Frantomasi”, dico grandiosa perché, dopo decenni di astinenza, riuscì a portare in Italia dei grandiosi eventi, finalmente gli stadi non servivano più solo per stupide partite di calcio e botte fra tifoserie avverse, ma per ospitare migliaia di persone in pace ed allegria, per vedere dei magnifici concerti, tra i tanti possiamo ricordare: U2, Rolling Stones, Madonna, Michael Jackson, Bruce Springsteen, Deep Purple, AC/DC, Iron Maiden, Scorpions, Pink Floyd, Elton John, Eric Clapton, facendo incassi record ovunque, con un’organizzazione ineccepibile: trasporti, assistenza (ambulanze, croce rossa, sicurezza, etc..) e tutto ciò che rende un evento un bel ricordo!!

Ma, nello specifico, volevo raccontarvi di un grande evento, il famoso concerto dei Pink Floyd a Venezia, che da spettacolo favoloso si è tramutato in un vero e proprio massacro, ma vi racconterò di come poteva andare anche MOLTO peggio, e di come alcune persone hanno fatto di TUTTO perchè si arrivasse alla sciagura, per fortuna scongiurata, grazie all’intelligenza (e pazienza) di 300.000 persone lasciate allo sbaraglio, senza aiuti, senza informazioni, senza toilette, e fino all’ultimo momento senza sapere se il concerto ci sarebbe stato oppure no!!!!! Si, perchè la giunta comunale pensò bene, per evitare che arrivasse troppa gente (concerto gratis, e che concerto..!!) di divulgare la notizia che probabilmente l’evento non ci sarebbe stato, ma a quanto pare fu inutile!!!!!!

Per arrivare a quella storica giornata (almeno doveva essere storica come i “Pink Floyd live in Pompei”, “muro di Berlino”, “Arena di Verona”) devo fare alcune premesse, per potervi spiegare meglio perchè le cose andarono come sono andate!!

Prima parliamo di Venezia e dei veneziani, certo non posso fare di tutta un’erba un fascio, comunque sono le persone più razziste che abbia mai conosciuto, per loro da Mestre in giù è tutta “terronia”, odiano a morte i turisti, dimenticando che senza di loro Venezia sarebbe già morta, dicono che sporcano, ma poi non ci sono i bidoni dell’immondizia.
In più a Venezia se non parli veneziano sei tagliato fuori, ovunque se parli in dialetto spendi meno, hai agevolazioni e se litighi  parlando in  italiano hai già perso in partenza .

In questa splendida città comandano i “gondolieri” (non certo la giunta comunale!!), e gondoliere lo diventi solo se sei figlio o parente stretto di un gondoliere, peccato che poi il 90% non è arrivato neanche alla quinta elementare.

In questa bellissima città, che non ha nessun tipo di svago (zero disco, cinema, sale gioco o altro, per trovarle devi andare a Mestre, Padova o Treviso) esistevano due eventi: uno era il carnevale, che fino a circa 15 anni fa era favoloso, in ogni campo, campiello, piazza e piazzetta c’erano dei palchi dove centinaia di artisti da tutto il mondo si esibivano gratis, le scuole chiudevano una settimana, ovunque era festa, poi Berlusconi comprò i diritti sul carnevale di Venezia, cioè qualsiasi evento o ripresa doveva passare per Fininvest, quindi da allora niente più festa in giro per la città, ma solo in Piazza S. Marco, rovinando per sempre una festa bellissima.

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Quindi ai veneziani resta un unico evento: la festa del “Redentore”, che si svolge ogni anno il secondo Sabato di Luglio, per tale evento ci si prepara da Gennaio, si affittano barconi, sui quali si passa la giornata, si va a fare il bagno in laguna, al largo, si mangia tutti insieme, aspettando la sera, alle 23 quando partono i fuochi d’artificio, considerati i più belli d’Europa, sull’acqua davanti a Piazza S.Marco, (per l’occasione i militari costruiscono due ponti di barche per permettere alla gente d’andare in pellegrinaggio alla Chiesa del Redentore) poi si va tutti al lido, dove sulla spiaggia si fanno tantissime feste,  intorno ai falò, che durano fino all’alba, e la Domenica mattina la città è colma di veneziani, di ogni età (dai bambini ai novantenni!!), che hanno passato tutta la notte fuori a divertirsi, ed ora tornano a casa, per cui, per i Veneziani è una festa importantissima!

Ora che vi ho dato le premesse posso raccontarvi cosa accadde quel giorno: prima di tutto i veneziani non volevano ASSOLUTAMENTE il concerto dei Pink Floyd proprio per la festa del Redentore, senza contare che al comune non è costato un centesimo, tutte le spese se l’è accollate “Frantomasi” (che se tutto andava bene aveva già in programma, per l’anno successivo, i “Rolling Stones”), compreso il costo dei musicisti, il palco galleggiante e il servizio di sicurezza.

Quel giorno sono arrivati a Venezia più di 300.000 persone per il concerto, lasciate completamente allo sbaraglio: non un cartello che indicasse dove si sarebbe svolto il concerto, moltissimi sono arrivati il giorno prima accampandosi in Piazza S.Marco, quindi, quando Sabato mattina è arrivata la Celere per mettere le transenne non ha potuto farlo, di conseguenza anche le misure di sicurezza furono INESISTENTI, perchè anche loro arrivate troppo tardi per posizionarsi nei punti chiave.

Nessuno ha poi pensato di cancellare i “tour” guidati, quindi pensate alla confusione nella piazza principale: era impossibile passare!!!

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Quel giorno NESSUN negoziante ha fatto un solo scontrino fiscale, vendendo panini a Lire 6.000, Coca-Cola a Lire 5.000, e via dicendo, (guadagnando così MILIONI di Lire in NERO!!) poi TUTTI i bagni dei locali erano “ROTTI”, a meno che, ovviamente, non parlassi veneziano (ho fatto la prova io stesso in più di un locale!! entravo dicendo :”OOIIHH capo, ti ga miga ea ciave del bagno?!” e miracolosamente comparivano le chiavi che aprivano tutte le porte!)

Bene: queste migliaia di persone si sono comportate benissimo, non un solo incidente, non un ferito, certo, qualcuno ha urinato nelle calli, ma ricordiamoci che tutti i bagni erano CHIUSI, nessuno si è alterato o arrabbiato per i prezzi altissimi….nonostante tutto ciò il giorno dopo i veneziani, nello specifico i gondolieri, che vorrei ricordare che per l’occasione, chiedevano, per vedere il concerto in gondola, fino a UN MILIONE DI LIRE A TESTA (ovviamente senza ricevuta fiscale!!!) erano incavolati neri, perchè? Perchè non c’era stato il MORTO, così sarebbero potuti andare in comune e dire: ”Visto? Avete voluto il concerto per la festa del Redentore? Bene: c’è stato il morto!”.

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Fortunatamente io, pur non essendo nato lì, ero considerato un veneziano, quindi sono stato invitato in barca, insieme ad un sacco di amici, ed ho potuto godere di un fantastico spettacolo, e non rimpiango chi , solo per poter dire “Io c’ero!” , si è trovato schiacciato da migliaia di persone, e se non era davanti, non ha visto nulla, ha solo potuto sentire, qualcuno più fortunato ha trovato uno dei due monitor giganti messi in due soli campi (a Venezia ce ne sono centinaia!) e così qualcosa ha visto!!!

Lo spettacolo è stato grandioso, all’altezza di chi si esibiva, anche se per motivi di tempo hanno dovuto fare in un’ora quello che solitamente suonano in tre ore e mezza!!!

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Nel mio passato ho avuto la fortuna di andare diverse volte in Oriente, in vari viaggi sono stato:India, Cina, Filippine, Thailandia, Pakistan, Tibet, Bali, Malesia, e ho avuto la fortuna di godermeli quando ancora il turismo di massa non era arrivato: spaggie incontaminate, deserte, villaggi di pescatori o contadini, posti in cui con pochissimi soldi vivevi da RE per mesi, poi , piano piano è arrivato il grande circo del turismo, e ho visto posti magnifici, incontaminati da secoli, trasformarsi: fortini portoghesi a strapiombo sul mare diventare grandi alberghi a 5 stelle, Mc Donald, sale giochi, campi da golf e tennis, piscine….insomma stanno rovinando tutto, per fortuna esistono ancora pochi luoghi miracolosamente scampati al progresso, conosco un posto (non vi dirò MAI dove) che per arrivarci devi fare un viaggio di 5 ore in motorino, arrivi in una spiaggia enorme e deserta, alla fine c’è un villaggio di pescatori (dove con pochissimi soldi affitti una camera!) ed una collina, oltrepassando la collina arrivi in una baia circondata da alte colline,strapiene di vegetazione,  con una cascata che forma un piccolo lago che sfocia in mare, ai piedi della cascata si sono stabiliti alcuni occidentali, che, visto il posto, sono tornati a casa, hanno venduto tutto quello che avevano e si sono trasferiti lì, e da anni vivono in quel paradiso senza essere disturbati da nessuno!! dire che li invidio è poco!!
Non parliamo poi dei mari favolosi che ho avuto la fortuna di vedere: nelle Filippine il mare è di diversi colori  a causa dei coralli che ci sono sotto!
negli anni ‘70 era di moda ( per gli anticonformisti) andare ad Ibiza, poi hanno rovinato anche quella, e la gente si è trasferita a Goa, una regione dell’ India che non era sotto il dominio dell’ Inghilterra, ma dei Portoghesi, infatti il 50% della popolazione è di religione Cattolica, in più i Portoghesi si sono mescolati alla popolazione, infatti hanno caratteristiche diverse dagli Indiani, molta gente (beati loro) passano l’estate a Ibiza e l’inverno a Goa, ed è portando la musica di Ibiza a Goa che sono nati i famosi Party Goa: che si svolgono su bellissime spiaggie e durano anche due o tre giorni!
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Ho conosciuto anche degli Svizzeri che d’estate lavorano in patria per qualche mese, poi vanno a Goa e si fanno mandare la disoccupazione lì, e svernano al caldo!
Non pensate che in oriente ci sia la droga libera, anzi: ci sono leggi terrificanti per chi fa uso o tenta di esportarle:in un aereoporto della Thailandia, quando arrivi, ti trovi il manichino di un uomo impiccato con appeso un cartello:”chi fa uso di eroina in questo stato fa questa fine!!”
In altri posti basta pagare e ti lasciano andare, in posti come Goa ti mettono loro le sostanze in camera, e se vuoi uscire devi farti mandare almeno 5000 Euro da casa, ammesso che tu li abbia!! Soldi che vengono spartiti dai poliziotti , che pagano per essere mandati a lavorare a Goa, perchè con questo sistema in poco tempo si arricchiscono!!!
Noi Italiani pensiamo di essere amati, ma non è assolutamente vero: insieme ai Tedeschi siamo i più odiati, i tedeschi perchè sono i più spilorci che esistano sulla faccia della terra, invece noi  facciamo sempre casino, pensiamo che tutto costi talmente poco che ci facciamo fregare da tutti. appena capiscono da dove vieni alzano i prezzi, anche perchè diciamo sempre ”ma costa così poco!” e non ci rendiamo conto della differenza dell’economia, una cosa che per noi costa poco, magari per un indiano è carissima!!!

Non parliamo delle Ambasciate: se ti rubano (o perdi) i soldi, se sei cittadino svizzero vai in ambasciata con il tuo passaporto e, senza chiederti nulla, ti danno 1000 dollari ed il biglietto di ritorno; se sei cittadino Italiano, nella stessa situazione, ti ricevono, gli dai le tue coordinate
bancarie, aspettano la risposta della tua banca (oggi poche ore, anni fa si parlava di giorni), e se hai i soldi ti danno il biglietto di ritorno, ma se il volo è tra 2 o 3  giorni fai la fame, perchè non ti danno un centesimo!!!!

Comunque oltre alle cose belle ce ne sono di terribili: gente che vive nelle “bidon-ville” case fatte di cartone o lamiera, ci abitano in tantissimi, fuori c’è una specie di ruscelletto: è la fogna all’aperto, dove bevono, si lavano e defecano tutti insieme,e quando arrivano i monsoni si portano via tutte le baracche. A Mumbay c’è un posto dove i poveri, per pochissimi soldi, danno arti o reni, in qualsiasi paese la prostituzione è a livelli inimmaginabili!! Per strada vieni circondato da bambini che chiedono l’elemosina dicendo che non hanno i genitori!
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Non parliamo di tutti quelli che si bagnano nel Gange, fiume sacro: se uccidi una vacca vieni esiliato dalla famiglia, ti possono tirare sterco di vacca per tutta la vita e devi purificarti nel Gange per almeno 10 anni, ma se uccidi un uomo, bastano tre mesi di purificazione!!!
Certamente non è tutto negativo, come ho detto ci sono ancora posti paradisiaci, ma andiamoci piano con i soliti discorsi: “mollo tutto e me ne vado in Oriente a fare la bella vita!” non è tutto oro quello che luccica!! dobbiamo imparare a soppesare bene i pregi ed i difetti di ogni situazione, certamente puoi andare a fare la bella vita, ma per un periodo, purtroppo la vita normale è quella che viviamo ogni giorno, non puoi pensare che la vita sia solo stare sotto una palma a prendere il sole con un cocktail con l’ombrellino, dopo un po’ ti rendi conto che non puoi vivere così, anche perchè se lo fai ogni tanto ha un enorme valore, ma se lo prendi come stile di vita ,alla lunga, perde tutta la sua magia!!!!

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Qualcuno ci aveva creduto nello Stefano "Bici" che prende casa in montagna. Qualcuno forse ci ha anche investito in questo esordiente scrittore senza dimora di successo, ma l'autore del libro Via della Casa comunale numero uno ci ha dimostrato che ancora, per ora, ha come unico limite le stagioni: si è rimesso sui pedali e, al momento, presidia.
Presidia. Non si sa se pro o contro la Tav, ma intanto ci racconta un'altra terra di confine e per questo gliene siamo grati. Buon presidio.
Massitutor.

Al Presidio tutto scorre normalmente. Adele, coltivatrice diretta emotivamente alluvionata ha comprato tre orologi da parete e da tre giorni l'orologio è fermo sulle dieci meno venti. E' più preciso un orologio avanti di due minuti o un orologio fermo? Quello avanti di due minuti non sarà mai preciso, mentre quello fermo indicherà l'ora esatta almeno due volte al giorno. Le stesse due volte al giorno in cui Adele mi apparirà equilibrata.
Dalla posizione del sole  dovrebbe essere ora di pranzo, in cucina i ragazzi hanno terminato di lavare piatti e bicchieri della notte appena trascorsa, Serata Fogna del mercoledì, la notte Giovane del presidio.
Alex è il fornitore ufficiale della serata, ieri sera si è presentato con la consueta bottiglia di Barbera di Fogna con l'etichetta accuratamente disegnata da lui. Qualcuno gli ha fatto notare di avere una capigliatura un po troppo da bravo ragazzo e lui ha risposto: "infilati l'avambraccio nel culo e fai prendere ossigeno al cervello. Non vale limarsi le unghie".
Samuele prepara una pasta, gli avventori della Fogna sono al primo caffè, fra un paio d'ore Samuele andrà a fare un riposino e i superstiti della serata continueranno ad animare il presidio. Adele con tutta probabilità, dopo una lunga notte in giro per le valli, ci farà dono di qualche vecchia damigiana di vino, vasi di fiori o vecchi stendibiancheria zoppi ed abbandonati affianco ai bidoni dell'immondizia, gli stessi che qualcun'altro ricaricherà in macchina per portarli al fianco di nuovi bidoni della spazzatura.
Il tema dominante degli ultimi due giorni ruota attorno al bizzaro benefattore che ha voluto regalare al Movimento duemila euro. E' partito dalla Sicilia dopo aver visto in televisione un servizio sul movimento NoTav, finendo prima in Valtellina dove gli è stato fatto notare di aver sbagliato montagna e ricaricato sul primo treno in direzione Susa, Piemonte.
Il Sig. Carmelo ha ottantaquattro anni, con quattro compaesani anima il partito "Socialismo Universale " di cui è segretario. La mattina in cui andammo a prenderlo in stazione, racconta  della ricchezza e della complessità di questo fazzoletto di prato stetto fra la statale 24 e l'autostrada che collega la Francia all'Italia.
Un signore distinto, elegante ma non leccato con un sorriso aperto e un entusiasmo che contamina tutti i presenti, è entusiasta come un giovane attivista, la lunga trasferta in treno dalla Sicilia ci commuove e racconta più di ogni altra cosa nella genuinità della sua presenza.
Tira fuori il blocchetto di assegni scusandosi anticipatamente di non poter donare che duemila euro. Lo guardiamo sbalorditi, basterebbe quel sorriso e la volontà di incontraci a riempirci di gioa, il clima è quasi irreale, gli sguardi si incrociano alimentanto in noi quella magnifica sensazione di essere testimoni di un incontro che rappresenta in qualche modo l'inizio della costruzione di un mondo migliore.
La macchina dell'accoglienza si attiva, partono telefonate per organizzare un breve giro per le altre realtà del movimento, Stefano tiene il caldo il motore del suo Camper, e mentre il capanello di persone si sposta lentamente all'esterno del presidio il Sig Carmelo vuole condividere con noi la sua visione del mondo. Mantiene il sorriso, l'entusiasmo e la pacatezza dell'anziano moderato, la macchia organizzatrice macina proposte ed intenta ad offrire il meglio dell'accoglienza lo abbandona per un attimo. L'attimo più irreale delle ultime settimane.
Ad ascoltarlo siamo in tre, io sono di spalle difronte a Marcello quando lentamente comincia a gretolarsi la visione di un mondo nuovo di cui credevamo di essere stati testimoni. Il Sig Carmelo ci racconta del grande rischio che stiamo correndo, sostiene che la classe politica nei prossimi anni sarà composta quasi esclusivamente dagli omosessuali e di come questo stia già accadendo sotto i nostri occhi senza che nessuno ne parli. (!)
Io e Marcello ci guardiamo, entrambi cerchiamo negli occhi dell'altro la conferma di quello che stiamo ascoltando, ma siamo solo all'inizio. Il Sig Carmelo in qualche modo coglie dell'imbarazzo e ci soccore snocciolando i dati di una ricerca scentifica secondo la quale attraverso l'ingegneria genetica sia stato isolato il Gene  dell'omosessualità e che intervenedo sempre attraverso l'ingegneria genetica sulla sul DNA della popolazione potremmo con gli anni liberarci dal rischi di essere rappresentati da una classe politica di omosessuali.
Non abbiamo neppure il tempo di replicare, ad ascoltare siamo stati solo in tre e l'entusiasmo che ci circonda mi carica di ansia e di una responsabilità che non avrei voluto. " E chi glielo dice a questi che il Nonno si ispira alla social democrazia tedesca del Terzo Reick "?
“Siamo convinti che il nostro socialismo basato sulla fratellanza di sangue si diffonderà sugli altri popoli e darà nuova forma anche al rapporto tra le nazioni, giacché esso contiene in sé la promessa di una nuova lega dei popoli, più ricca di sostanza di quella attuale perché fondata su un socialismo attento all’onore dei popoli” (Hermann Schwarz, 1936).
Preferisco l'ultima visione del mondo offerta dall'amico Giuseppe che sostiene che il mondo è diviso in due. Una metà degli uomini morde il cuscino e l'altra gli soffia sulla schiena.

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Nina

Pubblicato: 14 aprile 2010 da massitutor in alkoliker - il diario, libertà, viaggio

Nina

Ancora con il sellino sotto il culo. Dopo sei anni la storia sembra replicare se stessa. Un inverno di stanzialità in cui timidamente spuntano radici che con i primi soli primaverili si sbriciolano. Un'ora scarsa per montare la bicicletta, gli oggetti accumulati durante l'inverno perdono senso senza lasciare alcun vuoto; non mi affezziono agli oggetti dal giorno in cui ho subito lo sfatto.
Questa volta però sono tornato sui mie passi per via della gatta che ho preso in affidamento prima dell'inverno, la Nina. Ho lasciato la casa e mi sono rifugiato con lei in una casa in disuso ceduta da i soliti amici. Non immaginavo che questo legame fosse così forte tanto da ritardare la partenza. L'unica concessione che mi sono fatto è stato di scendere a Bologna con la casa viaggiante per circa dieci giorni, in cui il mio unico pensiero era per la Nina. Al mio ritorno ho preso il portatile le crocchette e la lettiera e con la Nina ci siamo trasferiti. Pochi minuti, una valanga di oggetti lasciati al loro posto compreso la colonna del computer, la stampante, il fornetto elettrico, la televisione e altro ancora. Ordinarli non avrebbe neppure senso, chi dovesse entrare adesso immaginerebbe che stia per tornare da un momento all'altro, ho lasciato persino i Piatti da lavare e quattro vasi di rose ancora da travasare, regalati da un amico.
Ho consapevolezza e nessuna strategia se non quella di addomesticare la mia vita emotiva sui pedali attraverso scenari sempre nuovi. La stanzialità sarebbe possibile solo attraverso gli psicofarmaci a cui rispondo con i ventuno rapporti della bicicletta e la rilettura del mio libro che mi conforta e ricorda che qualcosa di buono alla fine sono riuscito a farla.
Non c'è gara rispetto a se stessi. Posso solo fare lo spettatore in attesa dello spostamento e della riflessione successiva.
In questi anni mi sono staccato da amici ed amori in tre quarti d'ora ed ora mi trovo sorpreso in una relazione con la Nina che mi commuove e che non conoscevo.
Non posso e non voglio andarmene senza averle trovato una famiglia che la accolga e che le voglia bene.
Se abbandonassi la Nina sarebbe come abbandonare me stesso.

Tra favola e realtà

Pubblicato: 27 maggio 2009 da massitutor in amicizia, viaggio

desenzanoLa storia si svolge tra la spiaggia Feltrinelli (Desenzano sul Garda) e il Parco Hotel.
Desenzano sul garda, estate, arrivano le tedesche "ESTER": storia alquanto invidiabile di una ricciolina bionda, un poeta, un cane bellissimo, cosa da far arabbiare tutte le desenzanesi, tra invidia e gelosia.
Desenzano è famosa anche per questo, sopratutto per questo, e giustamente i mariti che schivano i matarelli, che finiscono nel lago, galleggiano e vengono trasportati in un unico punto dalle correnti del lago dove un vecchio pescatore li pesca li fa asciugare e li trattiene bruciandoli poi nel camino bastandogli come legna per tutto l’inverno.
Ester è una ragazza che, colta da raptus verso il suicidio, e se non ci fossi stato io a tirargli su il morale avrebbe sicuramente fatto, non pensando però che il suo cane potesse rimanere vedovo, eeee…….l’amur…..l’amur….. la vi vi.

ESTER TI PREGO NON MORIRE

"lumi accesi"antisociale
a illuminare una sera
particolare, ESTER, non ne poteva più
e in quanto avesse un bellissimo cane dalmata
gli dissi di non lasciarlo vedovo
"ESTER SORRISE"
Ester tornò a vivere
e in quanto una discreta fame la colpì
decisi di ofrirgli una pizza "a lume di candela"
Agitai il lambrusco e gli dissi
stai attenta che questo esce fuori di corsa
e le sue bollicine potevano solleticargli il naso.
No non volevo che ESTER morisse,
in quanto Ennio fosse già impegnato,
"ESTER TI PREGO"
non pensare più a Ennio, ma pensa a FULVO (il cane dalmata)

"MI DIEDE UN BACIO"
tra la gelosia di chi mi conosceva
ESTER per i tuoi bellissimi occhi
"ancora"
e in quanto tu fossi, una bionda veramente bella
per i tuoi bellissimi occhi "ANCORA"

Fuori sul lungolago
in questa notte a Desenzano
lumi accesi per i tuoi occhi
luci accese per il tuo amore,
luci accese per me.
Ma qualcuno disse: maledetto CARLETTO
be insomma, luci acese anche per lei