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Un’intervista all’amico Raffaele, realizzata nel febbraio 2007 alla Stazione Centrale di Bologna, insieme ad Andrej e Davide, che avevano conosciuto la storia di Raffaele vivendo negli stessi luoghi e frequentando gli stessi posti: i vagoni dei treni, la sala d’aspetto della stazione per dormire e le mense pubbliche della città per trovare ristoro.
La Stazione, oltre che luogo di incontro per le persone che abitano i margini è anche teatro di una delle pagine più drammatiche della nostra città e del nostro Paese e il 2 agosto del 1980 Raffaele era lì, alle 10:25, che lavorava al ristorante del piazzale Medaglie d’Oro. Da lì in poi niente sarebbe stato più come prima.
Raffaele ci ha lasciato nell’estate del 2009, esattamente il 2 agosto. Un assurdo gioco del destino, proprio mentre stava riuscendo in uno dei suoi tanti tentativi di riscatto: aveva quella “piccola casa” che sognava e una buona prospettiva di lavoro, ma la sua strada si interrompeva proprio mentre se ne andava dalla commemorazione della Strage verso la sua giornata di lavoro.
Questa intervista è stata recuperata dagli archivi del blog Asfalto ed è riaffiorata grazie al grande cuore dell’amica e compagna Morgana, che ha conosciuto Raffaele e il suo mondo alla Casa del riparo notturno Massimo Zaccarelli.

Un saluto e un augurio dal nostro amico Stefano “Bici” Bruccoleri. Fondatore e animatore del blog Asfalto dal 2006 fino ad oggi. Il modo migliore per riprendere questo nuovo corso dell’esperienza di Asfalto presso la Cava delle Arti della Fraternal Compagnia.

Caro fratello Andrej

Pubblicato: 7 febbraio 2014 da massitutor in amicizia, andrej, morte

maryQuattro anni fa, febbraio, qualcuno mi telefona, in una mattina carica di sole e di neve, e comincia a dire che te ne sei andato via nella notte e che il tuo giovane cuore non ha resistito ai colpi subiti. Che stronzata! No, non poteva essere una fonte attendibile: le voci girano troppo distorte in strada. Poco dopo mi chiamò la segretaria della Cooperativa per dirmi la stessa cosa. Fonte decisamente più attendibile stavolta. Quando poi ho trovato vuoto il tuo letto all’ospedale ho cominciato a realizzare. Ed io per tutta la giornata non ho fatto che cercare di parlare con gente che non sapeva niente di questo, così stavo lì e non lo dicevo a nessuno. Beato della visione di quel mondo che andava avanti senza sapere che tu non eri più qui con noi.
Dopo è arrivato tutto il resto. Ed io ho dovuto accettare che la vita è talmente sorprendente che può prevedere che si possa fermare anche un cuore come il tuo, insieme al vibrare dei tuoi muscoli lunghi e il mistero nelle tue vene e su fino all’intreccio delle tue idee. La spasmodica ricerca di un posto dove stare era finita, come il rifugio dato dagli atteggiamenti, le regole, i ruoli. Basta, fine delle stronzate. La pace.
Solo dopo mi è stato chiaro il mosaico di menzogne e trappole di cui ti eri circondato. Era un labirinto pericolosissimo. Ma la rabbia ha lasciato presto il posto alla compassione per quelle dolci bugie, quei falsi progetti, che altro non sono poi che speranze, sogni, slanci di amore verso il mondo che ti circondava, che però era là fuori, lontano.
La stessa ambivalente sensazione di compassione mescolata alla voglia di prenderti a schiaffi l’ho provata in questi giorni che il ragazzo Beo88 se n’è andato ancora più in fretta, ancora prima e senza salutare. Vi siete incrociati in quel laboratorio in via del Porto: tu stavi andando via e Beo stava iniziando il suo tentativo. E meno male perché insieme non vi si sarebbe tollerati per più di mezzora credo!facebook_logo
Per questo oggi ti regalo lo stesso canto che ho regalato a Beo: è un canto in onore della vostra fretta, delle speranze, dei progetti, delle menzogne e delle trappole che avete armato per voi stessi. Alziamo i bicchieri e brindiamo, anche solo per un momento, a queste imboscate che un po’ tutti tendiamo a noi stessi con la leggerezza di un sorriso stampato in faccia così da avere meno paura. Ecco, lì, braccati dai nostri fantasmi, siamo davvero tutti fratelli.

Massimiliano

 

campi del paleotto per sempre from Asfalto on Vimeo.

Uno di quei giorni magici ed incantati, che ripropongo qui per la prima volta in questo video che immortala il cuore del blog Asfalto in uno dei momenti più alti: i tre fondatori e il grande amico Massimo Macchiavelli con la sua splendida Luce.
Sembrava che tutto dovesse durare per sempre e la scalata alla ribalta fosse solo all’inizio. Invece nei mesi che seguirono a queste immagini Andrej ci ha abbandonato per sempre, Stefano è diventato uno scrittore, il Laboratorio del Centro diurno dove è nato Asfalto è stato chiuso ed io sono rimasto da solo a litigarmi la pagnotta con altri border in lavori che hanno ormai più poco a che fare con il “sociale”. Ma quelle ore trascorse insieme, per una grigliata improvvisata al Parco del Paleotto a sud di Bologna, rimangono lì in eterno.

A volte ritornano

Pubblicato: 27 ottobre 2012 da analkoliker in alkoliker - il diario, andrej, tutto cominciò così, Uncategorized

Gli ultimi sono sempre ultimi altrimenti si chiamerebbero Primi. Con i Primi non c’è gara ma se ti confronti fra gli ultimi potresti scoprire di essere fra i migliori. Questo è Asfalto!I Primi vanno in paradiso gli Ultimi all’inferno, l’unico luogo in cui mi auguro di essere accolto.Il Paradiso mi risulterebbe insostenibilmente noioso, le persone che ho amato son tutte all’inferno: Caino, Genis Gioplin, mia sorella, una camionata di amici tossici, fidanzate senza denti e non ultimo l’amico Andrej fondatore nel 2006 dei questo spazio insieme a Massimiliano Salvatori ed io.

Certo che se di cognome fai Salvatori poi non puoi sorprenderti se fai amicizia con degli sfigati per ritrovarti per anni nel tunnel del socio assistenziale a chiederti ” Ma chiccazzo me lo ha fatto fare”?
In ogni caso caro Massimiliano, che ti piaccia o no ti sei conquistato un posto in prima fila fra le ceneri dell’inferno.
Prima però ci tocca risollevare questo frammento digitale in cui sono custodite storie belle e storie insostenibilmete dolorose, sporche,candide, storie di persone che della strada anno fatto chi un accampamento temporaneo, transitorio o definitivo e che negli anni si sono raccontati in questo luogo “Asfalto” . Perchè ogni tanto hai bisogno di parlare con qualcuno, di scrivere ciò che ti accade, di essere ascoltato, di raccontarti come anno fatto in questi anni i ragazzi del laboratorio informatico.

Il Mio Diario

Ultimo

Pubblicato: 2 settembre 2010 da massitutor in andrej, laboratorio, morte

Il blog Asfalto chiude. I tagli alle spese per il Sociale da parte del Comune di Bologna impediscono di proseguire l’esperienza dei Laboratori all’interno del Centro diurno di via del Porto (BO).
I più deboli pagheranno a caro prezzo questa “Crisi” e nelle casse comunali rientrerà una cifra con la quale si può acquistare a malapena un’auto di media cilindrata.
Il blog Asfalto è figlio di un’epoca che sta finendo, una stagione nella quale si pensava che produrre percorsi ed opportunità significasse dare un’opportunità alle persone e che il lavoro e la comunicazione fossero elementi che danno un senso alla vita. Assistiamo al ritorno dell’essere umano scritto dentro al triangolo cibo, branda e sussidio.
Il “tempo del racconto” sta forse finendo e noi di Asfalto sappiamo quando è tempo di andare, non vogliamo diventare uno dei tanti templi del sociale, un’istituzione vuota, una bandiera priva di popolo. L’idea che ha dato vita ad Asfalto non è morta, tornerà forse in altre forme e luoghi: c’è sempre più bisogno di accesso alla comunicazione e la realtà che ci circonda ci indica che eravamo sulla strada giusta. Ringraziando tutti i colleghi e gli amici che hanno creduto in un luogo virtuale come Asfalto invito a rimanere aggiornati sugli sviluppi attraverso l’omonimo gruppo su Facebook, oppure tramite semplice email.

labAsfalto dal 2006 è stato il primo blog italiano con una redazione di strada. Con 760 post scritti da oltre 70 membri, centinaia di argomenti letti e discussi da una media di 60 contatti giornalieri (125 mila contatti in totale) abbiamo cercato di raccontare la strada e i margini della condizione umana.
Ci siamo riusciti solo a metà: nel senso che il “ponte di comunicazione verso la città” che abbiamo cercato di costruire si è interrotto a metà. Un ponte va costruito da due sponde e chi doveva costruire, farsi avanti, partecipare dalla parte della città, delle istituzioni, dei servizi non lo ha fatto fino in fondo.
Il progetto Prova & Riprova, dal quale nasce Asfalto, è stato cancellato da alcuni tecnici e decisori senza casacca politica. Nel silenzio pressoché generale dei politici e degli addetti ai lavori vengono buttati via oltre 10 anni di esperienza e di prassi sulla costruzione di percorsi di reinserimento sociale dalla bassa soglia. Siamo anche stati in piazza con le nostre povere quattro cose e, a meno di qualche pacca sulla spalla e sinceri attestati di stima da parte di colleghi e operatori del settore, è mancata una voce chiara e autorevole in difesa della riduzione del danno e dei “luoghi di vita” come i Laboratori.
Avevamo chiesto, attraverso l’Asp Poveri Vergognosi, un piccolo rimborso per proseguire l’attività fino a fine anno, in modo da poter riprogettare e trovare altri finanziamenti, ma ciò che sembrava possibile a luglio è misteriosamente svanito dopo la pausa estiva. Così, con un risparmio per le casse comunali pari al costo di un’automobile, una dozzina di persone in borsa lavoro vengono lasciate nell’incertezza per mesi; lavoratori e piccole realtà sociali impiegate vengono messe in seria difficoltà e alcuni prodotti di eccellenza come il Blog Asfalto e il Laboratorio di Maschere della Fraternal Compagnia vengono semplicemente cancellati.

A noi non piace buttare via le cose preziose. E’ per questo che decidiamo di dare un valore (anche se artesimbolico) a questo blog e lo mettiamo in vendita su E-Bay, allo scopo di poter proseguire con il laboratorio informatico e permettere l’esistenza del laboratorio di maschere nei propri spazi di via del Porto, almeno per quest’anno. Poi si vedrà. Cercheremo altre strade e altri alleati per portare avanti la nostra idea e il metodo che abbiamo applicato fino a qui. Anzi meglio.
Tante persone sono passate dal Laboratorio, e quindi da Asfalto, ma come fondatore e moderatore di Asfalto voglio dedicare tutto il lavoro fatto sin qui a tutti coloro che non ce l’hanno fatta. Ai perdenti, agli sfortunati, a tutti gli inadeguati cronici. Sia quelli che hanno provato una sola settimana che quelli che hanno tentato, insistito per mesi, anni eppure non ce l’hanno fatta. Ma tutti hanno fatto qualcosa di buono: dando un’altra possibilità a sé stessi hanno creduto di poter cambiare, hanno trovato il loro posto nel mondo e guardato sé stessi negli altri.

ja_gi_6Amici come Fausto, Delvis, Roberto, Massimo… fratelli come Andrej ci hanno lasciato soli e confusi; oggi il nostro caro ed unico Simone sta combattendo la sua battaglia più dura proprio quando le cose stavano girando un po’ meglio. Forza Monne! A voi tutti è dedicato questo fiume di parole, immagini e umanità.

La strada è una bestia ferita
Salvate voi stessi
Fine

Dedicato a chi rimane

Pubblicato: 1 marzo 2010 da massitutor in amicizia, andrej, lavoro, morte
Il nostro amico e fratello Andrej Letko ci ha lasciato un mese fa esatto, il primo febbraio 2010.
Giovane web designer slovacco, bello, talentuoso, buono e dotato di gran gusto Andrej, fra le tante cose, è stato il progettista del blog Asfalto ed oggi io lo immagino a modellare con le mani il Dna stesso dei pixel e degli atomi. E’ dentro, è fuori, è nel tutto.
Andrej lascia una famiglia intera a Bratislava e una famiglia di amici a Bologna e altri sparsi nel web. Questo breve video è l’ultimo regalo che posso fare al suo ricordo e alla nostra vita senza di lui.
Quello che possiamo fare è andare avanti, cercando di proseguire nella strada fatta anche insieme ad Andrej,
dedicandogli Asfalto e tutto quello che questo spazio è stato fino ad ora.

Un ringraziamento speciale va alla giovanissima Luce Macchiavelli, che ha regalato la meraviglia del suo sorriso a noi che eravamo su quel prato ed illumina il nostro futuro di speranza.

Questo e quello che m resta,
Oggi
mi sembra di entrare nella tua stanza,
guardare
toccare le tue cose
pulite,
ordinate
accoglienti. 
Oggetti bilanciati
pesi e contrappesi
colori 
linee 
cornici
immagini
equilibrio perfetto
oggi tutto mi è nuovo
oggi tutto mi parla di te,
cose che non sapevo

(Mauro)