Archivio per agosto, 2009

Sulla Strada del sentimento

Pubblicato: 31 agosto 2009 da massitutor in pensieri in libertà

Non pensavo di durare così tanto come poeta, ma vado avanti per amore di lei che amo e voi che mi leggete, non so se riuscirò a condurvi alla salvezza ma vi starò vicino. Sono un amante di lei, perchè è lei che quando percorro quella via che chiamo strada del sentimento: perchè la sento dentro il mio cuore, poi per il mio pubblico che tutte le volte che ha bisogno di fuggire da quel parametro di vita dove sei triste e pensi a quei sentimenti che vorresti avere e leggi, e leggendo scopri che le mie parole aiutano non soltanto me ma anche voi, inoltre sempre su Asfalto, sito dei ragazzi senza fissa dimora dove anchio come loro lotto tutti i giorni per soppravivere.
Tre anni con i ragazzi di Asfalto.

ferrata

SULLA STRADA DEL SENTIMENTO

Camminando sulla strada del sentimento….io ti sento.

Guardando i sassi della strada ferrata e la terra appena arata
io ti vedo

perchè tu sei qui con me,
come il seme che cade nel solco,
e nel riflesso di una pozzanghera vedo il tuo volto

e tu sorridi, sorridi con me,
e tra i fili d’erba io ti vedo;
ne prendo uno e fischio
questa mia canzone d’amore per te
questa mia canzone d’amore per te

ti cerco ti vorrei nelle mie braccia
amore mio amore mio…..

Cade la pioggia sui campi,
e i primi germogli spuntano dalla terra
e io a te chiedo amore e non guerra,
amore e non guerra.

Chiedo la tua mano per poter andare insieme a te
camminando sulla strada del sentimento io ti sento
camminando sulla strada del sentimento io ti sento

guardando i sassi della strada ferrata
e la terra appena arata, io ti vedo

amore io ti vedo, amore io ti sento
sulla strada del sentimento io ti sento,
nel mio cuore io ti sento.

Uomini da marciapiede

Pubblicato: 28 agosto 2009 da massitutor in morte

Ripropongo un post che ho scritto il mese scorso, perché l’uomo di cui parlo in quelle righe è morto qualche giorno fa. In uno dei suoi tanti e quotidiani tragitti dal marciapiede all’ospedale (e ritorno). Si chiamava Alfonso ed era un uomo che era veramente oltre i margini: fuori da ogni percorso, fuori da ogni struttura; oltre ogni condizione igenico sanitaria immaginabile. Ultimo fra gli ultimi nel confronto poteva far sentire dei medio borghesi gli utenti medi del Centro diurno. Un barbone da marciapiede d’una volta insomma.
Gradiva farsi dare del Lei il signor Alfonso. Dunque buon viaggio signor Basso.

drop out

 Oggi ho parlato con un uomo sdraiato sul marciapiede. Si chiama Alfonso, un siciliano diventato nero. Nel senso proprio di negro: è nero di botte, sporco, sole. Gli occhi sono chiari ma la pelle è scura come tutte le cose che sono alla fine, che stanno morendo. Ho sfiorato le sue mani e sono di legno. Il legno dei bancali.
Ha detto che potevo anche dargli del tu. Stabilita una confidenza su questo fatto ho chiamato l’ambulanza che l’ha portato via, come ogni giorno. Sporco ovunque di briciole, vino e piscio.
Poi, con il tesserino da operatore, guanti e sacchetto di plastica ho pulito il portico dai resti di pollo arrosto che aveva mangiato l’uomo del marciapiede. Strappando i resti dagli interessi di un maledetto piccione.
Sono riuscito a mantenere la promessa di un caffé prima che andasse via con gli uomini dell’ambulanza, quando ormai era riuscito ad alzarsi in piedi. Stavamo tutti e tre lì ad aspettare che Alfonso finisse il suo caffé, come se non avessimo nient’altro da fare per tutto il giorno. E’ la cortesia che gli uomini dimostrano quando pensano che quello potrebbe essere l’ultimo giorno di vita, il suo ultimo caffé.
Solo qualche ora dopo, parlando con un ragazzo, avrei pensato agli uomini che hanno i giorni contati, a quelli che ne hanno pochi.

Qualcuno ci crede nel web, in Canada

Pubblicato: 27 agosto 2009 da massitutor in asfalto fuoriporta, stampa alternativa

Nel mondo si continua a credere nelle potenzialità del web e delle nuove tecnologie rivolte alle persone che vivono ai margini della società. Succede in Canada e il progetto si chiama HOMELESS NATION ed è un social network per senzatetto. Clicca sull’immagine per leggere di cosa si tratta. Potrebbe essere un’occasione per chiederci ancora una volta se questi spazi virtuali abbiano un senso e, se sì, quale.

homeless-nation

Riportando tutto a casa

Pubblicato: 25 agosto 2009 da massitutor in civiltà, stampa

Bloomberg paga il biglietto di ritorno agli homeless di New York
di Marcello Campo
30-07-2009

homeless_NYBiglietto di sola andata per rispedire gli homeless di New York nel loro Paese d’origine: paga il Comune. Lo ha deciso il sindaco della Grande Mela, Michael Bloomberg, per liberarsi dei tanti senzatetto d’origine straniera e delle loro famiglie che vivono ai bordi delle strade della città. Lo scrive il New York Times in prima pagina, sottolineando come il Comune riesca così a risparmiare le spese per il loro ricovero notturno, che costa alla città 36mila dollari l’anno per nucleo familiare.
Molti di loro sono da anni a New York e ormai stanchi di girovagare per la città, sono contenti di tornare a casa gratis. Ma questa proposta è accolta con favore anche da quelli giunti a New York più di recente, anche loro scoraggiati dalla difficoltà di trovare un lavoro fisso e dai prezzi altissimi delle case.
Il giornale racconta la storia di una famiglia portoricana che…, dopo aver passato mesi nei ricoveri comunali, ha deciso il grande passo del ritorno a casa. Hector Correa, sbarcato nel maggio scorso a New York assieme alla moglie e ai due figli, in questi mesi ha vissuto nella casa della madre, da anni residente in città. In questo periodo di crisi, purtroppo, Hector non è riuscito a sbarcare il lunario: non avendo trovato un lavoro e con le bollette da pagare, alla famiglia Correa non è rimasto altro che vivere nei ricoveri pubblici. "Mi aspettavo molto di più da New York ma non c’é stato nulla da fare. Parlando con alcune persone nel dormitorio – racconta al giornale – ho saputo che c’era l’opportunità di tornare a casa a spese dello stato e abbiamo colto al volo quest’opportunità ".
La più sollevata è la moglie, Mojica, che si è detta "felice" di rientrare a Porto Rico, in più senza cacciare un dollaro. Alla fine i Correa sono volati a San Juan di Porto Rico con un biglietto last minute per meno di 1000 dollari. Il Comune, che investe per questo programma mezzo milione di dollari l’anno, ha incaricato l’agenzia di viaggi locale Austin Travel di acquistare tutti questi biglietti di solo andata. L’Amministrazione fa sapere che questi viaggi sono assolutamente volontari e non ci sono limiti alla loro portata: sinora famiglie di homeless sono stati spediti in tutti i cinque continenti del mondo, anche se la stragrande maggioranza sono andati a Porto Rico e in America Latina. Ovviamente il comune provvede a tutto, non solo al biglietto, ma paga anche per il visto e le pratiche per ottenere il passaporto collaborando con il Dipartimento di assistenza dei senzatetto.
Una volta che la famiglia ha raggiunto la terra d’origine, il comune s’incarica di chiamarla per verificare che nel viaggio tutto sia andato bene e che la situazione sia come loro speravano, cioé che la loro casa sia ancora agibile. Le stesse fonti, conclude l’articolo, fanno sapere che nessuna famiglia che ha partecipato a questo programma è tornata indietro, a vivere nei dormitori di New York City.

Bye Zac!

Pubblicato: 23 agosto 2009 da massitutor in Uncategorized

Pubblicato: 19 agosto 2009 da massitutor in laboratorio, operatori dispari, pensieri in libertà

Cento per cento

Pubblicato: 17 agosto 2009 da massitutor in Uncategorized

Titolo: Cento Per Cento

Autore: Sacha Naspini

Editore: Historica

Collana: Short Cuts

Pagine: 95

Prezzo: 5,00 euro

Short Cuts è un ramo importante della casa editrice Histoica. In questa collana sono presenti brevi romanzi dall’impatto forte ed immediato. Cento Per Cento è uno di questi frammenti.
L’autore, Sacha Naspini, ha raggiunto il suo scopo. Le pagine scorrono veloci per il lettore come round da tre minuti per gli spettatori di un incontro di pugilato. Ogni riga è un uppercut da assorbire e ridare immediatamente.
Una storia che piacerà agli appassionati della boxe, ma che renderà felice anche gli amanti delle comuni storie semplici.
Dino Carrisi decide per la prima volta di concedere un’intervista ad una troupe televisiva per svelare alcuni segreti riguardanti la sua tormentata esistenza. Un ex pugile famelico, figlio di immigrati italiani, due volte campione del mondo dei massimi, ora è ridotto ad essere un vecchio alcolizzato e sboccato.
La storia ben strutturata e i colpi di scena ( e ce ne saranno molti) non fanno altro che rendere il racconto ancora più intrigante.

Vale la pena prendere un’ora del nostro tempo e lasciarci andare alla lettura di questo interessante libro. Permettetmi la cosa ma ne vale la pena. un racconto su un relitto della società che ha volato alto come un aquila e strisciato basso come un serpente

Domenico Cosentino