Archivio per la categoria ‘stampa alternativa’

Biss e’ una rivista di strada,  venduta da persone senza fissa dimora .  Biss (tradotto come Bite in inglese) è l’abbreviazione di "Burger in sozialen Schwierigkeiten" (i cittadini in difficoltà).  Ogni mese 40.000 copie della rivista sono in vendita . La rivista è stata lanciata nel 1993 da giornalisti, agenzie di servizi sociali e leader della chiesa cercando un modo per aiutare le persone senza fissa dimora a rimettersi in piedi. L’attuale campagna pubblicitaria di stampa per Biss Magazin dispone di tre animali che svolgono le proprie case, la lumaca, tartaruga e frutti di mare, che ospita gli esseri umani.  "La natura non fornisce a tutti una casa. ” Aiutiamo i  senzatetto mediante l’acquisto di questa rivista. "

fonte

http://theinspirationroom.com/

Qualcuno ci crede nel web, in Canada

Pubblicato: 27 agosto 2009 da massitutor in asfalto fuoriporta, stampa alternativa

Nel mondo si continua a credere nelle potenzialità del web e delle nuove tecnologie rivolte alle persone che vivono ai margini della società. Succede in Canada e il progetto si chiama HOMELESS NATION ed è un social network per senzatetto. Clicca sull’immagine per leggere di cosa si tratta. Potrebbe essere un’occasione per chiederci ancora una volta se questi spazi virtuali abbiano un senso e, se sì, quale.

homeless-nation

Politica italiana

Pubblicato: 5 giugno 2009 da massitutor in civiltà, politica, stampa alternativa

Nei prossimi giorni ci saranno le elezioni amministrative di pari con quelle europee, e subito salta al naso una cosa molto singolare, cioè per quanto riguarda le locali ci sono tanti candidati che sono molto poveri di programmi, a parte le solite cose sulla sicurezza, dove è sempre il povero e l’immigrato il nemico potente da combattere, e dove tutti promettono di potenziare la presenza di polizia( ma la dittatura non era già finita?),  tralasciano una delle vere problematiche di questi anni. C’è un filo e non tanto sottile che lega le elezioni europee alla crisi economica-sociale che sta tartassando questi anni e di cui gli effetti e danni ancora non sono prevedibili.Allora, parlando di amministrative non si capisce come in un momento di crisi come questo, non si ricorda recetemente un numero di cosi tanti candidati con liste civiche (quindi autofinanziate), si sia mai presentato; è palese che dietro ci sono almeno i tre partiti maggiori che non si espongono, quindi viene a mancare uno dei principi fondamentali del voto, la trasparenza di chi governerà. Dal punto di vista europeo invece non ho letto in giro un programma uno di forze politche italiane a Bruxelles, come a dire che il governo italiano snobba le europee, e non per una mancanza di progetti, anzi al contrario, sono proprio i progetti di questo governo a cozzare con le direttive europee , come i diritti umani o la linea economica tenuta dalle banche sempre più americanizzate, ma senza avere ne la liquidità ne la politica econica americana; il governo italiano deve capire che sta in Europa e non essere il 53° stato americano, e per di più ha la sfrontatezza di mettere ai margini la grande posizione logistica e strategica che l’italia ricopre. i berlusca boysEvidentemente queste cose vengono tenute lontano dalle persone votanti a cui gli si da in pasto molto più volentieri un "Noemigate" hehehehe, scusate se rido, e di "veline volanti" a feste a base di …..non siamo nati ieri, piuttosto che il vero problema di cui l’Italia soffre, ovvero uno stato sociale che non c’è. Lo stato, o patto sociale per qualsiasi paese è importantissimo, perchè l’esistenza di uno stato sociale è il termometro della reale condizione sociale e di lavoro operaio in cui versa una nazione. Senza l’esistenza di questa che è un istituzione, per la quale non abbiamo nemmeno un ministro (quello del welfare è del tutto fuori luogo) un paese rischia di non vedere mai l’inizio di qualsiasi precipizio. Lo stato sociale serve ai precari ed ai disoccupati cronici per non abbassare la soglia di povertà e di qualità della vita. Nella maggiorparte dei paesi economicamente avanzati democratici e anche comunisti è almeno assicurato un piccolo sussidio, un tetto sulla testa e almeno un lavoro a contratto determinato, in modo da non distruggere famiglie, di non aumentare la delinquenza, ed in definitiva di non sfaldare dei valori di vita basilari che sono il collante della società civile tra ricchi, benestanti, medio borghesi e poveri. Il patto sociale invece è appunto una mediazione tra imprese, stato e banche, che assicura una sempre miglior qualità della vita a chi lavora e assicura che i soldi che un lavoratore guadagna vengano spesi senza strozzinare le tasche del lavoratore; in questo momento della nostra vita sono appunto le piccole e medie imprese ad essere colpite, con continui tagli di personale e con la mancanza di acqirenti da parte delle vecchie aziende, basti pensare che il trenta per cento delle medie-piccole imprese è gestito da imprenditori con i capelli bianchi e spesso senza successori, ed eventuali successori o nuovi a dirigere una impresa per prima cosa fa tagli al personale, in modo da avere subito profitti i primi anni e allontanare il rischio di fallire subito. In pratica i nuovi imprenditori non rischiano, anche per colpa delle banche che sono sempre lì come fossero avvoltoi. E’incredibile come la casta dei banchieri abbia il privilegio e l’arroganza di fare strozzinaggio legale contro chi cerca di fare andare avanti l’Italia.

Noi Blogger

Pubblicato: 21 marzo 2009 da massitutor in stampa alternativa
blog_magazinFinalmente trovo un attimo di tempo per parlarvi di un nuovo progetto presente in rete da qualche giorno, si tratta di Blog Magazine Marzo 2009 una "rivista elettronica gratuita scritta da soli Blogger fruibile in modalità sfogliabile Flash e in formato PDF" e sitto Blog Magazine (betta).

L’ideatore è Giuliano Ambrosio che con essa si pone l’obiettivo di  "sperimentare la condivisione di idee e conoscenza tramite un nuovo media di rivista sfogliabile/cartacea".
Lo trovo un progetto molto interessante che si occupa dei più svariati argomenti tra cui Webdesign, Internet, Hi-Tech, SEO, ma anche di Gossip, Cinema e molti altri argomenti.
Blog Magazine è stato realizzato con molta cura ed è un appuntamento cui nessun Blogger dovrebbe mancare! Ma più di mille parole vale dare un’occhiata, credetemi ne rimarrete affascinati, come lo sono rimasta io.

mi-ributtano-dentroHo conosciuto un poeta: Nico Cosentino. Un poeta del sud, il sud di Napoli, Caserta. Non mi ricordo bene come l’ho conosciuto, ma è successo via web, attraverso i nostri blog. La prima cosa che mi ha colpito è stato il suo profilo Splinder, nella sua scheda scrive: Chi sono: uno stronzo cacato male – Interessi: cacare (!) Poi vado a vedere il suo blog e mi si accendono tutta una fila di lampadine: l’immagine in testata è bellissima, una foto di gruppo con personaggi ai vertici di ogni estetica cult: il Mickey Rourke di Sin City, Il grande Lebowski, Miles Davis e Charles Bukowski. Però! Un gruppetto di amici niente male. Poi una frase di presentazione: "ogni volta che ne esco fuori quelli mi ributtano dentro". E’ fatta, ci siamo mostrati le divise e le bandiere, qualcosa ci accomuna sullo stesso lato della strada. Non so ancora cosa, ma qualcosa mi dice che Nico è uno di noi e che alla parola "strad"a risponderebbe prima di tutto con la parola "vita".
Gli intenti di Nico Cosentino e del suo omonimo blog mi sono chiari da subito: veicolare la sua poesia. Mi colpisce da subito l’urgenza di questo autore e ne percepisco il sacrificio. Uomo capace di grandi frasi definitive Nico, il titolo del suo ultimo libro mi seduce e mi rimane in testa per giorni: "Meglio per tutti dare la colpa a me". Penso che potrebbe essere un bravo pubblicitario Nico, tant’è che dopo una settimana ho ordinato via posta il libro, presso Grauseditore (solo 10 euro ed è arrivato tranquillamente dopo pochi giorni).
Erano anni che non leggevo una raccolta di poesie. Queste centodieci pagine le ho lette in un unico viaggio in treno e mi sono rimaste dentro fino ad ora. Si può dire che è una poesia che arriva allo stomaco. Più che poesie sono racconti che hanno dentro la poetica del rimpianto e della nostalgia maturata in una vita che sembra lunga, mentre conta solamente 26 anni.
Una poesia geografica quella di Domenico, una poesia incazzata e disillusa come quella di Bukowski. Ricordi e fotografie lasciate in giro per il territorio come le pisciate di un cane segnano il territorio e costruiscono una geografia fatta di dipendenze, spiccioli, sbronze, amori e lacrime. Leggendo questi racconti senza titolo si provano diverse emozioni contrastanti: ci si diverte, ci si sbronza, si prova schifo, freddo, ci si eccita e ci si innamora. Nico guarda gli altri da gabbia a gabbia, come in un grande Zoo Sbraita, urla e s’incazza, ma ogni tanto ci fa pace. Nico misura la sua distanza dai margini e penso possa essere un membro naturale di questo blog.

Alcune poesie per cominciare a conoscerci:

Sfogo
Seduti su un muretto.
Una bottiglia di ron in due
E l’aria e le lacrime. E le parole gridate
E la gente che ci guardava
“andate a fanculo” urlavo.
Come se loro fossero la colpa di tutto.
Andate a fanculo… dovremmo urlarlo a noi stessi.

2,75 euro
ho frugato in tasca e ho esattamente 2 euro e 75 cent.
poco per mettere la benzina, mi toccherà camminare a piedi.
per molto ancora.
forse scadrà anche l’assicurazione prima che possa fare un pieno.
qui a casa non resisto, non ce la faccio.
prendo il giubbino estivo e scendo.
ho questi panni addosso da due giorni. ma vestiti leggeri non ne ho.
e quindi mi faccio in culo.
anzi a me non disturba. che s’inculino gli altri.
devo scegliere.
se mangiare o fumare.
scelgo di fare entrambi, e con questi spiccioli faccio entrambe le cose male.
mi prendo un sigaro da 60 cent, quei sigari che si sfaldano in bocca
e che hanno l’odore dello sterco bruciato.
ma è sempre un inizio.
basta iniziare.
poi prendo sei uova, dal fruttivendolo sotto casa mia.
ce ancora un euro.
compro una bottiglia di vino da 80cent.
stasera è festa.
ho da fumare, da mangiare e perfino da bere
e in tasca mi rimangono 20cent.

via Foria
ho allungato per via Foria,
per fumarmi un mezzo toscano in tranquillità.
Per stancarmi e non pensare,
ridurre il cervello in una pappina molle e grigia.
Passavo davanti al giudice di pace.
Camminando tra avvocati in completo grigio
e cravatta gialla,
e tra i loro assistiti.
mi sono reso conto di esser più simile
ai papponi, ai borseggiatori,
agli stupratori e ai comuni ladri.
Ho più cose in comune con questa feccia
che con la gente per bene.

ufficioNe avevamo già parlato ad inizio ottobre e ci siamo ripromessi di tornarci sopra, dunque eccoci qua: i Servizi sociali di Bologna cambiano radicalmente. Una vera rivoluzione che, come già detto qui su Asfalto, è avvenuta in una pressoché assenza di dibattito e discussione.
Raccogliamo dunque l’appello degli amici di Piazza Grande:
"I Servizi Sociali a Bologna cambiano ancora sistema. Dall’inizio di ottobre è di scena il decentramento ai Quartieri. Negli ultimi due anni si è passati dall’accentramento della lista unica di via Sabatucci che ha messo fine all’esperienza dello sportello di via del Porto, al decentramento dei Servizi Sociali ai Quartieri. Per chi ha bisogno del sostegno dei servizi per fare fronte ai propri bisogni quotidiani (dormire, mangiare, curarsi ecc.) orientarsi tra sportelli e uffici è stato sempre difficile, con questi ribaltamenti la confusione aumenta. Ma non è questo l’unico problema. Ogni volta che si profila una riorganizzazione dei servizi rivolti agli adulti in difficoltà, si ha il sospetto (a volte la certezza) che questi cambiamenti abbiano come conseguenza un accesso sempre meno agevole alle misure di sostegno fornite dal Comune, soprattutto per le persone non residenti a Bologna.
In queste settimane Piazza Grande sta provando a comporre il puzzle di questa ristrutturazione che per molti appare ancora molto nebulosa. Speriamo di raccogliere le opinioni di amministratori pubblici, operatori sociali e soprattutto degli utenti. Con queste righe vorremmo stimolare la partecipazione dei bloggers di Asfalto al dibattito a distanza che riempirà le pagine del numero di novembre di Piazza Grande.
Grazie a tutti".

leggi shakerCi hanno pubblicato nella  pagina dei siti che trattano di "strada" nell’ultimo numero del giornale Shaker. Il giornale che ti parla dei pensieri senza dimora. Ci siamo incuriositi e abbiamo scoperto chi è il proprietario: Shaker’s Corner di Alessandro Radicchi. Proprietà: Europe Consultino Società Cooperativa Sociale-ONLUS s.o. Stazione Roma Termini–binario 1 www.europeconsulting.it
Questo giornale viene diffuso a Roma ed è gratuito. Parla di: problemi di senza fissa dimora, problemi carcerari, poesie, quadri, di politica, di curiosità. L’argomento principale dell’ultimo numero in circolazione è la questione del diritto di voto per le persone senza dimora e per i detenuti.  L’inchiesta comprende interventi di giornalisti e interviste ad esperti. Dalla presentazione di Shaker scopriamo che Shaker è un giornale di strada di Roma. Nasce due anni fa nei pressi della stazione di Roma Termini sul “Binario 95”, all’interno del laboratori di scrittura dell’anonimo neonato Centro Diurno per senza dimora, gestito da una cooperativa sociale in collaborazione con l’Help Center di Roma Termini. Esce come può e per ora quando può. Raccontando storie ed emozioni di strada scritta da gente di strada. Ma accogliendo anche idee, suggerimenti e spazi di confronto di amici, sostenitori o contestatori che vogliono dire qualcosa sul sociale di Roma e per Roma. E’ un esperimento per tentare di rendere ancora migliore la città e ancora migliori le persone che ne fanno parte, con o senza dimora. Il giornale contiene anche una piccola guida ai servizi per i bisogni primari delle persone, come ad esempio: un elenco di 18 posti dove potere eccedere per vestirsi e mangiare; 14 organizzazioni che offrono un servizio per curarsi ed i contatti di 4 Centri Diurni, tra i quali ci sta anche il centro diurno Binario 95 che ospita la redazione di Shaker. Il motivo per cui è nato Shaker è sicuramente simile a quello del nostro blog (che si chiama Asfalto): cioè permettere alle persone che vivono ai margini di comunicare il proprio punto di vista sul mondo.
Shaker non è solo un giornale: ha anche un sito (
www.shaker.roma.it) piuttosto ben fatto dove possiamo trovare anche dei contenuti multimediali, come una lunga intervista ad un assessore comunale e un medico primario. Ed è possibile scaricare la versione Pdf dei giornali arretrati.
Con grande trasparenza gli amici di Shaker fanno sapere che la diffusione del numero 4 ha permesso di raccogliere 2755 euro. Ne approfittiamo per complimentarci con la redazione e fare migliori auguri per il futuro e ringraziare per l’attenzione verso il nostro progetto.