consapevolezze

Pubblicato: 10 luglio 2008 da massitutor in pensieri in libertà, sogni

puzzodimerda

di MaxZ

commenti
  1. anonimo ha detto:

    non male ma rispetto all’originale è un pò troppo scuro…ehhh ehhhh e si vede poco il tratto fine…

  2. anonimo ha detto:

    Marco Faggionato, il “poeta della strada” microfono in mano, dopo la sua apertura classica, “Venghino, venghino, più gente entra, più bestie si vedono” mutuata dall’ambiente del circo, camminava lentamente sugli scalini che facevano da palco, declamando istrionico le sue composizioni, accompagnato da una musica sporca elettrica, distorta, similhendrixiana, che usciva, senza una melodia apparente, dalla Stratocaster col manico in palissandro di Rotaris. Via via il sottofondo appariva più armonico e gradevole per accompagnarlo in altre evoluzioni poetiche più dolci.
    La melodia sensuale e calda aveva coinvolto anche la sensibilità di un cane lupo di nome Black che era entrato insieme al suo padrone, un giovane di Lecce. L’ animale si era avvinghiato ad una giovane senza tetto, Sharon, con il chiaro intento di montarla in groppa, ma si era interrotto forse per seguire l’evoluzione ritmica di un giro di accordi che assomigliavano tanto a “For your love” degli Yardbyrds.
    Marco si stava ancora esibendo in una mirabile interpretazione della sua famosa “La vita mi tramonta addosso” quando lo sconcerto attraversò la sala. La causa era un intollerabile puzzo di merda. Analizzando dall’alto del palco la situazione, gli artisti potevano osservare che, per cerchi concentrici come in un effetto a vortice, i volti degli spettatori parevano maggiormente sofferenti in prossimità di Moana, che voleva sempre farsi chiamare Patrizio. Il tema della defecazione degli adulti in pubblico, nella società contemporanea richiamava tabù misteriosi e ancestrali. Il timore dell’evento, nell’immaginario collettivo, poteva paragonarsi a una catastrofe naturale, di portata immane. Lei stava al centro della sala, tranquilla e pacifica, dissimulando l’evidente e plateale defecazione, circondata da seggiole e spettatori, muti, attoniti, sbigottiti e sul punto di piangere terrorizzati, senza sapere il perché.
    La musica delle chitarre ebbe un’impennata acid rock, la batteria entrò in un loop secco e congelato, ma gli artisti non si scomposero.
    Marco “il poeta della strada”, che ancora ricordava l’episodio al quale aveva assistito giorni prima, di quell’anziano colpito da infarto in metropolitana e che a causa del contemporaneo rilascio dello sfintere, era stato soccorso in ritardo, poiché la barriera olfattiva aveva impedito ai presenti di riconnettere l’attività cerebrale, si avvicinò a Barbara, la volontaria scrittrice. Insieme si diressero verso Moana – Patrizio, aiutandola amorevolmente a dirigersi verso l’uscita per andarsi a cambiare alla toilette.
    Lei uscì ringraziando e dopo essere rimasta seduta, un po’, sui gradini, facendosi una canna, scomparve nel nulla. Gli spettatori si ricomposero magicamente senza sapere perché.
    The show must goes on.

  3. analkoliker ha detto:

    Bisogna dire che la vignetta è di un operatore capace di via del porto.
    Vai Massimo.

  4. anonimo ha detto:

    complimenti commento 2 bella storia
    maxz

  5. massitutor ha detto:

    Che sorpresa di storia! davvero.

  6. balza73 ha detto:

    ogni tanto si hanno questi lampi di consapevolezza sulla propria persona. Probabilmente tutti hanno un momento in cui ci si interroga su come gli altri ci vedono o percepiscono, per la maggior parte del tempo magari si dice che non ce ne frega niente, ma ad un certo punto, sommersi nel proprio piccolo stagno di merda, non si riesce più a mentire nemmeno a se stessi.
    Sono momenti preziosi.

  7. anonimo ha detto:

    Grazie per aver apprezzato la storia, che è un flash accaduto realmente nel 2002 durante il concerto della Bar Boon Band del 25 giugno. E’ tratto dal mio libro “il rumore dei poveri” edito da Grandi Stazioni SpA che ho messo a scaricamento gratuito su Internet:
    http://fc.retecivica.milano.it/RCMWEB/BarBoonBand/downloadgratis.html poi quando vengo a Bologna ve ne porto un po’ di copie.
    Ciao Maurizio

  8. anonimo ha detto:

    mi sono rotto il cazzzo….basta

  9. anonimo ha detto:

    fans Culos a tutti con amore vi voglio bene

  10. simpit ha detto:

    complimentoni al vignettista,ma lo conosco?, bò,forse si, ma come al solito gli avatar mi ingannano poi mi ricordo chi sono in carne ed ossa

  11. anderlet ha detto:

    Non so chi puzza di più. Io o altri.

  12. anonimo ha detto:

    scusa cè qualcuno li che ti accusa che puzzi di merda forse? riferito al commento 11. no perchè se è cosi per quanto mi riguarda ti posso dare qualche consiglio usa la candeggina piu spesso. Poi però passala anche un po a chi ha fatto quella vignetta di sicuro anche lui ne ha parecchio bisogno credi a me ciao. firma lupa….ne

  13. anderlet ha detto:

    Grazie per il consiglio. Quando uso tanta candeggina profumo di più e meglio.
    Grazier

  14. anonimo ha detto:

    quando la merda acquisterà valore.. i ricchi toglieranno il culo ai poveri!!
    lavateve zzuzzush!!!!
    fili’

  15. stazionemilano ha detto:

    cazzarola ma allora è diventata una deformazione “professionale” farsi pubblicità sui blog altrui!!!

  16. massitutor ha detto:

    può darsi, sì… ma qui solitamente la cosa è apprezzata.

  17. anonimo ha detto:

    Quando si tratta di parlare di puzza ho di merda i commenti sono veramente tanti
    kè scop

  18. anonimo ha detto:

    ma basta con ste puzza il centro diurno è un posto di merda
    e questo si sà …. ma per fortuna esiste asfalto e il laboratorio con quei fattoni di operatori

  19. anonimo ha detto:

    Ma per caso quello della vignetta e il grande DIEGO,gli assomoglia

    giuseppe

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