Archivio per gennaio, 2010

Stefano BruccoleriEdizioni Senza Dimora 2009

Articolo di : Domenico Cosentino

presentazione_alkolikerStefano ha perso i suoi genitori, morti entrambi di una terribile malattia. Il suo lavoro ( estauratore di mobili antichi) non gli permette di pagare l’affitto di casa e gli viene intimato lo sfratto esecutivo. In pochi mesi Stefano sarà solo, senza lavoro e senza casa.

Arriva l’Hiv… cure, visite mediche, pillole da assumere ogni fottuto giorno.

Ma la sua vita cambia in meglio, forse finalmente ha trovato la forza di reagire. Trova una bicicletta la sistema egli carica sopra i suoi pochi oggetti: una tenda e un fornellino da campo. Da quel momento questo ferrovecchio sarà la sua unica compagna di un lungo viaggio che lo porta a percorrere quasi 25000 chilometri in tutta Italia.

Stefano impara a sopravvivere in strada tra mense della Caritas e dormitori comunali impara suo malgrado chi siano  gli operatori sociali. Capisce le assurdità burocratiche che deve affrontare un senza fissa dimora.

Ma il protagonista in questi anni di vagabondaggio incontra anche molte persone, amici che lo ospitano, donne gentili che gli assicurano un posto letto. Inizia a capire che non tutti gli assistenti sociali hanno i paraocchi, conosce Massimiliano a Bologna ed inizia a lavorare presso una cooperativa. Scrive brevi articoli che verranno pubblicati su alcuni giornali di strada italiani. Tra una bottiglia e una veloce sega i mesi passano sfinendo il fisico e la mente del cicloturista.

Prendete Lee Stringer, portatelo in Emilia Romagna, dategli una bicicletta e troverete Stefano Bruccoleri. Il libro è scorrevole e nasce da un blog (www.analkoliker.splinder.com), la struttura riesce a catturare le emozioni e la vita di Stefano e lui riesce a raccontarci le sue dure esperienze senza cadere in una malinconia melensa.

Avendo la struttura di un blog le pagine però non hanno un filo logico e gli eventi sono raccontati in modo tagliente.

Il progetto non si ferma  alla staticità del libro, infatti seguendo il sito personale di Stefano (www.senzafissadimoradisuccesso.com) potrete leggere le evoluzioni della semplice vita del protagonista.

L’autore ha scritto il suo libro in un capanno immerso nella Val di Susa dove ha deciso di fermarsi e di costruire finalmente qualcosa dopo tutti questi anni di pellegrinaggio per la penisola. Qui trova persone semplici pronte ad aiutarlo, un clima duro ed il contatto con la natura che ha sempre ricercato.

Il libro è interamente autoprodotto e potete ordinarlo solo scrivendo al signor Bruccoleri: edera007@gmail.com

Per la dignità degi ultimi

Pubblicato: 11 gennaio 2010 da massitutor in assistenze e bisogni, carcere, civiltà, colletta
cgil grandeCogliamo volentieri l’opportunità di promuovere una iniziativa recente che non può che vederci solidali.
Si tratta di una raccolta di prodotti di vario tipo per fare fronte alle necessità delle persone detenute alla Dozza che ne sono prive.Riportiamo qui di seguito le parole dei promotori, le migliori per descrivere l’emergenza che si cerca di portare a conoscenza dell’opinione pubblica:

La situazione dei nostri concittadini reclusi nel carcere della “Dozza” o nei centri di detenzione per “clandestini” è spesso drammatica.
In una condizione di sovraffollamento e di tagli di bilancio, molti detenuti non dispongono dei beni primari necessari alle più semplici azioni quotidiane: prodotti per l’igiene personale (spazzolini da denti, saponi, shampoo, dentifrici,bagnoschiuma, deodoranti), ma anche francobolli, carta da lettera,biancheria intima, infradito per doccia.
Dopo il successo dell’iniziativa in piazza Nettuno del 6 gennaio scorso la raccolta di prodotti prosegue per tutto il mese di gennaio.
Confidiamo nella generosa risposta di una comunità civile e solidale come quella bolognese.
I prodotti possono essere raccolti da singoli cittadini, da associazioni, da gruppi e consegnati al
Centro Lavoratori Stranieri della CGIL di Bologna, in via del Porto 16/C (tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, aperto sabato mattina).
Per informazioni contattare:

Roberto_Morgantini@er.cgil.it, cell. 3357456877

Ascolta, arriva la barbarie

Pubblicato: 10 gennaio 2010 da massitutor in civiltà, inchieste

Il nostro amico Nico Cosentino ne aveva, in qualche modo, già parlato, proprio qui su Asfalto;
altri hanno cercato di raccontare la storia degli africani di Rosarno, già un anno fa circa. Alcuni con interviste, altri con reportages fotografici. Di queste campagne si occupano molti blog: in uno di questi trovo un’incredibile notizia fotocopia, targato dicembre 2008.
Un video del 2007 Indagine di Medici Senza Frontiere sulle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori stagionali impiegati in agicoltura nel Sud Italia. 

 

immigrati_rosarno
C’è stato un periodo della mia vita nel quale pensavo che un giorno avrei intravisto la Rivoluzione. Più avanti ce n’è stato uno nel quale ho pensato avrei visto un grande cambiamento sociale, anzi: ero quasi convinto ne avrei fatto parte. Ultimamente stavo quasi per convincermi che bene avrei fatto ad occuparmi delle persone che mi stanno vicino… perché la vita è breve. Insomma fra le tante cose che pensavo avrei visto nel 2010 non avrei mai pensato di osservare il ritorno della schiavitù.
In questa storia nessuno ha ragione e nessuno ha torto: guardo il mio Paese, questi schiavi moderni e la mia gente con la stessa compassione. Forse ormai possiamo davvero solo intuire da dove arriva l’onda.

FESTA di AUTOFINANZIAMENTO venerdì 15 gennaio

Pubblicato: 6 gennaio 2010 da massitutor in amicizia, colletta

  

http://maps.google.it/maps?f=q&source=s_q&hl=it&geocode=&q=via+arcoveggio+66&sll=41.442726,12.392578&sspn=14.580764,28.168945&ie=UTF8&hq=&hnear=Via+dell'Arcoveggio,+66,+40129+Bologna,+Emilia+Romagna&ll=44.538489,11.351194&spn=0.018354,0.025749&z=14&iwloc=A&output=embed 

Autobus 11 – fermata: COOPERAZIONE
Ciao  a tutti,
come avrete saputo la festa di autofinanziamento per il Rifugio Notturno della Solidarietà che avevamo organizzato per dicembre è saltata causa maltempo.
 
Verrà riproposta venerdì 15 gennaio, presso il casolare di via dell’Arcoveggio 66, sempre che la neve non si accanisca su di noi!.
Ci sarà un primo momento dalle ore 17 rivolto ai più piccoli con uno spettacolo di burattini realizzato con gli ospiti della nostra struttura. La serata seguirà con un concerto di musica sud americana e dj set, il tutto condito da cena di autofinanziamento…a prezzi popolari!
 
Teniamo particolarmente alla vostra partecipazione perché l’incasso della festa ci permetterà di realizzare un progetto a noi molto caro; sarà infatti rivolto all’integrazione socio-lavorativa degli ospiti italiani e stranieri presenti nel nostro dormitorio.
 
Siete tutti caldamente invitati a partecipare e a divulgare tra amici e colleghi.
 
Sara

poste

Pantaloni militari, scarpe infortunistiche da muratore, piumino da Paninaro anni ottanta, la sciarpa rosa da fricchettone, il berretto della Nike ed eccomi pronto sulla bicicletta con lo zaino in spalla  per scendere in Posta a spedire un altro pacco di libri.
Come al solito la discesa è velocissima, e il sole che da queste parti si presenta già alle nove del mattino ha già scaldato la strada, il vento è sempre gelido e  tagliente e neppure i due paia di guanti che indosso mi riparano le punte delle dita dal freddo: il primo paio sono guanti sottili da giardiniere, verdi con i fiorellini rossi e gialli, i secondi sono da ciclista, ma per la mezza stagione, con questa temperatura posso arrivare solo fino all’ufficio postale e sperare che ci sia la solita fila per avere il tempo di riprendermi dal freddo.
La sportellista mi sorride e nel breve tratto che mi separa dal sedile in fondo alla piccola sala l’attenzione si sposta sull’insolito Marziano che ha appoggiato la bicicletta sulla vetrina e che estrae dallo zaino una manciata di pacchi da spedire.
Educatamente chiedo  ” Chi è l’ultimo”?
Brava gente che ostenta pazienza e buon umore ma che alla terza operazione fatta dallo stesso cliente comincia a perdere sangue dalle orecchie ed a guardare il soffitto con lo sguardo implorante di chi si aspetti che un fulmini si porti via quella vecchietta che ritira la pensione, paga la bolletta della luce e si permette il lusso di parlare dei nipotini e che a operazione terminata riordina la borsa con lentezza e si lascia ancora scappare due parole sul capodanno.
Io ne approfitto per andare a comperare il vino,  qui la cosa si fa lunga e io ho ancora le ossa gelate,  dopo dieci minuti torno in posta e la vecchietta è ancora li, mi viene da sorridere e con umorismo marziano chiedo ”Chi è l’ultimo”?
L’attesa mi consente di scaldarmi e dopo pochi minuti mi tolgo il piumino e la sciarpa, appoggio il Tavernello e le scatolette di cibo per la gatta  sotto la sedia e ricontrollo gli indirizzi sui pacchi.
La sportellista è apprezzata per il sorriso, la professionalità, la pazienza e la compostezza. I primi giorni del mese la posta è sempre piena e per quanto brava, professionale e veloce sia, essendo l’unica impiegata non riesce certo a fare miracoli.
Mentre la sala si trasforma lentamente in un alveare di api che si preparano all’attacco, la sportellista sembra non essere toccata dal gran movimento che avviene oltre il vetro. Qualcuno probabilmente implora fulmini, saette e contrazioni intestinali anche per lei, ma ad un certo punto il tabaccaio che è arrivato da pochi minuti e che deve aver annusato il clima sempre più ostile si lascia scappare un commento:
“ Siamo comunque fortunati che non c’è quello con i capelli bianchi “.
Fa notare ai presenti che quando c’è lui il terminale del computer non funziona quasi mai e che spesso gli tocca ripassare. Qualcuno mormora fra i denti. Penso: “Brutta giornata per gli adesivi per dentiere”, se non altro l’astio si è spostato sullo sportellista con i capelli bianchi e l’alveare comincia lentamente a quietarsi.
Ma c’è un’altra sportellista con un rendimento ed una professionalità che vanno ben altre lo scandalo, sembra che prima di venire a lavorare abbia munto le vacche, dato il fieno hai cavalli, annaffiato l’orto e dato il Mais alle galline. Ma fin qui direi che ci può anche stare che tu vada  a lavorare vestita da contadina psichiatrica, quello che non si accetta è il fatto che ogni operazione che va altre il pagamento di una bolletta diventi una questione da Servizi Segreti e  dunque meglio rimandare ad un’altra volta, oppure di recarsi a Susa dove a suo dire possono sbrogliare una faccenda complicata e delicata come una raccomandata con ricevuta di ritorno.
Tutto con un bel sorriso da culo di babbuino, arriva persino ad abbassarsi verso la feritoia del vetro a farfugliare qualcosa, con gli occhi guardinghi e l’atteggiamento di chi chiede comprensione e pazienza per la situazione incresciosa. E’ come trovarsi davanti ad uno zingaro con la gamba mozzata che appoggiato alla stampella allunga il bicchiere della granita vuoto per un paio di monetine. Ma vaffanculo, almeno pettinati prima di venire a lavorare!
Questo è il motivo per cui tutti prima di entrare in posta  hanno l’abitudine di sbirciare fra i cartelli pubblicitari incollati alla vetrina.
Il ritorno a casa come al solito è lento, stamane sono quasi riuscito a fare tutta la salita in bicicletta, scendendo dai pedali solo tre volte.