ritorno a casa (racconti della mia vita) 2°parte

Pubblicato: 30 settembre 2006 da massitutor in asfalto fuoriporta, droga

gigante-arbolTornai a bologna dopo circa tre mesi, dopo, aver perso un posto di lavoro sempre per lo stesso motivo, l’uso di eroina. Ero stato schiaccato per l’ennesima volta, la vita se la prendeva con me bravo ragazzo ma drogato.
Non c’è niente da fare, tornando a casa mi ero un pò ripreso ma, nella testa mi frullava sempre quel pensiero.
Ritrovandomi a Bologna per la seconda volta fu come tornare nel paese dei balocchi dove potevo fare quello che volevo, ma in realtà ero dentro ad una prigione che si chiamava me stesso e, come compagna di cella, "l’eroina".
Schiacciato dall’ennessimo senso di colpa, per aver inatteso le aspettattive dei miei genitori e, di me stesso mi ritovai a doverne pagare il prezzo con l’autocommiserazione, ed una buona dose di droga giornaliera. Col il passare di quei giorni cosi cupi ma mai uguali, infatti c’era sempre qualche nuovo compagno di sventura con il quale condividerli, la relatà diventava sempre più difficile e insuperabile. Però ebbi la foza di provare a trovarmi un lavoro, e lo trovai, ho quattro patenti b, c, d, e il kd, so fare l’autista l’imbianchino,il facchino, il pizzaiolo e negli ultimi 4 anni ho imparato anche ad usare il computer facendo dei corsi di formazione.
E non ho mai commesso reati in vita mia, "fortunatamente" ne ho avuto sempre paura, cosi appena cercavo lavoro lo trovavo.
Quello che però non trovavo era la forza di andarci al lavoro, perchè, ero talmente assuefatto all’erioina che avevo bisogno di farmi due tre volte al giorno,e si sa quando si lavora non c’è il tempo e soprattutto i soldi per farsi senza dare nell’occhio.
Cosi dopo una settimana di lavoro andai dal principale e gli dissi che dovevo andare subito a napoli per necessità e che non potevo più lavorare in quel posto.
Per quanto rigurda i soldi che era la cosa che più di ogni altra mi interessava in quel momento, perchè ero proprio ridotto male, mi disse che si doveva aspettare fino alla fine del mese per averli. Al che, dissi fra me e me, devo fare un patto con questo tizio, e tirai fuori un’idea, quelle che si hanno in questi casi quando si ha il fuoco sotto il sedere.Feci un patto, per una settimana di lavoro mi toccavano circa 500 mila lire, invece gli proposi di darmene 100 subito e di non pretendere più nulla.
Accettò subito, firmai un foglio, e in un attimo come un fantasma che attravera i muri, ero già nei bagni della stazione con il kit del piccolo dottore drogato.
Pensate che la droga è talmente dominante che stare dentro un cesso di una stazione ferroviaria e la cosa più divertente e bella per un drogato. Che schifezza, eppure e cosi che stanno le cose, con la dose in mano quel cesso era una reggia e lo sciaquone le cascate del niagara, ed il toc toc della gente che voleva andare al bagno un tamburo africano. Ma in reltà li dentro c’era solo un ragazzo che non voleva sentire più il dolore che provoca l’eroina, ed il cesso l’unico posto dove poterlo fare senza essere visti.
Che vita da cani la droga ci fa fare,che peso enorme si ha sulle nostre piccole spalle. Eppure si trova sempre la forza di tentare di uscirne. Quando arrivò il giorno che non ebbi più neanche la forza di fare soldi per farmi arrivò anche l’ora di fare qualcosa, ma come?
Qui devo ringraziare solo i centri che ci sono per bologna, e poi in tutta italia, e cioè quei centri dove puoi chiedere aiuto e come un’isola che non c’è, ma ringraziando dio qui c’è. Andai in via del porto, e gli operatori mi tesero una mano e, si presero cura di me prendendomi un appuntamento con un dott. il quale poteva farmi seguire la cura del metadone anche non essendo residente e non essendo scritto al sert. C’era un’unità mobile che faceva varie fermate e dava la terapia metadonica. Dovetti solo aspettare un paio di giorni per l’appuntamento con il dottore nel frattempo feci quel che potevo per non sbattere a terra in crisi di astinenza.
E poi, incominciai a prendere il metadone e le cose per me cambiarono un pochino, devo dire in tutta onesta che il metadone mi ha consentito di risalire più di una volta, quando scendevo per forza maggiore verso il basso, e questo è molto importante.
Fortunatamente ci sono dei posti dove ci sono persone che aiutano i più sfortunati drogati e non, per loro non fa differenza sono posti dove senti forte la presenza del signore nostro dio. In questi posti ho pregato di più e ho ringraziato di più anche se ero al limite di me stesso.
Senza questi posti dove avrei mai potuto mangiore,o dormire in un letto,ero solo un bravo ragazzo e dovevo ancora imparare a sopravvivere.
Si avvicinò il giorno di natale, e gli addobbi ed il freddo del natale mi mettevano a dosso una strana e profonda sensazione di tristezza e malinconia, era il mio primo natale lontano da casa. Pensavo soprattutto a come si dovevano sentire i miei genitori i mio fratello mia sorella e il mio nipotino. Che cosa brutta avere un natale senza la famiglia.
Però gli telefonavo, e sentirli almeno per telefono mi rincuorava, e li rincuorava.

commenti
  1. stefi71 ha detto:

    In una delle mie tante visite in libreria, pensando ad un compito che ha dato qualche giorno fa la prof. di lettere a mio figlio Cristian “cambia a modo tuo una favola che conosci” e ricordando un compito assegnato al gruppo di informatica da Massimiliano “stravolgi la storia della tua vita, arrivando però allo stesso finale, cioè a come è realmente la tua vita oggi”, mi sono caduti gli occhi su un libro di Roberto Vecchioni “Diario di un gatto con gli stivali”, che ha attirato subito la mia curiosità…volevo scrivervi un passo del libro…un “cantastorie” spunta fuori dal ventre della notte e si ferma al centro di una piazza. Tutti i bambini del villaggio si raggolgono intorno a lui e gridano “Una favola…una favola!!” in coro. Le favole hanno inizio….sembrano le storie già sentite mille volte: e invece no…i bimbi sempre oiù rapiti si rendono conto che quel che stanno ascoltando è nuovo e strano…perchè la fiaba torna, ma..i buoni e i cattivi si scambiano i ruoli, niente, ma proprio niente è come appare. Perchè è vero..niente è come appare..nelle favole così come nella realtà..aggiungo io!..c’è sempre un’altra verità, un lato segreto che può essere colto se siamo disposti a farlo…che possiamo addirittura stravolgere..rovesciare…con il sentimento del contrario, facendo vibrare un’energia nuova con i suoi temi di sempre: le emozioni, il tempo, le parole, il sogno! Credo che questo blog possa essere l’inizio della magia..dove niente è come appare ai “più”..dove aver voce per raccontare le nostre “verità”…ciao Stefi

  2. stefi71 ha detto:

    un altro libro che vi consiglio, se vi leggere vi fa sognare, è “Sulla strada” un romanzo di Kerouac, dove l’autore percorre il suo viaggio di vita, appunto sulla strada americana della “beat generation”, alla ricerca dell’amicizia, dell’amore, del desiderio, ma soprattutto alla ricerca di se stesso! Adesso vi saluto..devo preparere il pranzo alla mia famiglia…spero che trascorriate una serena giornata, e lo auguro in particolar modo a me stessa…con un consiglio..a volte una buona lettura aiuta a liberare la mente e a farla viaggiare in mondi sconosciuti e non…per dimenticarsi un attimo di altre proccupazioni e per avere un buon “amico” accanto…Stefi!

  3. laertetranquilo ha detto:

    i libri sono nella stragrande maggioranza dei casi pura fantasia.
    Le favole invece sono per i bambini che sono puri e ci credono.
    Il consiglio che voglio darti e di partecipare alla vita reale leggendo un po di meno e credendo nelle cose vere.

  4. anonimo ha detto:

    Il racconto scritto o parlato, degli eventi dell’esistenza, permette all’uomo di conservare il passato, progettare il futuro e condividere il presente.

  5. stefi71 ha detto:

    apparte che non affatto vero, visto che moltissimi libri raccontano storie di vita vera, poi i libri non sono mica novelle..poi sai usare la FANTASIA non è un gioco solo da bimbi…ti assicuro che i miei piedi sono ben “piantati” per terra visto che sono madre di tre figli e la mia vita è piena di problemi reali, non devo combattere solo per me, ma anche per loro..e ti assicuro nella mia situazione (penso simile alla tua), non è cosa facile. Il consiglio che voglio darti invece è di provare, quante cose non sappiamo e possiamo scoprire, quanti luoghi che non conosciamo possiamo conoscere, quanto passato abbiamo perso e possiamo ritrovarlo…saper scrivere e “imparare” a leggere è un grande dono. Concludo con la speranza di poter dedicare alla lettura molto del mio tempo, visto che per problemi vari, non faccio quanto “realmente” vorrei. un saluto Stefi

  6. dariomonetti ha detto:

    Oggi vorrei lasciare un commento che spero ci faccia riflettere un po io sono cresciuto senza famiglia e con la scuola non ho avuto un buon rapporto oggi avendo 39 anni sono pentito quando leggo sia una favola sia qualcosaltro mi attraggono tantissimo ne rimango affascinato quasi sempre vorrei tornare indietro nel tempo e prendere a studiare fare un po il regolare ma questa società non te lo permette purtroppo comunque speriamo che questo mio commento serva a tutti quelli sono in tempo leggete più che potete

  7. dariomonetti ha detto:

    Bello il tuo racconto però mi sembra molto costruito e a dire il vero riprodotto da qualche libro.
    Belle certe similitudini che usi.
    Tutto sommato bravo.

  8. laertetranquilo ha detto:

    ognuno pensa quello che gli pare, anch’io quando leggo alcune cose mi chiedo se sia vero.
    Spetta solo a noi intrepetrarle secondo la nostra misura.Se la mia storia la mia vita non ti sembra vera allora amen,ma purtroppo è vera spero solo che adesso che sto bene sia una vita sempre in positivo e lo auguro ad ognuno di noi.

  9. laertetranquilo ha detto:

    stefy non volevo affatto dire che non hai i piedi per terra anche se ho ben capito qualche volta ti capita.Ma solo che non si commenta una storia come la mia con le favole o le storielle ,allora la prossima volta se sei davvero quello che dici,cerca di lasciare un commento che abbia più senso e che sopratutto sia serio e comprensibile.

  10. massitutor ha detto:

    In effetti i libri (come i film, le canzoni ecc) non sono che RAPPRESENTAZIONI della realtà… ma non per questo meno importanti! anzi: la nostra intera esistenza è fatta di rappresentazioni: quando raccontiamo un fatto esterno, quando ci raccontiamo o ci facciamo un’idea delle cose. Tutto è rappresentazione e la REALTA’ non è che un orizzonte, lontano e sfumato di cui ci sfuggono i contorni.
    Potrebbe essere una bella idea quella di elencare i tre libri più importanti della nostra vita (o di questo periodo). Vediamo cosa viene fuori in piccolo qui nei commenti… se la cosa si fa interessante potremo poi trasferire il tutto in un post in prima pagina.
    Comincio io, in ordine casuale…

    1. I viaggi di Gulliver – J. Swift

    2. Jim entra nel campo di basket – Jim Carrol

    3. La società dello spettacolo – Guy Debord

  11. laertetranquilo ha detto:

    e dagli co sti libri.Erano anni che non leggevo un libro avendo vissuto in una favola per anni mi sembrava inutile no.Invece poi un giorno massimiliano aveva in laboratorio dei libri di cui uno mi colpi, era un libro di viaggi di lorenzo giovanotti massi me lo presto,a dire il vero me lo regalo’ ed io lo lessi, e ,tutt’ora c’è lo ancora con me.Devo dire che mi è piaciuto ma è faticoso leggere per me, preferisco scrivere.

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