PENSIERI; PAROLE.

Pubblicato: 31 ottobre 2006 da massitutor in comunità

Prossima meta da mè preposta "SAN PATRIGNANO" uno dei tanti motivi per cui vado potrebbe essere questo (la mia vita è un disastro) desidero rimettere insieme i pezzi di questo mosaico in maniera ordinata la nostra vita è costruita su delle basi  se queste sono messe nell’ ordine sbagliato la nostra vita è un disastro. Il lavoro che dovrei fare è qullo di buttare giu tutto quello che hai imparato fino ad oggi, e ricostruire tutto da capo perchè è costruito male. Detto così può sembrare che ci vuole chissà quanto tempo e la domanda nasce spontanea "quanto mi costa" può sembrare la solita battuta pubblicitaria ma in effetti è proprio così è proprio una questione di prezzo perchè mentre la nostra vita cadeva a pezzi noi eravamo presi dal divertimento non pensando alle conseguenze di poi. Alla fine di tutto questo c’è sempre un prezzo da pagare  e a noi questo non piace per nulla  e un pò ci spaventa. In realtà quando poi sei dentro ti rendi conto tu inizialmente metti la tua buona volontà iniziale, poi il resto arriva da sè naturalmente sempre con il tuo impegno e la tua costanza. Perchè dico questo qualcuno si starà chiedendo "ma tu hai già provato questa espe-rienza" Certamente, non a SAN PATRIGNANO ma bensì in un’altra comunità che si chiama "reto" recupero tossicodipendenti. Sono stato 4 mesi epoi son venuto via. Motivo la droga in testa maledetta droga.

commenti
  1. kaberlaba ha detto:

    La droga in testa

    maledetta droga

    la mia vita è un disastro

    rimettere insieme i pezzi di questo
    mosaico costa fatica

    Dovrei buttare giu tutto quello che ho imparato fino ad oggi?

  2. Concin ha detto:

    La vita è scontata, la morte è un imprevisto: che incredibile illusione celebrale.

    La mia vita è un disastro
    buttare giù tutto quello che hai imparato fino ad oggi
    Dal film Ricomincio da tre di Massimo Troisi
    -Gaetano: “…basta me sò scucciato.. ricomincio da tre”
    -Lello: “Da zero! Vuoi dire”
    -Gaetano: “Nossignore da tre! Cioè tre cose me sò riuscite ind’a vita e adda lassà pure chelle…”
    -Lello: “Attento Gaetà, chi parte sa da che cosa fugge ma non sa che cosa cerca..”
    -Gaetano: “Azz è bella!, l’e fatte tu?”
    -Lello: “Si” –
    Traduzione
    Gaetano: “…basta mi sono stufato.. ricomincio da tre”
    -Lello: “Da zero! Vuoi dire”
    -Gaetano: “No no da tre! Cioè tre cose me sono riuscite nella mia vita e dovrei lasciare anche quelle…”
    -Lello: “Attento Gaetà, chi parte sa da che cosa fugge ma non sa che cosa cerca..”
    -Gaetano: “Azz è bella!, l’hai inventata tu?”
    -Lello: “Si”
    (invece la frase è di Montagne)

    …è proprio una questione di prezzo
    Magari fosse una semplice questione di prezzo, caro Rollover, basterebbe fare una valutazione, fissare un prezzo adeguato, cercare di pagarlo e se ci riusciamo allora se metti la tua buona volontà iniziale, poi il resto arriva da sé …Ma poi la felicità non è data.
    Ma il resto che va da sé va verso l’unica fonte di piacere che ci è rimasta impressa nel ricordo: che sia un infanzia perduta o mai vissuta, un’esperienza di non amore o un’esperienza di dolore di cui si poteva fare a meno, un accudimento sotto ricatto (come disse un genitore al figlio:“ti voglio bene se sei come voglio io” ma non si è mai abbastanza come vuole l’altro perché quello che ci chiede è quello che non è riuscito ad essere; è una realtà desiderata sognata e mai sperimentata qualcosa di non reale: non si può essere qualcuno che avrebbe potuto essere ma non è stato).
    A proposito… qualcuno ha mai provato a pensare come se la caverebbero i nostri genitori nella giungla delle tentazioni in cui ci siamo ritrovati a vivere noi? A volte guardo il viso di un tossico trentenne fatto spiritato che chiede se è rimasto un panino e penso “guarda ha il mento come mio padre, rigido e convinto che tu che sei li a lavorare sei solo un pirla una pecora del sistema e che lui appena vuole smette e non tirartela e dammi sto cazzo di panino”. Cosa c’è di diverso da quel padre che non ascolta nulla, convinto che sia a priori, dalla parte della ragione di chi sa come vanno le cose di fronte a te figlio che sbagli, che sbagli, che sbagli, che sbagli, che sbagli, che sbagli, che sbagli…

    la nostra vita è costruita su delle basi e se queste sono messe nell’ ordine sbagliato la nostra vita è un disastro
    Ma queste basi chi li ha messe nell’ordine sbagliato? Tutto da soli? Mentre crescevamo insieme con i nostri peli chi ci diceva quali peli sullo stomaco c’erano da mettere. Chi è questo giudice qualunquista che mentre ci condanna perchè la nostra vita cadeva a pezzi e noi eravamo presi dal divertimento, salva per amore e solo per il nostro testardo, immotivato e smisurato amore tutte le infelicità che, al di là delle intenzioni di chi ci stava accanto, abbia provato, sperimentato e fuggito e ancora fuggiamo (allora il divertimento è un alibi per salvare quei poveri esseri umani, quei genitori che non ce l’hanno fatta ad infonderci sicurezza e amore per la vita?)
    Per amore e solo per amore, si sono dimenticati di chiederci come stavamo, troppo indaffarati ad accudirci, a proteggerci, a volere il nostro bene, a spiegarci ed insegnarci cosa è giusto e cosa è sbagliato.
    Per amore e solo per amore non possiamo cercare le nostre ragioni, finiremmo con dire loro, con il nostro modo di essere che si sono sbagliati, finiremmo per insegnare loro ad amare
    Per amore e solo per amore che preferiamo distruggere tutto il nostro castello con le fondamenta sbagliate e ricominciare da zero, sempre e ogni volta da zero, altrimenti dovrebbero farlo loro con i loro castelli e le loro indiscusse fondamenta

    “Esistono persone al mondo, poche per fortuna,
    che credono di poter barattare una intera via crucis
    con una semplice stretta di mano, o una visita ad un museo,
    e che si approfittano della vostra confusione per passare un
    colpo di spugna su un milione di frasi, e miliardi di parole
    d’amore…”
    (Andrea Pazienza)

    Op Concetta

  3. massitutor ha detto:

    Io credo che possono esistere anche forme di vita imperfette, come progetti imperfetti, costruiti su basi storte, instabili…però vanno avanti, esistono e producono pure qualche cosa. L’ho imparato dalla vita questo e dal lavoro che faccio: per questo non posso che pensare così. La vita a volte ci offre la possibilità di vivere più di una vita, ricominciare, ricostruire sulle macerie, questo è vero. Ma non possiamo rinascere del tutto. Sarebbe ingiusto oltre che una fregatura, come dice anche Concin: le esperienze che abbiamo fatto ci fanno essere quello che siamo e spesso, anche se non lo crediamo, in fondo in fondo ci siamo affezzianati a noi stessi e cambiare radicalmente è difficile anche per questo.
    Inoltre attenzione! perchè spesso questi grandi, enormi propositi di cambiamento totale diventano proprio un alibi per non fare nulla: perchè l’obbiettivo è troppo grande e la salita troppo ripida. Dunque l’idea che “tanto non ce la faremo mai” striscia sotto e intanto continuiamo a girare intorno. E rimangono solo le PAROLE appunto.
    Non mi risulta che nessuno abbia mai proposto di fare un aereoporto moderno radendo al suolo Venezia…che è vecchia, posata su palafitte marcie che vanno a fondo ecc.
    Storti di tutto il mondo unitevi!

  4. Andrej77 ha detto:

    Inizio subito.
    Quanto mi costa? La domanda sbagliata.
    Pretendere subitto sapienza quanto il tempo mi serve per riconstruire la vita o basi della vita. Sempre guardiamo il tempo come il prezo. Per me la mia vita vale tantto e riconstruirla pero non tutta mi costera pero e me valle. Tempo e relativo. Vedi vogliame cambiare e il modo di fare e sempre stesso subito avere la sodisfazione. Lavite e construita piu dalle fatike e per quelo posono esere anke le gioe e sodisfazione. Anche il nostri genitori vogliono e volevanno meglio per noi pero noi abiamo scelto impararare e sentire loreo consigli. Noi ambiamo cselto fare certe cose. E gli abiamo fatto per lungo periodo e non posiamo pretendere risolvere nostri problemi subito non ambbiamo la bakeca magica. Magari. Per me la fatica nella vita viene ripagata nele sodisfazioni le cosse sono ben equlibrate almeno io ci credo. E per me vale viver perke la vita e bella. Anke io ho da fare una lunga strada pero ho voglia fare per una volta e per tutte e bene. Per me la San Patrignano e lider nel ricupero di tossicodipendenti e non lo dico io ke significa fare programma li non e cselta sbagliata. Ke dire fin adesso mi sono solo divertito e adesso mi toca…Lo dico con cuore.

  5. laertetranquilo ha detto:

    La condizione di tossicodipendente di strada è una situazione difficile e contradditoria dove ci sono in ballo esseri umani che sopravvivono in strada,e fanno quello che possono per mangiare.Cosa assai difficile è essere un tossicodipendente anche per questo ci vogliono le palle,mi spiego quando uno ormai c’è dentro non c’è nulla da fare la droga in quel momento diventa determinante unica consolazione di una condizione raggiunta per un motivo o per un altro ormai si è arrivati al capolinea.Dunque vivere diventa pesante,fare soldi per comprare la dose giornaliera per cercare di stare bene è l’obbiettivo primario,stesso discorso per gli alcolici solo che in quel caso costano meno.Invece passano al secondo posto tutte le altre cose che una persona noramle fa’.Uscire dal meccanismo in cui ci si trova è quasi impossibile,per questo molti di noi muoiono,gli altri sopravvivono,e qualcu’naltro diventato troppo saturo per avere perso o fatto troppo ne esce sempre e comunque con l’aiuto del buon dio gesu’.IL prezzo che si paga per uscire dalla droga è alto molto alto,c’è un momento in cui devi soffrire soffrire e soffrire per poter vedere piu’ in là e poi ancora soffrire nella mente e nel corpo fino a stringere i denti se sono rimasti.
    A quel punto smettere di farsi è una prima fase poi arriva quella del metadone,c’è un punto in cui curarsi con il meta diventa inutile,allora si smette anche con quello è questa la seconda parte del tragitto sofferenza sofferenza e ancora sofferenza,ed è qui che si diventa forti ad un certo punto convivi con il dolore,il dolore diventa parte di te e sei tu che lo controlli se sei arrivato fin qui non ti può fermare più niente.Diventa solo questione di tempo e quando finisce il meta sei arrivato alla meta.QUI comincia la tua vita qui comincia il tuo corpo,riesci a dormire a riposare a respirare a fare l’amore in maniera normale dopo anni che non lo facevi più in maniera normale per te la normalità diventa esaltante e bellissima i sensi tornano,e torni tu.

  6. delfina72 ha detto:

    ma chi cavolo tel’ha fatto fare?
    appunto: nessuno.
    Hai fatto una scelta ed ora te ne tieni i proventi.
    E chi ti vuol bene ringrazia del dolore che gli provochi.

  7. balza73 ha detto:

    Hey Rollover!
    se nel titolo volevi fare una citazione della omonima stupenda canzone di Battisti sappi che personalmente l’ho apprezzato molto.
    Max

  8. laertetranquilo ha detto:

    delfina ma chi cazzo sei?
    e che cazzo ne sai tu di me?
    sappi che io qui scrivo per dare qualcosa a via del porto e chi lo frequenta descrivendo quello che passo e non a chi crede di sapere tutto ed invece non sa un cazzo!

  9. anonimo ha detto:

    credo che a tutti è data la possibilità di ricominciare.ci portiamo dentro le nostre esperienze anche le piu dolorose, fanno parte della nostra storia, ma dobbiamo guardare avanti, vivere il presente fare ciò che ci da gioia, soddisfazione. farsi non è vita è annientamento vivere significa in quseto caso imparare a volerci bene ed avere rispetto per noi stessi. credo sia la scelta giusta a sampa rinascerai a nuova vita. un augurio sincero
    chiara

  10. stefi71 ha detto:

    Laertetranquilo, credo che delfina non si riferisse a ciò che hai scritto tu, ma al post di rollover. Apparte questo, lo sai, ognuno di noi la pensa a suo modo, esperienze diverse portano pensieri diversi..anch’io non sono molto d’accordo sulla posizione di delfina, ma certo è che non è così che faremo cambiare idea a che non la pensa come noi.

  11. annaD ha detto:

    Vorrei poter dire quello che sento leggendo i vostri post, ma è difficile…perchè sò che potrei essere fraintesa. Mi sembra di capire che siete li per cercare di uscirne e quindi è anche logico che i commenti siano sulla sofferenza ma non c’è nessuno che osa dire qualcosa delle sensazioni che ci hanno imprigionato per tanto tempo? Quelle che ci sembravano belle se no perchè siamo rimasti li così tanto, come mi pare di capire dai racconti.
    L’alcol mi da la gioia dell’amicizia, tutto è facile e sento tutti buoni e anch’io mi sento buona…quando “fumo” tutto si aquieta e mi sento pesante con il corpo ma la mente vola che siano pensieri solitari o chiacchiere in compagnia tutto diventa leggero e allo stesso tempo intenso.
    Insomma “perchè ti fai?” ma il perchè quello serio, quello che sentiamo, non il perchè che ci hanno detto essere la causa dl farsi, quelle cose psicologiche, no quelle che anche se non ho nessuna crisi d’astinenza vado…a farmi, il cosa si cerca e il cosa si trova e poi cosa si diventa e cosa ci si ritrova ad essere e come la vita diventa altro…ma soprattutto perchè?
    Potreste chiedere a qualcuno di vostra conoscenza che non ha voglia di smettere, se non vi ricordate più esattamente cosa cervate o nel tempo quello che cervate si è trasformato in altro e non lo riconoscete più per la troppa sofferenza che ciò ha comportato.
    Scusate è che sto attraversando un momento difficile, avevo iniziato una terapia farmacologica e una psicologica ma poi ho mandato a fanculo tutto e ho smesso tutto da circa un mese. Mi sembrava di impazzire, tutto era contorto, le mie giornate interminabili e crudeli. Ogni spiffero d’aria sembrava lacerarmi la pelle, ogni cosa ogni evento ogni persona mi urtava e respingeva violentemente come uno schiaffo, un pugno in piena faccia. La depressione mi attanagliava, era nero tutto nero, non vedevo luci. Poi il calore degli amici al bar, le feste, gli abbracci, l’amore (o la sua parvenza), la pelle…. le mattine con gli occhi piccoli e cisposi, la nausa a pranzo, i pomeriggi inaffrontabili, il fastidio della luce del sole e la corsa ai minuti per correre apppena possibile al primo bar e il mondo si riconciglia e le forze ritornano e il sangue riprende a fluire nelle vene il calore…il calore sale dallo stomaco al cuore dal cuore al cervello, lo inebria e lo rapisce inizia la danza, un ballo e poi un altro:
    “Sono io la morte e porto corona io son di tutti voi signora e padrona…il giro di una danza e poi un altro ancora e tu del tempo non sei più signora” -Branduardi

  12. laertetranquilo ha detto:

    Anna,saro’ sincero con te come lo sono sempre stato in questi ultimi tempi.Per uscire da una dipendenza indipendentemente dai motivi per cui lo facciamo o lo abbiamo fatto,ci vogliono le palle,e credo che noi le palle c’è le abbiamo sempre avute per aver fatto quello che abbiamo fatto…
    L’unica cosa che ci puo’ far soffrire di meno sono dei farmaci una cura che serve per i sintomi proprio quelli che hai descritto tu nel tuo commento,come per l’eroina c’è il metadone cosi per l’alcol c’è un farmaco di cui adesso non ricordo il nome ma se non sbaglio si chiama dalcol ma forse mi sbaglio comunque si può domandare,questo formaco non ti fa sentire l’astinenza da alcol e piano piano poi si scala.Forse hai fatto la terapia in un momento sbagliato o per dir meglio hai tentato e poi non c’è l’hai fatta,oppure hai preso delle dosi basse, non preoccuparti è normale bisogna ritentare e ancora ritentare fin quando sarai tu a comandare.
    Per quanto riguarda le sensazioni che si provano quando facciamo uso di stupefacenti,nel mio caso quando ne facevo uso provavo si delle belle sensazioni,che non sto a descriverti perchè mi ci vorrebbe più di un libro,ma dentro di me mi sentivo sempre una merda,e quindi ho fatto sempre di tutto per smettere e adesso che ci sono riuscito dentro di me provo gioia immensa.E più passa il tempo e piu’ i periodi brutti scemano in nulla.Ti dico forza vai avanti e combatti sempre per essere te stessa senza l’alcol,perchè di una cosa sono sicuro senza e più bello.

  13. massitutor ha detto:

    Peppe (Laertetranquilo) mi dispiace caro ma sei già al secondo cartellino giallo. Per fortuna qui non c’è ancora l’espulsione, ma come “arbitro” moderatore di questo blog ti devo segnalare che questo non è il modo di rivolgersi ai frequentatori di Asfalto, a maggior ragione se “esterni” rispetto al gruppo.
    Anch’io credo che Delfina si riferisse a Rollover e non a te, ma la sostanza (anzi la forma) non cambia.
    Neanch’io condivido la provocazione di Delfina ma allo stesso tempo sono molto contento che ci sia stato e non vedo l’ora che i membri di Asfalto rispondano proprio a questa provocazione. Perchè è con queste domande che dobbiamo fare i conti. E’ con le persone la fuori, come Delfina, che ci dobbiamo rapportare: soprattutto perchè anche se non ci capisce almeno lei non ci è indifferente: è curiosa, ci frequenta… Un’occasione da sfruttare.
    Massimiliano

  14. stefi71 ha detto:

    Anna hai descritto una sfumatura molto importante delle dipendenze, qualsiasi esse siano..spesso le persone tendono a esprimere solo la sofferenza, a rinnegare…a dire basta con questa merda. La verità è che quasi puntualmente ricadiamo nel problema. Quindi o siamo completamente matti e il cervello ci è andato in pappa (questo forse un po’ è vero), o ci piace proprio tanto star male e, al nostro star male quotidiano, ci sommiamo una bella dose di sostanza, così da essere proprio sicuri che niente di bello ci venga a “trovare”. La realtà è che farci ci piace, e ci piace pure tanto, altrimenti non si spiegherebbe come mai così tante persone fanno uso, non si spiegherebbe come mai, dopo aver toccato il fondo, il sapore dell’eroina ci fa scavare ancora più giù, e più giù, e più giù, con le unghie e con i denti… .da dove poi risalire diventa veramente difficile e doloroso, specialmente senza quella bella medicina che ci ha dato tanta sicurezza e tante belle senzazioni, artificiali certo, ma sicuramente molto intense. Non ha caso l’eroina si chiama così…in un attimo senti il corpo scaldarsi, la mente si libera, niente e nessuno può scalfirti. La fatica se ne va in istante, come per magia. E non parliamo poi di quello che c’è prima dell’assunzione della sostanza, la ricerca, il rito del buco, un qualcosa che ti accumuna in modo totale con chi è con te in quel momento, non esiste più niente…sì perchè in genere il buco non è un rito solitario, “l’amicizia” e la complicità del momento sono totali, così facili da trovare anche con chi è la prima volta che vedi e di cui magari non sai neanche il nome. Così facili che dopo l’attimo, tutto svanisce, e quando svanisce anche l’effetto, ti ritrovi ancor più solo e vulnerabile. Così cerchi in tutti i modi di fare un altro giro di danza e poi un altro ancora, per far sì che quello star bene, quella senzazione di onnipotenza, quel sentirsi in pace con se stessi, “padroni del mondo” ..non svaniscano più. Certe volte vuoi semplicemente che il peso del tuo corpo svanisca, la felicità è addormentarsi, staccare la spina da tutto…poi si vedrà…e sono sonni profondi, liberi da sogni e paure, ti senti spofondare in morbidi cuscini di piume…anche se il cuscino un c’è e sei semplicemente con la testa sopra un tavolo o su una scomoda sedia.
    Difficile, è perciò, uscire da questo vortice di senzazioni, il tempo si è fermato, non hai dato modo alla tua testa e al tuo cuore di costruirsi delle difese naturali e durature, più passa il tempo e più diventa duro affrontare la vita e riconciliarsi con lei. Sì, Peppe, per fare la vita di strada, e per farla “bene”, ci vogliono le palle, è dura…ma penso che le vere palle ci vogliano dopo, quando arriva la consapevolezza.

  15. anonimo ha detto:

    Ciao massimo,sono peppe e sai mi sta dando un po fastidio il fatto dei cartellini gialli credevo che qui ci potessimo esprimere come in strada quando qualcosa non va bisogna dirlo senza giri di parole.Allora una cosa la voglio dire anche a te che fai l’arbitro sai come si dice allo stadio quando l’arbitro sbagli “arbitro cornuto”

  16. massitutor ha detto:

    Ciao Peppe.
    Intanto voglio dirti che sono chontento che tu abbia rinunciato alla tua idea di abbandonare questo blog. Davvero.
    Purtroppo fare l’arbitro non è un bel lavoro ed è un compito ingrato ma, come l’arbitro, le regole non le faccio io, non me le invento. E comunque non mi risulta che niente di quello che hai scritto sia stato cancellato. Nella presentazione di questo blog c’è scritto che Asfalto vuole essere anche un ponte verso la città e verso tutti i visitatori che vivono dall’altra parte della strada; c’è scritto che cerchiamo il confronto, per questo abbiamo messo in piedi questo spazio: mandare affanculo la gente possiamo farlo anche per strada no? (non che tu l’abbia fatto, dico così per spiegarmi). Personalmente non vedo l’ora che qualcuno risponda alla provocazione di Delfina: è questa la natura di questo blog. Dici che questo dev’essere uno spazio libero, aperto… bene! giusto! ed è proprio per questo che non è bene espellere le persone che lasciano un commento con chiusure tipo “ma tu chi cazzo sei, che cazzo ne sai..?” In questo modo ci isoliamo di nuovo. Comunque non voglio essere il solo arbitro di questo blog: cosa ne pensano gli altri membri del blog?

    Peppe, so che sapresti a rispondere a Delfina con parole ben migliori. sicuramente migliori delle mie parole: se non altro perchè è un argomento che conosci meglio di me e di tanti altri.
    CIAO!
    Massimiliano

    ps.
    le corna…. se ce le ho me le terrò..ahiahi!

  17. anonimo ha detto:

    Cosi mi piaci amico mio adesso si che mi hai fatto contento mi spiego.Non è altro un modo come un altro di spiegarsi, e, a volte le uniche parole rimangono queste, spiegarsi mandando qualcuno a quel paese come delfina in fin dei conti, lei che cosa mai puo’ sapere di noi che abbiamo visto è vediamo ancora l’inferno dei nostri giorni.I ragazzi che tentano disperatamente di entrare in comunità per salvarsi dalla droga,delfina che ne sa che è come entrare in un carcare senza aver commesso alcun reato,se non quello di aver voluto vivere la vita in tutte le sue forme,che’ sfortunatamente alcune di queste forme sono per cosi dire alla fine sbagliate è un’altra storia,ma è troppo tardi quando ci si rende conto di questo,è troppo tardi ormai quando la gente non si fida più di te,è troppo tardi quando sei costretto ad andare via di casa perchè il posto in cui vivi è diventato più insopportabile della droga stessa,è troppo tardi quando sei rimasto solo e fortunatamente gli unuci tuoi amici sono solo le persone che come te sono arrivati allo stesso punto di te.
    E’ una ruota che gira e prima o poi ci si ritrova.
    Ma delfina che ne sa. Allora prima di emettere sentenze o giudizi senza senso se non quello sbagliato informiamoci,constatiamo con i nostri occhi chi sono e cosa fanno i cosiddetti chiamati “tossici”,andiamo un po’ a vedere questi esseri umani come vivono e quali e quante cose affrontano.Allora e solo allora delfina potrà dare un giudizio un opinione e se eventualmente capisse cosa difficile perchè capire capire veramente lo può fare solo uno che c’è passato solo uno che ci ha dormito mangiato, “fatto” con queste persone,solo allora potrà dire qualcosa,perchè bisogna aver rispetto di chiunque in questo mondo è quando questo viene a mancare allora nascono le differenze gli isolameti l’indifferenza.Non deve più esistere bisogna dar voce alla nostra voce dicendo alla gente che abbiamo bisogno anche di loro per guarire.

  18. rollover969 ha detto:

    PER rispondere a te DELFINA 72. Non voglio entrare in merito alla vita che ciascuno di noi ha fatto o se la tua è meglio della mia però voglio solo dirti questo esono sicuro che ti servirà più in là ok. Sappi che quando si fà una critica o si commenta un qualcosa a qualcuno, questa deve essere almeno per rispetto costruttiva e non distruttiva altrimenti non serve ne a me, ne a te, ne a nessuno ciao ti saluto.

  19. dikko ha detto:

    ciao delfina 72,rispetto le tue idee,che sono in qualche modo assomiglianti al modo di pensare di tutte quelle persone che non capiscono a fondo il problema perchè non vi hanno mai avuto nulla a che fare, nel senso che (per fortuna) non hanno mai dovuto fare i conti con un parente o un famigliare tossicodipendente o alcolista .è normale che il problema non ti tocchi piu’ di tanto,ma magari un poco piu’ di sensibilità nei confronti di chi da anni combatte per saltarci fuori,per scrollarsi di dosso il problema, non guasterebbe affatto. A volte in determinate situazioni ci si ritrova anche non volendo,per immaturità,c’è chi ci è caduto anche per gioco, e ti posso anche assicurare che i genitori ,con un problema del genere in casa,non trovano neppure il tempo per ringraziare (come dici tu) del dolore provocatogli. Invece di giudicare prova a capire, forse è la cosa migliore da farsi. ciao

  20. anonimo ha detto:

    Ciao, sono Massimo, e scrivo a tutti voi che meravigliosamente ci scrivete sempre (conosciuti e sconosciuti). Leggendo qualche post di quà e di là, che ho trovato molto interessanti, e in molti passaggi, praticamente identici alla mia linea di pensiero,con qualcosa che non accetto minimamente, ma forse, anzi sicuramente è questo che rende affascinanti e interessanti i blog. Non è da molto tempo che vivo la dimensione dei blog, e ogni giorno la trovo così e diverso e così interessante. E’ da questo che nasce un vero confronto, qualcuno ci ha scritto un pò con il dente avvelenato, critiche e anche polemiche, ma anche queste cose ci sono , e sono anche loro molto importanti, e fondamentali, ma non voglio più di tanto di parlare dei blòog, che mi piacciono tanto,più che altro vorrei dire dell’importanza che questo mezzo fornisce all’informazione computerizzata, il blog, rispetto ad un semplice file, da spazi più ampi di raggio d’azione, a livello informativo, e la sua utlità tutt’oggi incompresa, io sono sicuro che darà i suoi frutti, perchè una “provocazione”, un imput del genere, deve e sarà una fonte d’informazione, per fare in modo che tali problematiche quali: emarginazione, alcool, droga, povertà, senza fissa dimora ecc…, vengano di nuovo ascoltati e sopratutto capiti nella loro reale portata, all’opinione pubblica, perchè è una cosa triste, che nel 2006, una società sia in gran parte all’oscuro di tutti quaesti flagelli, e pensandoci bene, che non si voglia vedere o capire certe cose, perchè ad ognuno viene difficile mettersi in umiltà, e capire in fondo l’importanza, di certe situazioni che in una società civile non dovrebbero esserci, eppure quello che mi stupisce, e che scene di povertà ed emarginazione, si vedono tutti i giorni, negli angoli di ogni città, l’indifferenza è uno dei peggiori mali del nostro secolo. ciao!!!

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