Michelle Pfeiffer non entrerà mai al Centro Diurno

Pubblicato: 1 dicembre 2006 da massitutor in Uncategorized
pfui blogCome ben saprete IO sono colui che ogni venerdì si occupa di trovare una valida alternativa al socializzantissimo dragonball, il cartone animato che al centro diurno va per la maggiore.
Una volta vagolavo per la sala, in cerca di qualcuno da curare, il televisore vomitava ad un volume da concerto hardcore un manga dove una specie di mostro giallo sgranocchiava della gente.
Il problema era che nessuno in seguito avrebbe saputo dirti perché il mostro giallo sgranocchiava della gente.
Infatti tutti dormivano.
E allora mi è venuta quest’idea, proiettare dei film che magari non siano delle stronzate totali, che magari dèstino qualche interesse, che magari non siano mai stati visti….
Del buon vecchio Lars neanche a parlarne ma confesso di aver pensato subito ai miei due eroi, Steven Senegal e Texas Walzer, verso i quali nutro una fiducia assoluta e che da sempre sono gli eroi a cui credo, mi ispiro, ed affido tutta la mia vita, ma siccome ho già visto tutti i loro film almeno quattro volte, in versione VHS, Betamax e DVD ho pensato che fosse meglio optare per qualcos’altro.
Questo anche perchè la tessera blockbuster è pagata dalla cooperativa e mi permette di poter scroccare una notevole quantità di film da rivedermi in santa pace a casa, di sera.
Comunque, non sono qui per raccontare le mie proiezioni del venerdì, ma per esprimere tutto il mio vomito compulsivo nei riguardi di certe icone del cinema.
Escludendo i cinecazzi italiani, famiglia muccino in primis, a cui vanno senza riserve tutti i miei fluidi digestivi ma di cui non parlerò perché sarebbe come sparare sulla croce rossa, la mia attenzione è indirizzata verso quegli attori che più subdolamente hanno riempito il nostro immaginario di cinefili e sui quali a nessuno verrebbe mai da realizzare, almeno a livello conscio, che facciano totalmente cagare.
E arriviamo così all’oggetto del titolo.
Ieri sera mi sono scodellato mio malgrado l’ennesimo film con Michelle Pfeiffer, un film che probabilmente rientra in qualche programma finanziato dall’industria hollywoodiana per la riabilitazione di bambini mongoloidi, ai quali si dà la possibilità per una volta nella vita di sceneggiare un film. Un po’ come hanno fatto con M. Night Shimayan, o come cazzo si scrive.
Questo film vede Jack Nicholson (che per motivi noti solo a lui dopo le Streghe di Eastwick ha deciso di ripetere l’esperienza psichedelica di lavorare nuovamente con la Pfeiffer) morsicato da un lupo, diventare lupo mannaro, innamorarsi della suddetta; la fine non l’ho vista perché era troppo anche per me ma probabilmente lui se la sarà scopata e poi sarà morto; questo è servito a farmi riflettere su Michelle Pfeiffer.
Perché è diventata attrice?
Queste sono le cose che, talvolta, mi tengono sveglio la notte.
Infatti è da osservare che l’espressività di Michelle è circoscritta ad un range di soli tre elementi: 
1. Cucciolo di cerbiatto tre secondi prima che una doppietta gli faccia esplodere il cranio. 
2. Mamma che scopre che il figlio è tossico, negro e con l’hiv. 
3. Moglie tradita dopo aver scoperto che il marito è gay e gli ha trasmesso l’hiv. 
Naturalmente non importa un cazzo che la trama sia sentimentale, pornografica o altro, queste tre espressioni sono ripetute in sequenza seriale: 123-132-213-231-321-312.
Se decidessero di fare alien 5 e di farle interpretare Ripley, potrete star sicuri che dopo 4 minuti di proiezione il mostro e lei finirebbero a letto, lei rimarrebbe incinta e comincerebbe a tirare una pezza incredibile al mostro che sceglierebbe una fine dignitosa lanciandosi fuori dall’oblò dell’astronave, che tanto poi lui non ha bisogno di ossigeno, e sopravviverebbe comunque, e se non sopravvivesse tutto sarebbe comunque meglio di una pezza tirata da Michelle Pfeiffer o di un film diretto da Ivan Reitman o di entrambe le cose.
La cosa stupefacente è la serialità entro la quale Michelle Pfeiffer ama muovere i propri personaggi.
                                                         da:
1. ragazza timida e complessata che però sotto sotto è strazoccola
                                                          a:
2. ragazza strazoccola che vorrebbe tornare ad essere timida e complessata.
 
Que
sta metamorfosi è egregiamente sviscerata in un altro inquietante film della quale essa è protagonista assieme ad un altro che il cervello se lo è bevuto da tempo: Al Pacino. Il film è Paura d’amare, o paura d’amore, o come cazzo si chiama.
Ora, io sono il primo a pensare che una bella topa debba avere molte più attenuanti di una cozza in quanto, se si trova alla frutta, una tetta la potrà sempre far vedere, purtroppo nel caso di Michelle Pfeiffer questo non avviene né avverrà mai e proprio non riesco ad adottare una linea di pensiero che trascenda dalla sua incapacità.
Per capire il personaggio è necessario notare che la credibilità di questa attrice è praticamente la stessa che potrebbe avere una banconota da 50 euro stampata con una canon o di Brad Pitt (un altro su cui presto scriverò qualcosa) nei panni dell’ispettore vestito da Versace in Seven.
Normalmente per fare l’attore non dovrebbero bastare gli occhi azzurri (non parlo del culo perché nel caso della Pfeiffer è praticamente inesistente) ma evidentemente a Hollywood sono in molti a pensarla in maniera diametralmente opposta e se per noi un personaggio tipo quello sopra descritto dovrebbe essere privo di ogni attinenza con il mondo reale, lassù hanno pensato che la credibilità può andare tranquillamente a farsi fottere e coloro che hanno pianto come vitelli al mattatoio per paura d’amare o paura d’amore o come cazzo si chiama, non avrebbero fatto altrettanto se al posto di Michelle Pfeiffer ed Al Pacino ci fossero stati due negri intossicati da crack e pure brutti, personaggi che nella realtà newyorkese è assai più facile trovare a servire al banco di una tavola calda gestita da cubani.
Di una cosa però ringrazio Hollywood, e cioè di averci fatto capire che il fenomeno del bullismo a scuola può tempestivamente essere spazzato via insegnando agli alunni alcune pratiche mosse di kung fu. Come? Ma assumendo Michelle Pfeiffer, naturalmente.
Mi chiedo cosa aspettino ancora alle scuole di Scampia.
E comunque, per concludere, immagino che la domanda che vi siate posti fino a qui sia, ma che c’entra Michelle Pfeiffer con il centro diurno?
Niente, non c’entra niente, infatti non programmerò mai un film con Michelle Pfeiffer, qui al centro. Siamo cinefili, non cinofili, eccheccazzo. 
Yo.
commenti
  1. Filipgeifrai ha detto:

    la fine non l’ho vista perché era troppo anche per me ma probabilmente lui se la sarà scopata e poi sarà morto XD! HAHAHAHA!!! 😉

  2. anonimo ha detto:

    forte, questa!!! ho aperto un blog anche io, cosi’ potremo raccontarci. vi invito fin d’ora a darci uno sguardo, ragazzi!
    La vostra Precaria

  3. Soundd ha detto:

    *_* uahauahauha…insomma alla fine…ecco xkè c’è chi preferisce Dragonball!!!

  4. Andrej77 ha detto:

    A centro diurno sono parechie persone con tanti gusti come anche sul mondo che fai fatica contentare tutti o non li contenti mai. Sicuramente a qualcuno piace Michelle e si fa pure le pugnete in bagno. Perme anche da Hollywood sono usciti capo lavori film Soliti Sospeti e anche io ho mie telefilm preferiti come Magyver che mi insegnavanno qualcosa. Pero a me piace parechio Emir Kusturica – Gato nero gato bianco, Vita e un miracolo e poso dire anche tante altre. Sono certe film che non escono da Hollywood e fano sucesso. Pero certe film sono fate solo con una ragione per diverso publico che io facio fatica capire. E poi anche soldi investite nel film si sono ripagato o fano anche suceso. Questo mondo e …….bo.

  5. anonimo ha detto:

    BUAAHAHAAHHAAHAHAHAAAHAHA

    “…Steven Senegal e Texas Walzer, verso i quali nutro una fiducia assoluta e che da sempre sono gli eroi a cui credo, mi ispiro, ed affido tutta la mia vita…”

    “…Se decidessero di fare alien 5 e di farle interpretare Ripley, potrete star sicuri che dopo 4 minuti di proiezione il mostro e lei finirebbero a letto, lei rimarrebbe incinta e comincerebbe a tirare una pezza incredibile al mostro che sceglierebbe una fine dignitosa lanciandosi fuori dall’oblò dell’astronave…”

    Tu sei un fottuto genio. Ciao.

    Cinefilo ’74

  6. Soundd ha detto:

    troppo bello Mac Gyver!! Quello si che era un geniaccio…da nulla spuntavano le cose + bestiali l’avrò visto 300 volte e me lo tengo stretto pure in dvd 🙂

  7. stefi71 ha detto:

    Come ti capisco Diego, non per la Pfeiffer, ma per manga e mostri giapponesi. Sono anni che mi sorbisco Dragon Ball e similcartoni di cui ignoro il nome, fumetti manga di cui ho piena la casa, poster, carte giapponesi che hanno perso il posto delle nostre care figurine (hanno un costo molto maggiore)..che dire..l’età dei frequentatori di via del Porto si è fermata a quella dei miei figli, o come per loro è un modo per socializzare o forse per estraniarsi dal mondo..a volte ci vuole!

  8. AngelOfGrief ha detto:

    cheppalle dragonball
    invece la pfeiffer e’ una delle mie attrici preferite :((( non merita tutto cio’ micheluzza mia!!!

  9. rollover969 ha detto:

    Anche io sono convinto che MICHELLE non entrerà mai al centro perchè non ha i soldi ciao

  10. anonimo ha detto:

    come al solito diego dice delle grosse cazzate!!!!!!!!!

  11. anonimo ha detto:

    ciao diego sono la bella clarissa. sono passata l”altro giorno per il centro diurno,saei molto bello attraente.domani passo e mi presento a te, possiamo andare.a prendere un caffe.offro io

  12. anonimo ha detto:

    ciao diego é gia da un po ché non scrivi qualcosa di divertente, sto aspettando, dove sei finito!!!!!!!

  13. anonimo ha detto:

    alloraaaaa diego torniiiiiiiiii

  14. anonimo ha detto:

    Ciao sono la tua TROIONA come va? Allora mio belllo è sporco ti fai vivo in rete,non faccio altro che sditalinarmi anche in ufficio ,nel bagno non ti resisto piu’.Non inporta dell’odore che ti salta fuori sei unico la tu super vogliosa CLARY

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