Stra-CULT

Pubblicato: 26 marzo 2007 da massitutor in musica

Ma sì, perchè no?! Facciamo decollare un’altra rubrica! Si chiama Stra-Cult appunto elucecolori andrà a raccattare in giro, nella memoria, nella storia i testi di canzoni più significativi per noi, affiancando un commento assolutamente libero e destrutturato.

NOI SIAMO I FIGLI DI EVA ED ERNEST VON BRAUN
(CREATORE DELLE U2 CHE BOMBARDARONO LONDRA E PIONIERE DEI PRIMI LANCI SPAZIALI FINO ALL’APOLLO 13 AL SOLDO DELLA NASA).
BEAT GENERATION
ASSIEME AI PRIMI LANCI SPAZIALI, LA GENTE PARTIVA PER ALTRI VIAGGI CON
L’INTENZIONE  E LA POSSIBILITÀ DI ANDARE BEN AL DI LÀ DELL’ORBITA TERRESTRE. O AL CONTRARIO DI CERCANDO UN APPROCCIO CONOSCITIVO
DI TIPO  INTROSPETTIVO IN SE STESSI.
IN U.S.A ERA IN CORSO  UNA GRANDE PROTESTA, PER I DIRITTI CIVILI,
E CONTRO LA GUERRA DEL VIETNAM, TUTTO QUESTO SI RIFLETTEVA ANCHE NELLA MUSICA, E SOPRATTUTTO NEL TESTO DELLE CANZONI. ASPETTANDO LA GRANDE FUSIONE MUSICALE DEL PROSSIMO FUTURO REMOTO, VEDIAMO CHE…
INTANTO IN ITALIA UN CANTAUTORE GENOVESE (TOSSICODIPENDENTE) ALZAVA LA VOCE PER FAR SENTIRE LA SUA VIBRATA PROTESTA.
IN QUESTO CASO IL TESTO NON E’ CANTATO MA RECITATO.

STELLE%20NOTTE

CANTICO DEI DROGATI RECITATIVO 

Uomini senza fallo,
semidei che vivete in castelli inargentati,
che di gloria toccaste gli apogei
noi che invochiam pietà siamo i drogati
dell’inumano varcando il confine, conoscemmo anzitempo la carogna che ad ogni ambito sogno mette fine, che la pietà non vi sia di vergogna.
Banchieri, pizzicagnoli, notai, coi ventri obesi e le mani sudate, coi cuori a forma di salvadanai.
Noi che invochiam pietà fummo traviati, navigammo su fragili vascelli per affrontar del mondo la burrasca, e avevamo gli occhi troppo belli, che la pietà vi rimanga in TASCA
Giudici eletti, uomini di legge, noi che danziam nei vostri sogni ancora, siamo l’umano desolato gregge di chi morì con il nodo alla gola.
Quanti innocenti all’orrenda agonia votaste decidendone la sorte, e quanto giusta pensate che sia una sentenza che decreta morte!? Uomini cui pietà non convien sempre, malaccettando il destino comune, andate, nelle sere di novembre, a spiar delle stelle al fioco lume, la morte e il vento in mezzo ai camposanti, muover le tombe e metterle vicine come fossero tessere giganti di un domino che non avrà mai fine.
Uomini poiché all’ultimo minuto non vi assalga il rimorso ormai tardivo, per non aver pietà giammai avuto, prima che diventi rantolo il respiro, sappiate che la morte vi sorveglia… gioir nei prati, o tra muri di calce,
COME CRESCERE IL GRANO GUARDA IL VILLANO FINCHé NON SIA MATURO PER LA FALCE.
Fabrizio De Andrè.

commenti
  1. scortys ha detto:

    grande,grande. Il grande De Andrè. non si smentisce mai.sempre piu’ toccanti, perchè parlano di vissuti, di gente comune.e si scopre. come questa gente, aldilà dei vestito sporchi. un complilent anche a voi. per aver saputo cogliere il momento, le sensazioni,i turbamenti, e quel pizzico di ilarità, che sapientemente avete saputo cogliere,grazie.

  2. annaD ha detto:

    Ho abbandonato la ricerca della verità, adesso sto cercando una buona illusione!

  3. rollover969 ha detto:

    la rubrica specie se è sulla musica è sempre interessante anche De Andrè ha detto: “dai diamanti non nasce niente, è dal letame che nascono i fior”.

  4. massitutor ha detto:

    Ben tornata Anna! un bel modo per tornare… alla realtà?

  5. massitutor ha detto:

    In effetti, dopo questi anni di lavoro di scrittura sul e nel mondo dell’emarginazione, devo riconoscere che il cantautore genovese rimane il più amato e citato. In ogni momento e circostanza. Mi piace pensare che Fabrizio sarebbe incuriosito di questo blog. Ci manchi…ciao.

  6. TonyRucola ha detto:

    Bravi ragazzi, vedo che siamo a 150 contatti al giorno…continuate così e complimenti per Radio Asfalto.

    Antonio

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