Un cane andalusiano di Luis Bunuel, Salvador Dali

Pubblicato: 17 agosto 2008 da massitutor in stra-cult
Prodotto in Francia nel 1929 sceneggiato con S. Dalí e diretto da L. Buñuel, (con il denaro della madre). Un film in b/w da vedere tutto di un fiato anche perché la durata è solo di 16 minuti. Non c’è una “trama”, ma soltanto insinuazioni, associazioni mentali, allusioni; non c’è una logica, tranne quella dell’incubo; non c’è una realtà, tranne quella dell’inconscio, del sogno e del desiderio…

"Si può vivere una situazione irreale come se fosse vera se ci abbandoniamo alla tentazione che questa allucinazione abbia luogo. La famiglia è una sicurezza e la casa e i vicini, però tante volte sempre nell’ambito della famiglia può succedere che si scatenano incontrollabili delle immagini che sembrano delle allucinazioni, si scatena il sogno, l’irrealtà. La famiglia è il posto della tranquillità. In un posto così tranquillo si può diventare irrazionali, si può esplodere. In una situazione di panico sei costretto a ricorrere alla razionalità e alla ragione per vincere la paura mentre in una situazione tranquilla ti capita di accendere tutte le luci perché ti sei creato nella mente una situazione irreale che non serve chiamar la ragione in soccorso. Il surreale è una chiave che noi possiamo usare, aprire e chiudere molto tranquillamente. La luna, la notte, il sole della canicola dirada la gente silenzi e rumori che ci recano sicurezza ma che creano degli spazi o possono allungare le ombre. Non c’è bisogno di appartenere totalmente alla immagine che vediamo, possiamo ridere o sudare ma anche non provare nulla soltanto stare a vedere quello che ci siamo inventati. Diverso è andare a vedere quello che vedono gli altri ci si può trovare costretti a guardare. Ciò significa che il nostro immaginario non ci può colpire. Forse possono dare sensi di colpa, se questi sfiorano ambiti che noi riconosciamo proibiti. Sicuramente gli altri hanno qualcosa che ci può colpire. La morte simbolica rappresentata con il teschio disegnato sul dorso della farfalla, trovo che sia una fantasia reale un brivido freddo, un attimo di panico, ansia vera per i nostri cari, tutti sappiamo con quanta frequenza radio e stampa danno l’annuncio della morte, fatalità che ci lascia muti e ordinati come le file delle formiche che non si scompongono; sembra però che l’amore porti un può più in la verso il mare…"
Le impressioni suscitate qui sopra sono di Graziella M. (…la mia dolce metà)

commenti
  1. simpit ha detto:

    romantico? con tutto il rispetto per i gusti della Graziella, ma io lo trovo estremamente macabro

  2. simpit ha detto:

    …anzi, dopo questo post non dormo molto tranquillo al suo fianco

  3. anderlet ha detto:

    Che bella fantasia.

  4. simpit ha detto:

    diciamo che è solo un timido tentativo di coinvolgere,stimolare a scrivere ,comunicare,partecipare,condividere idee/passioni/dolori/sogni ecc. ecc. tramite questo complesso strumento internet/asfalto anche ad altre persone che non necessariamente vivono il ns mondo,
    o lo hanno vissuto.Giusto per non chiudersi a riccio

  5. anonimo ha detto:

    ciaooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

  6. balza73 ha detto:

    Questo film ha aperto la mia mente e sfondato la mia fantasia riguardo al mondo delle immagini.
    Durante l’università Passavo i miei pomeriggi, con un amico, a vedere e copiare film di questo tipo. Facevamo un lungo giro sui colli fino ad arrivare alla mitica videoteca Balboni e lì noleggiavamo una decina di questi fuilm che avevano fatto la storia del cinema. Un cinema che univa la cultura alta con il mondo dell’inconscio. Nessuno avrebbe potuto immaginare che da questa avanguardia di inizio secolo si sarebbe tornati quasi all’età della pietra.

  7. anonimo ha detto:

    il realismo, l’impressionismo, l’espressionismo, il surrealismo ecc. ecc. sono correnti che determinano la morte del neoclassicismo.Gli artisti si guardarono intorno l’europa era divenuta un crogiolo di culture esotiche e esoteriche erano entrate arti giapponesi asiatiche sudafricane ecc. ecc. questo mondo che entra in europa dà un gettito di novità all’arte.Il film è un’esempio di questa cultura che si allarga.Salvador Dalì doveva essere interessato anche alla scoperta dell’inconscio.Ricordiamoci che Freud pubblica nel 1900 psicopatologia quotidiana. Graziella

  8. simpit ha detto:

    le culture che si allargano,si scambiano e si fondono, mi piacciono ma sempre nel rispetto del prossimo e delle diversità, per il resto… ne sò mezza

  9. massitutor ha detto:

    Dimenticavo di dare il benvenuta a Graziella… è importante avere nuove partecipazioni, soprattutto se provengono da esperienze di vita diverse. A quando un avatar splinder tutto per te? …fatti spiegare da Pietro.

  10. simpit ha detto:

    ronf…ronf..ronf.. dorme

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