Corsi di formAzione per operatori pari…deboli

Pubblicato: 19 settembre 2008 da massitutor in Uncategorized
corsi_2
commenti
  1. analkoliker ha detto:

    Non c’è certo bisogno di essere presi a calci nel culo da un operatore alla pari, basta mantenere l’architetture dei servizi così comè è per non dare risposte ai “senza dimora”.
    Per la cronaca qui al diurno il signor Ugo attende un colloqui dall’assistente sociale da tre mesi.
    Asp?
    Non sarà mica l’acronimo di “Asp_etti”?
    “Signor Ugo cosa si aspetta da questa nuova gestione dei servizi sociali, e che cosa ha da chiedere”?

    Per entrabe le domande le rispondo serenamente
    “Un fiero cazzo”

  2. balza73 ha detto:

    Simpit, perchè hai messo l’aggettivo Deboli nel titolo?
    Deboli rispetto a cosa? alle istituzioni, ai servizi, agli utenti?
    Ti senti debole tu, nel tuo lavoro di operatore?
    Può essere un argomento interessante.
    A breve parleremo anche qui più approfonditamente di questo corso del quale accenni in queste vignette.

  3. anonimo ha detto:

    fanculo Mondo di merda che vive solo di pregiudizi e finte illusioni aiuto questa parola che puo avere e dare tanto… fanculo mondo crudele fanculo bologna che hai portato via il mio amore e la mia vita fanculo

  4. anonimo ha detto:

    assistente sociale del cazzo..a mori ammazzato

  5. anonimo ha detto:

    e poi a sera tornate nelle vostre belle casette con le vostre stupide mogli e increduli figli ….ma che cazzo è sto centro diurno uno modo per dire forse aiuto anchio qualcuno mi sento importante !!! la vita di strada è ben diversa vorrei vedervi per le vie di Scampia a Napoli..è li che si vede il coraggio la voglia di vivere e non quella avara morte sotto a uno stupido portico ..solo per dire io vivo ancora ce ne di strada da fare..cosa puo fare un finto operatore

  6. simpit ha detto:

    Può essere certamente un’argomento interessante, ma non è mio l’aggettivo “deboli”.Se osservi il foglio formativo nella voce :”Azione specifica” la dicitura è: 1- Formazione per lavoratori deboli -. CMQ se avessi redatto quel foglio lo avrei scritto pure io.
    C’è da discutere sul concetto debolezza, fragilità dei ns operatori?
    Non lo so, per molti secondo me essere arrivati fin quì è già sicuramente un’ottimo risultato.

  7. sampei74 ha detto:

    beh attenzione però, poveri operatori dai, pari o dispari che siano.
    Premesso che gli operatori sociali sono tutti un po’ sfigati, per scelta o per passione (NDR. con i soldi che si pigliano e lo sbattimento, almeno teorico che ci sta dietro, solo sfigati possono definirsi questa categoria di lavoratori!), vorrei però anche dire che non direi “operatori teste di cazzo” perchè, seppur qualcuno possa apparire tale, non si tratta di un operatore testa di cazzo, ma di una persona testa di cazzo, e c’è differenza ve lo assicuro.
    Una persona testa di cazzo è testa di cazzo a prescindere dal lavoro che fa, è testa di cazzo con gli utenti, è testa di cazzo con gli amici, è testa di cazzo con tutti in qualsiasi momento, solo sa fingere e fottere molto bene.
    Quindi non giudicherei la professionalità dell’operatore sociale, perchè questi in realtà se appare come una testa di cazzo, in realtà è solo un povero lavoratore con le mani legate esattamente da quelle teste di cazzo di cui sopra.
    per favore, vi prego, mi fa male al cuore leggere sempre tante cattiverie, ce ne sono già tante, è già tanto difficile andare avanti, la lotta per tutti è difficile, cerchiamo di non gettare la colpa su chi di colpe non ne ha. Piuttosto informiamoci meglio, lavoriamo meglio, chiediamo meno, chiediamo nel senso pretendiamo, sia dagli altri che da noi stessi. C’è bisogno di poco per vivere sereni, sincerità, il gruppo, il vicino, la reciprocità, l’aiuto tra simili.
    Troppe parole retoriche tutte in una volta. Torno a pescare che è meglio.

    Un abbraccio e un in bocca al lupo a tutti,
    Sampei

  8. massitutor ha detto:

    Quanta passione attorno all’operatooore o all’assistente sociale: il capro espiatorio ideale per tutte le colpe, le cose che non riusciamo a fare, le frustrazioni che non riusciamo a sopportare.
    Meno male che c’è l’operatore di merda!

  9. anonimo ha detto:

    La questione,amara sicuramente è il il sistema in cui lavorate è fallimentare.Non è strutturato per per gestire dei successi.Lo è invece ed in modo perfetto per creare e mantenere stati di cronicità.
    Mi chiedo se sia più opportuno
    l’atteggiamento dell’operatore “Bruciato” che agisce dando il minimo richiesto, o l’ostinazione di quello9 che tenta nonostante tutto.
    Io per quel che mi riguarda mi taglio fuori da questo modo di intendere l’intervento sociale, mi taglio fuori da un welfare che di fatto è diventato monopolio della chiesa e agguingo meno male che ci sono.
    Io per un posto letto all’associazione Papa Giovanni xxlll non ho dovuto attende neppure un giorno, mentre per avere un colloqui con l’assistente sociale attendo da tre mesi, sapendo fra l’altro benissimo che non ne trarrò nessun vantaggio.Questa mattina avrei dovuto incontrarla, ma è malata.Bene.
    Ma non mi sogno certo di lamentarmi, sarei il primo a darmi del coglione se mi lagnassi per una questione che conosco fin troppo bene.
    Quello che da sempre mi salva è l’aver adottato sin da bambino un “Pensiero diergente” che mi ha consentito in questi anni trovare soluzioni l’ha dove nessuno immagiava che ci fossero.Un attegiamento che mi ha valvo il titolo di Senza dimora di Successo.Unito ad un’ostinazione per la quale sono uscito da anni dal circuito dei Servizi Sociali e della sua burocrazia del benessere che produce cronicità ed immobilismo.
    E allora mi chiedo a che serve fare un corso per formare operatori parei? A dare loro gli strumenti per leggere l’immobilismo del proprio agire, per allenarli ulteriormente alla frustrazione? Osservo questo mondo, il vostro da “utente talentuoso” o “ospite gradito” e non so se avere più compassione per voi o per io ragazzi che transitano nei servizi.Vedo disposti su un’immaginaria linea di partenza utenti e operatori in attesa che il giudice spari il colpo del Via, ma alla pistola non è stata caricata la pallottola a salve con il simboletto del Welfer.Ed allora tutti, operatori e utenti che nell’attesa lentamente si confondono e tutti immobili, li dietro la linea bianca.
    Dimenticavo il titolo di questo breve racconto
    “Andate a fare in culo”
    Stefano bruccoleri

  10. anonimo ha detto:

    che dire caro stefano del tuo commento a caldo…come sempre è una lettura veriditiera che assume una sola visione della complessità della “vita”…ma in realta esistono persone che aldilà dei ruoli che interpretano in questo teatrino di società, permangono essere solo persone…belle e brutte buone e cattive cazzoni o no capaci o incapaci. Il resto è un costrutto è una semplificazione o meglio una parvenza superficiale di maschere che si atteggiano in tutto ciò.
    Un misero teatrino infantile che però produce spesso danni, malati, cronici e morti…

  11. anonimo ha detto:

    attenti alla ipocrisia che serpeggia e si atteggia in un incondizionato uso delle parole che vomitate spesso senza ritegno in questo blog con supponenza da esercito della salvezza

  12. massitutor ha detto:

    Caro Stefano, la tua compassione mettila pure dove vuoi ma non credo sia richiesta ne’ dagli operatori ne’ dagli utenti che passano di qua. Da presunto utente talentuoso ti senti in diritto di giudicare l’operato di questo o di quel sistema di supporto sociale. Nessuno te lo può negare, ma per quello che mi riguarda non sei un utente talentuoso, ma una persona con dei talenti che, in questo momento, si ritrova in una condizione di bisogno rispetto ai servizi.

    Mi rivolgo a tutti invece con un altra riflessione: qui si parla di cronicità, di cultura del successo e sembra che i servizi sociali (pubblici o privati) si siano dati o dovrebbero darsi il compito di sconfiggere il male e azzerare le ingiustizie. Ma chi lo ha detto?! Un operatore (pari o dispari) all’accoglienza di un dormitorio è lì per gestire un utenza che viene a chiedere un posto letto, deve far rispettare le regole e compagnia bella. Prende e gestisce quello che questa società produce (o scarta), punto. Significa avere a che fare con la cronicità? Certo. Significa che i servizi sono cronicizzanti? Discorso più complesso. Significa che l’operatore non deve avere speranze o che non deve attivarsi per trovare vie d’uscita? Io penso di no.
    Ma vediamo di farci le domande giuste prima di giudicare le risposte. Se la politica o i rivoluzionari di professione se ne fregano o non vogliono prendersi certe responsabilità rispetto alle ingiustizie del mondo, non si può chiedere all’operatore di turno di farlo per loro. O per noi.

  13. analkoliker ha detto:

    Rispondo a tutti.
    Da oggi mi tiro fuori.Buona continuazione.

  14. massitutor ha detto:

    Che problemi hai con la società?

    Nessun problema: scelgo di non frequentarla

  15. analkoliker ha detto:

    Massitur ha scritto:
    …una persona con dei talenti che, in questo momento, si ritrova in una condizione di bisogno rispetto ai servizi.

    In una condizione rispetto ai servizi?
    Guarda che i servizi li ho contattati per sbattervi in faccia la loro inefficacia.Li ho contattati sapendo bene che non sarebbe accaduto nulla.E non li ho contattati da utente ma da cittadino senza dimora che aveva la presunzione di raccontarvi quello del vostro mondo che non volete vedere, e rispetto al quale non avete strumenti per intervenire.
    Il tuo commento è la fotografia del tuo modo di stare in questo mondo di servizi e cioè di quello che si ritaglia la sua nicchia dalla quale eroga quello che può.
    Smettila di fare il Veltroni di Coop la stada.
    Facciamo così tu tieniti il tuo mondo che io vado verso tutti gli altri.
    Sei imperdonabilmente maleducato e scorretto in questo post, perchè stai tentando di ributtarmi nel ruolo dell’utente quando scrivi ” in una condizione di bisogno rispetto ai servizi”.
    Siete affetti da Autocentrismo almeno quanto lo sono io.
    Più avanti scriverò, scriverò molto nel tentativo di raccontarvi come si stà in strada, e cercherò di farlo da vero scrittore.
    Siamo lontani, siete lontani.
    I vaffanculo ce li facciamo di persona.

  16. simpit ha detto:

    Ma perchè invece di discutere e litigare non proviamo a proporre e
    chiediamoci esattamente oggi COSA manca, COME gli vogliamo questi servizi sociali.Criticare e basta senza proporre non serve a nulla.CMQ, voglio raccontare alcune mie esperienze che spero servano solo a riflettere e non a vendere nulla:”sembra ancora ieri che per comprare ste maledette spade avere delle spade pulite e farsi scoprire con delle spade in tasca nel mio paese/città era come se comprassi dei giornalini porno toccava travestirsi e dormire con infiniti sensi di colpa che qualcuno ti abbia visto,poi finire nei dormitori fatiscenti e puzzolenti dei preti, dormire a 10 gradi sottozero
    perchè non si poteva dormire oltre 15 giorni, costretti in down secco a fare la preghierina per una pastasciutta scotta e dopo fuori dai maroni!!!!Oggi è cambiato molto ci sono persone che sbattono in faccia il pasto agli operatori perchè non è una carbonara ma una semplice pasta al pomodoro calda.Che si incazzano perchè gli dai lo shampoo e non il bagno schiuma.Che hanno dei rinnovi di permanenza nelle strutture infiniti nonostante spacchino la struttura intera, e una cosa che dannatamente non ho avuto la fortuna di avere:Riduzione del danno,informazione, comunicazione.
    Qualcuno che non sia il tossicaccio di turno che mi diceva di scaldare l’ago della spada per non infettarsi di aids.La strada che ho conosciuto io era piena di leggende metropolitane,disinformazione totale! E uno come me è caduto nella trappola lasciandoci a momenti le penne.Oggi ci sono i servizi,da migliorare certamente, ma manca tutto il resto,una società che sappia
    fare vera integrazione, dare un vero lavoro e quindi una vera autonomia.

  17. massitutor ha detto:

    erogo quello che posso e quello che so erogare. Al meglio delle mie possibilità. E ne vado pure orgoglioso.

  18. analkoliker ha detto:

    Verissimo tutto,vero anche e soprattutto quello che afferma Massimiliano.
    Tutta questo dibattito è partito dalla storia del Sig Ugo, che quando è approdato a Bologna è stato accolto dalla struttura di via Del Porto, trovando un’accoglienza di tutto rispetto.Direi rarissima per le modalità in cui è avvenuta.
    Massimiliano e tutta la struttura hanno “Erogato” al Sig Ugo tutto quello che era possibili, se non di più.
    E allora perchè tutto questo dibattito,accalorato?
    Credo che sia una questione di Rete, e cioè se un singolo punto della rete lavora al meglio,ma poi gli altri punti della rete cedono o sono fallati accade che l’intervento che fai come operatore o come servizio, rischia di essere indebolito o vanificato o ti richiede una quantità di energia che ti consuma o ti demotiva, sia come operatore che come utente.
    Paradossalmente il dibattito parte proprio dall’eccellenza, la collisione è avvenuta proprio perchè rispetto al Sig Ugo si è lavorato bene, creando reali opportunità e prospettive reali.
    E questo credo che sia l’altro punto.Se io come operatore prendo in carico una un utente lavorado al meglio, ed a questo utente riesco a dare una prospettiva, ma poi il resto della rete dei servizi non tiene il passo delle aspettative messe in campo, è li che si crea la collisione.
    Le aspettative salgono, ma se poi per qualche motivo l’intervento non riesce, bisogna sperare che la parte più “Vulnerabile” e cioè l’utente abbia il paracadute, o che possa atterrare su una parte sana della rete.
    E poi in tutto questa alchimia ed in queste giometrie degli interventi manchi l’aspetto emotivo, il percorso emotivo profondo del Sig Ugo.
    Provo ad azzardare una domanda, che lascio sospesa per aria: ” Che cosa mette in moto al Sig Ugo, dal punto di vista emotivo la reale prospettiva di cambiamento, l’esperienza dell’accoglimento positivo,e di un presente farcito in buona parte di felicità?
    Rieccoci, nella complessità.
    Faticoso ma credo ne valga la pena.

  19. anonimo ha detto:

    PEACE…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...