il Diario

Pubblicato: 1 gennaio 2009 da massitutor in alkoliker - il diario, amicizia, asfalto fuoriporta, libertà, tutto cominciò così, viaggio

Come promesso, Asfalto non chiude per le feste, anzi: ho il piacere di pubblicare un racconto che è qualcosa di più di un regalo: è il lavoro che l’amico Stefano "Bici" Bruccoleri sta sviluppando sul materiale che aveva pubblicato, in varie forme, sul web alcuni anni fa. Propongo un percorso a puntate attraverso questo testo che sta trovando la sua forma definitiva e che non smette mai di toccarmi nel profondo. Anche perché i semi di Asfalto, in qualche modo, sono racchiusi in queste righe.
Sempre di più penso allo Stefano scrittore come ad uno scultore della parola: uno di quegli scultori artigiani che lavorano il legno e tolgono materiale fino a svelare una figura che esisteva già nel pezzo di legno, difendendo con fatica una struttura che minaccia periodicamente il collasso. Massitutor

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Un anno prima che cominciasse la mia carriera di Senza fissa dimora

chi sonoQuella che vi propongo è la trascrizione del del Blog Alkoliker. Forse il primo blog italiano di un senza dimora. La trascrizione mi ha imposto un lavoro di ampliamento e di cucitura che mi consentisse di creare un filo narrativo di quel diario che nella versione Blog appariva come tante immagini scollegate fra loro. Ad esempio è accaduto che una breve frase diventasse quattro pagine di racconto. Nulla è stato aggiunto o stravolto.
“Gli ultimi quattro anni li ho passati in bicicletta, pedalando per circa venticinque mila chilometri, a tratti felicemente ed a tratti da idiota, sono stato la cosa più simile a me stesso che mi è stato possibile essere e l’ultimo immagine che mi resta è quella di uno Stefano tenero, ironico,maturato,a tratti ingenuo, ma informato”.

20 settembre 2003   
Mai visti tanti zeri in trentasei anni; amavo il 1999 sin dal 1991, il 2000 poi mi sembrò irreale. Pensai che saremmo morti tutti e invece il primo gennaio 2000 ero ancora vivo.
Parentesi.
Questo racconto avrebbe dovuto avere uno svolgimento differente se non fosse che circa quattro ore fa un medico dell’ospedale di Alessandria mi ha diagnosticato HIV. Positivo all’HIV
Ho pianto.

A poche ore di distanza dalla  notizia non ho ancora capito bene che cosa mi stia accadendo, ma sento d’essere già cambiato. Triste, perché solo ieri m’immaginavo a sessant’anni a passeggiare per le colline del Monferrato sulla mia bicicletta da corsa. Sereno e un poco più saggio perché “ora” per la prima volta nella mia vita comincio a dare un senso al mio tempo e alle cose: un caffè, una telefonata ad un amico, due passi attorno all’isolato, un buon libro. Mi chiedo se non sto pagando un prezzo troppo alto per aver compreso queste cose solo adesso.

Come è possibile, a questo punto, essere sintetici?

Provo a mettermi dall’altra parte. Io medico, con quali parole comunico al paziente che da oggi in poi il concetto della morte per lui sarà meno astratto?
Dovrò usare comunque delle parole.
Parole, appunto; e se sono un buon medico avrò imparato che le parole in certi casi devono essere scarne.
Dilungarsi allungherebbe un’ansia cattiva, inutile.

Ma le cattive notizie hanno anche un odore.
Quando  le parole arrivano, la notizia spesso è già conosciuta. Aids o tumore sono solo parole, ma hanno quell’odore.
L’animale che sopravvive in noi nonostante condizionamenti, educazione, cultura, allarga le narici, mostra i denti e trema.

L’esito delle analisi del sangue, che avvengono ogni due mesi, per un sieropositivo è come il giudizio in cassazione, colpevole o innocente.
Per la HIV c’è la cassazione della cassazione della cassazione, e ogni volta, ogni due mesi appunto, l’esito si potrebbe ribaltare e i risultati da positivi essere negativi, e allora ti senti come uno yogurt con la scadenza.
Sono anni che non compero yogurt perché la scadenza è sempre troppo breve.
Se dovrò morire per un virus che non posso vedere e toccare verrei portarmi dietro il profumo dei fiori di bosco e dell’ulivo appena tagliato.

L’ultima cassazione mi ha assolto, il mio sistema immunitario ha reagito in modo sorprendente tanto da non rendere  necessaria una terapia farmacologica; questa è la buona notizia, la cattiva è un’infezione epatica cronica che richiede una biopsia al fegato per accertarne l’entità. Ma come, ieri il nemico numero uno era l’HIV, e ora mi sento dire che questo, almeno per il momento, non è il problema?

Nell’arco di quattordici mesi ho perso madre e  padre di tumore, un fratello di overdose, scoperto di essere sieropositivo, perso casa lavoro e visto sfumare una relazione.
Una sola di queste cose in passato mi avrebbe piegato le ginocchia, tutte insieme hanno migliorato la mia vita.
Il dolore e la fatica restano totali, da questo punto di vista non ci sono stati sconti, quello che è cambiato è la percezione del peggio.
Quando sopravvivi a tutto questo restano veramente poche le cose che possano farti paura, e ogni tentativo per essere felice ha il sapore disperato dell’ultima volta, e allora ti butti senza chiederti come ne uscirai, perché mal che vada il peggio è già accaduto.

Giovedì 23 settembre 2004
Il primo pensiero è per i ragazzi del circolo letterario del Punto D_Verso di Alessandria, Torino, Piemonte, Italia, Europa,  terra e tanta tanta acqua, e che sono stati il mio aggancio con il mondo della normalità.
Temo di essere risucchiato dal lato peggiore della strada, le persone che vedo abitualmente sono quelle legate ai  servizi sociali: tossici, alcolisti, psichiatrici. Tracce di normalità è possibile trovarle alla mensa della Caritas dove arrivano un gran numero di stranieri che faticano a mettere insieme il pranzo con la cena.
Dei ragazzi del circolo letterario non ricordo bene i nomi, ho immagini come piccoli quadretti di luce e colore. Il tipo con il pizzetto ed occhialini di metallo, simpatico ed intelligente, una delle poche persone di cui riconosco il talento senza provare disagio. La Erre moscia alla francese dell’imperiale fanciulla ossessionata o affascinata dal Pacco stellare del suo ultimo racconto. Quella di ventiquattro anni che viene da Torino e si ostina ad alzarsi il numero degli anni per adeguarli all’immagine che ha di se.
Giovani nella loro incompiuta giovinezza che con piccoli spilli tengo appesi al cuore.
A grande richiesta pubblico una delle prime letture, la mitica Balena scorreggiona.
Una sagoma gigantesca mi viene incontro.
Traballante, maleodorante, scorreggiona.
Deve esserci il residuo di una donna sotto quei capelli di polvere impastati col caramello.
Mi mette in mano una supposta “Mettimela ragazzo non ce la faccio più, usa il dito e spingi”  Come Pinocchio nella balena temo di essere risucchiato da quel culo mammifero e con forza mi libero dall’ano che spurga diarrea.” Grazie ragazzo non ce la facevo più” Ed io “Scusi signora ma lei non ha paura di farsi mettere le supposte dal primo che passa”?
“Dì ragazzo  non era mica un missile”.
Questo episodio è realmente accaduto durante una degenza presso il Repartino psichiatrico di Alessandria.

20 settembre 2004
Ieri è arrivato il tanto temuto sfratto esecutivo.
Una speculazione edilizia che strappa dalle loro case ricche di ricordi un vecchio innocuo fascista, un tappezziere di stoffe, un insegnante elementare in pensione, ed il sottoscritto, giovane restauratore di fragili speranze.
Sono comunque stato  fortunato dato che ho trovato subito posto presso il dormitorio comunale di Alessandria gestito dalla Caritas; dieci giorni  al mese e poi fiducia, intraprendenza e freddo.
E’ come affrontare un viaggio nel deserto senza bussola ed ho pensato che a questo viaggio voglio dare un nome: “Fiori di strada”.
Nel giro di poche settimane sono  passato dalla condizione di artigiano restauratore a quella di utente dei servizio sociali.
Mi sento in gabbia. Al mattino alle otto esco dal dormitorio, faccio un giro per la città, un salto su internet in Comune e poi a mezzogiorno a fare la fila alla Caritas per il pasto.
Il pomeriggio al centro diurno del Sert fino alle sei di sera l’appuntamento settimanale con l’assistente sociale, quello con la psicologa e quello con il gruppo di alcolisti. C’è poi l’alkover che assumo ogni mattino presso l’ambulatorio e che dovrebbe allentare  il desiderio di assumere alcool. Dovrebbe!
Questa dell’alcool è l’unica cosa che ho voluto da questi Servizi sociali, i problemi con l’alcool me li trascino da troppi anni e alimentano la parte peggiore di me.
Non più tardi di un mese fa mi sono trovato a camminare completamente nudo nel pieno della notte  in preda ad una disperazione dolorosa che in quel momento mi appariva insanabile. In questi ultimi dieci anni ho fatto dentro e fuori dai repartini psichiatrici di Torino, Asti, Alessandria, spesso ritrovando la stessa gente con gli stessi problemi.
A Torino capitava che l’ambulanza mi raccogliesse in terra completamente sbronzo o  seminudo e da questa cosa vorrei poter uscire, anche perché sento che il peggio della mia fatica di viver si stia lentamente esaurendo per lasciare spazio a qualcosa di nuovo di cui non riesco ancora a vedere i contorni e questo mi lascia ben sperare. Quel che è certo è che non ho intenzione di passare qui ad Alessandria degli anni in attesa che qualcuno di decida a darmi una casa. Ne ho parlato alla psicologa, le dicevo di non trovare un senso nei nostri incontri settimanali e che la soluzione sarebbe stata quella  di poter avere un luogo per ricostruirmi a livello personale e lavorativo. La percezione per me è chiara e cioè che se non trovo io una soluzione rischio di restare al gancio dei servizi per anni senza mai scoprire se avrei potuto farcela da solo.
Qui rischio di affondare nella mia merda, ho preso trecento euro di eroina e non so nemmeno bene perché, dato che l’eroina non mi è mai piaciuta. A  tutto questo si aggiunge questo non senso assoluto frutto forse della noia o di un desiderio di annullamento che mi cova dentro. Certo è che se me la faccio tutta  allora sarà difficile gestire anche la dipendenza e la carenza. Potrei spararmela tutta in un colpo solo e andare a trovare Enrico che a una buona dose di eroina aveva aggiunto i gas di scarico della sua R4 bianca.
Quando si dice “Per esser certi di non sbagliare”
Ma al di la della mia predisposizione per il dramma credo di non avere ancora voglia  di crepare e al tempo stesso non so che fare.
Nel frattempo mi tocca condividere il buio di questa stanza con quattro letti, quattro cuori, quattro storie differenti e differenti destini. Non so cosa aspettarmi, ma il viaggio è cominciato da tempo e almeno per questa notte il viaggio è cortesemente offerto dalla Caritas.
Da circa due settimane mi sono messo in lista per l’emergenza abitativa, uno strumento che dovrebbe a breve garantirmi una casa popolare o una collocazione più agevole rispetto al dormitorio.
Questa mattina sono tornato in comune per la seconda volta per chiedere conto della mia situazione convinto che l’emergenza abitativa si sarebbe mossa proprio sul carattere di emergenza della mia condizione. L’addetta alle pratiche mi accoglie con gentilezza e con la stessa gentilezza mi dice che loro hanno delle priorità: ragazze madri in primo luogo, poi nuclei famigliari con bambini.
Insomma non sono abbastanza ragazza madre per accedere al servizio, pare non siano sufficienti la mia invalidità dell’ottantacinque per cento, con la prospettiva di cominciare a breve una terapia farmacologica per l’HIV. A questo punto non mi resta altro che tornare in dormitorio alla mensa della Caritas e il centro diurno del Sert.

Continua… 

commenti
  1. analkoliker ha detto:

    Bello il titolo e la scelta della foto

  2. Niccky ha detto:

    Ciao Massitutor…anch’io tornero’ nel tuo blog a leggere leggere leggere…ciao e auguri!!

  3. marzia ha detto:

    Un bel post sebbene lungo, secondo me: perchè non provi ad inserire uan Tag?
    Così te lo piega, ok?

  4. marzia ha detto:

    Dimenticavo..
    L’Italia ha bisogno di artigiani, ne abbiamo un bisogno cronico.
    Vivo al Sud, ma quando mi ritrovo nel paese dove nacquero i miei suoceri mi accorgo che manco un muratore è più facile e trovarsi..

  5. catleah ha detto:

    Ciao Stefano,
    è bello cominciare l’anno leggendo il tuo diario. Sai che sono sempre una tua grande fan…

  6. analkoliker ha detto:

    Ciao Caterina, nella seconda parte mi sono permesso di utilizreza il tuo nome per darlo al personaggio di un mio aneddoto.
    Un caro saluto

  7. anonimo ha detto:

    Ciao ragazzi, ciao stefano buon anno
    a tutti, si dice così no. a parte ogni scherzo mi auguro che quest’anno la fortuna si occupi degli sfortunati, che sia più democratica insomma, perchè purtroppo fortuna tira fortuna, è vero che molto dipende da noi ma oggi non basta ci vuole fortuna e per averla bisogna fare una cosa molto complicata, essere positivi nonostante tutto e contro tutto. Ce la faremo?. Mah. Ciao Max l’ultiimo dell’anno passato con un paio di amici senza proclami è la cosa più bella cui aspirare. In questo pazzo mondo un pò di sana normalità senza pretese. Grazie di averci chiamato.
    Un abbrccio Massimo M

  8. soylu ha detto:

    ciao Max, un abbraccio a te e i ragazzi tutti! lucia.

  9. anderlet ha detto:

    a) A camminare mezzo nudo nel
    pieno centro alle 6 di mattina…

    b) L’eroina non so se mi è piaciuta.

    c) L’emergenza abitativa non
    esiste.

    a) vero
    b) vero
    c) vero

    Però tutto sommato… [bo…]

  10. analkoliker ha detto:

    Andrey il livello sella tua comunicazione è diventato sorprendente.L’Italiano è una una lingua ricchissima puà dire Eroina in un sacco di modi.

  11. balza73 ha detto:

    Eroina ha due significati… e qui in viadelporto se ne conosce solo uno.
    Il livello di comunicazione di andrej si sta facendo interessante sì, anche se non ci ho ancora capito un cazzo.

  12. Niccky ha detto:

    Grazie per le belle parole sul mio blog…il tuo è davvero

    Un saluto..:))

  13. Niccky ha detto:

    UN BEL BLOG ***

  14. anderlet ha detto:

    E’ un test, un gioco del inizio del anno. Un po di propositi per anno nuovo e un riassunto. Quello che ho scritto è verità.
    a) Che mi sono anche io trovato alle 6 di mattina mezzo nudo in centro di Bratislava che non mi voleva prendere il tassista pensava che ero un … [bo.] la Slovacchia non è Italia a poche esperienze è giovane. Era abbastanza imbarazzante.
    b) Discorso su eroina non capisco veramente cosa mi piace su quel e feto. [bo..]
    c)E ultima cosa che, emergenza abitativa a Bologna non esiste più, che è vero.
    Era un gioco e un po di fantasia. Mi dispiace che non avete capito. E sopra di tutto mi sono rivisto dentro questo post con tutte le storie, virus, servizi e tutto altro. Però Vi voglio augurare a tutti i tutti i propositi che ci siete dati, che diventano la realtà. E se no che vi va a tutto questo anno a vostro piacimento e poche delusioni anche perché ogni uno abbiamo da raccontare. Va be.
    Všetko dobré do Nového Roka. Šťastný a Veselý Nový Rok všetkým Nám. Buono e Felice Anno Nuovo a Tutto Noi.

  15. analkoliker ha detto:

    Caro Andrey ho capito benissimo ed è per questo che ti ho fatto i complimenti.
    Massimiliano anche aveva capito ma da buon figlio di puttana ha finto di non capire perche tu potessi approfondire.Stai attento!

  16. analkoliker ha detto:

    Všetko dobré do Nového Roka. Šťastný a Veselý Nový Rok všetkým Nám.

  17. massitutor ha detto:

    Adesso è un po’ più chiaro, anzi è interessante. Stefano ha anche un po’ ragione sotto sotto: perchè non scrivere direttamente un post, Andrej? Sul tuo capodanno a Bratislava o su cosa c’è di bello nell’eroina. Cose così insomma.

    Sarebbe interessante pubblicare anche qualche sondaggio online, sul blog. Ce ne sono di pronti, che fanno l’elaborazione e tutto. Sono strumenti semplici che si trovano sulla rete. Chi ha voglia di darsi da fare è il benvenuto.

  18. anonimo ha detto:

    Siamo all’invito, il 13 gennaio al teatro dehon la fraternalcompagnia mette in scena “Amphiparnaso”, piece di commedia dell’arte di Orazio Vecchi. lo spettacolo non si fa mancare nulla: gli allievi del secondo anno della scuola Louis Jouvet interpretano i divertenti personaggi della Commedia e sono dieci, otto cantanti ci deliziano con gli stupendi madrigali di Vecchi, sei ballerini si lanciano in danze rinascimentali, totale una trentina di persone unite intorno alle maschere della Commedia. Io reciterò Pantalone e alla chitarra il vostro Stefano. Venite? Per voi naturalmente è tutto gratis. Di sti tempi l’equazione, freddo gelato/poltrone morbide e calde è irresistibile.Max dimmi in quanti venite che vi prenoto i posti, forse quella sera daremo la notizia di cui ti abbiamo parlato l’ultimo dell’anno ,fino ad allora secret. L’invito è esteso anche al gomito e ai lettori del blog,ingresso 10 euro, per chi non è sfd. Ti invio naturalmente spiegazione e foto a parte.Ci sarnno anche:V’l gandai, e’l Padella,Zan piatel e Gradella,Zanbucal e Bertolk,Buratì e Zanuolk,Relichin e Simù, O’l
    Zampetta con Zanù,e Frignocola e Zambu, Il Fritada e Pedrolin,con
    dodes fradelin.
    un abbraccio
    Massimo M

  19. anderlet ha detto:

    Vedo che stiamo migliorando tutti quanti. Anche questo post, a parte sua importanza e fatto con cura e atenzione come sul testo e contenuto anche su ordine dell’immagini. E’ un buon inizio.
    Buon Lavoro.

  20. analkoliker ha detto:

    E poi gli anni passano e continuo a non morire,la vita migliora, si mostra generosa come non mai e mi viene il sospetto che sulla vita e sulla morte non mi abbiano raccontato tutto.
    Ma perchè? E’ possibile che nessuno abbia mai avuto modo di riflettervi? Certo che no, ma perchè non parlarne?
    Siamo stati i vostri figli, ci avete amato e cresciuto come meglio potevate e della morte neppure una parola, se non accenni zittiti dalla paura e dal pudore.

  21. massitutor ha detto:

    In effetti nella nostra cultura la morte è abbastanza tabù. Altri tempi, altre culture hanno vissuto più a stretto contatto con la morte.

  22. simpit ha detto:

    Ciao Stefano, l’ho letto tutto di un fiato,molte cose le avevo già lette in altri post però ogni volta che ti rileggo scopro qualcosa di nuovo.Le tue parole scatenano sempre emozioni,e qualche volta in me anche ricordi.

  23. massitutor ha detto:

    Raccolto l’invito Massimo!
    Nel fine settimana pubblichiamo un post con questo speciale appuntamento di teatro. Grazie per questi piccoli e grandi regali di magia che ci fai attraverso il teatro, attraverso il tuo impegno, il lavoro.

    Ps.
    Il nostro incontro dell’ultimo dell’anno è stata veramente una delle cose più piacevoli e concilianti di questi ultimi tempi.
    Certe cose non passano e questo è molto rassicurante, consolatorio.

  24. anonimo ha detto:

    Fammi saper anche in quanti venite che prenoto
    mm

  25. simpit ha detto:

    Io purtroppo il giorno dello spettacolo vengo dalla notte e sono in turno anche la sera.Porcalamiseria la proxima volta fai un messaggio un pò + visibile.Tipo un post,tanto qui di carta non ce n’è di bisogno.In modo tale da prepararmi i turni e organizzare un tour mettendo un pò di avvisi in tutt’edue le strutture.Proverò a informare gli altri colleghi, sempre se riesco a distoglierli da feisbùkk.Ciaoo

  26. anonimo ha detto:

    Ciao stefano complimenti per la gran forza e coraggio che infondi, ho trovato questo blog da un amico che lo ha riportato in un sito come esempio di grande forza, ti invito qualora tu ne avessi la curiosità o il bisogno nel nostro forum lilanew dove trattiamo argomenti relativi la sieropositività sappiamo tantissime cose vecchie e nuove ci aiutiamo a vicenda ci scambiamo informazioni importanti e novità a riguardo e cazzaggiamo tantissimo alcune volte ci incontriamo per fare qualche mangiata e chi può anche na bella bevuta hehehe insomma se vuoi sapere di più chidi a noi qualsiasi cosa ti aspetto io tomrock o darkside dipende in che sito vai lilanew o sieropositivo.it dove in quest’ultimo ho letto appunto la tua storia ciao e buon anno a tutti anche se in ritardo 😉

  27. anonimo ha detto:

    Ciao Stefano sei partito senza neanche farmi un saluto,spero di rivederti.
    ciao da cinziagas

  28. massitutor ha detto:

    Stefano ogni tanto ha qualche problema a connettersi a internet.
    Quando lo fa lo fa di brutto però.
    Comunque ringrazio per l’entusiasmo di tutti e in particolare gli amici del forum Lila per il vivo interessamento.

    E a tutti gli aficionados comunico che a breve sarà pubblicata la seconda parte del diario più strong del web: Analkoliker.

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