Pubblicato: 10 febbraio 2009 da massitutor in civiltà, morte

horror

commenti
  1. simpit ha detto:

    una persona…un numero…un dettaglio insignificante per molti.Ma si parla di persone e bisogna moltiplicare per 92 vite,92amori, 92 storie,92 desideri, 92 sogni all’infinito

  2. kurtinizzo ha detto:

    e son 92 a quanti arriveremo alla fine dell’inverno

  3. anonimo ha detto:

    Pino Cacucci: blog per viandanti

    Vola via, Eluana 9 febbraio 2009

    Vola via, Eluana.

    Articolo 33 della Costituzione Italiana:
    “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

    La specifica “se non per disposizione di legge” venne acclusa soprattutto perché nel dopoguerra, e in prospettiva negli anni 50 e 60, alcune vaccinazioni erano obbligatorie e quindi sancite per legge come “trattamenti sanitari”. Ma il rispetto della persona umana è al di sopra di qualsiasi legge.

    Persino il Catechismo della Chiesa Cattolica, che annovera ben più numerosi articoli della Costituzione, sancisce al n. 2278:
    “L’interruzione di procedure mediche sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all’accanimeto terapeutico. Le decisioni vanno prese dal paziente o da coloro che ne hanno legalmente diritto”.

    Incredibile: il Catechismo dà diritto a un padre di rifiutare l’accanimento terapeutico se il paziente non è in grado di esprimersi. Persino il Catechismo!

    Quanta oscena ipocrisia, ci viene riversata addosso in questi giorni di oscurantismo lefebvriano. Il manipolo di inquisitori che bivacca davanti alla clinica di Udine è capeggiato da un “esorcista” che la polizia conosce come “esperto in vampiri” e La Stampa di oggi, 9 febbraio, titola: “Un prete antisatana guida la crociata per Eluana”.
    Il telepredicatore in eterno conflitto di interessi ne approfitta per dare spallate alla Costituzione, perché sarebbe stata partorita sotto l’influenza “sovietica” e comunque gli impedisce di “lavorare”.
    In questo desolante paese senza opposizione in parlamento – a eccezione di uno sparuto gruppo di irriducibili del tutto inutili a cambiare alcunché – anche l’informazione è ridotta a poca cosa. Si levano qua e là voci isolate, che non raggiungono clamore nazionale.
    Ma tutta la mia ammirazione per il coraggio da vero giornalista del caro amico Maurizio Chierici – ci uniscono tante passioni latinoamericane e incontri pubblici e privati al riguardo – che oggi 9 febbraio sull’Unità ci ricorda a quale livello di ipocrisia siamo giunti.
    E scrive che nell’aprile del 2005 donna Veronica Lario in Berlusconi ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera in cui diceva che negli anni 80: “Al quinto mese di gravidanza ho saputo che il bambino era malformato e per i due mesi successivi ho cercato di capire, con l’aiuto dei medici, cosa fosse giusto fare. Al settimo mese sono dolorosamente arrivata alla conclusione di dover abortire”.
    Al settimo mese.
    Per l’on. Casini, e tutti gli antiabortisti con lui, questo si chiama “feticidio”. Anzi, al settimo mese, poco ci manca che si possa definire “infanticidio”, perché al settimo mese si può già venire al mondo.
    Ma il poverino era “malformato”.
    E perché il Cavaliere, con tutti i mezzi che ha, non si è preso la responsabilità di allevare un figlio “malformato”? Lui, che ha accusato i familiari di Eluana di volersi liberare di un fardello… Un figlio “malformato” è un fardello o un dono di Dio per metttere alla prova il nostro amore nei confronti della vita, comunque si manifesti? Non faccio del sarcasmo, mi esprimo secondo i termini tanto cari alla sua schiera.
    In un “blog di spiritualità cattolica” che si chiama “Io sono con voi ogni giorno”, dove tra tante nequizie trovate anche “l’ultimo messaggio della Madonna di Medjugorje” (come se la Madonna inviasse post ai blog), c’è una scritta in grande risalto: “Chi abortisce è un omicida!”
    Il Cavaliere dalla Grottesca Figura è dunque un omicida? Lo è sua moglie?
    Ora, costui è lo stesso che si erge ad alfiere del Cattolicesimo in difesa della “vita”. Che in questo caso è non-vita.
    Eluana è deceduta 17 anni fa. Ben 17 anni fa è volata via. Il suo spirito, la sua intelligenza, le sue passioni, i suoi pensieri, i suoi amori e dolori, tutto, si è spento 17 anni fa.
    Per i casi della vita, ho avuto modo di trascorrere lunghi periodi tra persone in coma. Alcuni erano simulacri di corpi ancora “giovani”, e per tenerli in stato vegetativo, quelli in grado di respirare autonomamente, si ricorre a quello che viene chiamato “sondino” ma si tratta di ben altro: è un tubo che fuoriesce dal ventre del corpo inerte, inserito con un intervento chirurgico, che termina con una sorta di valvola, in cui si inserisce una specie di pompa di bicicletta, simile a una grossa siringa, con la quale si spinge nello stomaco una poltiglia a base di proteine e vitamine che impediscono al corpo di spegnersi definitivamente. Con il trascorrere del tempo, quei poveri corpi si rattrappiscono, tendini e nervi si atrofizzano e costringono il “simulacro” ad assumere posizioni strazianti, e il loro aspetto lacera la sensibilità di chiunque li guardi. Qualsiasi forma di dignità, di quel “rispetto per la persona umana” di cui parla la Costituzione, è calpestata, vilipesa, ridotta al calvario delle piaghe da decubito, degradazione estrema, e non aggiungo altri dettagli che ho avuto la sventura di conoscere da vicino, perché chi sta vivendo tutto ciò merita silenzio e umana comprensione.
    Io quei corpi inerti li ho visti, e non li dimenticherò mai più.
    Lo stato di coma ci crea dissidi interiori e indecisioni annichilenti. Ho partecipato anche a varie iniziative della Casa dei Risvegli di Bologna, fortemente voluta da De Nigris, a cui la vita ha strappato un figlio in tenera età dopo un lungo periodo di coma. Certo, è difficile dire quando sia giusto smettere. Mesi? Anni?
    Ma dopo 17 anni di morte vegetativa, è disumano e crudele costringere un corpo a respirare e nutrirsi attraverso quella pompa oscena.

    Eluana è volata via 17 anni fa. Basta con il banchetto degli avvoltoi intorno al suo corpo straziato.

    PS Dato che questo scritto è pubblico e chiunque può leggerlo da qualsiasi parte del mondo collegandosi al sito, dichiaro ufficialmente la mia totale e assoluta contrarietà a essere mantenuto in stato di coma vegetativo qualora dovessi arrivare a una tale situazione estrema. Chi mi vuole bene lo sa già, cosa dovrà fare. Da parte mia, ho assunto l’impegno di fare altrettanto con le persone a cui voglio bene. Non varrà come “testamento biologico”, perché purtroppo risiedo in un paese incivile, ma lo affermo per scritto a futura memoria.

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