Disprezzato dalla famiglia

Pubblicato: 22 febbraio 2009 da massitutor in assistenze e bisogni, famiglia, hiv

aids_03_280x200La discriminazione si è estesa rapidamente, così come l’ansia e il pregiudizio nei confronti dei gruppi maggiormente colpiti e delle persone sieropositive.
Ma alla malattia sono associati anche lo stigma, la repressione e la discriminazione, poiché gli individui colpiti dall’Hiv a volte sono respinti dalle loro famiglie, dai loro amori e dalle loro comunità.

Questa è una testimonianza di Anon un trentacinquenne, cittadino di un piccolo paese del centroamerica, Honduras .
Anon ci racconta la discriminazione, l’emarginazione del suo ex compagno sieropositivo, all’interno della propria famiglia .
Anon si racconta su
www.avert.org/

Ottobre 2007: ricevetti una chiamata che mi informava della sua morte. Mi incontrai segretamente con una persona che lavorava  presso la casa della sua famiglia e scoprì che gli davano da mangiare sempre nello stesso piatto, con le stesse posate e da bere nello stesso bicchiere; ben presto maturai l’idea che fosse stato isolato dalla sua stessa famiglia. Il suo rasoio, come anche il suo spazzolino stavano sempre tra la spazzatura e nessuno si interessava delle sue pillole. Egli si sentì così maltrattato nella sua stessa famiglia.
Era costretto a dormire su un sofà coperto da un semplice nylon, perché era incapace di trattenere le sue feci, tutto ciò non faceva certo bene ai suoi reni che erano in parte compromessi.
Aveva perso tutta la sua voglia di vivere e, ad un certo punto, anche la ragione: non era più in grado di riconoscere i membri della famiglia, i suoi amici, o i suoi tre piccoli figli, che una volta abbracciava e baciava ogni volta che poteva, mentre la famiglia cercava in tutti modi di tenerli lontano da lui per paura che fossero infettati.

Ad un certo punto smise si assumere gli antiretrovirali, ma nessuno se ne curò, nessuno si interessò al fatto che, ogni volta che spostavano il sofà su cui dormiva, comparivao da sotto i medicinali non utilizzati.
Piangevo mentre il suo amico mi raccontava queste cose e il mio stato d’animo peggiorò quando mi disse che non era la prima volta che lo cacciavano di casa e che era stato anche costretto, la prima settimana di Settembre, a dormire tre notti per strada.
Fu poi ritrovato da alcuni amici della moglie, i quali lo gettarono come un animale agonizzante in un posto molto simile ad un rifugio abbandonato, dove morì solo, con un’ infinita tristezza nello sguardo, con gli occhi spalancati al cielo e con in mano una foto dei suoi tre figli.

commenti
  1. analkoliker ha detto:

    Leggo sempre con grande piacere

  2. beo88 ha detto:

    ho letto questo post e sono rabbrividito per come hanno trattato questa persona; io non ho questo tipo di malattia e non ne posso parlre tanto. pero l’ hanno trattato peggio di un animale e gli augoro tutto il male a qulle persone che l’ hanno fatto morire in quel modo e non si può morire cosi nel 2009.

  3. Niccky ha detto:

    Grazie Stefano!!!!…E’ bello essere circondata da persone splendide come voi.

  4. analkoliker ha detto:

    Niccki
    Volevo dirti che il 21 di marzo faccio la presentazione del libro a Firenze, se passi da queste parti sappi che sei di casa.
    Se credi dai un’occhiata al link dedicato al libro
    http://www.senzafissadimoradisuccesso.com
    A giorni metto un annuncio anche sul Forum.
    Un caro saluto

  5. Niccky ha detto:

    Ciao Stefano…
    le belle persone come te le sento a pelle, ti ringrazio di cuore per l’invito…ma difficile che possa potrarmi da quelle parti.
    Sto aspettando con ansia di salire su quell’aereo che mi porta in Germania..e perora attendo dalla Sicilia .
    Io e Filippo vorremmo tanto conoscerti, come del resto vorrei conoscere anche tutte le splendide persone che ultimamente mi stanno circondando..sai che intendo da asfalto a stazionemilano a shaker.
    In bocca al lupo con tutto il cuore,per la tua presentazione del libro….anche se non ci “siamo” facciamo il tifo per te.
    PS:Forum?? :))) perora non entro piu’…ciao!
    Niccky

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