la trasferta

Pubblicato: 4 marzo 2009 da massitutor in carcere, tutto cominciò così
legge-uguale-per-tutti"Guarda Sandro, secondo me siete stati voi". E’ con questa bella certezza assicurativa sulla mia vita, ho salutato l’ avvocato che doveva difendermi ho guardato il mio cane già stanco  di ascoltare, lui aveva già capito, e sono ripartito per Bologna più fiducioso di prima che sono nella merda fino al collo. Va bene non sono un santo, e nella mia lunga vita da vagabondo ho visto e mi è successo di tutto ma questa storia di rapinatore a mano armata con tanto di sparo, con me che in una macchina rubata aspetto il mio complice con tanto di sgommata, roba da natural born killers, questa no! Mi giunge proprio nuova anche perché non è mai successa; o meglio è successa ma non siamo stati noi.
Gli attori principali di questa bella scampagnata a Milano siamo io, Pepe, un solerte farmacista e tutte le forze dell’ordine che, con grande professionalità, hanno dato un contributo notevole alla riuscita del film (mannaggia a sti stronzi).
Ma anche noi come stronzi abbiamo dato il massimo direi che siamo proprio da oscar.
Vi racconto brevemente ‘sta cazzo di storia. Io e il mio amico Pepe decidiamo di andare a Varese per incontrare mia figlia e per fare un giro fuori da Bologna. Abbiamo 50 bei euri e quindi non abbiamo problemi per mangiare o pagare i biglietti. Arrivati a Milano facciamo una passeggiata visto che non la conosciamo per nulla. Ci siamo raccomandati di stare tranquilli, ma ad un certo punto i nostri sguardi fanno quello che non dovevano fare, si incrociano come quelli di due innamorati. Ci siamo senza dubbio capiti. Parte subito la ricerca del posto e tra autobus e tram raggiungiamo l’estrema periferia di Milano. Cosa fanno due ragazzi come noi che vengono da Bologna ed ora sono all’estrema periferia a Milano? Fatevi una domanda e datevi una risposta. Decidiamo di andare via ma ad un certo punto accade l’incredibile, l’impensabile ma soprattutto accade che siamo circondati da quattro sbirri che dopo diventano sei che poi diventano undici. Ci perquisiscono, non trovano quello che cercano, ma ci arrestano lo stesso. Io guardo inutilmente Pepe come se fosse il mio guru ma raccolgo uno sguardo più attonito del mio. Non sappiamo cosa abbiamo fatto ma sappiamo che siamo nella merda. Ci tengono in caserma a Rozzano in manette. CAZZO LE MANETTE, le ho viste nei film, nei cartoni, nei sexishop, ma alle mie mani no, e penso minchia che sballo siamo su scherzi a parte! Cerco qualche bella valletta ma nulla, le mie vallette sono i caramba; verrebbe da dire caramba che sorpresa! Verso la una di notte ci danno la bella notizia. Oh finalmente vedrò il famoso grand hotel, non vedevo l’ora e non sapevo come ci si poteva entrare, che documenti presentare, con chi dovessi parlare, ma per fortuna ci hanno pensato loro senza aver fatto nulla mi fanno e ci fanno questo bel regalo. se fossimo liberiIl capo d’accusa è rapina a mano armata per Pepe e per me un bel favoreggiamento con tanto di furto d’auto. La nostra difesa è INNOCENTI, che verrebbe da ridere se non fosse stato che questo incubo è toccato a noi. Inutile dire che nessuno ci crede ne il giudice ne l’avvocato Carlo Buono che sentendo sta gran bontà di cognome abbiamo capito che abbiamo proprio sbagliato giornata. Ora senza farla tanto lunga tutto ciò cosa comporta: in primo luogo che dopo tanti anni passati tra alti e bassi finalmente avevo trovato una linea nella mia vita con degli obiettivi importanti che partono dalla mia qualità di vita, al lavoro, passando alla vita privata con un riavvicinamento a mia figlia che ora è stato bloccato e anche all’allontanamento di persone a me vicine che ora hanno un dubbio enorme, cioè: "ma avrà veramente fatto quello di cui è accusato?". Io posso solo dire la verità: cioè che non ho fatto nulla di quello di cui mi si accusa.
Quindi spero come una barca in mezzo al mare senza remi che esista veramente una giustizia; lasciandovi (penso anche voi nel dubbio) alla prossima puntata di questa tragica trama da film a cui diamo il maggior riconoscimento ai veri attori non protagonisti, ovvero l’oscar a chi ha fatto la rapina. Detto questo mi rimetto (nel senso che ci vomito sopra) alla clemenza della corte.
commenti
  1. anonimo ha detto:

    Bellissimo (il modo in cui l’hai raccontata ovviamente!!). Quello che ti è capitato un pò meno…di cose da dire sulla giustizia italiana ce ne sarebbero a migliaia. Io preferisco farti i complimenti per l’ottima riuscita del racconto, pungente, ironica e ti incolla gli occhi allo schermo per vedere come va a finire!

    Antonella (la “tirocinante” :D)

  2. simpit ha detto:

    il titolo della vignetta “la legge è uguale per tutti salvo le eccezioni”.E’ azzeccata.Ciò che si prova a non avere un buon avvocato, un nome, delle belle mazzette in tasca da cento euro, e aver passato la vita ai margini qundi di per sè schedato a vita.Già qualche atro post ha un titolo simile vedi quelli di Marina.La sensazione di impotenza di fronte a un muro troppo alto da scavalcare ti lascia senza speranza alcuna.Chi vive ha vissuto o sta vivendo dei problemi con la giustizia in strada o in una vita ai margini è molto più fragile anche piccoli reati burocraticamente diventano enormi e invalicabili.

  3. Clai ha detto:

    “Non sei fregato veramente finche’ hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla”.

    Questa citazione per dirti che l’autoironia ti aiuterà ad affrontare questa brutta avventura: poco importa se corrisponde o no alla verità, quello che è certo è che ci sei dentro….

    Coraggio!

  4. massitutor ha detto:

    Qui ci si fa il callo all’assurdità
    Alla pioggia che cade sul bagnato;
    Qui in via del porto non si smette di mangiare se ti viene detto che è morto qualcuno.
    E non è cattiveria. E’ la vita che qui è così.

  5. massitutor ha detto:

    Caro Vagabondo. Ti ripeto qui quello che ti ho già detto a voce: sinceramente non vi ci vedo in una scorribanda con tanto di pistolettate in aria tipo far west… questo no, ma vivere una vita a rischio significa anche questo. Cacciarsi in certi posti,in certe situazioni significa anche finire vittime del caso, della leggerezza e magari finire stritolati anche fra gli ingranaggi della giustizia. Essere deboli e vivere ai margini vuol dire anche questo purtroppo. Cioè non è che questo capita a tutti quelli che entrano in una farmacia a Milano! Ci siamo capiti no? Coraggio dai, speriamo di riuscire a scivolare via dalle pieghe della giustizia italiana, così come ci sei entrato.

  6. anonimo ha detto:

    Caro Vagabondo, una sola annotazione……se tu sei fuori, cioè se sei stato rimesso in libertà….il tuo avvocato non doveva essere poi tanto male…o no?
    E’ difficile la rimessione in libertà in caso di arresto o fermo…..

  7. anonimo ha detto:

    vagabondo……..non fare il prezioso e o l’ingenuo…….un p.m ha chiesto di metterVi dentro, un giudice ha disposto il fermo……………, a seguito della udienza di convalida sei stato rimesso in libertà…..Io credo proprio che il tuo avvocato sia stato davvero un ottimo avvocato, evviva questo tuo Avv. Carlo Buono

  8. anonimo ha detto:

    anche io la penso così, se sei fuori vuol dire che l’Avv. Carlo Buono ha fatto un ottimo lavoro
    Ma tu che alibi avevi?

  9. vagabond74 ha detto:

    agli anonimi utenti spiego i perchè della mia incazzatura: non ho bisogno di un alibi dato che io non sono stato ne nel luogo ne nella ciitadina dove è successo ‘sto casino, poi perchè io non sono ancora libero del tutto, voglio la mia libertà morale non voglio che si pensi che io abbia fatto una rapina. Bastava fare la prova del guanto per essere scarcerati senza infamia. Io chiedo solo giustizia.

  10. anonimo ha detto:

    INTANTO SEI FUORI, PARLI DA LIBERO CZ E SEI STATO ARRESTATO PERCHè I FARMACISTI TI HANNO DENUNZIATO, CHE CZ DOVEVA FARE IL GIUDICE ?
    intanto sei fuori

  11. anonimo ha detto:

    sei sicuro che il riconoscimeno non sia stato fatto, sei sicuro del suo esito…………e tu intanto sei fuori

  12. vagabond74 ha detto:

    Evidentemente, come tutte le cose, il concetto di libertà è ralativo e personale, ed è giusto che sia cosi, ed è giusto che ognuno e coerente con ciò che pensa; se fosse fatta la prova che citavo prima il mio amico sarebbe libero come me, e il fatto che lui sia dentro è una cosa che mi far star male veramente, ci penso tutti i giorni. E’ ribadisco che lui non si è mai mosso da me. A me non mi ha riconosciuto nessuno, quindi se dico che si è allontanato da me, quindi il falso sarei totalmente scagionato, ma dicendo la verità rischio comunque il carcere , perchè il processo è in corso, ed io dirò solamente la verità. Capito!!!

  13. anonimo ha detto:

    Sono l’avvocato di quello ancora a san vittore e credo nella sua/vostra estraneità ai fatti.
    Detto questo, sappi che il precedente avvocato ha svolto il suo compito alla grande e non è colpa sua se siete stati arrestati.
    Chi ha disposto il fermo e la convalida è un MAGISTRATO non un avvocato.
    Siamo bravi, di solito, noi avvocati, ma i miracoli ancora non riusciamo a farli.
    Mi auguro di tirare fuori il tuo amico, non solo da san vittore ma da questa situazione in generale.
    Vi terrò informati.
    Valentina

  14. massitutor ha detto:

    La faccenda si fa veramente interessante.

  15. vagabond74 ha detto:

    grazie Valentina , è importante essere creduti dopo quello che è successo e la cosa assume piu valore per il ruolo che ricopri. Non mi soffermo su chi e bravo o meno sarebbe un discorso sterile e noioso, piu che altro sono soddisfatto che ciò che ho scritto a spronato gli animi e spero che non mi accada più una cosa del genere

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