Ho lavorato al Piano freddo…

Pubblicato: 24 aprile 2009 da massitutor in assistenze e bisogni, dormire, lavoro, operatori dispari
Il 31 marzo scorso ha chiuso l’Emergenza freddo.
Cos’è l’Emergenza freddo? Oggi viene chiamato Piano Freddo ed è il provvedimento che il Comune di Bologna attua per far fronte alle esigenze di riparo delle persone che vivono in strada a Bologna. Materialmente è un capannone situato in via del Lazzaretto, vicino al riparo notturno Massimo Zaccarelli.
45 brandine hanno accolto il difficile sonno di 145 persone, dal 28 novembre 2008 al giorno della chiusura; circa la metà di loro sono stranieri. Tante? Poche? Non interessa qui fare una riflessione o una polemica. Fatto sta che la struttura è stata sempre pienissima, con persone che rimanevano fuori. Escludo inoltre che oggi quelle persone che sono passate da lì oggi abbiano risolto i loro problemi.
Ogni anno, attorno alla gestione della struttura, si attiva una rete organizzativa allargata che coinvolge nell’invio: Lista Unica, Centro diurno, Unità di strada e Servizio mobile di sostegno. Vengono attivati anche percorsi di borsa lavoro e tirocini di formazione.
Elena è una giovane operatrice che ha lavorato con Coop La Strada nella gestione del Piano freddo e quello che segue è il racconto di quell’esperienza dal suo punto di vista.
Un doppio ringraziamento dunque: per l’impegno e per la testimonianza.
Live Zac 01“Perché non scrivi qualcosa sull’emergenza freddo da mettere sul blog?”. Per tutto il viaggio di ritorno a casa, a Modena, sola in macchina sotto una pioggia incessante, penso a cosa poter raccontare che non sia banale. Penso a come poter scrivere tutto quello che per me sono stati questi mesi come operatrice all’emergenza. Penso a dove dormiranno da domani sera… mi viene un nodo allo stomaco tremendo. Penso al fatto che vorrei, dovrei, fare qualcosa di più. E invece… rendersi conto che tu da solo, per quanta volontà abbia, non puoi fare quasi niente è frustrante da matti e mi fa sentire piccola piccola e ancora più sola, lungo una via Emilia bagnata, buia e semideserta. Penso che è una di quelle sere in cui non può che piovere fino allo sfinimento. Come se la pioggia cercasse di lavare via i pensieri. Che invece ti ritrovi i giorni seguenti in pozzanghere immense. Mi vengono in mente tutte le facce viste in questi mesi, tutte le storie ascoltate, gli scazzi e il nervosismo di certe serate, le risate di altre. Le discussioni con gli ospiti musulmani e rumeni sulle differenze culturali. I monologhi (apparentemente) insensati di qualcuno che aveva alzato un po’ troppo il gomito. Mediare con qualcuno che proprio non ne voleva sapere di stare dentro quelle due regole che ci sono in emergenza freddo. Ogni volta sono tornata a casa con pensieri, immagini e momenti in più da ricordare. Per questo non posso che dire GRAZIE a tutti voi, colleghi e ospiti, che nel bene e nel male mi avete trasmesso un “qualcosa” che mi ha fatto riflettere e crescere ogni giorno. Nel bene, perché ho trovato colleghe e colleghi straordinari, e fra loro una nuova amica, e ospiti che se mi vedevano meno sorridente del solito mi chiedevano il perché e, nonostante i loro problemi, avevano voglia anche di stare ad ascoltarmi. Nel male, perché purtroppo la gente stupida esiste, sia fra gli ospiti che fra i colleghi …arroccati nella loro convinzione che la loro idea sia quella giusta sempre, senza mai metterla in discussione, sia che si tratti di cose “banali” come dare o non dare qualcosa, o che si tratti di avere una certa idea di una persona, trattarla con scarso rispetto, sulla base di una antipatia arbitraria, senza nemmeno conoscere niente della storia di questa persona.
Sembrerà una cazzata, la solita frase fatta, ma questi mesi mi hanno fatto riflettere ancora di più su quanto sia importante l’ascolto. La voglia di ascoltare gli altri e cercare di capire. Troppo spesso parliamo, parliamo, parliamo… senza in realtà dirci niente; troppo poco ascoltiamo gli altri fino in fondo, con la mente e col cuore oltre che con le orecchie. Io, personalmente, in questi mesi ho cercato di farlo più che potevo, nonostante le regole da rispettare e da far rispettare anche ai più irriducibili affezionati del partito dei rompipalle.
Questo è quello che mi viene da scrivere all’una di notte, appena tornata casa, di getto, senza stare a pensare se sia banale o meno, se sia interessante o no.
Mi mancherete molto!!!
Elena
commenti
  1. marzia ha detto:

    Massimo, io sono sempre disposta a scrivervi un altro pezzo per questa realtà, eh!
    ( sono stata a Reggio Emilia e ho accarezzato l’idea di venire da voi, ma quando si è “blindati” dai figli è arduo muoversi..a Reggio lavora mio figlio)
    BACIONI

  2. marzia ha detto:

    Compare il mio commento? Bohhhh

  3. carlomontres ha detto:

    Mi è piaciuto molto il tuo articolo specialmente quando dici e dove andranno a dormire domani sera,bisognerebbe fondare un punto di raccolta come per i bambini si fa in BOLIVIA grazie al patronato san vincenzo di bergamo ma stavolta con i grandi dove possano trovare un punto casa dove con il lavoro portino avanti le cose non è facile bisogna farli innamorare e poi forse rimangono trovando ognuno il propio ruolo e stabilità di vita,perche penso a questo primo perchè ho avuto Don bepo Vavassori come esempio,poi penso che superato il 2000 tutto debba andare a posto,insieme alla fame nel mondo ,l’emarginazione è un altro probblema ma l’uomo si può ritrovare verso se stesso e tornare utile per gli altri seguendo il propio istinto,quello di soppravivvere,perchè è giusto che che sopraviva con il propio tetto il propio lavoro e la propia speranza di ricominciare cose fondamentali per l’uomo,ELENA alla tua sensibilità MONTRESORI CARLO

  4. iry50 ha detto:

    Capisco queste sensazioni ed emozioni che si provano al contatto con delle persone che hanno delle esigenze che nessuno tavolta comprende poichè opero da oltre dieci anni in associazioni di volontariato: nella disabilità mentale e/o relazionale e in associazione di non vedenti
    Un forte abbraccio Elena so che quello che si fà non basta mai poichè c’è tanto da fare

    baci baci iry

  5. simpit ha detto:

    Ascolto, sospensione del giudizio, advocacy,cura di sè e poi ancora ascolto,e tanto altro, Ciaoo Elena un forte abbraccio da Pietro

  6. anonimo ha detto:

    Cara Elena, Tu sei stata una brava operatrice, sempre pronta ad ascoltare e a mettere i tuoi pensieri fuori dal cancello d’ingresso di via del Lazzaretto…spero Tu possa trovere al più presto la strada fortunata…sotto ogni aspetto…un grande abbraccio e grazie per quello che hai trasmesso anche a me…maria ex tir

  7. anonimo ha detto:

    grazie a tutti 🙂 vi ri-abbraccio indietro forte forte! elena.

  8. anonimo ha detto:

    ma come siete bravi a scrivere e a mandare questo tipo di messaggio alle persone peccato che chi legge non si rende conto che razza di gente siete per rendersi conto in breve che siete persone che predicano bene e razzolano malissimo. Allora che cosa possiamo imparare da voi ?. molto poco o niente direi che è meglio. Io capisco che un commento cosi smonta però rendetevi conto che questa che vi dico è una realtà da accettare vi renderebbe molto più maturi credetemi. Comunque io mi chiamo la vedova nera e mi firmo cosi non anonimo perchè è brutto ma purtroppo ancora non ho il mio come si chiama e non posso registrarmi comunque tutti sugli altri blog mi conoscono così e spero che anche voi mi riconoscerete per questo.arrivederci ragazzi un bacione.

  9. simpit ha detto:

    un bacione anche a te forte forte, non so chi sei, ma te lo spedisco con tutto il cuore.Concordo con te che le critiche aiutano a crescere nè più e nè meno di quanto un commento a volte si commenta da solo.

  10. anonimo ha detto:

    hO IN MENTE DUE COSE UNA PER GLI EMARGINATI E LE PERSONE SOLE IO LE CHIAMO COMUNITà DI VITA DOVE VIVONO IN CASETTE DI LEGNO CON LA MASSIMA INDIPENDENZA,E LAVORANO NELLE ATTIVITA’ AGRICOLTURA ALLEVAMENTO E PRODUZIONE DI PICCOLE QUANTITA’ DI SIGARETTE FATTE CON LE MACCHINETTE RIZLA.
    INVECE PER LE FAMIGLIE LE CASETTE DI LEGNO SARANNO PIU’ GRANDI PER MANTENERE L’UNIONE E RISERVATTEZZA FAMIGLIARE A UN COSTO CONTENUTO IN MODO CHE SI MANGI PIU’ CIBO E SI DIVIDANO DI PIù LE SPESE CON ATTIVITA’ALL’INTERNO PER IL RISPARMI SUI COSTI DI CARBURANTE HO ALTRE SPESE ,TUTTO ESSENDO COMPRATO ALL’INGROSSO PORTA RISPARMIO UN QUALCOSA CONTRO LE CRISI D’OGGI CHE SPESSO I SOLDI DELLO STIPENDIO NON BASTANO MAI,ANCHE UNA COSA BIBBLICA DICE POVERI UNITEVI E SARETE FORTI LA VEDO QUI LA SOLUZIONE DELLE COSE,HAI MAI VISTO I BAMBINI O GLI ANZIANI OPPURE CHI LAVORA PARLARE CON LA BOCCA PIENA FELICI,è UN MIO PROGETTO PER FAR FRONTE ALLE NUOVE CRISI,TI PIACE IL MIO PROGETTO,CONTRO FAME DEGRADO E EMARGINAZIONE. MONTRESORI CARLO

  11. anonimo ha detto:

    aNCHE MASSIMO DI VIA DEL PORTO NE VOLEVA SAPERE QUALCOSA DI QUESTO PROGETTO MONTRESORI CARLO

  12. analkoliker ha detto:

    Bene si ricomincia

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