Passaggio in Abruzzo

Pubblicato: 24 aprile 2009 da massitutor in amicizia, colletta, gite, libertà

Questo è il mio regalo personale all’Abruzzo e alla sua gente.
Nei momenti più belli e rilassanti nella mia vita di girovago non può certo mancare la città dell’Aquila e i suoi dintorni con dei paesaggi mozzafiato e variegati e con della gente che a tutte le età resta, nonostante il ritmo di vita frenetico dei nostri giorni, genuina attaccata ai valori ma mai retrograda. Ciò che è successo e che sta succedendo mi ha scioccato e rattristato anche perché li ho tanti amici di cui purtroppo ancora non ho notizie. Vedere le immagini di distruzione di posti che conosco ha distrutto una parte di me ma non sicuramente i miei ricordi; tutti bellissimi.
Ricordo con piacere la prima volta che sono andato a L’Aquila, era inverno ed essendo uno dei comuni più alti d’Europa, faceva freddo. Arrivai con un mio amico col sacco a pelo, e dopo la prima giornata di colletta (lui alla chitarra io all’armonica), avevamo già conosciuto tanta gente pronta ad ospitarci in cambio di qualche bicchiere di vino al mitico "Boss" una delle osterie più accoglienti del posto. Girammo li per mesi conoscendo anche Sulmona, Avezzano e soprattutto le alture incontaminate con dietro lo sfondo del Gran Sasso. E’ in una di queste alture che con dei nostri amici ho assaggiato per la prima volta la carne di cinghiale. Immaginate la scena: primi di primavera, in un prato enorme dove non c’era nessuna costruzione attorno, un bel barbecue con carne appunto e un leggero vento che faceva le coccole ai nostri capelli mentre ognuno di noi si stringeva alla propria ragazza del momento, una pace inesauribile. Poi la gente di quel posto è di una cordialità straordinaria con chi non è del posto, tanto che avevo preso in considerazione l’idea di stabilirmi li. Il bellissimo centro storico con un castello intatto con tanto di fossato e le sue 99 chiese sparse per tutta la città. Il tabaccaio che mi regalava il corriere tutte le mattine ed il bar delle gemelle bionde che anche loro ci regalavano la colazione e il latte per la mia piccolina di tre mesi. Per circa sei anni quei posti sono stati un punto di riferimento importante e lo sono ancora. Se uno vuole allontanarsi dallo stress quotidiano non c’è bisogno di andare chissà dove, in Abruzzo c’è pace, tranquillità, il mare, la collina, la montagna e della gente simpaticissima e accogliente. Questo per me è l’Abruzzo.
Guardo la TV i giornali le foto e cerco di immedesimarmi nel dolore della gente che ha perso tutto veramente tutto, ma sono sicuro conoscendo quella gente che si rimboccherà le maniche da subito, perché è gente attaccatissima alla propria terra e me ne sono reso conto ascoltando i discorsi fra loro. Spero che anche il governo metta subito in moto aiuti concreti sì, ma con prospettive per andare avanti, cioè non lasciar persone per anni nei container, come spesso avviene, perché i soldi ci sono ma come al solito scompaiano, andando magari a enti (come quelli dei beni culturali che pur essendo importanti in una tragedia come questa devono passare in secondo piano) o a cordate di imprenditori senza scrupoli che pur di costruire velocemente farebbero lo stesso errore di chi ha costruito case che dopo nemmeno venti anni son cadute come castelli di carta.
Voglio ricordare la valle del Belice dove i tre quarti dei soldi per la ricostruzione si sono volatilizzati, o udite Messina 1908 ci sono ancora persone che vivono nei container dove pagano anche la spazzatura che manco a dirlo ce l’hanno fuori la porta, situazione uguale in Irpinia. In Friuli andò diverso e non solo grazie al governo ma principalmente grazie a uomini donne e vecchi che si rimboccarono le maniche e coi propri soldi diete un enorme contributo alla ricostruzione; in soli dieci anni. E’ chiaro che ci sono regioni dove le persone da sole con i propri mezzi economici non può ripetere il Friuli per cui lo stato Italiano deve agire concretamente in modo che al più presto possibile la gente abruzzese ritorni alla vita normale.
Quindi non solo proclami politici ma fatti concreti per ridare a questa regione la bellezza che da sempre la contraddistinta.
commenti
  1. riccogio76 ha detto:

    Grande Sandro questo post mi è piaciuto davvero tanto, perchè vedo sincerità in quello che hai scritto. Cosa posso dirti? Cerca di ricordarti l’energia che sentivi in quel momento prova a far si’ che ritorni, perchè viaggiando e conoscendo gente nuova, e non piazzaverdini sconvolti che negativizzano ogni buona intenzione, si può rinascere davvero.
    Soprattutto non fossilizzarti nel passato ma prova a guardare avanti.
    La vita di strada che si respirava una volta non c’è più e se vuoi ritrovarla devi trasformare te stesso: il mondo è davvero grande.
    Riccardo Anarcom

  2. simpit ha detto:

    Ascolto, sospensione del giudizio, advocacy,cura di sè e poi ancora ascolto,e tanto altro, Ciaoo Elena un forte abbraccio da Pietro

  3. simpit ha detto:

    Max il comm precedente andava sull’altro post, scusa della distrazione puoi spostarlo? grazie

  4. massitutor ha detto:

    Purtroppo no Pietro: non posso spostare un commento. Tu dovresti riscriverlo al poisto giusto, allora io posso cancellare questo che è al posto sbagliato. Grazie

  5. massitutor ha detto:

    E’ veramente bello questo pezzo. Un bel modo per restituire a quella terra almeno un poco di quel tanto che ha dato in questo caso alla vita di Alessandro. Una terra nella quale stare bene, dove anche il vagabondare è stato meno faticoso. Non è poco.
    Queste foto poi sono straordinarie: sono vecchie immagini originali del nostro Vagabond, hanno la bellezza delle foto di viaggio di una volta, foto di carta che hanno viaggiato, custodite con cura dentro ad uno zaino e difese con ostinazione dalle sfighe della vita di strada.
    Grazie Vagabond Ale per questa storia che ci hai regalato.

  6. anonimo ha detto:

    non sono mai passato da quelle parti
    ma leggendo le tue parole ho riconosciuto sensazioni che anche io
    ho potuto assaporare in altri luoghi,purtroppo nn spesso cm mi sarebbe piaciuto….sn impressioni che rimangono nel nostro “bagaglio”,che nn é solo il sacco a pelo,e che proprio x questo rendono ancora più acuto il dolore che proviamo di fronte a queste tragedie.
    Gente semplice,frettolosamente etichettata come “chiusa” ma che in realtà ha nella propria fierezza il proprio orgoglio e che certo nn merita la vergogna di chi,come sempre in questi casi,già sta pensando a come trarre vantaggio dal flusso di denaro che,partito dal cuore della gente,andrà a finire nelle tasche di sciacalli e avvoltoi vari

  7. Soriana ha detto:

    Pioggia… di segnalazioni[..] A Rivista Anarchica Il numero di aprile Giacomo di Girolamo è di Marsala, ma parla anche d’altro Il Ghibellino se il Papa defenfe la corsia preferenziale per chi insegna religione Un articolo del Manifesto scritto da Giuseppe Caliceti A [..]

  8. anonimo ha detto:

    brava soriana grazie dei link, questa è vera informazione

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