Aiutiamo Ludmilla

Pubblicato: 26 maggio 2009 da massitutor in amicizia, asfalto fuoriporta, hiv

Ludmilla è una ragazza sieropositiva dalla nascita

Brava Ludi non bisogna "nascondersi", la discriminazione purtroppo c’è ma sono sicura che si riesce a combatterla.

E da dicembre 2008 che vado dietro a questa storia da quando ho letto sul corriere la storia di

Ludi Chiunque ha idee come aiutare Ludi scrivetemi email niccky@splinder.com
oppure lasciate un messaggio nel blog
.

 

commenti
  1. analkoliker ha detto:

    Io sto riflettendo, nel frattempo ho messo queste interviste su Analkoliker e stazioneMilano

  2. Niccky ha detto:

    Grazie Stefano…d’altronde le interviste partono tutte da Maurizio Rotaris ed era giusto che fossero postate su stazionemilano.
    Un abbraccio…
    Niccky

  3. anonimo ha detto:

    La sincerità alla base è una cosa bellissima per voi e gli altri un modo per essere sicuri e infondere sicurezza,siete due persone molto brave,e siete ache tra i pochi a capire che si può convivere con una sieroposività da entrambi i lati,trattenendo il rischio nella sicurezza senza diffondere una cosa che non va diffusa,se fossero per me le cose a tutte due darei una madaglia per l’onesta,e solo con delle persone oneste il virus non si diffonde,mi fanno più paura le persone che lo nascondono e non fanno nulla,per evitare il contagio,tutto parte dalla disonesta delle persone coraggio si può vivere lo stesso. MONTRESORI CARLO.

  4. simpit ha detto:

    discriminati dalla nascita.Questo esempio racconta molte cose,sono passati molti anni e sembra ieri quando si conoscevano i primi casi di sieropositività.Allora ci si guardava con sospetto, come se ognuno di noi doveva farsi un’esame di coscienza, quante volte mi sono fatto con una spada di un’altro, quante volte sono andato con quella tipa senza protezioni, come se dietro quella malattia ci fossero delle colpe, della vergonga di comportamenti immorali.Ma era solo amore per me.Poi le parole nel tempo e la informazione doveva evitare le discriminazioni e comprendere la malattia, come tante altre.Per te Ludmilla è solo sfortuna, ma allora mi chiedo,a cosa serve combattere ancora oggi questo mondo che sembra fatto a misura dell’uomo perfetto, senza errori, che nn sbaglia mai,se si è discriminati fin dalla nascita solo per il nome di una malattia.La tua bellezza, il tuo sguardo, le tue parole anche se nn ti conosco mi danno fiducia.Siamo con te.Baci

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