Quale destino per i clandestini?

Pubblicato: 8 luglio 2009 da massitutor in civiltà, laboratorio, libertà, politica, stampa
di Maximanz
In questi giorni si fa un gran parlare del nuovo decreto legge, contenuto nel famigerato “pacchetto-sicurezza”, recentemente approvato dal Parlamento.
Personalmente, da assiduo lettore della Gazzetta dello Sport, ho avuto l’occasione di seguire il dibattito che si va sviluppando grazie alla rubrica “5 domande, 5 risposte” curata dal bravo Giorgio dell’Arti: un ottimo sistema per tenersi informati per chi segue lo sport ma non è abituato a leggere giornali d’attualità. In due diverse occasioni ha affrontato la questione, mettendone a nudo gli aspetti più controversi in modo molto efficace, comprensibile e assolutamente imparziale.
Il primo articolo è  uscito venerdì 3 luglio, nel giorno in cui il Senato ha approvato definitivamente il progetto, che ricordiamo legalizza anche le ronde, chiamandole “associazioni volontarie per la sicurezza”, con annesse polemiche suscitate da particolari gruppi (squadracce?) in divisa simil-nazi; l’articolista passa in rassegna le varie e purtroppo inutili proteste dell’opposizione, tra le quali spicca quella di IDV (Di Pietro): ”migrare non è un reato – i veri clandestini siete voi”, alle quali si sono unite per una volta quelle della Chiesa, finalmente non dimentica di quel messaggio di fratellanza e solidarietà di cui dovrebbe essere portatrice.
Quest’ultima mette la cosa sul piano della pietas e della carità cristiana: peccato che, come fa notare il Dell’Arti, il legislatore non è tenuto a prendere in considerazione questi aspetti (salvo poi appellarsi alle gerarchie cattoliche quando si tratta di invocare le “radici cristiane dell’Europa”,la famiglia “tradizionale”,la lotta all’aborto e altre amenità che con la laicità dello Stato hanno ben poco da spartire…).

In seguito l’articolo fa notare la singolarità delle norme italiane rispetto al panorama europeo, e da voce alle preoccupazioni espresse dai magistrati riguardo alla mole di lavoro per le procedure di rimpatrio che aumenterà enormemente, di pari passo con i ricorsi e le richieste d’asilo.
In conclusione si affrontano i temi propri del secondo articolo, quello di lunedì 6, su quello che porterà questa nuova legge, e cioè “i molti dolori e le molte difficoltà”, per citare le parole esatte spese dal Monsignor Marchetto (niente meno che il segretario  del pontificio consiglio per  la  pastorale  dei migranti, mica pizza e fichi!).
In sintesi, cosa accadrà al mezzo milione di ucraine, bielorusse, moldave che quotidianamente assistono i nostri anziani e i nostri invalidi?
A tutt’oggi questa domanda non ha ancora ricevuto una risposta chiara e univoca dalle istituzioni: chi parla di sanatorie, chi se le augura, chi le esclude risolutamente… la solita accozzaglia di dichiarazioni/esternazioni/smentite tipica della politica italiana.
Chi vivrà, vedrà (se non finisce prima in un CPT o come diavolo li chiamano adesso)

P.S.: per chi volesse approfondire l’argomento a questi indirizzi si possono leggere i commenti di noti pennivendoli pubblicati da Repubblica, l’Unità e il Manifesto, mentre uno solo viene dal Secolo d’Italia….tanto a  noi della par condicio nun ce ne po’ fregà de meno!

commenti
  1. massitutor ha detto:

    Gran bel lavoro Simone! Molto completo e personale, nonostante la tematica e l’approccio quasi giornalistico.

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