Assistenti sociali (Bologna)

Pubblicato: 19 luglio 2006 da massitutor in assistenti sociali, tutto cominciò così

Ciao, chi vi scrive è Massimo, vivendo una realtà, non facile, reltà del tipo (senza fissa dimora). Parola che a qualcuno non interessa minimamente, qualcuno addirittura non ne conosce il significato, molti conoscono il significato, ma di tutto quello che ruota attorno a questa parola non gli frega niente. Io mi trovo nella situazione di vivere questa realtà di senza fissa dimora, e d’altro canto ho vissuto l’argomento sulla mia pelle. Argomento che accetti di capire, di sposare questa causa, di metterti a disposizione di chi anche nel silenzio dei freddi inverni su una scalinata di qualche chiesa, ti chiede un centesimo. Per contrastare tutto ciò si è pensato bene non so quanto tempo fa, ma non me ne frega molto del resto, di creare strutture, cooperative, associazioni per  contrastare il fenomeno che ha dimensioni titaniche. Assistente sociale, educatrice, persone che per propria scelta hanno deciso di affrontare questa che provo ad immaginare, più come una sorta di missione più che un lavoro fine a se stesso, persone che si avvicinano ad un mondo dei senza tetto, e non’è certo facile, poichè chi viene assistito, e colui che ha vissuto prevalentemente una vita da solo, con diffidenza, chiunque poteva essere un potenziale "nemico", e allora scattano meccanismi come diffidenza, scatti di rabbia, che non sono altro che i rospi amari che un sistema malfunzionante come il nostro e sempre più distratto ed indifferente agisce cosi, crea solitudine e degrado, e poi punta il dito su quelle stesse persone che lui stesso ha contribuito a creare, gli operatori, fanno quello che possono nel loro piccolo, cercando di tappare i buchi che sono tanti, forse troppi, che la nave della nostra società affonderà, inesorabilmente, il mio rapporto con gli operatori, io vivo in una realtà come Bologna che a mio dire riflette questi episodi in maniera forte, e dicevo il rapporto con gli operatori e spesso e volentieri, conflittuali (come tutti del resto), e così mi fido, non mi fido, tizio è cattivo, caio non gli frega niente, ma anche rapporti buoni, con momenti di socializzazione, abbastanza forti. Nell’peterna lotta tra il bene e il male, si fà quel che si può, e pensare che tante cose si potessero evitare senza un enorme fatica, ci fa riflettere tutti io per primo. ciao da Massimo ciao… ciao….

commenti
  1. alkoliker ha detto:

    Bello leggerti massimo , bello davvero.ci sono molte cose dette e non dette in qiello che scrivi, ma tutte autentiche.
    A presto il tuo amico virtuale Stefano Bici

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