Una vacanza da DIO

Pubblicato: 8 gennaio 2007 da massitutor in amicizia, comunità, droga, famiglia, lavoro, libertà, mangiare, morte, salute, sogni
RETO5Insomma alla fine tutti arriviamo nello stesso punto da dove siamo partiti e ti rendi conto che ti manca qualcosa, che non è il cellulare, non è l’automobile, il computer, mp3, niente di tutto questo ma è qualcosa di più profondo il così detto “cibo per l’anima” di cosa si tratta ? Diciamo che bisogna essere pronti per questo per tanti motivi. A chi può interessare diciamo che nella nostra vita si fa molta fatica a far entrare DIO. Io mi rendo conto di questo, infatti come dicevo prima bisogna essere pronti per questo tipo di discorso e comunque prima o poi tutti sentiamo il bisogno di credere in qualcuno. Mi rendo conto che quello che sto per dirvi per alcuni può sembrare sciocco, ma prendete per buono il fatto che ora vi racconterò in quanto è un storia vera. Mi trovavo in comunità a Vigevano vicino Milano, questa si chiamava “RETO” recupero tossicodipendenti, ero li per mia scelta quindi non ero obbligato a restarci, e la cosa che era più libera era proprio quella di pregare, mi fu spiegato che la preghiera era liberatoria e l’unico che può liberarti dal problema della droga definitivamente è CRISTO Gesù. Ora detto così non fa effetto però vi assicuro che in un luogo protetto quale era, con le persone che erano in comunità da molti anni, che parlavano con la bibbia in mano, e quindi usavano le stesse parole che usò Gesù l’effetto era diverso. La prima volta che partecipai a una riunione ero un po’ perso, entrai in questa sala enorme dove c’erano diverse panche per sedersi, io misi a sedere in una panca negli ultimi posti, quando uno dei ragazzi responsabili , si avvicinò e disse: “Su fratello vieni a sedere qui davanti” e mi portò in una panca in prima fila, li per li non captai subito il messaggio e tra me mi chiedevo il perché. Appena cominciò la riunione un ragazzo che aveva pressappoco la mia stessa età salì sul palco allestito in questa sala e con un libro in mano comincia a palare “ ciao ragazzi mi chiamo PEDRO sono di origine spagnola sono qui da 10 anni e sono qui per darvi la mia testimonianza, oggi vi parlerò di un Gesù che è morto, è risorto, e continua a vivere attraverso ognuno di noi, una voce dal fondo partì dicendo ma che droghe usavi tu ?. Successe qualcosa alcuni minuti dopo e io non mi accorsi, soltanto che in seguito non ci furono più interventi di nessun genere. PEDRO narrò una storia della vita di Gesù e raccontò che quando Giovanni Battista era prigioniero per conto di Erode i suoi seguaci pregarono per un giorno intero e nella preghiera veniva espresso un desiderio sicuramente la liberazione di Giovanni Battista, ma non sapevano come sarebbe avvenuta, quando ad un tratto ci fu un’esplosione, il muro della prigione si aprì e Giovanni scappò. In quel periodo anche io avrei detto che PEDRO aveva avuto sicuramente a che fare con gli acidi, oggi la vedo diversamente, di certo con più spirito. Appena finita la riunione mi avvicinai a PEDRO e gli domandai: “Scusa PEDRO perché mi hai fatto sedere davanti?” e lui rispose: “perché i primi saranno gli ultimi”. Soltanto dopo mi resi conto di quello che era successo durante quei minuti che il mio posto venne ceduto a colui che era fra i primi banchi, tutto tornava nella mia mente. La mia permanenza in comunità fu di circa cinque mesi e durante questo percorso conobbi un ragazzo che si drogava perché i suoi genitori litigavano sempre sin dalla sua nascita, sua madre mentre era incinta di lui litigava spesso con il padre in quanto lei preferiva che fosse un maschio, lui voleva una femmina e così nacque GEORGE e li accontentò tutti e due …ma la sua omosessualità non è bastata perché i problemi famigliari sono continuati e le conseguenze sono state la tossicodipendenza e, alla fine, la scelta della comunità.
Io dalla comunità venni via però fino al 2006 ho incontrato persone che vivono ancora lì e mi hanno raccontato che GEORGE mentre andava in giro a distribuire i calendari per conto della comunità ha conosciuto una ragazza e ora è felicemente sposato con lei e ha due figli, forse non avete capito è successo davvero un miracolo. Ora mi rendo conto più di allora che questa è la mia vera testimonianza.
commenti
  1. balza73 ha detto:

    il tema della fede è roba seria e delicata: di solito si dice che o ce l’hai o non ce l’hai e chi s’è visto s’è visto e ognuno rimane della sua. In effetti è anche giusto così, ma da laico mi piace anche polemizzare su questo e dico che questo mi sembra un atteggiamento di fede all’italiana: cioè, ho bisogno vado dal santo; ho un vuoto e mi riempio con Cristo, la bibbia; sono piccolo e mi metto al cospetto di qualcosa di immenso; sono debole e mi appoggio a qualcosa di forte.
    Mentre il lavoro di crescita credo sia qualcosa di molto più faticoso e ,perchè no, anche doloroso.

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