Archivio per gennaio, 2007

corsaCiao a tutti, ho voluto scrivere questo commento solo per esternare questo momento felice che sto vivendo, sopratutto insieme col gruppo, dove ho spesso l’occasione per dire la mia senza nessun timore. Voglio iniziare dal lavoro, che non pensavo che in così poco tempo mi desse tante soddisfazioni, dai complimenti che ricevo per l’impegno che metto, in tutte le cose che faccio, e senza dover dimostrare niente a nessuno infatti tutto questo entusiasmo mi viene e cresce ogni volta che entro per fare lezione, cerco di essere sempre il più partecipe possibile, e questo riesce, credo, solo se hai passione in quello che fai, e io di interesse ne ho tanto. Poi più il tempo passa, più questo gruppo sta diventando una famiglia, del resto sopratutto il giovedì che ci fermiamo a parlare di noi che mi riesce sempre più facile esprimermi anche su problematiche personali magari anche pesanti, che invece in gruppo sento la necessità di non tenermeli tutti dentro, ma far partecipi anche i miei compagni, e fare questi passi per come sono fatto io sono importantissimi, e anche per farmi conoscere, sempre meglio. Poi mi sta piacendo sempre di più come certe persone del gruppo cercono di invogliare sempre di più anche quelle persone che per varie problematiche fanno molta fatica a essere sempre presenti in tutto quello che facciamo, e questo è segno di unità. Valutando quelli che per me sono risultati molto importanti, ripensavo a tutte le volte che sono stato falso a volte anche non volendolo, infatti dovevo, e volevo sembrare quello che non ero: tipo che davanti agli altri passavo per quello che non temeva niente e nessuno, che cazzate non ne ho mai fatte, insomma del classico duro che dentro nella mia personalità non c’è posto e non lo voglio essere. Fortunatamente impegnandomi e accettando l’aiuto degli altri ho capito che essere falsi non paghi e non ti senti realizzato come uomo, e le persone che ti stanno di fronte  e che ti vogliono bene ti fanno veramente capire che essere se stesssi  alla fine e la cosa più giusta e bella. Ed è per questo che ho voluto mettere in risalto proprio il fatto che essere apprezzati e considerati per quello che si è veramente, almeno per quello che mi riguarda sopratutto a livello interiore mi sta facendo crescere come uomo, e tutto questo, ma lo scriverò un altra volta mi sta dando la bellissima occasione di rialacciare i rapporti con i miei due fratelli, e onestamente non potevo chiedere di più. CIAO

La catena degli aiuti

Pubblicato: 15 gennaio 2007 da massitutor in amicizia, asfalto fuoriporta, civiltà, famiglia, libertà

pescatoreLa dipendenza da altri è distrutiva. Come ci si può permettere di offendere quelli che sempre aiutano i deboli, gli inmaturi, i dipendenti? Il profesore Komàrek dice, che l’aiuto disintegra e distrugge, lentamente, chi riceve questo aiuto, mentre aumenta l’autostima e da nuova forza vitale alla persona che aiuta. Questo processo viene chiamato "vampirismo psichico".
A quelli che ci aiutano a sopravvivere nella corsa della vita siamo debitori e la dipendenza si rafforza. E questa dipendenza è distrutiva. Per esempio: ci posiamo ricordare come ci siamo sentiti un tempo quando abbiamo aiutato, prestato soldi oppure abbiamo ricevuto soldi o aiuto. Sono sicuro che dover dare soldi a qualcuno è spiacevole, sempre se non siamo ai margini della società. Profesor Komàrek è convinto che la solidarietà è l’altra faccia della medaglia dello sdegno; Come l’apprensione è sorella dell’insofferenza.
Profesor Komàrek avverte che a tutti noi serve dare oltre che prendere. Se la catena a qualcuno finisce solo con il ricevere, senza poter aiutare, questo, dentro di lui, è solo negativo e la persona si sta autodistruggendo. Significa che non dovremmo aiutare coloro che non sanno aiutarsi, perche li stiamo rovinando, mentre noi ci innalziamo? Non è propio così! Significa che l’aiuto deve essere dato solo per un po’ di tempo. Quando la persona sta male è nostro dovere aiutarla, farle vedere la strada e aiutarla a trovare poi la strada in autonomia. Alla fine anche un proverbio dice che è preferibile insegnare le persone come pescare piutosto che dare loro da mangiare i pesci. E poi tutte e due le parti devono trovare la forza di aiutarsi e non distrugersi.

ombraLeggendo l’articolo che ha scritto la Stefani nello spazio dedicato ad Asfalto, mi sono reso conto di alcuni accorgimenti. è chiaro che le polemiche ci sono, ci saranno e così via, vorra dire che noi, alla fine saranno famosi "il mio tutor, e Andrej, perchè si parla di loro come membri di asfalto." E quindi noi tutti di conseguenza, "Saremo famosi" senza un euro in tasca, ben venga anche questo, fa parte del percorso che stiamo facendo. Riguardo all’articolo, volevo specificare che ai senza tetto "ma con un blog" nulla ci è stato regalato e  quello che ora abbiamo ce lo siamo guadagnati, c’è stata data un’ opportunità, che riconosco non  è da poco conto, è solo da riconoscere che l’impegno che c’e dentro non è da meno delle lauree ad honoris, alle interviste fatte individualmente  etc etc. perchè dico questo; la politica che fà il Comune oltre a essere disincentivante è anche distruttiva per noi, secondo me, cerchiamo un’altra strada che ci permetta di avere quello che abbiamo, quello che facciamo, cercando magari di autofinanziarci o magari trovare qualcuno che ci sponsorizzi, un vero servizio da scrivania. Messo a disposizione di chi ha qualcosa da rendere pubblico. E’ chiaro che se cercassero di toglierci uno dei strumenti di comunicazione che ha un potere enorme sarebbe preoccupante, magari con la facciata che non ci sono i fondi. Bene facciamo anche noi una politica che la chiameremo "Restiamo in piedi " per esempio e facciamo tutte le proteste che vogliamo senza fare del male a nessuno, ma tirando in causa chi ha il potere di prendere questo tipo di decisioni. Questo il mio consiglio è tutto da via del porto arrivederci al prossimo appuntamento.
p.s.: SANSONETTI SEI  "GRANDE"

Parlano di noi…

Pubblicato: 12 gennaio 2007 da massitutor in civiltà, laboratorio, lavoro, libertà, politica

La storica agenzia di stampa Stefani ha pubblicato, sul suo settimanale on-line, un articolo su di noi, sul nostro blog. Potete leggerlo direttamente cliccando qui.

Grazie a Antonio Sansonetti per la sua curiosità e alla Stefani per lo spazio.

Indifferenza

Pubblicato: 10 gennaio 2007 da massitutor in civiltà, libertà

solidarietaVolevo mettere in risalto un fatto che mi ha colpito molto. Cioè di quel disabile che dentro un bus a Roma, vedendo un individuo che stava rubando il portafoglio ad una signora, senza pensarci due volte e con tanto coraggio, ha sventato. Quello che mi ha colpito è stato che il rapinatore gli ha rifilato un cazzotto in faccia, senza che nessuno intervenisse in più apostofandolo in modo veramente vergognoso. Sentendo questi fatti mi chiedo ma come siamo messi? Siamo buoni solo di parlare davanti alla tv o magari in compagnia nel farci vedere persone tutte di un pezzo, o magari come si sente tante volte, che se capita a me, faccio questo o quest’altro, poi quando veramente ci succedono non muoviamo un dito per paura di ripercussioni o ancora peggio fare gli omertosi, cioè farsi molto più facilmente i cavoli propri. Secondo me invece comportarsi così e solo da vigliacchi, non mettersi mai in gioco, e a volte neanche quando siamo nel giusto. E’ proprio vero che vivendo molto spesso nello sbaglio si faccia molta fatica a cambiare atteggiamento, come ad esempio quando vedi una persona che conosci e fa qualcosa di sbagliato e non dici niente perchè altrimenti non sei un amico, o adirittura sei un infame. Con questi concetti mi chiedo come potremmo mai cambiare? cominciare a vivere per una volta nel giusto e nel rispetto degli altri? Con questo che ho scritto non voglio assulutamente fare il frate o insegnare agli altri a vivere,  non sono nella posizione per farlo, però penso che con un atteggiamento diverso, costruttivo molte cose cambierebbero, ma sopratutto non ci sarebbe più posto per l’indifferenza, che secondo me è uno dei difetti  più brutti, che purtroppo questa società stà sempre di più accettando, e in effetti una delle frasi più in voga e quella di farsi i cavoli propri. Il brutto è che non ci vorrebbe tanto per cambiare, basterebbe essere più altruisti, e disponibili verso gli altri. CIAO

Tempo di saluti

Pubblicato: 10 gennaio 2007 da massitutor in morte, operatori dispari
Ci hanno lasciato nel 2006… 
Perchè è arrivato il loro momento… ma Mai troppo tardi:teschio
Slobodan Milosevic, ex-presidente della Serbia
Kenneth Lay,fondatore-ex numero 1 della Enron; per il fallimento rischiava 120 anni di galera
Oriana Fallaci, giornalista, scrittrice e reporter
Severino Citaristi, ex tesoriere della D.C., travolto dal ciclone Tangentopoli
Mario Merola, artista, re della ‘sceneggiata’ napoletana
Augusto Pinochet, ex dittatore Cileno
Saddam Hussein,  L’ex raìs è stato giustiziato a Bagdad il 30 dicembre.
magnani piantoE’ arrivato il loro momento… ma Ci mancheranno:
Urbano Lazzaro, il partigiano "Bill" che nel 1945 catturo’ Benito Mussolini
Wilson Pickett, cantante, definito il ‘re del Soul’
Coretta King, moglie e continuatrice delle lotte di Martin Luther King
Henry McGee: l’attore era la spalla del comico inglese Benny Hill
Angelo d’Arrigo, detto l’uomo-condor,recordman di alcune imprese aeree in solitaria
Enzo Siciliano, scrittore e musicologo
Pinuccia Nava ovvero il clown Scaramacai; famosa nella RAI TV degli anni ’50
Roger “Syd” Barret, fondatore e musicista di punta del gruppo psichedelico dei Pink Floyd
Glenn Ford, attore, consacrato a Hollywood con il film GILDA con Rita Hayworth
Ed Benedict, disegnatore, suoi sono i Flintstones, Yogi e Bubu, Braccobaldo Bau
Andrea Parodi, cantante dei Tazenda e cultore-diffusore della musica sarda
Jack Palance, attore di Hollywood famoso per i suoi ruoli da caratterista “cattivo”
Robert Altman, regista, autore di capolavori quali M.A.S.H, Nashville,Radio America
Maurice Graham, il ‘re’ dei clochard, famoso in tutta l’America del Nord
Philippe Noiret, attore, famoso per “Amici miei”,”il Postino”,”Nuovo cinema Paradiso”
Peter Boyle, attore,tra le sue interpretazioni il Frankenstein di Mel Brooks
Joseph Barbera, suoi (insieme a Bill Hanna) i cartoni Yoghi,Tom & Jerry, i Flintstones,Scooby-doo
James Brown, cantante e re del soul statunitense 
Nel 2006 è morto anche Natale Morea, il senzatetto-eroe che nel 2003 salvo’ da una violenza 5 ragazze e fu massacrato. Peccato: mancherà in questo presente vile e già così noioso. 
Animali illustri
Humprey,18 anni,il gatto di Downing Street: ospite della Tatcher,di Major ma sfrattato da Blair
Harriet, la tartaruga (femmina) riportata dalle isole Galapagos da Charles Darwin: era l’essere vivente terrestre piu’ vecchio ancora in vita.
Probabilmente entrambi avrebbero messo nella prima lista Steve Irwin, in TV a Discovery Channel conosciuto come “Mr Crocodile Hunter”.

Una vacanza da DIO

Pubblicato: 8 gennaio 2007 da massitutor in amicizia, comunità, droga, famiglia, lavoro, libertà, mangiare, morte, salute, sogni
RETO5Insomma alla fine tutti arriviamo nello stesso punto da dove siamo partiti e ti rendi conto che ti manca qualcosa, che non è il cellulare, non è l’automobile, il computer, mp3, niente di tutto questo ma è qualcosa di più profondo il così detto “cibo per l’anima” di cosa si tratta ? Diciamo che bisogna essere pronti per questo per tanti motivi. A chi può interessare diciamo che nella nostra vita si fa molta fatica a far entrare DIO. Io mi rendo conto di questo, infatti come dicevo prima bisogna essere pronti per questo tipo di discorso e comunque prima o poi tutti sentiamo il bisogno di credere in qualcuno. Mi rendo conto che quello che sto per dirvi per alcuni può sembrare sciocco, ma prendete per buono il fatto che ora vi racconterò in quanto è un storia vera. Mi trovavo in comunità a Vigevano vicino Milano, questa si chiamava “RETO” recupero tossicodipendenti, ero li per mia scelta quindi non ero obbligato a restarci, e la cosa che era più libera era proprio quella di pregare, mi fu spiegato che la preghiera era liberatoria e l’unico che può liberarti dal problema della droga definitivamente è CRISTO Gesù. Ora detto così non fa effetto però vi assicuro che in un luogo protetto quale era, con le persone che erano in comunità da molti anni, che parlavano con la bibbia in mano, e quindi usavano le stesse parole che usò Gesù l’effetto era diverso. La prima volta che partecipai a una riunione ero un po’ perso, entrai in questa sala enorme dove c’erano diverse panche per sedersi, io misi a sedere in una panca negli ultimi posti, quando uno dei ragazzi responsabili , si avvicinò e disse: “Su fratello vieni a sedere qui davanti” e mi portò in una panca in prima fila, li per li non captai subito il messaggio e tra me mi chiedevo il perché. Appena cominciò la riunione un ragazzo che aveva pressappoco la mia stessa età salì sul palco allestito in questa sala e con un libro in mano comincia a palare “ ciao ragazzi mi chiamo PEDRO sono di origine spagnola sono qui da 10 anni e sono qui per darvi la mia testimonianza, oggi vi parlerò di un Gesù che è morto, è risorto, e continua a vivere attraverso ognuno di noi, una voce dal fondo partì dicendo ma che droghe usavi tu ?. Successe qualcosa alcuni minuti dopo e io non mi accorsi, soltanto che in seguito non ci furono più interventi di nessun genere. PEDRO narrò una storia della vita di Gesù e raccontò che quando Giovanni Battista era prigioniero per conto di Erode i suoi seguaci pregarono per un giorno intero e nella preghiera veniva espresso un desiderio sicuramente la liberazione di Giovanni Battista, ma non sapevano come sarebbe avvenuta, quando ad un tratto ci fu un’esplosione, il muro della prigione si aprì e Giovanni scappò. In quel periodo anche io avrei detto che PEDRO aveva avuto sicuramente a che fare con gli acidi, oggi la vedo diversamente, di certo con più spirito. Appena finita la riunione mi avvicinai a PEDRO e gli domandai: “Scusa PEDRO perché mi hai fatto sedere davanti?” e lui rispose: “perché i primi saranno gli ultimi”. Soltanto dopo mi resi conto di quello che era successo durante quei minuti che il mio posto venne ceduto a colui che era fra i primi banchi, tutto tornava nella mia mente. La mia permanenza in comunità fu di circa cinque mesi e durante questo percorso conobbi un ragazzo che si drogava perché i suoi genitori litigavano sempre sin dalla sua nascita, sua madre mentre era incinta di lui litigava spesso con il padre in quanto lei preferiva che fosse un maschio, lui voleva una femmina e così nacque GEORGE e li accontentò tutti e due …ma la sua omosessualità non è bastata perché i problemi famigliari sono continuati e le conseguenze sono state la tossicodipendenza e, alla fine, la scelta della comunità.
Io dalla comunità venni via però fino al 2006 ho incontrato persone che vivono ancora lì e mi hanno raccontato che GEORGE mentre andava in giro a distribuire i calendari per conto della comunità ha conosciuto una ragazza e ora è felicemente sposato con lei e ha due figli, forse non avete capito è successo davvero un miracolo. Ora mi rendo conto più di allora che questa è la mia vera testimonianza.