Bandito senza tempo

Pubblicato: 9 maggio 2007 da massitutor in amicizia, civiltà

Bandito senza tempo

Lunedì scorso, alle sei di mattina, ci ha lasciato un grande amico e un compagno: Domenico Maracino detto DODI. Una persona che è difficile riassumere in poche righe, qui, ora, basti sapere che è stato sempre dalla parte degli ultimi e che ha veramente dato la vita per questo. La sua lunga lotta contro la malattia è finita, ma l’impegno e lo spirito che ha lasciato a questa città è ancora vivo e abita nei cuori di chi lo ha conosciuto. Oggi alle 14 parte un corteo che accompagnerà Dodi verso il riposo, dallo storico locale-circolo che aveva fondato: l’Iqbal Masih fino alla Certosa. Chi ha conosciuto il suo sorriso, la sua forza e il suo coraggio si troverà lì.

Se faccio questo lavoro, in parte, è merito (o colpa) di Dodi. Un forte abbraccio.

commenti
  1. novadiana ha detto:

    Direi che è MERITO suo se fai questo lavoro…siete persone da stimare

  2. massitutor ha detto:

    me l’ha detto lunedì un amico… la nostra amicizia è cresciuta all’Iqbal. sapevamo della malattia certo, ma saperlo in qualche modo ancora in giro faceva stare bene. Abbiamo condiviso tante lotte, abbiamo lavorato assieme al rilancio del locale, ho iniziato a suonare anch’io dentro all’Iqbal…quando era chiuso ovviamente…e per fortuna, la prima volta che sono salito su un palco (anche senza saper suonare o quasi) la devo proprio a Dodi. Sì perchè Dodi era anche questo: ti dava le chiavi del locale e ti faceva preparare la tua roba in cucina se lui non ne aveva voglia. Dodi era sì un politico, ma di quelli che caricano il furgone di giocattoli e vestiti e se ne vanno in ex Jugoslavia, nel periodo della guerra, a distribuirli. Era di quelli che difendono i diritti dei più poveri, dei più deboli sempre, mettendoci la faccia e le braccia. Aveva fondato anche un’associazione per i diritti degli inquilini: Asia.
    Mi chiamava Ciccio e mi sembra ancora di sentirlo da quella sua voce forte sempre un po’ urlata e con quel sorriso poi…da bambino tatuato. Ciao carissimo. Un abbraccio muscoloso dei tuoi. In alto il cuore.
    Massimiliano

  3. freerigozz ha detto:

    Oggi nel conversare tra noi si parlava di una persona che quelli che vivono a Bologna conoscono bene, e che però un paio di giorni fa è venuto a mancare: Dodi. Sentendo parlare di lui da persone che l’hanno conosciuto ne viene fuori una personalità forte, infatti da una adolescenza fatta di crimini e carcere, ne è uscito un uomo con dei principi forti e propenso nel battersi per i più deboli ma con molti fatti. Tutto questo mi ha portato con la mente molto indietro negli anni. Ripensavo a quando facevo parte del sindacato di fabbrica dove ho lavorato per 12 lunghi anni. Combattevo contro lo strapotere dei padroni e affinchè i pochi diritti di noi operai venissero accettati. Devo ammettere che di vittorie se ne sono viste poche, anche perché i “padroni “ dalla loro parte avevono un argomento molto convincente: lo sporco denaro. Infatti ricordo che quando parlavamo tra noi operai di cose da cambiare in fabbrica che servivano anche per la nostra sicurezza eravamo tutti d’accordo, ma quando era il momento di parlare delle stesse cose ma con i padroni davanti dai 300 che eravamo ci ritrovevamo molto meno della metà. Devo dire che è molto difficile arrivare a delle vittorie quando non si è tutti uniti specialmente in una fabbrica, e quando succedono situazioni come ho descritto sopra da’ molto fastidio, però da una parte penso anche il gesto ignobile di un “padrone” che con un argomento molto convincente ( i soldi ) prende un operaio che fa fatica ad arrivare alla fine del mese, poi mettendogli la mano sulla spalla gli dice mettendogli un gruzzolo nella tasca “se vuoi continuare a percepire un congruo salario non mettermi più il bastone tra le ruote” non deve essere facile. Questo a me è successo con una persona che lavorava con me e che insieme abbiamo fatto tante battaglie, ma alla fine si è arreso ed è passato dall’altra parte. Oltre al mio grandissimo dispiacere devo prendere atto che i “padroni” anno argomenti molto efficaci, però secondo me le battaglie specialmente contro i poteri forti si vincono con ideali forti e senza mai scendere a patti.

  4. shusterforever ha detto:

    L’ho visto consumarsi piano piano ma, nonostante tutto, lottare fino alla fine anche contro la signora con la falce
    ogni volta mi diceva “che dici Rituzza, mi tocca?” e io gli rispondevo “naaaaa, siamo troppo cattivi noi due, di là non ci vogliono!!” lo dicevo sorridendo in quel tono di sfottò che c’era sempre tra noi ma … se avessi potuto avrei gridato tutta la mia rabbia…
    PERCHE’?!! PERCHE’ SONO SEMPRE I MIGLIORI CHE CI DEVONO LASCIARE?!!!!

    No, Dodi non è morto!!! Finchè sarà vivo in noi Dodi vivrà!!!

  5. anonimo ha detto:

    Ciao vecchio amico Dodi,
    qui dalla terra del blues ogni tanto ho sognato di ritornare una sera nel tuo locale con la chitarra in spalla…mi avresti riconosciuto subito anche se non ci vedevamo da tantissimi anni e dopo uno sguardo dolce e cospiratore avresti annunciato:” Fermi tutti, e` arrivato ….. , stasera si slega!!!
    Ci hai aperto la tua casa con un ospitalita`, un entusiasmo ed un calore umano inauditi e in tante notti fino al mattino abbiamo slegato davvero e scritto bellissime pagine della nostra storia. Mi mancherai e da oggi ho un altro blues da cantare.

  6. rollover969 ha detto:

    grazie per l’invito solo che ho letto la e mail in ritardo sarà per una altra volta ciao Massi.

  7. rollover969 ha detto:

    Ciao Massi ti ringrazio per l’invito su Andrea Pazienza e credi mi sarebbe piaciuto molto poterlo vivere insieme al gruppo, solo che ho letto la e mail

  8. massitutor ha detto:

    A salutare il compagno Dodi c’ero anch’io…che tante serate ho passato nel suo locale. E’ passato del tempo, ma i ricordi affiorano uno ad uno, isolati, da questa triste e intensa parata. Proprio rivedendo quei volti di quella stagione. Dodi va ricordato per tante imprese, ma era anche uno che i piccoli problemi li risolveva a modo suo, efficace esempio di realpolitik e riduzione del danno: all’Iqbal si suonava giusto? E c’era il problema del vicinato e degli iquilini del palazzo. Ovvio. Bene: Dodi pagava il cinema all’inquilino del piano di sopra perchè al sabato sera potesse godersi una serata fuori casa e non sorbirsi la rumba di sotto. Un genio. Ciao Dodi.

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