Archivio per luglio, 2007

Coldiretti

Pubblicato: 23 luglio 2007 da massitutor in dormire

coldiretti

Qualcuno è rimasto in città…

Pietre rotolanti

Pubblicato: 20 luglio 2007 da massitutor in musica, pensieri in libertà

C’è un nuovo membro dei Rolling Stones! Chi è che sostituisce Keith Richards quando cade dagli alberi? Quando passa dalla clinica? Quando viene trattenuto ad un festino?

Le mie prigioni (lettera 1)

Pubblicato: 20 luglio 2007 da massitutor in carcere, droga, libertà

Siamo lieti (ma fino ad un certo punto) di presentarvi una nuova ed importante rubrica di Asfalto: si chiama LE MIE PRIGIONI e, come è intuibile dal titolo, parla di limitazioni pese della libertà… sì insomma di carcere. Siamo contenti a metà perchè il nostro corrispondente è il vostro affezzionatissimo Dario che, come chi ci segue da tempo sa, è ospite nelle patrie galere da qualche mese. E siccome dovrà rimanerci ancora per un po’ abbiamo deciso che Asfalto non poteva aspettare tanto per ospitare le sue perle (palline?) di saggezza. Per cui eccolo qua per voi, dal suo ritiro in via del Gomito n.2, il nostro Dario nazionale in tutto il suo splendore…speriamo!

Bologna, via del Gomito, 2 il 27.06.2007

dario_ricomparsaEccomi, non pensavo di scrivervi da un carcere ma cosi devo fare se voglio tenere un contatto con voi su blog.
E’ inutile che vi dica che la vita è dura. Forse questo gia lo sapete come è inutile dire che le ore diventano giorni e giorni mesi e mesi anni e, il tempo diventa lungo e interminabile. Tutti voi siete a conoscenza delle situazioni che vivono le carceri italiane, il bello è che nessuno ne parli o per lo meno chi ne parla lo fa per i suoi sporchi interessi. Questo non fa al caso mio perche comunque vada la mia scelta rimane di entrare in una comunita di recupero per provare a risolvere una volta per tutte il mio problema della tossicodipendenza. Cosa faccio in carcere? che problemi posso risolvere? basta pensare che qua vieni dimenticato da tutti e dai una risposta a tutte le domande che uno si pone o gli pongono. Esiste un ordinamento penitenziario dove si parla di recupero per chi viene condannato a scontare una pena, ma di quel ordinamento non puoi parlare e non lo applicano a nessuno tu sconti e basta poi il recupero si vedrà. Basta pensare che per svolgere un mese di lavoro devi aspettare otto mesi, invece sull’ordinamento c’è un articolo che dice che il lavoro è un diritto del detenuto. Tutte balle! Come le leggi che esistono fuori non sono uguali per tutti… qui è lo stesso: fanno delle belle cose, inventano progetti di ogni tipo ma poi tutto torna come prima, vuoi per mancanza di fondi o per mancanza di non so cosa tutto torna come prima come se lo stato e la societa che compone quello stato faccia piacere tenere tutti ignoranti senza arte e ne parte. Vorrei tanto poter tenere impegnate le giornate con qualcosa di costruttivo ma qui e inpossibile. Forse solo voi amici potete con la vostra "liberta" comunicare al mondo queste cose, non chiedo clemenza chiedo solo di pagare il mio errore costruendo qualcosa di positivo. Mi fa piacere scrivere con voi queste cose non lo faccio con un fine, ma per passarmi un po’ di tempo. Una persona può pensare che qua sia diverso da fuori, ma cosi non è, anzi è completamente uguale: ci sono uomini che hanno sbagliato  che riconoscono di aver sbagluiato, invano cercano una via di uscita, ma non sempre la trovano e sperano in un domani migliore sempre se qualcuno gli indica la strada sennò restano nella stessa con la speranza che gli vada bene. Basta prendere il mio esempio di tossico: invano ho provato a costruirmi un futuro migliore ma dopo un anno sono caduto nello  stesso errore. Credo che questo mio errore sia comune a tanti che come me fanno uso di droga. Che dire? non posso certo io solo cambiare il mondo, ma con la mia esperienza posso aprire gli occhi a persone che non sanno e che non conosscono la vita in carcere. Quindi a questo punto posso dirvi: occhio, state alla larga da certe droghe e non commettete l’errore di fare dei reati.
Con stima
Dario Monetti

Oggetto misterioso n.3

Pubblicato: 19 luglio 2007 da massitutor in Uncategorized

A grande richiesta torna il grande concorso a premi di Asfalto!

Cos’è questo oggetto misterioso? Un fossile? Una catena montuosa? Una corteccia d’albero? Misteri del quotidiano. Questa volta però bisogna indicare anche dove si trova l’oggetto misterioso e dichiarare la scoperta davanti ad una commissione scelta del gruppo Asfalto. Affinate i sensi e indovinate! Il premio è sempre quello: un pasto completo della premiata mensa Centro Diurno, ma questa volta c’è un premio eccezzionale: il succulento pasto verrà servito direttamente al tavolo da un operatore, come al ristorante! Compresa acqua fresca versata nel bicchiere tipo sommelié. E vai!

Stranamore

Pubblicato: 18 luglio 2007 da massitutor in Uncategorized

Una lettera trovata, per caso, in giro qui… sì proprio al Centro diurno di via del Porto. Tra queste mura intrise di così detto degrado pulsano cuori rudi ma sinceri. Fatevi sentire vecchi cowboys della fattanza!
la strada di fellini
<<Cara dolce  Doris
Lo so, mi odi tanto dopo quello che ti ho fatto ma non sai quanto stò piangendo e soffrendo.
La vita per me è diventata un inferno ti prego perdonami
ti amo
Un bastardo verme  schifoso carogna pezzo di merda che ti ama veramente
tuo Carburo>>

Blues desertico

Pubblicato: 17 luglio 2007 da massitutor in felicità, gite, musica

Il concerto dei Tinariwen è stata veramente un’esperienza unica. Per un attimo ci si sente parte di questa tribù, e gli sguardi fieri e sereni di questi combattenti del blues desertico rispecchiano la fierezza e la tranquillità che solo un’appartenenza forte sa dare. Grazie. E buon cammino.

Questo ed altro

Pubblicato: 17 luglio 2007 da massitutor in civiltà, laboratorio, lavoro

Questo ed altro succede qua in via del Porto… e nelle strade di Bologna in genere.
Un nutrito gruppetto di cittadini rumeni e polacchi, momentaneamente in gita nel nostro bel paese, da qualche tempo sta frequentando il laboratorio di computer. Per fare due chiacchere, confrontarsi sui problemi della vita, massimi sistemi, carenza di alloggi decenti, discussioni sulla carenza di menù vegetariani alle mense… cose di questo tipo insomma, oltre a qualche malsano scambio di paglie e qualche risata guardando i filmati cretini su youtube e qualche lacrimuccia spesa guardando i video musicali dei beniamini del panorama musicale rumeno, che parlano di storie di treni, di abbandoni della terra natia e di lavoro.
A proposito di lavoro: ogni tanto (per qualcuno anche spesso) l’attività principale è proprio quella di cercare una giusta e gratificante occupazione lavorativa, che sia benefica per l’anima e per il portafogli. Un’esperienza di lavoro all’estero fa sempre la sua porca figura in un curriculum e questi giovanotti giustamente la sono venuti a cercare in questo florido paese dei miracoli che è l’Italia. E allora via di curriculum portati a mano, spediti via fax, via mail e via di iscrizioni a siti che aggragano agenzie, uffici personale, uffici formazione per quelli che cercano personale, piattaforme rifila corsi e via dicendo. Qualche risposta (automatica s’intende) arriva anche e ogni tanto il telefono squilla pure.

saldasalda
Questo è quello che è successo a Victor (un nome un destino): Victor preferisce sollazzarsi con le meraviglie di youtube, giacchè i pochi spiccioli che ha vanno a estinguere un certo debito che pare esista fra Romania e Pakistan, viste le frequenti visite al pakistano dietro l’angolo. Un affare internazionale giocato sicuramente sulla produzione e la raffinazione del luppolo, insomma: traffici pesi di birra in scatola. Victor non ama frequentare gente al di fuori della stazione centrale, dunque il sapone gli pare una spesa inutile e una forte coscenza ambientalista gli vieta di scialare shampo ogni sera. Ha donato le scarpe che aveva ai poveri (quelli veri) perchè gli hanno fatto venire le piaghe ai piedi e ora scivola via sui suoi infradito, alla grande.
Insomma: l’altro giorno Victor se ne sta qui in laboratorio e decide di fare una pausa da youtube e, stremato dall’ultimo videogioco online, si concede il vezzo di mandare un curriculum via fax ad un’agenzia di lavoro…così:  tanto per fare qualcosa di diverso. Tira fuori dalla tasca un libretto spiegazzato dal titolo poco originale: Offerte di lavoro; sceglie con attenzione un numero di fax della città più vicina (Modena), stampa il suo stringato ma efficace curriculum; scrocca la telefonata al Centro Diurno e, tempo un minuto e mezzo, eccolo di ritorno con la sua bella ricevuta di avvenuta spedizione. Dopo appena 3 (tre) minuti squilla un telefono cellulare e Victor risponde, (già perchè è inutile avere un telefono a testa quando può bastarne uno per tutti, no?). Normalmente la conoscenza dell’italiano di Victor è alquanto traballante, tanto da dover girare con un traduttore di fiducia, ma alla cornetta il Nostro si trasforma e risponde in un perfetto italiano da reception di hotel. E’ l’agenzia. Hanno bisogno di un saldatore. E Victor è esperto saldatore. Appuntamento il giorno dopo, alle 12, alla stazione di Modena ci sarà un’auto di cortesia che lo aspetta. Gli infradito sono il simbolo di riconoscimento. Perfetto, è fatta.

E il nostro eroe si presenta puntuale alla stazione della città emiliana, anche grazie ad uno speciale programma di viaggio delle ferrovie per cittadini neo-comunitari chiamato "scrocco-card". Ci sono sconosciuti i dettagli dell’incontro, anche perchè nel frattempo l’italiano di Victor è tornato quello di prima, ma il fatto è questo: il datore di lavoro albanese (pare) avrebbe proposto al nostro eroe di lavorare anche 10 – 12 ore al giorno, nell’arte della saldatura, ma anche come factotum, alla cifra di 6 euro all’ora, ma con un contratto decisamente deludente per le aspettative di Victor: si chiama "IN NERO" e non prevede ovviamente nessuna copertura assicurativa in caso di infortunio e si sa: il cannello per saldare non è esattamente uno strumento da artista. E’ un contratto molto in voga di questi tempi per i cittadini extracomunitari, è giusto che i giovani lavoratori debbano fare la gavetta e iniziare da zero, farsi (spaccarsi) le ossa, partire dall’inizio va bene, ma cominciare dal medioevo ci sembra un po’ troppo.