Pirateria Web, maximulte a Milano

Pubblicato: 30 ottobre 2007 da massitutor in libertà

Ho trovato questo articolo sottostante sul sito:
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo385636.shtml
Scaricati oltre 100mila brani in mp3
Quattro persone sono state denunciate, nel Milanese, dalla Guardia di Finanza, perché ritenuti "grandi uploader" ovvero grandi scaricatori di opere protette da copyright tramite Internet. Ora i quattro, italiani di età compresa tra i 30 e i 45 anni, rischiano di dover pagare multe da 12 a 125 milioni di euro circa. "Nei loro computer – dicono i finanzieri – sono stati complessivamente trovate 121.566 opere, per lo più file musicali mp3, le quali discografie complete di noti artisti quali Vasco Rossi, Madonna, U2, Zucchero, Elisa e altri, numerosi film di recente produzione, applicazioni per Pc e videogames".
L’operazione è stata denominata "Genux".
"Nei loro computer – spiega una nota della GdF di Melegnano (Milano) – sono stati infatti complessivamente trovate 121.566 opere, per lo più file musicali Mp3, tra ".
L’industria musicale: "Un segnale di fermezza"
"Le istituzioni e le forze di polizia hanno ormai preso atto che la pirateria digitale non è un problema di quattro ragazzi che scaricano gratis ma una seria minaccia per l’industria della creatività". E’ quanto ha sottolineato Enzo Mazza, Presidente della Fimi, la Federazione industria musicale italiana, riferendosi all’operazione della GdF di Melegnano. E ancora: "Colpire i grandi spacciatori di musica illegale, costituisce un segnale di fermezza contro una crescente attività organizzata che causa notevoli danni ai nuovi business model della musica in rete".
Solo nel 2006 in Italia, la musica illegalmente diffusa via internet ha causato danni all’industria per 70 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti i diritti degli autori e l’evasione fiscale connessa al traffico illecito. La pirateria musicale nel nostro Paese ricopre circa il 26% del mercato e ha visto crescere sensibilmente anche lo scambio illecito attraverso reti P2P che si somma alla pirateria tradizionale e che pone l’Italia tra ai Paesi con i livelli più preoccupanti di contraffazione.
E voi altri che ne pensate?
per me fanno prima a legalizzare il p2p (peer to peer), anche perchè non ci sono abbastanza posti nei carceri ha ha ha.

commenti
  1. simpit ha detto:

    Penso che oramai fra le multe degli autobus, le denuncie per sostanze illecite,(che saranno mai un paio di canne?)tutte le denunce che già conosciamo per aver vissuto una vita da emarginato, che adesso già non riesco nemmeno a risolvere se mi dovessero arrivare anche queste …..allora ragazzi veramente non faccio più parte di questo mondo.Sono stradenunciato ,bannato,tacciato,pignorato, sequestrato, ingabbiato per oltre cent’anni neanche se avessi fatto in questa vita i peggiori crimini dell’umanità.Che diamine !! E pensare che proprio dalla musica e da molti artisti musicali abbiamo i primi spunti di ribbellione culturare contro una società repressiva .Ci auguriamo che tra tutela del diritto all’informazione, tutela della Privacy, diritto al libero scambio di file senza scopo di lucro si possano cambiare le legge che come al solito sono imposte dalle pressioni politiche esercitate dalle lobby delle grandi major discografiche.Queste sono da sempre le mosse di un capitalismo soffocante, che distrugge il mercato delle piccole per favorire le grandi aziende.

  2. anonimo ha detto:

    Basta! Basta! Vi prego, basta!!!!
    UCCIDETEMI!!! Vi prego uccidetemi!
    Non ne posso più di cattiverie, aria tesa e invivibile! Non ne posso più di sentirmi un peso!
    Fate finire questo schifoso senso di colpa e di vergogna!!!
    UCCIDETEMI!!! Liberate il mondo dalla mia tediosa presenza!!!
    Divertitevi a sgozzarmi e sviscerarmi fino a che non estirperete lo schifo che mi sta dentro!!!
    UCCIDETEMI!!!

    S.

  3. anonimo ha detto:

    AMMAZZATEVI ANCHE VOI DI ASFALTO VI PREGHIAMO COSI SIAMO CONTENTI TUTTI NOI DI p.G.

  4. massitutor ha detto:

    patetico anonimo mio… per cosa sta p.g.? Pezzi di Guano?

  5. massitutor ha detto:

    Grazie invece ad Angelo per aver postato questa notizia e per averci invitato ad una riflessione assolutamente di attualità.
    Per quanto mi riguarda, pur apprezzando e usando le possibilità infinite del web, non mi sono mai appassionato alla segaiola attività dello scaricamento selvaggio di file, soprattutto musicali. Non so che farmene di un pc pieno di canzoni da non sapere neanche quali sono: anche se non ho 90 anni provengo dal mondo del vinile e delle riviste musicali specializzate e sono legato al disco ancora come oggetto da possedere, leggere, guardare; per me un cd rimane un oggetto che deve avere un posto nel mio scaffale, con tanto di cover, note di produzione e tutto il resto. E’ verissimo che i cd costano troppo… però ci sono siti dove si può comprare a prezzi decenti e ci sono altri siti dove puoi ascoltare tutto quello che vuoi in streaming (prima di ascoltare dunque) fatevi un salto su http://www.deezer.com prima che lo chiudano. Oppure si può acquistare lo scaricamento legale di un brano da altri siti a meno di un euro. Insomma la musica è un bene come un altro e credo debba meritare di essere acquistato, certo ad un giusto prezzo!
    Poi è vero anche che l’industria discografica sta cambiando: per cui vediamo alcuni esempi eclatanti tipo i Radiohead che, nel loro sito, hanno messo a scaricare il loro album a offerta libera… loro hanno deciso di spostare il mercato su altri campi, certo se lo possono permettere.
    Il dibattito rimane aperto, comunque concludendo penso che se uno non vuole spendere 10 15 euro per un disco significa che quel disco non gli serve, non lo vuole.

  6. simpit ha detto:

    Ma forse Max,noi vecchi acquirenti di dischi in vinile non ci siamo nemmeno immaginati le dimensioni del mercato del disco.Quanto il mercato ha influenzato gli artisti nella storia? quanti esempi abbiamo?Quanti artisti costruiti dai manager ci sono?Forse adesso si potrà di nuovo parlare di rock, di sudore e fatica quella che anch’io ho passato caricando furgoni di impianti pesantissimi montando gli strumenti, ore di sound check per guadagnare dai proventi della serata che allora non erano nemmeno pochi sia per il genere che suonavamo,che per le persone che venivano ad ascoltarci.Eppure non eravamo così tanto famosi.Non siamo diventati ricchi però in un concerto almeno una milionata di vecchie lire le guadagnavamo.Il ns obbiettivo era far sentire le ns canzoni, far arrivare il messaggio dei ns testi e se dopo arrivavano soddisfazioni soldi tanto meglio.Ma nessuno di noi si sognava di diventare ricco.Non era il ns obbiettivo, certo se arrivava meglio.Gli stessi artisti famosi sanno che il loro guadagno dalla vendita nel negozio alle loro tasche ci passavano sotto diverse manate di individui.E non mi venite a dire che questo mercato dava da mangiare a diverse persone, e noi siamo responsabili della loro fine, perchè secondo me nel tempo succederà solo che il mercato si distribuirà semplicemente in un’altra forma.Come d’altronde avviene non solo nella musica ma anche in altri settori.Bè io la penso così.Ciaoo

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