Il dito o il braccio?

Pubblicato: 29 febbraio 2008 da massitutor in assistenze e bisogni, dormire, lavoro, politica

posto_letoLe risorse son quelle che sono, ogni anno sermpre di meno, e posso assicurare che i servizi non danno "per modo di dire" un aiuto, l’impegno é enorme, sono le esigenze degli utenti, ospiti, o poveri di oggi, che sono diventate una pretesa,  insomma dai un dito ma si pretende un braccio, e questa diventa una situazione di agio. Fino a un anno e mezzo fà la politica delle strutture era quella di concedere un tempo illimitato a tutte le persone senza un tetto, una sorta di riuduzione al danno perenne, ma il risultato finale é stato quello di fossilizzare ancora di più le persone, cazzo !!!..é normale, quando hai un posto caldo, da mangiare e lavarti viene automatico pensare; ma chi me lo fa fare di trovarmi un lavoro?! Non voglio fare di tutta l’erba un fascio, c’é chi ha bisognoso davvero e si trova in una situazione di disagio, ma c’è chi ci marcia sopra e le pretese sono sempre di più. Adesso, da circa un anno a questa parte la politica dei dormitori, sia per un imposizione del Comune che per decisione delle cooperative sociali é cambiata sostanzialmente: le persone hanno un tempo di permanenza trimestrale rinnovabile mensilmente, gli ospiti possono rimanere per più tempo, ma con un progetto alle spalle, una borsa lavoro, un corso di formazione, un qualcosa che dimostri che la persona sta facendo un piccolo passo per sè stesso.
Un altro aspetto negativo dei dormitori é l’occupazione di posti letto, sottratti "si fa per dire" a persone che ne hanno veramente bisogno, mi spiego meglio; ci sono ragazzi che gli é stato assegnato un posto letto, ma per il fatto che lavorano di notte, molto spesso rientrano alle 7 di mattina per poi uscire alle 8, togliendo la possibilità ad un altra persona di usufruirne. Purtroppo attualmente a Bologna (e questa é una nota a sfavore) esiste solo il Centro Beltrame che, per chi non lo sa é una struttura polifunzionale: dormitorio di primo e secondo livello, servizio sociale adulti, drop in e lista unica. Personalmente se avessi soldi da investire oppure l’autorità di suggerire al Comune ed avere voce in capitolo, investirei in questo senso: cioé, un altro "Beltrame!", o un semplice posto dove può riposare chi lavora di notte, che ormai sono la maggior parte. Parecchi di questi lavoratori sono Somali oh Eritrei e il lavoro di facchinaggio notturno sappiamo essere un accesso più facile al mondo del lavoro.
Si parla tanto di degrado, di persone che bivaccano negli angoli piu nascosti della City, ma di concreto per risolvere questo problema non vedo niente, sembra che il Comune sia troppo impegnato a far sgomberare i collettivi autonomi come il crash o altri centri sociali autogestiti. Fanno i dispetti, sgomberano e parlano, sgomberano e riparlano, un gran vociferare ma stringi stringi(?!?), comincia a metterci qualche letto in uno dei tanti capannoni vuoti o appena sgomberati, avremmo sicuramente più gente protetta e meno per strada, si comincia cosi, é iniziato cosi anche il Caracci, e il Sabatucci pensa un pò, negli Anni 80 era di legno.
Comunque tutto questo degrado non lo vedo, se svaccarsi per terra a far ballotta a bere qualcosa e far 2 spini lo vogliamo chiamare cosi…va bene, ma non spaccate i maroni. In piazza verdi, come in Santo Stefano il 90% dei ragazzi sono studenti, ci sono sempre stati e ci saranno sempre; come mai 15\20 anni fà non si parlava di degrado, ma di risorse che venivano da fuori? Gli studenti sono il pane di Bologna, quindi vanno tutelati non dargli addosso, perche se per caso dovessero avere un cane, cosa sono punkabbestia? Ormai la gente da addoso ai senzatetto, barboni o chiamali come vuoi, puntano il dito contro gli immigrati, ma non vogliono sentirsi razzisti. Questo non é degrado ma intolleranza.

commenti
  1. Aliceweb ha detto:

    ciao massi, io lavoro all’emergenza freddo, 3 – 4 sere a settimana. E’ un’esperienza che per me è stata corstruttiva e fortissima a livello emozionale. Io credo nei cambiamenti degli ospiti che entrano, nello specifico in questa struttura (emergenza freddo), e ne abbiamo avuti diversi. Ma quel poco, che si può ottenere è per me un successo. Anche solo un appoggio all’unità mobile, ma in particolare, al di là dell’uso in se di cui ormai sappiamo, credo nell’importanza del sapere ascoltare, di persone disperate ne abbiamo avute, ma non è mai mancato un ascolto sincero e spesso un rimando che forse richiama un tornare in sè. Ci tengo a precisarlo, come ci tengo a dire che rispetto agli anni passati, senpre poveri i mezzi, ma….una qualità di operatori sia notturni che serali sempre pronti all’ascolto, un’equipe che si consulta e lavora bene….ma il problema non siamo noi…ma i pochi mezzi a disposizione, con i quali ogni coperativa deve fare i conti.

  2. anonimo ha detto:

    no io credo chè le persone chè dormono nei dormitori nè approfittano un po’ credono chè tutto sia dovuto ma non è cosi,e giusto fare dei percorsi e dare possibilita ad altri chè ne anno veramente bisogno,non come altri chè si possono rimboccare le maniche ed andare a lavorare

    stiv

  3. scortys ha detto:

    Il post scritto da Massimo è molto preciso e effettivamente spiega quelli che sono i problemi nel sociale, sempre maggiori e numerosi,
    quel mondo nascosto dietro i palazzi della cità che spesso e volentieri non si vede, ma vi garantisco che c’è con un mare di problemi che nessuno può continuare a ignorare spudoratamente e quello che si fa comunque si perde in miolle carte e domande. Poi sono pienamente d’qaccordo sul fare tutti i dormitori come i sabatucci, con orari più completi e elastici.

  4. massi9 ha detto:

    Ciao Alice, giusto, giustissimo, sono pienamente daccordo con te, so bene come si lavora in quell’equipe che mi parli, ne ho fatto parte attiva per circa tre anni e ho sempre la speranza di tornarci allo Zacca, ma sai bene allora che parliamo di briciole, nemmeno di un pezzo di pane che si stà sgretolando, ma solo di piccole piccole briciole. massi9

  5. Aliceweb ha detto:

    Certi massi, ma anche la piccola briciola….può piano piano cambiare le cose…poi sicuramente se mi metto a parlare di cose che non vanno a livello politico, dirigenziale, comunale etc…finisco per fare un grande bordello…ma noi siamo briciole…che rompono il cazzo!!!!

  6. balza73 ha detto:

    c’è chi ci marcia sopra e le pretese sono sempre di più… Fanno i dispetti, sgomberano e parlano, sgomberano e riparlano, un gran vociferare ma stringi stringi(?!?), comincia a metterci qualche letto in uno dei tanti capannoni vuoti o appena sgomberati, avremmo sicuramente più gente protetta e meno per strada, si comincia cosi, é iniziato cosi anche il Caracci, e il Sabatucci pensa un pò, negli Anni 80 era di legno.
    Complimenti Massimo. Veramente Giù il cappello davanti al coraggio delle tue parole. Mi è venuto da pensare che questo è il genere di post che forse non avrei mai scritto: perchè sono operatore, socio di cooperativa, ecc. Ma questo è uno sbaglio perchè se non abbiamo noi il coraggio della testimonianza chi ce l’ha? Ho letto e riletto il tuo pezzo e mi sono ricordato a cosa servono gli operatori pari, nel bene e nel meno-bene. Grazie.
    E non dimenticare: per me farai sempre parte di Asfalto, ora molto più di prima. Grazie ancora e fatti rivedere presto. Ciao.
    Massitutor
    quando non
    ha voglia
    di essere
    tutor

  7. anonimo ha detto:

    ciao massi, complimenti per il post
    anch’io penso che se le cose fossero fatte con più criterio e con meno chiacchere, sarebbe sicuramente positivo…ma la realtà non è questa!
    in bocca al lupo per tutto, speriamo di vederci presto.
    stefania

  8. massi9 ha detto:

    Cavolo regaz…mi piacciono tutti questi complimenti: CONTINUATE

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