Allarme povertà, in aumento i senza tetto

Pubblicato: 2 ottobre 2008 da massitutor in asfalto fuoriporta, assistenze e bisogni, inchieste
Pubblichiamo un articolo dal Corriere della sera online su un rapporto della Caritas sulla città di Milano. Uno spaccato che deve far riflettere comunque su tutta la realtà nazionale. Il rappoprto parla di 5mila senza tetto in città; disoccupazione e redditi bassi i problemi di chi è in difficoltà: per il 70 per cento donne, tre quarti stranieri.

homeless natale3Cresce la povertà nella Diocesi di Milano, un territorio che comprende il capoluogo lombardo, Lecco e Varese oltre alle rispettive province. E’ quanto emerge dal settimo rapporto della Caritas ambrosiana presentato martedì mattina. Ricerca che «non ha la pretesa della completezza» – è stato spiegato – ma che punta su un solido campione: quasi 16 mila persone che si sono rivolte a 61 centri di ascolto nel 2007. Fra le principali preoccupazioni di chi è in difficoltà permangono l’occupazione e l’abitazione e in questo senso si parla proprio di «precari della casa», tanto che il rapporto è stato chiamato «Case senza abitanti e abitanti senza casa». Nella sola Milano – ha spiegato il direttore di Caritas ambrosiana, don Roberto Davanzo – circa 5.000 persone non hanno abitazione e si avvalgono di strutture di accoglienza e 85 mila, secondo una ricerca dell’Università Bicocca, sono da considerare vulnerabili, cioè basta poco per precipitarli in una condizione di bisogno.
Le criticità sono note: le giovani coppie non trovano alloggi a prezzi accessibili e si scontrano con la carenza di case in locazione, le famiglie non riescono a sostenere l’aumento delle rate del mutuo, i separati, soprattutto uomini, hanno difficoltà a trovare una nuova abitazione. E poi gli stipendi inadeguati e instabili. In due parole: la precarietà esistenziale. «Il problema della casa non riguarda solo gli stranieri, è una difficoltà trasversale – ha sottolineato Davanzo – tanto che si è ridotta significativamente la popolazione milanese, si è scesi a 1 milione e 200 mila abitanti da 1,9 milioni 20 anni fa. Siamo ormai una città senza abitanti, perchè la casa è diventato un bene speculativo. C’è un pendolarismo, il capoluogo si riempie di giorno e si svuota di sera». «Il problema abitativo – ha concluso – o viene governato a livello di pubblica amministrazione con la collaborazione del privato e del privato sociale oppure non se ne esce».

I poveri del territorio sono per il 70% donne, hanno in media 40 anni e per i tre quarti sono rappresentati da stranieri. «La forte rappresentanza femminile – spiega Angela Signorelli dell’Osservatorio Caritas Ambrosiana – si spiega col fatto che sempre più spesso sono le donne a farsi carico dei problemi della famiglia: dietro una donna che si rivolge a noi molto spesso c’è un intero nucleo familiare in difficoltà». Il 75% di chi si è rivolto ai centri Caritas lo scorso anno sono stati stranieri: Perù, Romania, Ecuador, Marocco e Ucrania le nazionalità maggiormente rappresentate. Gli stranieri hanno un’età media di 37 anni (contro i 48 degli italiani) e un livello d’istruzione più alto (sono laureati il 7,2% e hanno un diploma il 26,2%), ma spesso i loro titoli di studio non sono riconosciuti nel nostro Paese.

Tra i bisogni che hanno spinto i componenti del campione a rivolgersi alla Caritas il problema dell’occupazione (58,9%) è al primo posto seguito da un redditto non sufficiente (33,3%) e, come già ricordato, dal disagio rispetto all’abitazione (15%). A fronte della difficoltà in cui versano sempre piu famiglie, Caritas e Fondazione San Carlo (che ha contribuito all’indagine) denunciano la presenza a Milano di moltissime case di proprietà tenute vuote. «Sappiamo che non sono i privati a poter rispondere all’emergenza – ha detto Giuseppe Sala della Fondazione San Carlo – ma se molte famiglie cogliessero l’invito del Cardinale Tettamanzi nella sua lettera pastorale a "mettere a disposizione le loro proprietà dandole in locazione a prezzi accessibili", qualcosa potrebbe cambiare».

commenti
  1. analkoliker ha detto:

    La Caritas
    Il faro dei senza dimora.

  2. anonimo ha detto:

    la povertà si sa quando e troppa storpia anche perche non sempre si riesce a farne fronte,caritas chiesa e quantaltro iniziano la gara dallo sparo e chi vince lo si sa solo all’arrivo del traguardo ma non basta ci vuole altro e poi ancora altro per risolvere tutto un autentica olimpiade cosi per il lavoro e gli alloggi non basta mai e poi la fiaccola si spegne e le olimpiadi finiscono ci vuole sempre di più e speriamo almeno in lassu’ visto che quaggiu le cose non bastano per tutti perchè non ce ne sono per tutti e allora se siamo in troppi perche non ci fermiamo con questa emigrazione e incominciamo a prendere cio’ che era destinato a noi,e per noi perche tutti devono venire a bere l’acqua del mio pozzo e dopo cosa mi rimane da bere del fango” O DELLA CACCA O PORCA VACCA SE I NOSTRI AVI C’IAVEVAN LASCIATO L’EREDITà E IL MALLOPPO PERCHE NON POSSO SPARTIRLO CON UN MIO COMPAR ITALIANO? PERCHè DEVO DARLI AD ALTRI IN QUESTO CODESTO REAME PERCHEè DAI DIAMANTI NON NASCE NIENTE E DAL LETAME NASCONO I FIORI? MONTRESORI CARLO SUI SENTIERI DEL CAPIRE ATTUARE E RICOSTRUIRE

  3. anonimo ha detto:

    E’ UN TRUCCO DI FIX

  4. obhund ha detto:

    Ciao, vorrei rammentarti che il 4 e 5 Ottobre, è possibile, acquistare l’orchidea UNICEF o comunque versare una donazione per fornire alimenti, vaccinazioni, vitamina A, zanzariere e altri strumenti essenziali per la sopravvivenza dei bambini.
    Auguri di serenità.

  5. simpit ha detto:

    cazzo! se non ce lo dicevano non ce ne saremmo accorti

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