Il Re ribelle

Pubblicato: 15 ottobre 2008 da massitutor in pensieri in libertà
Sui sentieri della solidarietà

simpitTutto parte dalla lettura di un post pubblicato qui su Asfalto: raccontava delle persone che vivono per strada a Milano. Una bellissima storia nello stesso tempo drammatica per chi deve arrangiarsi in una socetà sempre più difficile per i più deboli ma comunque visibile grazie a tutte quelle persone disposte a chiudere un occhio.
Milano dove ho vissuto alcuni anni della mia infanzia, da mia Zia Angelina, mi sorprende sempre di più una città dove molta gente arriva in cerca di fortuna ma a volte non è sempre così, cerca di vivere con quello che ha vissuto prima, sto parlando di una storia che è partita da una valigia di cartone con la speranza di nascere moralmente ed economicamente e portare avanti una famiglia, in quegli anni si riusciva ad ottenere molto: si era figli del progresso, oggi è regresso e chi ha vissuto quei momenti è disposto a chiudere un occhio, e trasformarsi come la storia che vi stò scrivendo adesso. IL RE’ RIBELLE forse a volte troppo generoso come lo sono i milanesi d’altronde.
Mi spiace per SIMPIT un nostro operatore purtroppo colpito dai segni di vita vissuta ai margini di una socetà a volte troppo drammatica, ma oggi SIMPIT si è messo in corsa e ha saputo trasformarsi in un RE RIBELLE che aiuta i più deboli, io sono uno di quelli ho incominciato a scrivere con lui, mi ha fatto conoscere MASSIMILIANO, ANDREJ e tutti i ragazzi che lavorano su ASFALTO DOVE IO UNA VOLTA ALLA SETTIMANA PUBBLICO UNA POESIA.

LIVEIL RE RIBELLE

Non ho occhi per vedere
quell’odio di chi sta peggio di me 
ma anzi non lascio stare
e mi do un gran da fare
fa freddo ed è giusto che si ripari
taglierò parte del mio mantello
e lui sarà più riparato

ha fame e a lui darò
parte della mia calda minestra
ha sete e gli darò parte del mio vino
il caffè lo berremo insieme
poi lo saluterò
e me ne andrò per la mia strada

sto meglio, ho aiutato
chi era più povero di me
io sono soltanto chi nella vita
ha riguardo dei più deboli di me
mi do un gran da fare

sento una musica e canto insieme
questo mio canto
sui sentieri della solidarietà
anche se son SIRE
anche se son son MAESTA’
aprirò il mio castello
e farò festa

e ai poveri darò
pane vino frutta felicità
perché oggi è un gran giorno
e al mio regno mi dispongo
 
sento una musica
e canto insieme
questo mio canto
sui sentieri della solidarietà

anche se son SIRE
anche se son MAESTA’
sono un RE ribelle
che ama il suo popolo
sopratutto i più deboli

questo è il difetto
del mio cuore
che detta alla mia mente
il giusto amore

commenti
  1. Concin ha detto:

    L’appartenenza
    non è lo sforzo di un civile stare insieme
    non è il conforto di un normale voler bene
    l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé.

    L’appartenenza
    non è un insieme casuale di persone
    non è il consenso a un’apparente aggregazione
    l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé.

    Uomini
    uomini del mio passato
    che avete la misura del dovere
    e il senso collettivo dell’amore
    io non pretendo di sembrarvi amico
    mi piace immaginare
    la forza di un culto così antico
    e questa strada non sarebbe disperata
    se in ogni uomo ci fosse un po’ della mia vita
    ma piano piano il mio destino
    é andare sempre più verso me stesso
    e non trovar nessuno.

    L’appartenenza
    non è lo sforzo di un civile stare insieme
    non è il conforto di un normale voler bene
    l’appartenenza
    è avere gli altri dentro di sé.

    L’appartenenza
    è assai di più della salvezza personale
    è la speranza di ogni uomo che sta male
    e non gli basta esser civile.
    E’ quel vigore che si sente se fai parte di qualcosa
    che in sé travolge ogni egoismo personale
    con quell’aria più vitale che è davvero contagiosa.

    Uomini
    uomini del mio presente
    non mi consola l’abitudine
    a questa mia forzata solitudine
    io non pretendo il mondo intero
    vorrei soltanto un luogo un posto più sincero
    dove magari un giorno molto presto
    io finalmente possa dire questo è il mio posto
    dove rinasca non so come e quando
    il senso di uno sforzo collettivo per ritrovare il mondo.

    L’appartenenza
    non è un insieme casuale di persone
    non è il consenso a un’apparente aggregazione
    l’appartenenza
    è avere gli altri dentro di sé.

    L’appartenenza
    è un’esigenza che si avverte a poco a poco
    si fa più forte alla presenza di un nemico, di un obiettivo o di uno scopo
    è quella forza che prepara al grande salto decisivo
    che ferma i fiumi, sposta i monti con lo slancio di quei magici momenti
    in cui ti senti ancora vivo.

    Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi.

  2. massitutor ha detto:

    Bellissimo ed azzeccato questo contributo. Grazie Concin.
    Simpit è un reduce, un cavaliere della strada e se lo merita tutto questo omaggio. Massimo rispetto.

  3. simpit ha detto:

    Porca zozza come son invecchiato fra quella guitar e la schiena oggi cè ‘na bella panza.Ciao,Un biacione a tutti voi.
    Di solito cresce la panza e cala…..

  4. icchs ha detto:

    ciao a tutti, stasera venerdì 17 ottobre a PIAZZA GRANDE via libia 69, alle ore 20:00, si festeggia la giornata Mondiale Onu contro la povertà
    siete tutti invitati, tanto è quello che è!

    http://www.piazzagrande.it/news678.htm

    dite che se avrei un portico mi succederebbe…………..

    Tempo fa mi comprai una mangiatoia per uccelli.

    L’appesi nel mio portico e la riempii di semi.

    Era proprio una bella mangiatoia ed era uno spettacolo vedere gli uccellini da vicino.

    Entro una settimana c’erano almeno un centinaio di uccelli che approfittavano del costante rifornimento di cibo gratuito ottenibile senza fatica alcuna.

    Poi gli uccelli cominciarono a fare i loro nidi sotto il portico, sulla tenda,vicino al barbecue, e persino sul tavolino.

    Poi arrivò la cacca. Era ovunque

    Sulle tegole del portico, sulle sedie,sul tavolo da pranzo………. ovunque !

    Poi alcuni uccelli iniziarono ad essere cattivi. Si lanciavano su di me e cercavano di beccarmi anche se ero io che li nutrivo pagando di tasca mia.

    Altri erano rumorosi e prepotenti.

    Si appollaiavano sulla mangiatoia e fischiavano e pigolavano a tutte le ore, giorno e notte affinché io riempissi la mangiatoia se il cibo scarseggiava.

    Dopo un po’ non riuscivo nemmeno più a sedermi nel mio portico.

    Così decisi di togliere la bella mangiatoia e in tre giorni gli uccelli se ne andarono.

    Feci pulizia e misi tutto in ordine facendo sparire anche i nidi da tutto il portico.

    Ben presto il mio portico tornò ad essere quello che era prima: un posto tranquillo e sereno senza schiamazzi per reclamare “il diritto al cibo gratis.”

    Ora, riflettiamo.

    Noi abbiamo ottenuto con il nostro lavoro ed i nostri sacrifici un sistema con molti diritti: cure mediche gratuite,scuole gratuite,assegni per i meno abbienti,case popolari a prezzi bassissimi e permettiamo a chiunque nasce qui di essere automaticamente cittadino del nostro Paese.

    Poi sono arrivati gli illegali a decine, centinaia di migliaia, che godono degli stessi vantaggi.

    Per pagare le maggiori spese noi dobbiamo pagare più tasse.

    Le case popolari vengono occupate con la forza e nessuno ne paga il canone.

    Se andate ad un pronto soccorso dovrete aspettare ore per essere visitato poiché

    gli ospedali sono diventati un rifugio per extracomunitari.

    Vostro figlio alle elementari avrà grossi problemi perchè metà della classe non parla Italiano

    e la mensa scolastica verrà condizionata da assurdi divieti religiosi.

    Vengono tolti i Crocefissi e non si celebra il Natale per “non urtare la sensibilità” degli stranieri senza alcun rispetto per la nostra.

    Quella dei padroni di casa !!!!!!

    La criminalità spicciola, quella che se la prende con la gente comune (noi) e i deboli è al 75% opera del 10% della popolazione (gli stranieri)e le carceri sono così piene che i delinquenti vengono rimessi in circolazione e subito ricominciano a rubare e a violentare.

    E se si cerca di arginare il fenomeno ecco levarsi la protesta di molti imbecilli che gridano alla violazione dei diritti civili (degli altri perché dei nostri diritti gli stessi imbecilli se ne fregano !!).

    E’ solo la mia opinione ma forse è giunto il momento per il nostro Governo di togliere la mangiatoia e fare pulizia.

    Se non lo siete continuate a pulire la cacca!

  5. anonimo ha detto:

    risposta al commento al n 5,c’è un qualcosa che non funziona,e inoltre non se mai visto dico a livello nazionale un cosi tanto cambiamento verso il peggio una politica che sembra ma non attua a me sembra ingiusto e quelle poche cose che fa vedere per i più deboli,son preziose come son prezioze le famiglie,o pensionati che non arrivano a fine mese mi ricordo scusa se nomino un discorso del duce dai nonni ,ai padri ai figli ai nipoti,e inoltre aggingo due parole anchio tutto quello che si era creato ieri per il nostro domani perchè lo stiamo dando agli altri,perche non lo possiamo avere noi e perche dobbiamo sempre e quasi obbligatoriamente a sottometterci a e a sottometterci quando potremmo essere liberi di decidere perchè non si fa’ questo benedetto referendum,e si da la possibilità a 60.ooo.ooo di italiani di decidere quelo che vogliono decidere.io son solo quell’ucellino che venivo a mangire gratis perchè mi vuoi togliere anche quello ti prego non farlo,in un finale dove comincia la commedia teatrale godo adesso sono io chinato con le scarpe davanti e non dirmi adiè adiè.ciao MONTRESORI CARLO

  6. anonimo ha detto:

    i progetti lavorativi non soddisfano le esigenze dei giovani che vorrebbero costruire una vita e crearsi una famiglia, lavoro c’è ne poco o a volte manca del tutto,e spesso e in formule di stipendio ridotto fino a creare un nervosismo dei giovani che non va bene figuriamoci per le persone adulte,qui ci vuole una nuova riforma tornare al vechhio ufficcio di collocamento con l’assegnazione del lavoro in base al un punteggio che nasce dall’esperienza acquisita con l’assunzione a vita sino la pensione, la agenzie servono a poco son troppe e non sia mai un punto di riferimento cade così la sicurezza dei giovani sino a demolarizzarsi e non cercare più fino a come è capitato a me con lo sratto di casa con il fatto che sono finito in mezzo a una strada e poi adesso in dormitorio la cosa mi preoccupa anche per gli altri,non è il modo giusto di condurre le cose in una nazione. MONTRESORI CARLO PROS. comm..n6
    ridotto,

  7. anderlet ha detto:

    Tutti siamo un po’ ribelli.

  8. balza73 ha detto:

    Già.. la ribellione è anche adesso, è anche sottrarsi oggi ad un destino che ci vorrebbe finiti.
    A Essere reduce ci vogliono le palle! Ancor di più che a lasciarsi portare via.

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