Archivio per novembre, 2008

In quale cielo sei?

Pubblicato: 14 novembre 2008 da massitutor in pensieri in libertà, sogni
Ad un certo punto della vita passa una stella. Tu esprimi un desiderio diviso in tre parti: per te, per gli altri e per il mondo in cui vivi: anche un albero o un animale, che sono importanti come la vita. E importante per ogni forma vivente è che possa vivere senza essere distrutta. Sto preparando il mio natale e vorrei che sotto l’albero ci fossero tanti bellissimi regali come la poesia che vi stò scrivendo.
dove sei?

In quale cielo sei
stella dei desideri miei
che lasci la scia
che indichi una via al mio pensiero

desidero un mondo di uguali
che non sofrano più la fame,
un muro di ferro
che indichi la pace
con tante armi
fuse insieme
come monumento
verso il futuro

l’uomo che duri fin dove possa durare
senza una guerra o una pena
che lo fermi prima

un albero che cresca
fin dove deve crescere
senza mai esser tagliato,
darà ossigeno
migliorerà il respiro
farà grande la foresta
ammazzonica
lungo il corso del Rio

inoltre desidero amore
come voglio e come posso
perché gli anni che passano
son la mia saggezza,
verso l’ingrigire

ma passano bene
di un qualcosa che ha bisogno
di vivere per tutta la sua vita
un fuoco che bruci da solo
senza che nessuno gli butti acqua,
la lunga vita che serve a capire
tutta la mia saggezza

in quale cielo sei
stella dei desideri miei
che lasci la scia
che indichi una via
al mio pensiero.

Un posto dove andare

Pubblicato: 13 novembre 2008 da massitutor in assistenze e bisogni, civiltà, operatori dispari, televisione

Accolgo volentieri la segnalazione del nostro amico Maurizio Rotars della Bar Boon Band di Milano: dopo una storia come quella di Rimini, che è una storia di abbandono prima che di violenza, vediamo, in questa intervista ai volontari del Centro S.O.S Exodus della Stazione Centrale di Milano, quanto sia importante il semplice gesto dell’esserci.

Povertà = (in)sicurezza

Pubblicato: 12 novembre 2008 da massitutor in civiltà, televisione

Gli danno fuoco mentre dorme in strada
in gravi condizioni un clochard di Rimini

Da qualche giorno il Senato ha approvato un provvedimento che dovrebbe portare alla compilazione di un registro nazionale delle persone senza tetto. Una sorta di censimento da consegnare poi al Ministero degli Interni. Sì, alla polizia, non ai servizi sociali o sanitari, o magari al Ministero dell’economia. Nell’idea che la povertà e l’esclusione siano problemi di ordine pubblico, di sicurezza sociale. Un marciapiede pulito equivale a una società più sicura. Ma chi è veramente in pericolo, in strada? Torneremo approfonditamente sull’argomento, intanto qualcuno, a Rimini, ha già cominciato a fare pulizia.

La Notizia: RIMINI – Lo hanno cosparso di benzina mentre dormiva su una panchina in via Flaminia, a Rimini, e gli hanno dato fuoco. L’uomo senza fissa dimora si è salvato solo grazie a una ragazza che questa notte, verso l’una, passando sulla strada, lo ha visto avvolto dalle fiamme e ha chiamato il 118.

L’uomo ha riportato ustioni di secondo e terzo grado sul 40 per cento del corpo. E’ stato trasportato d’urgenza al reparto grandi ustionati dell’ospedale di Padova. I medici hanno assicurato che la sua vita non è in pericolo ma si sono riservati la prognosi.
Il senzatetto è arrivato vigile in ospedale e ha detto di chiamarsi Andrea Rizzo, 46 anni, di Taranto, ma dovrebbe invece chiamarsi Andrea Severi. L’equivoco è nato anche dal fatto che l’uomo fornisce di solito il cognome di Rizzo che però sembra appartenere a un parente. Ha detto anche, nonostante fosse sotto choc, di essersi svegliato per il grande calore che lo avvolgeva e di non aver notato nessuno nelle vicinanze. Accanto alla panchina sulla quale dormiva è stata rinvenuta dai vigili del fuoco una bottiglia vuota che odorava di liquido infiammabile con il quale probabilmente è stato dato fuoco all’uomo.

Qualunque siano le sue generalità, l’uomo è un senzatetto conosciuto dalle associazioni di volontariato che operano a Rimini, in particolare dalla Capanna di Betlemme che spesso ha avuto contatti con lui anche se si rifiutava di andare a dormire da loro nonostante le ripetute offerte di riparo. Cristian Gianfreda, uno dei volontari dell’associazione, ha detto di conoscerlo, e lo definisce gentile e tranquillo. "Non ha problemi con la giustizia né con qualcuno in particolare. E’ solo un individuo con un dramma personale che cerca di scappare da una situazione difficile, tutto qui". Un gruppo di uomini della Capanna è partito per Padova, dove si è recata anche una squadra della polizia scientifica di Rimini per rilevare le impronti digitali dell’uomo e per verificare la sua identità.
Secondo il volontario della Capanna di Betlemme sarebbe intanto da escludere l’ipotesi del tentativo di suicidio: "Andrea è un solitario che rifugge i luoghi affollati come le stazioni" ha spiegato Gianfreda, "ma questo lo ha anche tenuto lontano dalla nostra sede, nella quale pure a volte lo abbiamo accolto. Ma il fatto di stare sempre da solo ne ha fatto probabilmente un facile bersaglio per qualche malintenzionato che voleva mettere in atto una barbarie. Lui fra l’altro staziona sempre sulle stesse panchine, quindi tutti sapevano dove trovarlo".

Ignoti i responsabili del gesto sconsiderato, ma è certo che non appena verranno identificati "saranno duramente perseguiti" ha assicurato il sindaco del capoluogo romagnolo, Alberto Ravaioli. Commentando a caldo l’accaduto, il primo cittadino ha giudicato l’episodio un "atto gravissimo". "Sentiremo come sono andati esattamente i fatti. Si tratta di un gesto esecrabile e cercheremo di trovare i responsabili che saranno duramente perseguiti", ha aggiunto.
Sgomento da parte delle autorità locali, delle tante associazioni di volontariato e del centro sociale Paz che ha convocato un presidio pubblico "per Andrea e la sua vita". "E’ doveroso denunciare con tutte le forze questo atto di violenza premeditata" ha scritto la Diocesi di Rimini, convinta che si tratti di "un gesto terribile che non appartiene alla cultura di questa città".

"Verrebbe da dire che l’episodio si commenta da solo, ma occorre invece commentare con indignazione", ha affermato Paolo Pezzana, presidente della Fiopsd, Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora. "Non è la prima volta, e temiamo che non sarà l’ultima, perché la cultura dell’intolleranza che sta dilagando in modo subdolo, negata da tutti però praticata nella realtà, poi ha delle conseguenze, fa delle vittime – ha proseguito Pezzana – La lotta contro questa banalizzazione non deve finire, ed è per questo che non si può lasciare che questi episodi si commentino da soli".

Ritorni

Pubblicato: 11 novembre 2008 da massitutor in comunità, felicità, libertà

rambaldiL’altro giorno è tornato un amico. E’ tornato Andersen. Da alcuni mesi ha deciso di intraprendere un percorso di comunità e ci siamo salutati pieni di speranze e qualche timore, come è giusto che sia. Ci aveva lasciato qualche commento qui sul blog tempo fa, una grande sorpresa, poi più niente: nessuna lettera. Ma si sa che questo è normale: l’assenza, in un percorso di comunità, è il primo boccone da ingoiare. Poi qualche settimana fa è arrivata una telefonata, finalmente. Fino a che ce lo siamo visti arrivare nel vialetto che porta all’ingresso del laboratorio, pochi giorni fa, ed è stato veramente bellissimo ed emozionante. Stava bene, era bello pulito e profumato. Con gli occhi aperti e lucidi che, adesso sì, rispecchiano il flusso dei suoi pensieri.

Finalmente abbiamo risentito la sua parlata partenopea. Raccontandoci delle cose che sta facendo, del ritrovato senso di dignità e libertà che andava cercando; del lavoro, che finalmente ha ripreso a svolgere. Insomma: ogni tanto una storia che sta andando bene fa piacere raccontarla. Nei suoi post ci raccontava spesso di storie di riscatto e di ricerca della dignità perduta. Speriamo proprio che sia sulla strada giusta.

baby_gangSONO SOLO DEI BAMBINI, MA????????????
Potremmo scrivere una infinità di cose sui bambini, anzi vorremmo scrivere solo cose belle, positive, di aiuto ai bambini, ma invece scriviamo aimè, solo di cose negative e dire poco, diciamo che ci sono milioni di bambini nel mondo che sono usati per le guerre, i famosi bambini soldato, impegnati in prima linea, a farsi saltare sulle mine anti uomo, invece di giocare con dei giocattoli e delle bambole, per passare alla vendita dei bambini per sesso, il famoso turismo sessuale, che porta una marea di occidentali a fare queste (belle vacanze), ai bambini usati molte volte dai propri genitori agli angoli delle strade a fare l’elemosina. O addestrati a fare furti o scippi, come succede anche in Italia, dove due bambini scippano una studentessa di 27 anni che adesso si trova all’ospedale in fin di vita, oppure dei bambini pusher che per due soldi vendono morte a tanti loro coetanei, alla fine ci troviamo solo dei bambini che si trovano a fare cose che non sanno neanche cosa sono e solo per la grande intelligenza degl’adulti, gli adulti di tutto il mondo, diamo a questi bambini il diritto di giocare e non di essere uomini quando sono solo dei bambini?!

CongoL’USO DELLA COCAINA E DEGLI SPINELLI IN EUROPA MA L’ITALIA PRIMEGGIA
Aumenta in Europa il rapporto sulle droghe l’Agenzia Europea delle Droghe, la top è veramente preoccupante, lo dice Oedt è comandata dalla cocaina, dove 3,5 milioni di giovani hanno fatto uso nell’ultimo anno, e circa la metà nell’ultimo mese, ci sono 71 milioni di europei che hanno usato nella loro vita la cannabis e 23 milioni nell’ultimo anno, sono in aumento tutte le droghe, non esiste la crisi per questo mercato anzi chi gestisce questo mercato sa come fare, hanno portato le droghe alla portata di tutti, a pensare che si può comprare una dose di cocaina a 8 euro anche un bambino ha 8 euro in tasca, dobbiamo informare, ed informare i giovani sui problemi a cui portano le droghe altrimenti saremo fritti o fumati, le percentuali italiane fanno paura: 20 milioni di Italiani hanno fatto uso, nella loro vita, che dire soffermiamoci su questo e pensiamo prima di puntare il dito e dire: drogato!

Operatori Pari

Pubblicato: 6 novembre 2008 da massitutor in assistenti sociali, assistenze e bisogni, lavoro, operatori pari

Chi è un "operatore pari"? Una persona che ce l’ha fatta o un lavoratore che non riesce a fare altro?

A settembre è iniziato un corso per operatori sociali di prossimità, comunemente chiamati Operatori pari. Questo corso è anche un blog. Il corso è finanziato dal Fondo sociale europeo finalizzato a dare una qualifica di animatore sociale a lavoratori di coop La Strada già impiegati nell’accoglienza di persone in stato di marginalità e disagio adulto. Nella città di Bologna, presso Ageform.
Il blog vuole essere una traccia di questo corso; un luogo virtuale dove ritrovare pensieri e materiali, discutere, confrontarci su idee e contenuti, fare cooperazione sociale.
Operatoripari non è rivolto solo ai corsisti, ma anche a tutti i docenti, i colleghi, gli utenti e gli ex-utenti, gli altri soci e chiunque semplicemente ha qualche idea da condividere riguardo al lavoro sociale.

Ne parliamo insieme su www.operatoripari.splinder.com

Dieci anni senza

Pubblicato: 4 novembre 2008 da massitutor in civiltà, libertà, musica, pensieri in libertà

con Dori

Siamo costretti a rubare questo titolo la un famoso settimanale in edicola il Venerdì perché è troppo bello e intenso. Spiega meglio di ogni altra frase il vuoto lasciato in questo Paese da Fabrizio de André. Certo: più che un vuoto la sua opera e la sua vita sono un pieno. Risposte e domande al tempo stesso della coscenza di chi lo ha saputo cercare e ascoltare. Ha raccontato il lato oscuro della vita e della condizione umana, cercando la verità e il gesto concreto del riscatto dell’essere umano. Fabrizio ha raccontato, già 15 anni fa, quella che qualcuno definisce la "bancarotta etica" del nostro tempo. E’ vero che, come nei grandi amori, ognuno ha il suo Fabrizio; ognuno pensa di averne colto il senso e ogni operazione di tributo sembra sempre monca. Tuttavia Fabrizio parlava spesso della strada e delle persone che vivono ai margini, dunque anche noi di Asfalto ci sentiamo autorizzati a ricordare a modo nostro Faber. Che più di ogni altro poeta o cantautore ricorre nelle citazioni pseudo colte o seriamente colte delle persone di strada.

Già: dieci anni senza. E manca proprio oggi una voce che sappia ancora indignarsi per dichiarazioni e fatti che passano senza che nessuna delle nostre coscenze sfiancate sappia più dire niente. Fabrizio manca proprio oggi, 4 novembre 2008, novantesimo anniversario della vittoria dell’Italia nella Prima guerra mondiale. La prima carneficina su scala industriale della storia viene definita dai nostri politici come un sacrificio utile alla prima vera unificazione del nostro Paese. E in effetti dobbiamo ricordarcelo che l’Italia ha saputo trovare l’unità solo nei fossi delle trincee, in un mare di fango e sangue. E già quarant’anni fa Fabrizio si chiedeva:

Dove sono i generali che si fregiarono nelle battaglie, con cimiteri di croci sul petto?
Dove i figli della guerra partiti per un ideale, per una truffa, per un amore finito male?
hanno rimandato a casa le loro spoglie nelle bandiere legate strette perché sembrassero intere.
Dormono, dormono sulla collina…

Ci manca insomma, tutti qui lo sentiamo intimamente "nostro" e dunque, con questa poesia di Montresori, aggiungiamo il nostro tassello alla serie di ricorrenze, mostre, DVD, raccolte CD che scorrono verso il decennale del prossimo gennaio. Questa poesia è una specie di "cover" del modo di scrivere di Faber, Carlo Montresori ce la presenta così: "era veramente un giudice nella vita, e poeta nella canzone. La dedico ai suoi fans, al mio idolo a Dori, Cristiano la p.f.m e a tutti quelli che hanno lavorato per lui da Bruno Lauzi a Paolo Villaggio e alle sue case discografiche, dieci anni dopo, montresori carlo lo ricorda con un brano, dedicato al suo modo di far poesie d’autore."

Scusi signor giudice
forse la differenza
la fa la pazienza
scusi signor giudice
ma la mia bomba
era di carta
e il mio intento
era solo di far spavento

la mia una questione
di eccessiva gelosia
ma mi dica provi lei
a sentirsi derubato
del proprio amore
quell’amore che da anni
ho sempre avuto accanto

mi scusi la mia pazzia
‘vostro onore’
ma lo fatto per il mio amore
e adesso accetto la mia sentenza
sono pronto per la mia pena

  ma per favore capisca
il mio amore dolce
la mia catena
sconterò la mia pena
è una questione d’amore
è una questione d’amore

forse la differenza
la fa la pazienza
scusi signor giudice
per la bomba
ma era di carta
e il mio intento
era solo di far spavento

la mia una questione
di eccessiva gelosia
ma mi dica provi lei
a sentirsi derubato
del proprio amore
quell’amore che da anni
ha sempre avuto accanto
e a un certo punto
glielo portan via