Riportando tutto a casa

Pubblicato: 25 agosto 2009 da massitutor in civiltà, stampa

Bloomberg paga il biglietto di ritorno agli homeless di New York
di Marcello Campo
30-07-2009

homeless_NYBiglietto di sola andata per rispedire gli homeless di New York nel loro Paese d’origine: paga il Comune. Lo ha deciso il sindaco della Grande Mela, Michael Bloomberg, per liberarsi dei tanti senzatetto d’origine straniera e delle loro famiglie che vivono ai bordi delle strade della città. Lo scrive il New York Times in prima pagina, sottolineando come il Comune riesca così a risparmiare le spese per il loro ricovero notturno, che costa alla città 36mila dollari l’anno per nucleo familiare.
Molti di loro sono da anni a New York e ormai stanchi di girovagare per la città, sono contenti di tornare a casa gratis. Ma questa proposta è accolta con favore anche da quelli giunti a New York più di recente, anche loro scoraggiati dalla difficoltà di trovare un lavoro fisso e dai prezzi altissimi delle case.
Il giornale racconta la storia di una famiglia portoricana che…, dopo aver passato mesi nei ricoveri comunali, ha deciso il grande passo del ritorno a casa. Hector Correa, sbarcato nel maggio scorso a New York assieme alla moglie e ai due figli, in questi mesi ha vissuto nella casa della madre, da anni residente in città. In questo periodo di crisi, purtroppo, Hector non è riuscito a sbarcare il lunario: non avendo trovato un lavoro e con le bollette da pagare, alla famiglia Correa non è rimasto altro che vivere nei ricoveri pubblici. "Mi aspettavo molto di più da New York ma non c’é stato nulla da fare. Parlando con alcune persone nel dormitorio – racconta al giornale – ho saputo che c’era l’opportunità di tornare a casa a spese dello stato e abbiamo colto al volo quest’opportunità ".
La più sollevata è la moglie, Mojica, che si è detta "felice" di rientrare a Porto Rico, in più senza cacciare un dollaro. Alla fine i Correa sono volati a San Juan di Porto Rico con un biglietto last minute per meno di 1000 dollari. Il Comune, che investe per questo programma mezzo milione di dollari l’anno, ha incaricato l’agenzia di viaggi locale Austin Travel di acquistare tutti questi biglietti di solo andata. L’Amministrazione fa sapere che questi viaggi sono assolutamente volontari e non ci sono limiti alla loro portata: sinora famiglie di homeless sono stati spediti in tutti i cinque continenti del mondo, anche se la stragrande maggioranza sono andati a Porto Rico e in America Latina. Ovviamente il comune provvede a tutto, non solo al biglietto, ma paga anche per il visto e le pratiche per ottenere il passaporto collaborando con il Dipartimento di assistenza dei senzatetto.
Una volta che la famiglia ha raggiunto la terra d’origine, il comune s’incarica di chiamarla per verificare che nel viaggio tutto sia andato bene e che la situazione sia come loro speravano, cioé che la loro casa sia ancora agibile. Le stesse fonti, conclude l’articolo, fanno sapere che nessuna famiglia che ha partecipato a questo programma è tornata indietro, a vivere nei dormitori di New York City.

commenti
  1. massitutor ha detto:

    Negli stati Uniti, si sa, vige la legge del pragmatismo economico: alcuni stati hanno abolito la pena capitale perché troppo costosa (sì proprio così) rispetto al carcere a vita.
    Comunque questa tendenza a spostare il problema da un’altra parte prende piede anche da noi, nelle nostre città, a tamburi di fogli di via e accoglienze disincentivanti. Ma il fatto sociale più lo rimescoli più puzza.

  2. anonimo ha detto:

    il capitalismo tende a difendersi da questo quando i costi sono ormai insopportabili,però nel frattempo a sempre fatto quello che ha potuto,e con tutto quello che ha potuto,non solo nella capitale americana esiste il fenomeno,poi il discorso della torre di Babele torna sempre a galla,forse in un modo più moderno e un po’ diverso ma alla fine e alla base dei discorsi si ritorna sempre ha quello,come se DIO avesse ragione su ogni cosa,e poi ci potrebbe sempre essere una terra promessa all’origine,vi ricordate il detto poveri unitevi e sarete forti e inoltre io aggiungo non c’è terra che non sii producente,dal seme alla pianta al frutto,alle verdure,non si può vivere tutti in una città,se ne può creare un altra basta unirsi per ricominciare,l’albero dei denari esiste solo nella favola di pinocchio,l’albero della speranza e ovunque.MONTRESORI CARLO

  3. simpit ha detto:

    è preoccupante nonostante il benessere che si vive nelle società ricche, osservare emarginazione e diverse forme di disagio, egoismo e l’indifferenza.

  4. anonimo ha detto:

    La dove c’èra un deserto ora c’è una città,la dove c’era siccità ora c’è acqua,la dove c’èra sabbia ora c’è terra,la dove c’era solitudine miseria e la gente era ammalata di tutte quelle malattie che il benessere sa vizziare ora c’è quel che serve collaborazione e gente guarita si può ogni volta ricominciare,andare unirsi e aitarsi a costruirsi e costruire,e al mio primo germoglio che spunterà col frutto delle mie mani mi emozionerò e dirò tutto sta ricominciando.MONTRESORI CARLO

  5. anonimo ha detto:

    questo è il titolo di un album dei modena city rambles non hai scoperto l’acqua calda ciao

  6. anonimo ha detto:

    é un gruppo che non ho mai sentito provvederò subito i propositi sono buoni.MONTRESORI CARLO

  7. massitutor ha detto:

    A sua volta i MCR hanno copiato da Zio Bob (Dylan)… dal suo quinto album che si chiama proprio in quel modo. Hanno omaggiato anche nella grafica di copertina.Ti basta intelligentone al numero 5 ?!.

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