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Metadone

droga di stato, una vera porcheria, in meno di 20 giorni sei assuefatto, e non riesci più a farne a meno, e quando vai al Ser.T. a chiedere aiuto ti rifilano lo sciroppo, ma non ti dicono certo gli effetti collaterali: dipendenza( per smaltire l'eroina bastano 72 ore, per il meta ci vogliono dei mesi!!!), problemi al fegato, ai reni, ingrassi come un pallone, sudorazione infinita, problemi di calvizie, forfora, diabete, ed in certi casi impotenza…dici niente? Ma qualcuno ti avvisa? Ma certo che NO!
ai servizi sociali fa troppo comodo averti lì per anni e anni, così prendono le sovvenzioni dallo stato per ogni paziente che hanno in cura, per cui più pazienti……!
All'inizio ti raccontano che ne basta poco, poi, in breve tempo, aumenti la dose giornaliera , fino ad arrivare a numeri veramente alti, e togliertelo non è affatto facile, da solo difficilmente ci riesci, e allora ecco che ti mandano a “Villa Igea” o “Villa ai Colli”, che in un mese ti tolgono il metadone. Il problema è che un mese non basta, infatti il 98% di chi va in quei posti ci ritorna più volte, e comunque, quando esce, si ritrova da solo a combattere i soliti demoni e con un niente ci ricasca!
Forse sbaglio, oppure ho troppa immaginazione, ma sono convinto che al giorno d'oggi, con le conoscenze che abbiamo, esista già la pillola magica, che in pochi giorni ti togli tutto senza soffrire, ma purtroppo ci sono troppi interessi dietro, per cui comoda molto di più avere un esercito di gente che beve il “meta”, piuttosto che guarirli veramente, è come con l' AIDS: guarda caso il famoso giocatore di basket americano, credo Jhonson (o Jordan: gradirei il vostro aiuto su questo!!) che guadagnava centinaia di milioni di dollari all'anno, (tra ingaggio e pubblicità) si è ammalato di HIV, ma in un solo anno è guarito!! altri esempi simili con il cancro per cui la morale è semplice: se hai i soldi guarisci da tutto, altrimenti……!!!!!!!!!!

cucchia

 

IO sono uno dei tanti che è andato in una di quelle bellissime case di cura senza, però, alla fine risolvere il problema. Sono partito nove anni fa con 20 mg, ed ora mi ritrovo a dover ne bere 100 mg al giorno, dividendolo in due volte, altrimenti lo vomito, ,sono ingrassato 40 kg, (quando ero a “Villa Igea” in soli 3 giorni di “subutex”, farmaco sostitutivo, ho perso 10 kg!!) prima del metadone non arrivavo a 60 kg e mangiavo tre volte quello che mangio ora!! Non posso fare 100 metri senza sudare, per mia fortuna non ho altri problemi, ma sono veramente stufo: del metadone, di dover andare al Ser.T ogni settimana (quindi essere schiavo e non poterti allontanare da Bologna!) e per fortuna che ho l'affido, pensa se ci dovessi andare tutti i giorni!! Rivedere la solita gente che, al solo vederli, ti fa venire voglia di sgarrare!! E allo stato comoda averci tutti lì, così ci tengono d'occhio meglio, e non andiamo in giro a fare danni!!!

Immagino sorga spontanea la domanda : "ma se non ci fosse il metadone?" Ricordiamoci che 20 anni fa non esisteva, eppure la gente tirava avanti ugualmente, certo, qualcuno c'ha lasciato le penne, è vero, e c'erano più scippi e rapine, sono daccordo, ma non credo che poi si stesse così tanto peggio, almeno avevi una sola dipendenza, e non anche quella dello stato!!

Chi è Maurizio Rotaris della Bar Boon Band?

Pubblicato: 22 aprile 2010 da massitutor in amicizia, asfalto fuoriporta, droga

Aspettando l'incontro di domani pubblico un'inedita intervista di Francesco Bizzini a Maurizio Rotaris: alfiere di SoS Stazione Centrale dalla frontiera nord, Milano

Vent’anni da quel giro di ricognizione nei meandri della Stazione Centrale e dalla creazione del primo spazio per gli ultimi della città, è possibile fare un breve bilancio di questa lunga avventura?

maurizio4Sono tanti 20 anni dalla prima volta che misi piede in stazione per occuparmi di grave emarginazione sociale (senza tetto, alcolisti, tossicodipendenti, immigrati e malati psichiatrici) ed un riassunto di tutta la disperazione che abbiamo toccato e fortunatamente anche delle storie che sono andate a buon fine non è possibile. Certo alcuni dati su quante persone si sono trovate o si trovano ancora in difficoltà a Milano si possono dare: dal 1990 al 2010 con una media annua di presenze a SOS fra le 900 e 1200 unità, arriviamo a 20000 persone. Dalle migliaia di tossicodipendenti di strada dei primi anni 90, ai nordafricani irregolari, all'arrivo dei profughi del conflitto nella ex Jugoslavia, alle migliaia di donne provenienti dall'est europeo ed ai flussi di persone provenienti da paesi poveri, la Stazione Centrale di Milano è stato sempre un epicentro di questi fenomeni. Vent'anni fa i cittadini chiedevano più sicurezza contro queste fasce di popolazione e tutti i politici di turno la promettevano, ma anche il neoassunto al commissariato di Polizia la prima volta che esce di turno in strada capisce che non si possono risolvere problemi che hanno natura e bisogni sociali con strumenti di sicurezza. La nostra scommessa è stata quella di andare fra i primi da soli in territori di nessuno per dare una mano alle persone a tirarsi via dalla strada. Ci conforta l'esserci spesso riusciti. Ci delude che di pari passo altrettanti sforzi non siano stati fatti a livello istituzionale con serie politiche di integrazione, invece che produrre costantemente isolamento ed esclusione sociale che hanno causato, questi si, più che altro danni al tessuto sociale. Ci conforta il fatto che partiti pionieri in un deserto di iniziative ed azioni sociali, nel corso degli anni, anche grazie al nostro aiuto, siano cresciuti interventi di associazioni e volontariato, che hanno ridotto l'abisso fra l'emarginazione e l'inclusione sociale, ma ci delude profondamente la poca intelligenza e l'assenza di interventi significativi e di destinazione di risorse a livello politico istituzionale su questi settori di popolazione.  Noi siamo andati comunque per la nostra strada, grazie alla Fondazione Exodus che ci ha sostenuto, anche negli anni in cui un servizio di comprovata utilità sociale come SOS, non riceveva un soldo. Crediamo di aver svolto un servizio di aiuto agli ultimi e contemporaneamente a tutta la cittadinanza di Milano, poiché togliere persone dalla strada, aiutarle a migliorare e a non far danni a se stessi agli altri sia stato utile per tutti. Ci piacerebbe che tutto questo ci fosse riconosciuto, ma d'altra parte come nella fiaba del pifferaio magico si sa che l'ingratitudine regna padrona e saperla accettare è una delle prime cose che insegno a chi vuole fare del bene..

È abbastanza famosa una tua foto nella quale soccorri una ragazza in overdose. Un tempo c’era la tossicodipendenza di massa. Oggi, quale sfida si apre sul futuro del Centro S.O.S?

Anche se le tipologie di persone in condizioni di disagio sono cambiate purtroppo abbiamo ancora moltosos20 da lavorare: la stazione centrale è certamente migliorata dai primi anni 90 quando come in un girone dantesco morivano centinaia di tossicodipendenti di overdose, gli spacciatori pullulavano e migliaia erano le persone che dormivano sui treni. Oggi abbiamo ancora centinaia di immigrati dei quali purtroppo molti cadono nell'alcolismo, in aumento i “nuovi poveri” soprattutto fra persone anziane che sono entrate da poco nel circuito della grave emarginazione a causa della perdita del lavoro, della casa, delle separazioni familiari, senza tetto italiani di giovane età provenienti in prevalenza dal sud Italia e ancora tossicodipendenti di strada e giovani prostitute. Un dato che non è cambiato da allora, nonostante gli sforzi fatti e la crescita dei servizi è che da quella particolare condizione di abbandono nella quale si trovano gli emarginati della Centrale non è facile uscire perchè in quelle condizioni nessuno li vuole. Quindi restiamo solo noi e gli operatori di strada a cercare di rimetterli in ordine ed in carreggiata ancor prima di presentarli ai servizi. Il salto fra la strada ed i servizi che dovrebbero occuparsi di gravi emarginati, così come di alcolisti e tossicodipendenti è ancora troppo grosso. In tanti anni abbiamo lavorato ad abbassare le “soglie di accoglienza” e devo dire che ci siamo riusciti, ma fare entrare nella testa di chi è in una condizione di estrema difficoltà ed in quella di coloro che dovrebbero essere preposti ad assisterlo, sarà ancora un lavoro duro.

Durante questi anni sono venuti a mancare amici e conoscenti, chi portato via dalla droga, chi dalle proprie storie di vita, chi dal freddo e chi dalla violenza della strada. Che cosa spinge, ancora dopo venti anni, Maurizio Rotaris e i suoi volontari a credere in un “oggi” e magari in un “domani”?

Durante i corsi di formazione che tengo per i volontari di SOS e di altre associazioni che fanno lavoro di strada, insegno che grazie alla nostra presenza, al nostro esserci, noi possiamo essere l'ultimo appiglio per la persona in condizioni di estremo abbandono che troviamo sdraiata per strada o seduta sfiduciata e disperata sulle seggiole dei nostri centri. Oltre quell'ultimo appiglio non c'è più nulla, se non il caso, il destino e chi lo sa. Questa è una grossa responsabilità che non possiamo tacere alla nostra coscienza. Ognuno di noi e dei nostri volontari sente questa responsabilità addosso e ne è consapevole. Chiunque altro potrebbe girarsi dall'altra parte.

Facciamo un salto indietro di oltre due decenni: dall’abuso di droghe alla violenza politica agli anni di carcere “duro”. Avresti mai pensato di poter diventare punto di riferimento per decine di disperati che giornalmente ti cercano?

Girare pagina nella vita è a volte necessario ed io l'ho fatto con decisione alcune volte: dopo sei anni di dipendenza dall'eroina, dopo sette anni di coinvolgimento nelle vicende legate alla violenza politica di sinistra degli anni 70: bisogna buttarsi indietro il passato ed andare avanti, poi viene il tempo per riflettere più a fondo, quando viene lo stimolo e la forza per cambiare bisogna farlo senza stare a rimuginare e a perdersi nei perchè e nei per come. Questo mi ha dato la forza che spesso non trovo in persone con gravi problemi che ne restano irrimediabilmente invischiati senza riuscire ad uscirne. Certo 40 anni fa non avrei immaginato di dedicare la mia vita agli altri, ma l'ho fatto e ne sono ripagato, anche se la mia coscienza sociale freme di fronte alle ingiustizie che vedo e tocco con mano ogni giorno.

maurizio3Maurizio Rotaris ed Exodus: cosa secondo te dello spirito originale della Fondazione si può ancora trovare nella missione del Centro S.O.S e cosa invece avete portato di nuovo in questi venti anni di attività.

20 anni fa l'intuizione di don Antonio fu quella di mandarci in strada, fuori dagli uffici e dalle comunità, per essere più presenti nel sociale e vicini a quelle situazioni che avevano bisogno di aiuto; un messaggio che si ritrovava anche nella Pastorale “Andare incontro” dell'allora Cardinale di Milano Carlo Mario Martini. L'abbiamo fatto, ma dopo molti anni ci siamo accorti che non bastava andare incontro: molto spesso le persone alle quali andavamo incontro, anche grazie al nostro aiuto avevano cambiato vita, ma molte altre volte ce le siamo tenute o ce le stiamo ancora tenendo per anni. Si è passati anche strutturalmente nelle funzioni del centro, dall'ascolto al centro diurno, in quello spirito di accoglienza che riesce ad accettare i piccoli miglioramenti e non solo a ragionare nei termini dei significativi cambiamenti degli stili di vita che spesso non sono facili e repentini per tutti. Non è una resa, ma una consapevolezza ed una paziente attesa che le speranze di una vita migliore per tutti ci sia. La mia tesi come educatore d'altra parte non aveva un titolo confortante “Il burn out dell'operatore nell'insuccesso terapeutico”.

Il tuo più grande sogno per quanto riguarda il futuro del Centro?

Riuscire a farlo sopravvivere perchè è punto di riferimento essenziale per tante persone in condizioni disperate, nonostante la disattenzione sociale e la mancanza di fondi contributi e finanziamenti che spero arriveranno. Non è per vantarci ma crediamo che nonostante in questi anni molti ed altri progetti sono stati creati, (unità di strada, centri intermedi fra strada e recupero, strutture di prima e seconda accoglienza) SOS ha svolto e svolge ancora un ruolo insostituibile. Spero anche che i nostri laboratori artistici, come ad esempio il progetto musicale della Bar Boon Band ed il nostro progetto di fotografia e immagine abbiano successo per affermare una cultura della diversità che dia voce a chi sta peggio e renda meno invisibile ciò che molti non vogliono vedere.

Milano e i suoi ultimi: cosa funziona e cosa andrebbe cambiato.

Sulla carta e nelle dichiarazioni pubbliche parrebbe che la città di Milano dedichi molta attenzione allemaurizio1 fasce di povertà estrema ed a quelle crescenti dei “nuovi poveri”. In realtà si fa molto poco: con la scusa della “crisi” ci si para dietro il discorso che “i soldi non ci sono”, ma in realtà è questione di scelte politiche ed economiche, se si vuole una Milano capitale della moda, dei grattacieli e delle luci sfavillanti bisogna ricordarsi che la casa sarà sempre brutta se qualcuno continuerà a dormire sullo zerbino davanti alla porta. Una città che continua a vantarsi di essere centro produttivo ed economico, fonte di ricchezza ed opportunità per tutti, ma che in realtà ha visto crescere l'impoverimento, il deserto culturale e un calo della cittadinanza attiva e della partecipazione. Per questo ho voluto intitolare il mio libro “Il rumore dei poveri”.

Che cosa può insegnare “la cittadinanza della Stazione” alla cittadinanza restante?

Certamente l'umiltà e l'essere contenti di poche cose. Oggi siamo in un'epoca strana e chi protesta di più sono proprio quelli che hanno di più. I nostri poveri purtroppo hanno forte e radicato fin troppo il rispetto del silenzio, tacciono, stanno zitti e noi cerchiamo spesso di ridargli la parola, di renderli ancora protagonisti attivi della loro storia. Esempi riusciti ne abbiamo moltissimi fortunatamente, come ad esempio il gruppo dei nostri amici di Linea Gialla, la prima Onlus di autoaiuto fra senza tetto, così come non contiamo tutte le azioni di solidarietà che i nostri amici homeless dimostrano fra loro e spesso anche in funzione dei cittadini.

Prossimi progetti e date importanti: cosa non ci possiamo perdere e come festeggerete questi primi venti anni di attività?

Per la città di Milano l'Expo 2015 potrebbe essere una buona occasione per pensare anche a progetti rivolti a chi sta peggio ed il nostro lavoro opererà in questo senso. Cose buone se ne potrebbero fare, certo non potendo immaginare che tutto debba pesare sul volontariato e sulle persone di buona volontà, ma con investimenti significativi di risorse e forze anche a livello istituzionale che non sembrano per ora previsti. Nel mese di aprile 2010 festeggeremo i 20 anni. Lo faremo a SOS il 23, venerdì con una giornata dedicata la mattina ad un dibattito – conferenza stampa con don Antonio, le Ferrovie dello Stato, i cittadini, i volontari delle associazioni, i rappresentanti della sicurezza, le istituzioni che abbiamo invitato e ovviamente i senza tetto che sono i protagonisti di questa storia. Esporremo anche delle gallerie fotografiche e la sera faremo un concerto con la nostra Bar Boon Band, amici artisti in difficoltà e ospite onorato Vinicio Capossela !! Grande serata !!!

Per essere sempre informati sulle nostre attività trovate sempre le info e le news sui nostri siti Internet

www.retecivica.mi.it/stazionecentrale

www.retecivica.mi.it/barbun

All we need is LOVE

Pubblicato: 21 aprile 2010 da massitutor in amore, droga
casa_vianello
I rapporti a 2… gran bel dilemma!!!! purtroppo tutti ne abbiamo bisogno, tutti ne siamo stati scottati (chi più, chi meno) ed abbiamo sofferto, a volte sofferenze tali da farti dire che non ne vuoi più sapere, che non ci caschi più! Ma non siamo fatti per stare soli, per cui siamo costantemente (spesso involontariamente) alla ricerca "dell'anima gemella", e andando avanti nel tempo, spesso diventiamo più difficili, non tutti, certo, c'è chi si accontenta, pur di avere qualcuno accanto, ma c'è chi cerca veramente la "persona giusta", il che dipende sopratutto da te, da come e dove vivi: se hai una vita "normale" tutto è più facile, ma se hai problemi seri, problemi con le sostanze, abitazione, lavoro, ecco che tutto si complica, perchè chi ti sta vicino deve essere una persona particolare, con gli "attributi", con una certa mentalità (aperta), molto paziente, anche perchè lo sappiamo tutti: quando si ha a che fare con le sostanze tendiamo a far passare brutti momenti a chi ci è vicino, non dico che lo si faccia con cattiveria o apposta, ma purtroppo succede, così , senza quasi rendercene conto, portiamo la nostra dolce metà all'esasperazione, e ci lascia, poi c'è chi non ci prova neanche, che molto vigliaccamente, appena sa che hai i suddetti problemi si fa di nebbia, e a quel punto sorge spontanea la domanda: ma mi voleva veramente bene? non credo, secondo me se ami qualcuno, almeno ci provi!!!
altre volte, invece, è proprio perchè sei stato lasciato che affoghi i dolori nelle sostanze o nell'alcool (peccato che i problemi sappiano nuotare benissimo!!!), anche se a volte è solo una scusa…quando vogliamo distruggerci le scuse si sprecano, perchè ci piace raccontarcela, è molto più semplice che ammettere di essere deboli, o semplicemente dire di avere voglia e basta!!
Poi c'è la situazione in cui uno dei due  ha problemi, l'altro cerca di aiutarlo e alla fine s'impantanano entrambi!!
altra domanda: ma quando sei in certe condizioni, chi ti prende a mano? hai un bel da cercare, è difficilissimo, anche perchè tendi ad isolarti, non esci quasi mai, gli amici gli hai già persi quasi tutti, per cui non vai da nessuna parte, non hai voglia di vedere nessuno e di fare nulla, e con queste prerogative come puoi pretendere di trovare qualcuno? Se tu per primo ti chiudi in te stesso!!!!

Due anni fa… Andrej

Pubblicato: 5 febbraio 2010 da massitutor in amicizia, droga, morte

Andrej Lontano

Pubblicato: 1 febbraio 2010 da massitutor in amicizia, droga, laboratorio, morte, tutto cominciò così

Il nostro amico Andrej se n’è andato oggi. In questo giorno pieno di luce. In un giorno speciale perché palindromo: cioè si può leggere la data al contrario e viene fuori lo stesso numero. Questo sarebbe piaciuto ad Andrej, chi lo conosce sa che è vero. Questo fatto si ripeterà nel 2092: il giorno nel calendario sì… Andrej no.

Castelli strani

Pubblicato: 10 novembre 2009 da massitutor in droga, pensieri in libertà

l'autore delle copertine degli Yes

…a me per esempio piacerebbe volare come un gabbiano che accompagna la nave verso l’isola D’ELBA

Macabre notti in castelli strani
passerai col tuo essere cattivo
e non voler bene a niente
a non amare ne celo ne stelle,
ne stelle e celo, tu menti
non è vero quello che dici so che ami lei
soltanto lei, in qualunque strada;

passo dopo passo, giorno dopo giorno;
correrai di notte sul tuo cavallo bianco
e raggiungerai lei e chiederai ai suoi occhi
di farti vedere quel mondo
dove la via principale è via della felicità

Due cuori accesi in cento stelleYessongs_Pathways
illuminano questa notte di fantasia
perchè mi piace volare in mondi nuovi,
nuovi e mi piace farlo con te
prendi andiamo,
guardiamo quei mille fuochi accesi

"Le battaglie" dell’amore,
di guerrieri convinti della terra che devono conquistare
amore e terra nei fumi sul fuoco
che si inalzano bianchi e comunicanti;
noi tu e lei in un mondo che cambia e si innova.

Macabre notti in castelli strani
passerai col tuo essere cattivo
e non voler bene a niente.

WEEK END A SCROCCO

Pubblicato: 2 ottobre 2009 da massitutor in cultura, droga, film, inchieste, morte, stampa, week end a scrocco

571bba1bcf5f10eb25e1c371488c3ec3Il giorno in cui la notte scese due volte: il film-documentario sul caso Mercuriali
Data: Lunedì 5 Ottobre, ore 17:00
Luogo: via Azzo Gardino 23, Bologna

Il caso di Alberto Mercuriali, giovane e incensurato agronomo di Castrocaro Terme (FC) che si è tolto la vita l’8 luglio 2007 dopo che la stampa locale aveva riportato con grande enfasi una denuncia che lo vedeva protagonista per possesso di una modica quantità di hashish, è ormai diventato emblematico. Da qualunque parti lo si giri, ne esce una storia fatta di distorsioni e cattiva informazione.
E’ questo il senso del film “Il giorno in cui la notte scese due volte” di Lisa Tormena e Matteo Lolletti (vincitori del Premio Ilaria Alpi 2009) che
viene presentato lunedì 5 ottobre alle ore 17 a Scienze della Comunicazione (via Azzo Gardino, 23 aula A)
Alla presentazione interverranno anche Gerardo Bombonato, presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna e i genitori di Alberto Mercuriali, Maria Cristina Francesconi e Renzo Mercuriali. L’appuntamento, organizzato in collaborazione  con il Premio di giornalismo televisivo “Ilaria Alpi”, introduce il corso di “Comunicazione giornalistica” di Mauro Sarti, che modererà l’incontro.
(notizia riportata dal sito di informazione sociale
Bandiera Gialla.Per saperne di più cliccare qui per il sito creato dalla famiglia di Alberto)

24 HOUR ITALY COMICS
COS’E’ 24 HOUR ITALY COMICS? Una sfida artistica e ludica al tempo stesso: realizzare un fumetto completo di 24 pagine in 24 ore! Che vuol dire tutto: disegni finiti, storia, lettering, colori, tutto! Una volta che la matita tocca il foglio, l’orologio inizia a contare. 24 ore dopo, la matita lascia il foglio per sempre.
Appuntamento dunque a Palazzo Re Enzo per lunedì 5 ottobre alle 14.00 e tirata non-stop fino alle 14.00 dell’indomani