Archivio per la categoria ‘operatori dispari’

Una giornata alternativa al mare per stare insieme e divertirsi. Sfuggire alla solita routine dello srare in srada e della  droga.

Pubblicato: 19 agosto 2009 da massitutor in laboratorio, operatori dispari, pensieri in libertà

Ancora LIVE @ VAG61 – Drop In

Pubblicato: 1 agosto 2009 da massitutor in asfalto fuoriporta, musica, operatori dispari

Alcune canzoni dalla fantastica festa che gli amici del Drop IN hanno organizzato nel maggio scorso presso il centro sociale VAG61

 

Basso

Pubblicato: 30 luglio 2009 da massitutor in lavoro, operatori dispari

Oggi ho parlato con un uomo sdraiato sul marciapiede. Si chiama Alfonso, un siciliano diventato nero. Nel senso proprio di negro: è nero di botte, sporco, sole. Gli occhi sono chiari ma la pelle è scura come tutte le cose che sono alla fine, che stanno morendo. Ho sfiorato le sue mani e sono di legno. Il legno dei bancali.
Ha detto che potevo anche dargli del tu. Stabilita una confidenza su questo fatto ho chiamato l’ambulanza che l’ha portato via, come ogni giorno. Sporco ovunque di briciole, vino e piscio.
Poi, con il tesserino da operatore, guanti e sacchetto di plastica ho pulito il portico dai resti di pollo arrosto che aveva mangiato l’uomo del marciapiede. Strappando i resti dagli interessi di un maledetto piccione.
Sono riuscito a mantenere la promessa di un caffé prima che andasse via con gli uomini dell’ambulanza, quando ormai era riuscito ad alzarsi in piedi. Stavamo tutti e tre lì ad aspettare che Alfonso finisse il suo caffé, come se non avessimo nient’altro da fare per tutto il giorno. E’ la cortesia che gli uomini dimostrano quando pensano che quello potrebbe essere l’ultimo giorno di vita, il suo ultimo caffé.
Solo qualche ora dopo, parlando con un ragazzo, avrei pensato agli uomini che hanno i giorni contati, a quelli che ne hanno pochi.

 

L'ultimo dei barboni

Pubblicato: 22 luglio 2009 da massitutor in operatori dispari, tele asfalto

Alcuni operatori cercano di chiudere il Centro diurno, in un normale pomeriggio d’estate, a Bologna. Ma dentro c’è ancora un "barbone".

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Domenica 14 giugno l’equipe del Centro diurno, grazie ad un contatto di Diego, è stata invitata presso gli studi di Radio Città Fujiko per parlare di degrado. Chi meglio di noi poteva esprimersi in merito all’argomento? Noi, operatori di bassa soglia d’accesso, che mediamo quotidianamente tra utenti e servizi un’idea delle politiche sociali ce la siamo fatta da un po’. Tutti i giorni infatti siamo in stretto contatto con chi "non cerca solo un posto nella società ma una società nella quale valga la pena cercarsi un posto", quindi anche per l’intervista abbiamo voluto accanto a noi Giuseppe e Simone: entrambi corsisti dei laboratori presso il Centro diurno.
E’ stata un’esperienza interessante poter parlare di questi temi ad un pubblico di non addetti ai lavori.
E chissà che tra voi lettori non ci sia qualcuno che voglia ascoltarci adesso e lasciare un commento.
Buon ascolto!

martedì 7 luglio 2009 h.20.00

Casa del Riposo Notturno M.Zaccarelli
Via del Lazzaretto 15 Bologna
old_Zacca 

“How many roads must a man walk down Before we can call him a man?”
 

Cena a Buffet
Installazione Video “Diario Zac”
Musica Live
Laboratorio Musicale Zaccarelli & Friends

 

Il 31 marzo scorso ha chiuso l’Emergenza freddo.
Cos’è l’Emergenza freddo? Oggi viene chiamato Piano Freddo ed è il provvedimento che il Comune di Bologna attua per far fronte alle esigenze di riparo delle persone che vivono in strada a Bologna. Materialmente è un capannone situato in via del Lazzaretto, vicino al riparo notturno Massimo Zaccarelli.
45 brandine hanno accolto il difficile sonno di 145 persone, dal 28 novembre 2008 al giorno della chiusura; circa la metà di loro sono stranieri. Tante? Poche? Non interessa qui fare una riflessione o una polemica. Fatto sta che la struttura è stata sempre pienissima, con persone che rimanevano fuori. Escludo inoltre che oggi quelle persone che sono passate da lì oggi abbiano risolto i loro problemi.
Ogni anno, attorno alla gestione della struttura, si attiva una rete organizzativa allargata che coinvolge nell’invio: Lista Unica, Centro diurno, Unità di strada e Servizio mobile di sostegno. Vengono attivati anche percorsi di borsa lavoro e tirocini di formazione.
Elena è una giovane operatrice che ha lavorato con Coop La Strada nella gestione del Piano freddo e quello che segue è il racconto di quell’esperienza dal suo punto di vista.
Un doppio ringraziamento dunque: per l’impegno e per la testimonianza.
Live Zac 01“Perché non scrivi qualcosa sull’emergenza freddo da mettere sul blog?”. Per tutto il viaggio di ritorno a casa, a Modena, sola in macchina sotto una pioggia incessante, penso a cosa poter raccontare che non sia banale. Penso a come poter scrivere tutto quello che per me sono stati questi mesi come operatrice all’emergenza. Penso a dove dormiranno da domani sera… mi viene un nodo allo stomaco tremendo. Penso al fatto che vorrei, dovrei, fare qualcosa di più. E invece… rendersi conto che tu da solo, per quanta volontà abbia, non puoi fare quasi niente è frustrante da matti e mi fa sentire piccola piccola e ancora più sola, lungo una via Emilia bagnata, buia e semideserta. Penso che è una di quelle sere in cui non può che piovere fino allo sfinimento. Come se la pioggia cercasse di lavare via i pensieri. Che invece ti ritrovi i giorni seguenti in pozzanghere immense. Mi vengono in mente tutte le facce viste in questi mesi, tutte le storie ascoltate, gli scazzi e il nervosismo di certe serate, le risate di altre. Le discussioni con gli ospiti musulmani e rumeni sulle differenze culturali. I monologhi (apparentemente) insensati di qualcuno che aveva alzato un po’ troppo il gomito. Mediare con qualcuno che proprio non ne voleva sapere di stare dentro quelle due regole che ci sono in emergenza freddo. Ogni volta sono tornata a casa con pensieri, immagini e momenti in più da ricordare. Per questo non posso che dire GRAZIE a tutti voi, colleghi e ospiti, che nel bene e nel male mi avete trasmesso un “qualcosa” che mi ha fatto riflettere e crescere ogni giorno. Nel bene, perché ho trovato colleghe e colleghi straordinari, e fra loro una nuova amica, e ospiti che se mi vedevano meno sorridente del solito mi chiedevano il perché e, nonostante i loro problemi, avevano voglia anche di stare ad ascoltarmi. Nel male, perché purtroppo la gente stupida esiste, sia fra gli ospiti che fra i colleghi …arroccati nella loro convinzione che la loro idea sia quella giusta sempre, senza mai metterla in discussione, sia che si tratti di cose “banali” come dare o non dare qualcosa, o che si tratti di avere una certa idea di una persona, trattarla con scarso rispetto, sulla base di una antipatia arbitraria, senza nemmeno conoscere niente della storia di questa persona.
Sembrerà una cazzata, la solita frase fatta, ma questi mesi mi hanno fatto riflettere ancora di più su quanto sia importante l’ascolto. La voglia di ascoltare gli altri e cercare di capire. Troppo spesso parliamo, parliamo, parliamo… senza in realtà dirci niente; troppo poco ascoltiamo gli altri fino in fondo, con la mente e col cuore oltre che con le orecchie. Io, personalmente, in questi mesi ho cercato di farlo più che potevo, nonostante le regole da rispettare e da far rispettare anche ai più irriducibili affezionati del partito dei rompipalle.
Questo è quello che mi viene da scrivere all’una di notte, appena tornata casa, di getto, senza stare a pensare se sia banale o meno, se sia interessante o no.
Mi mancherete molto!!!
Elena

Stranieri

Pubblicato: 27 febbraio 2009 da massitutor in civiltà, operatori dispari
lo-straniero
Un disegno di Maximanz di qualche tempo fa… sempre attuale.

Streeti_na_kole

Come già immaginerete non solo in Italia ci sono problemi legati alla tossicodipendenza. Esistono un pò in tutta Europa strutture che vanno incontro a queste problematiche.
Ma il modo di affrontare le diverse situazioni cambia di paese in paese e di città in città.
Vi vorrei raccontare di un progetto nato in Repubblica Ceca nel 2002 da un gruppo di operatori sociali che erano stanchi di stare seduti in un ufficio, come ad esempio può essere il droop-in in italia e hanno deciso che dovevano andare incontro ai bisogni di quei tossicodipendenti che vivevano in strada.
Bisognava stare vicino a quelle persone e, un bel giorno Tomas decide di prendere delle biciclette e, con altri tre operatori, andare in strada.
La cosa funziona così: tutti i giorni dalle 9 alle 7 di sera si può fare uno squillo a questi street workers e loro chiamano per sapere tu dove sei. Dopo circa 10 minuti al loro arrivo tu puoi chiedere il cambio di siringhe o magari un appuntamento col dottore o con l’avvocato piuttosto che l’assistente sociale e sono subito pronti ad accompagnarti.
Chiaramente si instaura un rapporto di fiducia reciproca e gli utenti non vedono più gli operatori come persone dall’altra parte della barricata, ma come veri amici a cui raccontare i propri problemi e le proprie aspettative.
La missione di questo progetto è di portare i servizi per le strade, appartamenti, piazze, bar, ed ovunque ce ne sia bisogno per fornire informazioni, forniture mediche e consigli ma soprattutto incoraggiare gli utenti ad un cambiamento positivo nel comportamento e il trattamento delle tossicodipendenze.
Lenka del laboratorio artistico quì in via del porto ci ha raccontato che parecchie volte gli street workers hanno salvato tante persone dall’overdose ma non solo. Hanno soprattutto condiviso i problemi dei loro utenti a 360 gradi e ancora adesso continuano a dare supporto psicologico a persone che vivono una vita in profonda solitudine.
Ancora adesso Lenka mantiene contatti tramite email con loro e ci racconta che sono felici che lei abbia cambiato vita e che ha smesso di fare certe cazzate. Questo dimostra un modo nuovo di relazionarsi tra operatori e tossicodipendenti un modo che io definirei alla "pari".
Speriamo che anche quì in Italia si possano fare dei passi avanti per quanto riguarda i rapporti diretti che coinvolgono stili di vita diversi nell’ambito del sociale e più precisamente per quella che viene chiamata la "riduzione del danno".