Archivio per la categoria ‘Uncategorized’

iene di strada

Pubblicato: 11 Maggio 2009 da massitutor in Uncategorized

Nature's Way

Pubblicato: 5 Maggio 2009 da massitutor in Uncategorized

Pubblicato: 3 Maggio 2009 da massitutor in Uncategorized
1 MAGGIO PIAZZA MAGGIORE

Ma la schiavitù non era stata abolita?

Pubblicato: 20 aprile 2009 da massitutor in Uncategorized

LEGGI Io schiavo...

Sono le cinque di un’anonima mattina. Siamo in quindici e stiamo aspettando da circa trenta minuti l’arrivo del solito camioncino. Fa freddo, battiamo tutti i piedi per terra, per non congelarci, per far scorrere un po’ di sangue caldo nei nostri inutili corpi. Sembriamo tanti ballerini di tiptap, ma non ci stiamo divertendo. Sin sono creati alcuni gruppetti, ci siamo divisi in base alle nostre nazionalità. Italiani non c’è ne sono ed io mi sono aggregato ad un gruppo di arabi, mi han accolto volentieri tra loro, forse per il mio aspetto fisico mediorientale. Intorno c’è il nulla, o meglio, ci sono distese di piantagioni di pomodori, erbe officinali, e serre di plastica. Dalle piante si sprigiona un vapore fitto e basso, sembra nebbia che ricopre questa triste realtà. Siamo nei dintorni di aversa, anche se potremmo essere nelle risaie padane, poco cambia, il territorio è anonimo e indefinibile. Dal sentiero di terra battuta, in lontananza, si alza del pulviscolo, segno che il nostro “caporale” sta arrivando a caricarci. Non tutti stamattina avranno il lavoro, solo quelli più abili e più in forze. Io non rischio di certo la disoccupazione.

Il vecchio camioncino fiat si ferma a pochi metri dalla fila, scende solo il capo, mentre l’autista rimane al suo posto col motore acceso pronto a ripartire, il tempo qui è davvero denaro. I pomodori devono essere raccolti in fretta e poi portati ai mercati ortofrutticoli per poi esser venduti ai vari negozianti. Nessuno diventa ricco con questo lavoro, nemmeno il capo. Si tira avanti e questo basta. In questa “cooperativa” veniamo pagati a peso, quindi bisogna lavorare duramente, rompersi il culo e non temporeggiare. Due euro per ogni cassetta piena.

La “pienezza” della cassetta viene sempre decisa dal caporale, qui ognuno pensa a se, fa il suo gioco. Veniamo caricati in undici, gli altri rimangono a terra. Non sembrano tristi, più tardi tenteranno di lavorare come scaricatori al mercato, c’è sempre una seconda occasione per gente come noi.

Una volta sul camioncino il capo urla di partire.

Ora nessuno parla più, sembriamo dei condannati a morte, portati alle nostre gogne. Nel gruppo c’è anche qualche donna, solo ora ci faccio caso. Sono zingare con gonne lunghe e fasce colorate nei capelli. Sono sporche e vecchie, devono però portare soldi ai loro mariti, altrimenti verranno ripudiate dal clan. Intorno c’è silenzio, mi lego un pezzo di stoffa intorno alla bocca, per non inalare la polvere che il camion alza da terra. Gli altri mi guardano straniti, loro ormai non han più speranze, loro hanno i polmoni corrosi da mille di questi fottuti viaggi. Questa è solo la mia seconda volta, devo ancora imparare da loro. La loro pelle è dello stesso colore e consistenza del cuoio, come la carnagione di alcuni miei amici nativi americani. Siamo gli “indiani napoletani”. Siamo nulla.

Il mezzo si ferma bruscamente, scendono entrambi gli uomini e sempre urlando ci impongono di scendere alla svelta, davanti a noi si estendono ettari ed ettari di piante di pomodori. Le cassette vuote sono già lì che ci aspettano. l’autista ci consegna una cassa a testa e poi urla “AL LAVORO!”.

Lentamente, senza fretta ognuno prende la sua posizione, la sua fila di piante ed inizia. Io mi son portato un pezzo di corda, da legarmi intorno alla vita e con la cima libera avvolgo un manico della cassetta, così che questa mi seguirà passo passo, come un fedele cagnolino che diventerà minuto dopo minuto sempre più pesante. Questo trucco me lo insegnò un vecchio marocchino, lui sapeva tutto della vita.

Lavoro da trenta minuti e ho le gambe che mi tremano e la schiena che scricchiola, forse morirò qui, concimando questa piantagione, e nessuno se ne accorgerà mai. Mi guardo intorno e scorgo gli altri piegati in avanti, intenti a lavorare. Sembriamo quegli uomini di colore che lavoravano nelle piantagioni di cotone qualche secolo fa negli stati sudisti della liberale America.

Ma la schiavitù non era stata abolita?
La prima cassetta è piena, la lascio qui, corro al camion e ne prendo un’altra, l’autista mi vede e mette un segno sul quaderno con la sua penna nera. Solo lavorando senza interruzioni si può sperare di guadagnare qualcosa. Qualche mio compare di sventura ha già abbandonato la sua postazione, il caldo inizia a farsi sentire, ha lasciato la sua cassa semivuota lì, come una boa a segnalare il suo passaggio.

Dopo due ore di lavoro mi prendo una pausa, cerco una sigaretta nel pacchetto spiegazzato e l’accendo. Ho riempito 5 casse, diciamo metà lavoro, puzzo di sudore, sono sporco di terra, ho la terra infilata sotto le unghie, le dita sono arrossate, le piante di pomodori han delle piccole spine, quasi invisibili, che ti si piantano nella pelle, e non puoi eliminarle, devono esser assorbite dal tuo organismo. A metà sigaretta assisto ad una scena assurda. Le donne, mentre lavorano piegate, allargano le gambe e pisciano. Non possono permettersi di perdere altro tempo per i bisogni fisiologici. Vengono già preparate non indossando le mutande.
Spengo la cicca sulla terra nera, col mio tallone. Guardo avanti a me e non riesco a scorgere nulla di definibile, solo altre fottute piante di pomodori.

Altre storie, altre faccie, mani, gambe e sudore si possono trovare sui braccianti.bloog.it

Pubblicato: 10 aprile 2009 da massitutor in Uncategorized

In relazione al fenomeno dei "sequestri" temporanei dei manager di multinazionali che licenziano

un mio regalo al sindacato europeo

no-one-will push out-no-one
no-one-will push out-no-one
no-one-will push out-no-one

sulle note di all alone the watchtower


Oggi, 8 marzo 2009

Pubblicato: 8 marzo 2009 da massitutor in Uncategorized

Una storia, una donna Stefania Bassani, poetessa della Bar Boon Band.

Luci accese nei tuoi occhi

Pubblicato: 9 febbraio 2009 da massitutor in Uncategorized
love_park

Luci accese
nei tuoi occhi
in un giorno di sole,

che illumini il tuo amore
sempre ove porterà a sedersi
e ad ascoltare

bellissime parole d’amore
e finalmente ascolterai
le parole del tuo cuore

dove tu lo sentirai battere forte
lui ti ama davvero e tutte le volte
si entra in quell’emozionante cosa
che è il succo della vita
che si beve tutte due insieme
come l’aperitivo prima di far l’amore

dove noi in quanti poi
poi… saranno, quanti giorni
i nostri occhi si vedranno
giorni felici giorni d’amore
dentro il cuore dove ci
si sente di stare vicini
vicini e andare

in tutte le vie, in tutte le strade
che portano in via,
in via dell’amore.

luci accese nei tuoi occhi
in un giorno di sole
che illumina il tuo amore

luci accese nei tuoi occhi
in un giorno di sole
che illumina il tuo amore

luci accese nei tuoi occhi
in un giorno di sole
che illumina il tuo amore

WOMAN

Pubblicato: 6 gennaio 2009 da massitutor in Uncategorized

risate & eros

Pubblicato: 2 dicembre 2008 da massitutor in Uncategorized

woman_flowerQuasi una mia invenzione la satira erotica tanto per dare una trama alle solite notti di sesso, quando per curiosità si vorrebbe sapere tutto, ma alla fine non si sa niente, e quello che si viene a sapere e quello che la suocera è riuscita a sentire col bicchiere attaccato alla porta.

POI TE LO DIRÒ

Pronto chi rompe?
a sei tu cara
  ‘carissima’ ah sai quando mi svegli
di colpo al mattino
e io c’è l’ho ……..

aiuto mi mangia!
col tu tu
come un treno che va forte
e lascia la scia

alla seconda volta
mi dice: non andare via
la cosa continua
tra il dire e il fare
cara lì non mi baciare
mi fai solletico
ha, ha, ha, ha

sali scendi sali scendi
dimmi tutte le parole
di questa poesia, poi verrò
e tu verrai con me
orgasmica follia
e voi fate la guerra
uno schifo

invece noi andiamo avanti
per di qui e per di la
che sinfonia
è meglio ripassar ancora
questa poesia e quando
la sapremo a memoria
bè poi te lo dirò

 

Saran solo canzoni

Pubblicato: 8 ottobre 2008 da massitutor in Uncategorized
NadaStamattina mi sono alzato, ho riempito un bicchiere di acqua minerale gasata, ho aggiunto una puntina di zucchero ottenendo così una giusta reazione chimica; sopratutto ho pensato a NADA alla ricerca di belle musiche è ho scritto questo brano.

sarano solo canzoni
le mie parole
che nascono del cuore
migliaia di amori
che ho dentro di me
cento vite vorrei
dedicare a te

come tu dedicherai a me
tutta la tua passione
tutta la tua musica
e poi chi le canterà
saran canzoni…
canzoni d’amore
canzoni canzoni
canzoni d’amore

suonerai per me
mentre io aggiungerò
le mie parole
quando le canzoni
nascono dall’amore

perchè ci piace
vivere accanto
vivere insieme
vivere vivere
vivere, scrivere
scrivere e suonare

mentre il tempo vola via
come i giorni, giorni d’amore
saran solo canzoni
le mie parole
che nascono dal cuore
migliaia di amori
che ho dentro di me
cento vite che vorrei
dedicare a te

saran solo canzoni
le mie parole
che nascono dal cuore
migliaia di amori
che ho dentro di me
cento vite che vorrei
dedicare a te

suonando suonando
suonando suonando
cantando cantando
suonando, suonando
cantando, cantando