Cami, Milla, Millina… comunque la si voglia chiamare Camilla è la nuova iena di strada. Una iena un po’ fragile e, in questo momento, con qualche ferita da curare. E’ un modo anche questo per salutarla e farle tanti auguri. Un abbraccio.
Cosa scrivo e per chi? Per noi tutti. Di un lungo anno di Asfalto e un po di me.
A Natale di un anno fa non vedevo la speranza e volevo entrare a "Sampa". Pensavo che potevo andare solo li per risolvere i miei problemi.
Però! Non mi hanno preso.
Pensavo che mi fosse cadutto tutto addosso, che era finito tutto. Ero distrutto, deluso, non avevo la speranza. Ho passato tutta la lunga note di Natale nel grande bidone del rusco per il cartone, vicino a un supermercato. Pensavo che era meglio morire. Non lo auguro a nessuno.
Mi pasavano per la testa mile pensieri: ero spaventasto all’idea di partire da zero. Senza nessuna idea senza niente. Qui a Bologna Asfalto andava avanti e per me era l’unica speranza; mi hanno datto una piccola borsa lavoro qui al laboratorio e mi tocava andare piano piano avanti. Mi rimaneva solo di lavorare e sperare le cose andassero sempre meglio.
Dopo un po’ la coop "La Strada" mi ha offerto di ricostruire il loro sito internet www.cooplastrada.it. E così ho iniziato a collaborare con la cooperativa, dove lavoro ancora adesso. Lavoravo alla gestione dei bagni, adesso lavoro al canile. E’ un lavoro molto duro e che non mi piace, però credo in un futuro migliore. Intanto continuavo a frequentare il laboratorio e Asfalto mi riempiva il tempo libero.
Perchè vi scrivo queste cose? Perche adesso ho capito che se c’è l’impegno i risultati arrivano sempre. Dopo l’estate mi sono divertito nello stand della cooperativa alla festa dell’Unità. E’ stato duro questo anno, però ne valeva la pena: adesso ho un contratto con la coop La Strada e posso andare avanti. Una piccola sicurezza. Adesso continuo a lavorare al canile, non è un lavoro che mi soddisfa però è necessario. Inoltre proverò anche a lavorare nel laboratorio come assistente e per me questi sono passaggi importanti. Adesso anche una nuova gratificazione: con www.cooplastrada.it abbiamo vinto un premio nazionale di Legacoop per i miglori siti internet cooperativi. Per me è stata una sorpresa eccezionale, che non mi sarei mai aspettato. Vincere il premio è stata una cosa importantissima, ma andarlo a ritirare, insieme a Massimiliano, è stato ancora più bello: io non ho viaggiato molto e vedere Roma per la prima volta è stato molto emozionante.
Che voglio dire con questo? Posso assicurarVi che vale la pena impegnarsi e tirare avanti con tutto il lavoro quotidiano. Perche adesso veramente sto racogliendo un po’ di frutti; solo che questo non è la fine, ma è solo l’inizio. Ho assaggiato come può essere la vita bella e che vale la pena andare avanti.
Non so se la rete mi ha salvato la vita, magari è così, magari no. Però posso dire che Asfalto mi ha aiutato tanto. Asfalto è un gruppo che sta crescendo in continuazione, sta diventando un gruppo molto forte che può aiutare a molti di voi. Cominmcia ad essere una voce, in città, che è ascoltata da tante persone, nel circolo del sociale, ma non solo.
Vi saluto tutti quanti e buon Natale da chi un anno fa credeva di essere finito, mentre oggi si sente solo all’inizio.
Anzi, vi propongo, facciamoci un proponimento prima dell’anno nuovo: qual’è la cosa più importante che vorreste ottenere nel 2008?
Il mio periodo "NO" sta lentamente passando, grazie sopratutto al fatto che mi sto impegnando sul lavoro con Pierone al BICICENTRO, che non avrei mai pensato che mi piacesse. Faccio per ora 3 ore al giorno ma che presto diventeranno 6 in accordo con la borsa lavoro, così che le mie ore in giro a far nulla diminuiranno, e questo a parer mio è solo un BENE. Colgo l’occasione per augurare a tutti un BELLISSIMO NATALE e un FELICE ANNO NUOVO.
Ciao a tutti.
Che dire? Pietà… Il nostro duca si appropria dello strumento telecamera e spara voti e sentenze a raffica. Alla prossima Iena!
Calamità naturali, danni comunali
Pubblicato: 12 dicembre 2007 da massitutor in civiltà, dormire, inchieste, politica
Come tutti gli anni ritorna il modesto problema dell’"emergenza freddo" e come tutti gli anni viene da ridere che si parli di emergenza per una cosa che è naturale e che avviene da milioni di anni. Nonostante tutto il freddo continua ad essere considerato una calamità naturale e la protezione civile dirama l’allarme, come se Gozzilla avesse cominciato a calpestare auto e persone. Comunque sia le cose stanno così: a Bologna la struttura adibita all’accoglienza straordinaria delle persone che vivono in strada è in via del lazzaretto, vicino al dormitorio Zaccarelli; tutto era pronto e, dopo aver fatto congelare un po’ le persone fuori finchcè non fosse bello freddo davvero, si è pensato di aprire lunedì scorso. Ma qualcosa è andato storto: il riscaldamento non funzionava e le persone che si sono presentate lì sono state rispedite in via Lombardia, struttura di accoglienza che puntualmente si è rivelata piena. Alcuni erano fuori dallo Zaccarelli ad aspettare dalle 15 del pomeriggio, altri si sono trovati a dormire fuori di nuovo. E qualcuno forse avrà pensato: "ma sì!… una notte fuori in più o in meno che differenza fa?!".
Il Comune dice che aveva fatto le prove e che tutto funzionava, gli operatori sono lì pronti a scattare dal primo di dicembre eppure qualcuno, che sicuramente sta con i piedi al caldo, non ha calcolato qualcosa, ha preso alla leggera i tempi di attivazione, ha dimenticato di fare una comunicazione…boh?! Fatto sta che l’"emergenza freddo" a Bologna apre questa sera. Un piccolo capannone con 45 brandine militari stile lettino da spiaggia (l’anno scorso erano 50). Vi si accede solo tramite invio da servizi e liste comunali; la permanenza è di una settimana per persona: 15 persone vengono inviate dalla "Lista unica" di via Sabatucci; 10 dal Centro diurno di via del Porto; 5 persone dal Servizio Mobile di Piazza Grande e 15 dall’Unità di strada.
Crediamo che la richiesta minima che si possa fare siano le scuse pubbliche, da parte di chi ha sbagliato in Comune; inoltre crediamo che in una città come Bologna, anche se è una specie di "metropoli fallita", si dovrebbe pensare ad un calendario fisso nel quale aprire una struttura di accoglienza straordinaria.
A Milano, per esempio, l’emergenza freddo (per 300 o 400 persone!) è fissata dal 15 novembre fino a Marzo. Torneremo presto su questo argomento con una completa panoramica della gestione dell’emergenza freddo nelle principali città italiane. Per cui state collegati.
Il Gruppo Asfalto
Oggi ho incontrato un ragazzo che è stato in carcere. E’ tornato al laboratorio dopo una breve permanenza presso la casa circondariale cittadina. "Breve": breve magari sarà per me che ogni sera torno a casa. Comunque: è finito lì per un fatto stupido, una storia da poco, come spesso capita qui in via del Porto: ci si capita con la stessa facilità della prigione del Monopoli. Ogni mattina tiri i dadi e se capita il tuo turno passi anche dal carcere; diventa un fatto "normale", o quanto meno una tappa fra le altre, purtroppo. Purtroppo anche che la stessa cosa non valga per tutti i cittadini di questo paese, ma questa è un’altra storia. Abbracciare qualcuno che è appena uscito dal carcere è una cosa difficile da raccontare. E’ un metallo freddo, avvolto nel cuoio, che vibra allo stesso tempo della sua durezza appena nata e dell’incontenibile vitalità che lo attraversa. E’ un odore ruvido, pieno di spigoli e la luce negli occhi sembra dire una sola cosa: "ora potrà solo andare meglio". La letteratura e la cinematografia internazionale a questo punto prevederebbero scene di ballo collettivo, canzoni in onore del ritrovato e storie ai confini della realtà raccontate dal Nostro davanti ad un cerchio di amici assorti ed assortiti, ma qui, in via del Porto, nella realtà… non succede niente di tutto questo. Un saluto, una pacca sulla spalla e via, si ricomincia: "ci si rivede" come prima, "come ti butta?" come prima… e "ce l’hai una sigaretta?" come prima. Un caffé nei bicchieri di plastica e al prossimo giro. Questa non è superficialità: questo è il Centro diurno, questa è la realtà e giustamente le cose vanno affrontate con rispetto e pudore. E alle cose peggiori è il caso di passargli accanto in silenzio, così: leggeri, come se niente fosse.
3 chitarre che suonano
E Andrea che canta
Una canzone per te
Per te che ascolti
E accendi un’accendino
Piccole luci
Piccoli amori
Talmente piccolo
Ma intenso
Quanto intenso
Il lavoro di una formica
Tre chitarre che suonano
E Andrea che canta
Il suo amore come
Un inno di gloria
Andrea che pensa
Andrea che va
Andrea che cerca
Il suo amore
C’è chi scrive le
Parole son già una canzone
Mentre tre chitarre suonano
E Andrea che canta
Una canzone per te
Una canzone d’amore
Gioco di cuore e
Di parole
3 chitarre che suonano
E Andrea che canta
Una canzone per te
Una canzone per te
Una canzone d’amore
Gioco di cuore
E di parole
Che cosa aggiungere? No. Non è Charles Bronson! E’ il nostro grande capo… e noi lo seguiamo.

Questa mattina un amico passa qui in laboratorio e mi dice: <<mi è successa una cosa pazzesca in una cabina del telefono, ce l’hai un cacciavite? vieni a vedere>>. Ovviamente rispondo mandandolo a quel paese, ma in quanto a dritte sulle modestie della strada costui non mi ha mai tradito, allora decido di prendere ‘sto cacciavite e incuriosito vado a vedere. In pratica qualche lestofante ha ordito questa truffa qua: ha messo delle viti per incastrare lo sportellino del resto delle monete, così che queste non scendano nell’apposito spazio. Poi presumo che il genio della truffa abbia pensato ad una ronda per andare periodicamente a riscuotere il malloppo di cabina in cabina. Gran sbattimento insomma per pochi spiccioli. Sarà sicuramente uno straniero… già perchè le truffe gli italiani le fanno su ben altre cifre e ad altri livelli: dal Parlamento alle banche in giù.
