Che dire? Pietà… Il nostro duca si appropria dello strumento telecamera e spara voti e sentenze a raffica. Alla prossima Iena!
Archivio per dicembre, 2007
Calamità naturali, danni comunali
Pubblicato: 12 dicembre 2007 da massitutor in civiltà, dormire, inchieste, politica
Come tutti gli anni ritorna il modesto problema dell’"emergenza freddo" e come tutti gli anni viene da ridere che si parli di emergenza per una cosa che è naturale e che avviene da milioni di anni. Nonostante tutto il freddo continua ad essere considerato una calamità naturale e la protezione civile dirama l’allarme, come se Gozzilla avesse cominciato a calpestare auto e persone. Comunque sia le cose stanno così: a Bologna la struttura adibita all’accoglienza straordinaria delle persone che vivono in strada è in via del lazzaretto, vicino al dormitorio Zaccarelli; tutto era pronto e, dopo aver fatto congelare un po’ le persone fuori finchcè non fosse bello freddo davvero, si è pensato di aprire lunedì scorso. Ma qualcosa è andato storto: il riscaldamento non funzionava e le persone che si sono presentate lì sono state rispedite in via Lombardia, struttura di accoglienza che puntualmente si è rivelata piena. Alcuni erano fuori dallo Zaccarelli ad aspettare dalle 15 del pomeriggio, altri si sono trovati a dormire fuori di nuovo. E qualcuno forse avrà pensato: "ma sì!… una notte fuori in più o in meno che differenza fa?!".
Il Comune dice che aveva fatto le prove e che tutto funzionava, gli operatori sono lì pronti a scattare dal primo di dicembre eppure qualcuno, che sicuramente sta con i piedi al caldo, non ha calcolato qualcosa, ha preso alla leggera i tempi di attivazione, ha dimenticato di fare una comunicazione…boh?! Fatto sta che l’"emergenza freddo" a Bologna apre questa sera. Un piccolo capannone con 45 brandine militari stile lettino da spiaggia (l’anno scorso erano 50). Vi si accede solo tramite invio da servizi e liste comunali; la permanenza è di una settimana per persona: 15 persone vengono inviate dalla "Lista unica" di via Sabatucci; 10 dal Centro diurno di via del Porto; 5 persone dal Servizio Mobile di Piazza Grande e 15 dall’Unità di strada.
Crediamo che la richiesta minima che si possa fare siano le scuse pubbliche, da parte di chi ha sbagliato in Comune; inoltre crediamo che in una città come Bologna, anche se è una specie di "metropoli fallita", si dovrebbe pensare ad un calendario fisso nel quale aprire una struttura di accoglienza straordinaria.
A Milano, per esempio, l’emergenza freddo (per 300 o 400 persone!) è fissata dal 15 novembre fino a Marzo. Torneremo presto su questo argomento con una completa panoramica della gestione dell’emergenza freddo nelle principali città italiane. Per cui state collegati.
Il Gruppo Asfalto
Oggi ho incontrato un ragazzo che è stato in carcere. E’ tornato al laboratorio dopo una breve permanenza presso la casa circondariale cittadina. "Breve": breve magari sarà per me che ogni sera torno a casa. Comunque: è finito lì per un fatto stupido, una storia da poco, come spesso capita qui in via del Porto: ci si capita con la stessa facilità della prigione del Monopoli. Ogni mattina tiri i dadi e se capita il tuo turno passi anche dal carcere; diventa un fatto "normale", o quanto meno una tappa fra le altre, purtroppo. Purtroppo anche che la stessa cosa non valga per tutti i cittadini di questo paese, ma questa è un’altra storia. Abbracciare qualcuno che è appena uscito dal carcere è una cosa difficile da raccontare. E’ un metallo freddo, avvolto nel cuoio, che vibra allo stesso tempo della sua durezza appena nata e dell’incontenibile vitalità che lo attraversa. E’ un odore ruvido, pieno di spigoli e la luce negli occhi sembra dire una sola cosa: "ora potrà solo andare meglio". La letteratura e la cinematografia internazionale a questo punto prevederebbero scene di ballo collettivo, canzoni in onore del ritrovato e storie ai confini della realtà raccontate dal Nostro davanti ad un cerchio di amici assorti ed assortiti, ma qui, in via del Porto, nella realtà… non succede niente di tutto questo. Un saluto, una pacca sulla spalla e via, si ricomincia: "ci si rivede" come prima, "come ti butta?" come prima… e "ce l’hai una sigaretta?" come prima. Un caffé nei bicchieri di plastica e al prossimo giro. Questa non è superficialità: questo è il Centro diurno, questa è la realtà e giustamente le cose vanno affrontate con rispetto e pudore. E alle cose peggiori è il caso di passargli accanto in silenzio, così: leggeri, come se niente fosse.
3 chitarre che suonano
E Andrea che canta
Una canzone per te
Per te che ascolti
E accendi un’accendino
Piccole luci
Piccoli amori
Talmente piccolo
Ma intenso
Quanto intenso
Il lavoro di una formica
Tre chitarre che suonano
E Andrea che canta
Il suo amore come
Un inno di gloria
Andrea che pensa
Andrea che va
Andrea che cerca
Il suo amore
C’è chi scrive le
Parole son già una canzone
Mentre tre chitarre suonano
E Andrea che canta
Una canzone per te
Una canzone d’amore
Gioco di cuore e
Di parole
3 chitarre che suonano
E Andrea che canta
Una canzone per te
Una canzone per te
Una canzone d’amore
Gioco di cuore
E di parole
Che cosa aggiungere? No. Non è Charles Bronson! E’ il nostro grande capo… e noi lo seguiamo.

Questa mattina un amico passa qui in laboratorio e mi dice: <<mi è successa una cosa pazzesca in una cabina del telefono, ce l’hai un cacciavite? vieni a vedere>>. Ovviamente rispondo mandandolo a quel paese, ma in quanto a dritte sulle modestie della strada costui non mi ha mai tradito, allora decido di prendere ‘sto cacciavite e incuriosito vado a vedere. In pratica qualche lestofante ha ordito questa truffa qua: ha messo delle viti per incastrare lo sportellino del resto delle monete, così che queste non scendano nell’apposito spazio. Poi presumo che il genio della truffa abbia pensato ad una ronda per andare periodicamente a riscuotere il malloppo di cabina in cabina. Gran sbattimento insomma per pochi spiccioli. Sarà sicuramente uno straniero… già perchè le truffe gli italiani le fanno su ben altre cifre e ad altri livelli: dal Parlamento alle banche in giù.
Ci siamo divertiti a emulare lo stile di intervista delle Iene e, a modo nostro, accesa la scrausa webcam del laboratorio, abbiamo passato in rassegna i membri del gruppo qui al Centro diurno, facendo a tutti le stesse domande su vari argomenti: dalla vita in strada agli aneddoti personali, dai servizi sociali al pensiero del futuro. Buona visione. E ripeto: il massimo rispetto a chi, come loro, ha il coraggio di metterci la faccia.
E’ la volta di Patty: a portare la sua testimonianza con idee chiare e una propensione per i voti bassi. Ci scusiamo con la qualità delle immagini, che non permette di apprezzare i suoi bellissimo occhi.

Azouz Marzouk, arrestato ieri per una presunta storia di traffico di droga, è stato raggiunto in carcere da un nuovo avviso: Amanda Knox lo accuserebbe di essere lui il dodicesimo uomo (forse il corriere della cocaina?) presente nella stanza di Meredith Kercher la notte del massacro di Helloween. Scagionando così definitivamente Patrick Lumumba, il fidanzato Raffaele Sollecito, due bidelli dell’Università di Perugia, Bruno Vespa ed Enrico Mentana. Azouz, dietro ai suoi soliti occhiali di Prada e stretto nei suoi nuovi Jeans Rom (dell’omonimo testimonial) si è detto tranquillo del suo alibi per quella sera "Ero ospite a Matrix…" e soprattutto ha fiducia nella professiaonalità della procura di Garlasco – alla quale è stato affidato il caso per problemi di incompatibilità ambientale – e attende i risultati della scientifica del laboratorio delle Iene. I difensori di Alberto Stasi, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco si sono detti disponibili a difendere Azouz, entrando così in competizione con la stessa candidatura dell’avvocato Carlo Taormina che recentemente aveva dichiarato "volevo difendere Saddam Hussein, ma l’hanno giustiziato… non lascerò che succeda ancora! Non lascerò che succeda ad Azouz!".
Oggi giornata mondiale lotta all’Aids, i dati regionali
Oggi venerdì 1 dicembre è la Giornata mondiale per la lotta all’Aids. Con lo slogan "Ferma l’Aids. Mantieni la promessa" l’iniziativa pone l’attenzione su un fenomeno di cui si parla meno rispetto al passato, ma che anche in Italia e in Emilia-Romagna non diminuisce e mostra anzi una costante stabilità, sia per i nuovi casi di Aids che per il numero di persone sieropositive.
La Giornata è l’occasione per fare il punto sulla prevenzione – tenendo conto che ormai il virus Hiv è a prevalente trasmissione sessuale – e sui risultati e le prospettive nella cura della malattia. Per tutta la giornata e nei giorni a seguire iniziative di informazione e sensibilizzazione sono proposte in Emilia-Romagna dalle Aziende sanitarie, dagli Enti locali, dalle associazioni di volontariato.
In Emilia-Romagna dopo la forte diminuzione di nuovi casi registrata negli anni Novanta, dal 1999 si registra una sostanziale stabilità. Nel confronto nazionale, l’incidenza dei nuovi casi di Aids nel 2005 è di 3,5 ogni 100mila abitanti, con una lieve flessione rispetto all’anno precedente (3,9), un dato che pone la regione al secondo posto, dietro la Lombardia. Stabile la stima delle persone sieropositive, tra 6.000 e 9.000.
Aumenta la sopravvivenza delle persone malate, grazie all’uso di terapie che rallentano il progredire della malattia e riducono il rischio di sviluppare patologie correlate. L’efficacia delle terapie antiretrovirali è considerata la causa più plausibile per spiegare la flessione di nuovi casi di Aids registrata negli anni scorsi, più che la riduzione effettiva delle infezioni.
Continua ad essere inadeguata la percezione del rischio: anche in Emilia-Romagna la modalità prevalente di trasmissione del virus negli ultimi anni è il contatto eterosessuale; ed è sempre alta la percentuale di persone che scoprono di essere sieropositive solo quando viene fatta la diagnosi di Aids. Tuttavia, almeno rispetto a quest’ultimo fenomeno, vi sono segnali di una inversione di tendenza: i dati dell’Osservatorio provinciale di Modena – che focalizzano l’attenzione sulla sieropositività – evidenziano una diminuzione delle persone che scoprono la propria sieropositività già in Aids. Il segnale è importante perché una diagnosi anticipata, e quindi il ricorso al test Hiv, permette di intervenire tempestivamente con la terapia farmacologia.
La Regione Emilia-Romagna, con una delibera del 2006, ha messo in campo oltre 2milioni di euro (2.270.241 euro) per finanziare progetti per la formazione degli operatori e di informazione e prevenzione dei comportamenti a rischio, in particolare rivolti ai giovani e agli immigrati. La Regione inoltre attivato, già da alcuni, servizi specifici:
– il telefono verde Aids 800 856080, gratuito sia da telefono fisso che da cellulare, che offre la possibilità di prenotare il test HIV in forma anonima, oltre a dare informazioni sui rischi di infezione e sulla malattia. Il telefono, gestito dall’Azienda Usl di Bologna, è attivo 24 ore al giorno, la presenza di operatori è assicurata tutti i pomeriggi feriali dalle ore 15 alle ore 18;
– il sito internet Helpaids che offre (in forma anonima, attraverso email criptate) consulenze specialistiche di medici e psicologi e informazioni sull’infezione e sulla malattia; nel 2006 il sito è diventato a tutti gli effetti un servizio regionale, dopo essere stato curato nella prima fase dall’Azienda Usl e dall´Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena.
Il fenomeno Aids in Emilia-Romagna
I dati sui casi di Aids notificati nel territorio regionale sono elaborati dal Servizio sanità pubblica della Regione.
Dopo un’importante diminuzione dell’incidenza (nel ’95 il tasso per 100.000 abitanti era 14,5, nel 1999 era 4,3) i nuovi casi di Aids in Emilia-Romagna da sette anni registrano una sostanziale stabilità: 4,2 nel 2001, 3,9 nel 2002, 4,1 nel 2003, 3,9 nel 2004, 3,5 nel 2005 (fonte: Coa, Centro operativo Aids dell’Istituto superiore di sanità, che considera il numero delle notifiche pervenute in ciascun anno in esame).
Il dato del 2005 è calcolato tenendo conto dei ritardi di notifica (il tempo che intercorre tra la data di diagnosi e il momento in cui la segnalazione perviene al Coa).
I casi di Aids notificati dalle strutture sanitarie regionali nel periodo 1984/2005 sono 5.975 (5.436 i residenti).
In Emilia-Romagna, nel periodo 2000/2005, il 43% delle persone si è scoperto malato senza essere venuto prima a conoscenza di essere sieropositivo.
La modalità di trasmissione prevalente del virus è il rapporto eterosessuale: nel triennio 2003/2005 ha riguardato il 61% delle donne e il 38% degli uomini; il contagio per via parenterale – con iniezioni – che fino alla fine degli anni ’90 era la modalità di trasmissione prevalente, ora riguarda il 33% delle donne e il 29% degli uomini.
Le persone sieropositive in Emilia-Romagna sono stimate tra 6.000 e 9.000. L’andamento dei nuovi casi, negli ultimi dieci anni, registra una sostanziale stabilità.
Il numero dei bambini con infezione da HIV si è ridotto progressivamente nel tempo e in modo significativo, grazie all’adozione di protocolli di prevenzione e profilassi. Nel 2004, ultimo anno con dati completi, i nati da madre con infezione da Hiv sono stati 31, di questi 1 bambino risultava sieropositivo.
Le terapie antiretrovirali hanno determinato migliori condizioni di vita delle persone sieropositive e delle persone malate, anche per questo la Regione Emilia-Romagna negli ultimi anni ha promosso modalità di assistenza più vicine ai loro bisogni.
Questo ha portato a una diminuzione dell’assistenza in ospedale (sia per quanto riguarda il ricovero ordinario che in day hospital) in favore di un aumento dell’assistenza ambulatoriale (con possibilità di fornire a domicilio i farmaci antiretrovirali), dell’assistenza a domicilio e dell’assistenza in case alloggio.
Nel 2005, il 30,8% dei malati di Aids ha usufruito di assistenza domiciliare o di assistenza in case alloggio. Nell’anno esaminato, peraltro, si è registrato un significativo aumento dei dati sull’assistenza ospedaliera in day-hospital, un incremento dovuto all’attività nel Policlinico di Modena dell’ambulatorio multispecialistico di clinica metabolica, rivolto alle persone con infezione da Hiv e lipodistrofia, centro unico di questo tipo in Italia.
Fonte: Bologna2000
