
h 14.30–16.00 Sala Borsa, terzo piano
Sarà presentato il percorso “Bologna senza fissa dimora”.
Progettato in collaborazione con "Piazza Grande","Cooperative La Strada" e "La Rupe", "Urban Center" e "Mappe Urbane". Al termine premiazione dei vincitori del concorso giornalistico Transeuropa, un premio per nuove voci dell'informazione organizzato dal festival. www.transeuropafestival.eu
Tour Bologna Senza Fissa Dimora
Clicca QUI per la mappa online del percorso
Il percorso guidato da persone senza fissa dimora è effettuato da esperti conoscitori di Bologna, cerca di mostrare un altro modo di vivere e percorrere la città, mettendo in luce la mobilità sotterranea e spesso ignorata di coloro che hanno come dimora la città stessa. Scopriremo diverse percezioni della città e differenti modi di usufruirne, ma anche significati condivisi e programmi comuni.
Partenza:
h 16.00-18.00 Sala Borsa, Piazza Nettuno
Percorso:
* Sala Borsa: partenza con letture di impressioni dalla strada “La Piazza del Sole”
* Bagni Via IV Novembre: un crocevia, una sosta veloce
* Via Nosadella 34 (Congregazione "Sorelle dei poveri"): l'inizio della giornata, la Prima Colazione
* Via Santa Caterina, di fronte al civico 59 Mensa serale della fraternità (Caritas): un traguardo importante, un'accoglienza per chi ha girato e sperato
* Via Petralata 58/60. Sportello Sociale Quartiere Saragozza: la risposta istituzionale ai bisogni
* Il tour si concluderà con un aperitivo in Piazza S.Francesco 4 al Bar "Dè Marchi"
EXTRA festival: l'appuntamento OFF della giornata bolognese è la performance multimediale
“Diario di un operatore di merda” al "Club66", in via del Pratello 66 alle 22.00
Ci allieteranno musicalmente:
Diego D'Agata: Voce-basso
Michele Freguglia: beatbox-basso-samples
Maxmanz: Live Drawing
http://www.myspace/operatoredimerda – www.operatoredimerda.splinder.com
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Vedi anche le altre mappe di Asfalto
Vagabond Geographic
La mappa dei servizi di Bologna (2009)
I luoghi della vita (io sono stato qui)
http://picasaweb.google.it/s/c/bin/slideshow.swf
si ringrazia Gloria per le foto



SOFIERO
TENNENT’S
BJORN
LAPIN KULTA
La birra per me è un arte, dietro c’è un procedimento che coinvolge non solo la parte meccanica, ossia lavorazione e macchinari per la produzione, ma è proprio uno status simbolo di certi paesi come Olanda, Irlanda, Danimarca e via via. La birra da secoli è una bibita semplice in se stessa, ma socialmente ha cambiato aspetti della vita quotidiana. Per me addirittura ha cambiato anche il modo di viaggiare, nel senso che tante volte ho scelto dei posti dove c’era la birra buona, perchè semplicemente la birra mi piace. Quando ho cominciato a bere la birra avevo circa undici anni, lavoravo con dei muratori a casa mia, praticamente li aiutavo a costruirla da Aprile a Settembre, e bevevo una birra leggera da 33cl, ma dopo un po di tempo mezza cassa la bevevo solo io. Crescendo ho cominciato a bere una birra abbastanza forte ma gustossisima per me, la francese Dudemon, ero giovane e prendevo delle ciocche incredibili, poi verso i vent’anni sono entrato in stato di saturazione e tutt’ora dopo 15 anni non riesco più a berla. Viaggiando molto ho avuto la fortuna di apprezzare altre birre, che bevendole nel posto di origine cambia gusto, sembra una fesseria ma è vero. A Granada preferivo l’Alambrha un pò dolce col retro gusto secco, in germania la paulaner buona e da pasto, ma senza dubbio la più buona è la birra dei frati, franz e qualcosa, bianca, nera e classica. Sia la bianca che la nera sono di alta gradazione, tutt’è due dolci, ma la bianca sicuramente più bevibile e più forte, mentre la bionda va bene anche da pasto. Un discorso a parte merita la mitica guinnes, sicuramente una birra di alta qualità che ti permette di bere e di accorgerti quando è il caso di piantarla di bere: è una delle mie preferite e anche delle più costose, ma lo sperpero denaroso lo merita tutto. Ora in periodo di decadentismo economico molta gente compreso io ci affidiamo alle birre più commerciali ed economiche nonchè di alta gradazione: abbiamo la Atlas da otto gradi e mezzo, che per un periodo è stata messa al bando perchè dava proprio dipendenza da Atlas, la Graffenwalder (c’è anche leggera) di gradi ne ha 7,9, la bevo ognitanto ma da quando ho assaggiato la 7,9 della Echbaum non l’ho più lasciata costa poco ed ottima tra le birre scadenti.

Recentemente sono state commercializzate la lattina da 50 cl e la bottiglia da 66cl, non sempre però con un buon rapporto qualità/prezzo.

GRAFENWALDER 8.6 – € 0,75 – alc. 7,9% – Germany. Nonostante la "sorella minore", una lager sui 4,5% non sia male, come del resto molte birre tedesche, per molti (me compreso) è la più artefatta (in gergo "benzinata") oltre che insopportabilmente dolce ORANIENBURG – € 0,75 – alc. 8,5% – Holland, "la mia preferita", non troppo dolce, peccato si trovi esclusivamente nei discount, e per giunta nella catena meno diffusa…