Nomadizziamoci! Syusy scende in piazza con la "yurta". Dal 18 al 21 dicembre, chi passerà da piazza Santo Stefano a Bologna potrà vedere (ed entrare dentro) una Yurta, tenda usata come abitazione dalle popolazioni nomadi dell’Asia centrale. È una struttura auto-portante e completamente naturale molto grande: 9 metri di diametro! Ma, vi chiederete voi, cosa ci fa una tenda mongola in centro a Bologna sotto Natale? Cosa si sono inventati stavolta? Belle domande, per rispondere alle quali leggete l’articolo, con un’intervista a Syusy, animatrice del nuovo progetto "Nomadizziamoci".
E ci siamo stati ieri sera dentro alla Yurta. Un pezzo del gruppo Asfalto si è intrufolato nella grande tenda delle tribù nomadi della Mongolia montata in Piazza Santo Stefano: il calore e un dolcissimo profumo ci hanno accolto, avremmo voluto stravaccarci per terra per seguire il dibattito in corso, ma purtroppo il pavimento era umido, pazienza. Tutta l’iniziativa è finalizzata alla sensibilizzazione sui temi dell’abitare eco-sostenibile e anche nell’incontro di ieri si discuteva di alienazione delle città moderne, inquinamento, stagnazione dell’economia. I relatori discutevano di quanto ormai abbiamo già tutti-tutto, di come si sia perso il valore del vivere insieme e in comunità con gli altri cittadini e la Syusy nazionale si avventurava addirittura a denunciare l’arroganza fallocentrica dell’erezione (!) di grattacieli sempre più alti. Contrapposta alla forma femminile della yurta! Tutto molto interessante, ma siccome chi vive questo blog si è dato lo scopo di raccontare il vivere la città da un altro punto di vista: quello della strada, ricordiamo che:
1. vivere in comunione con altre 3, 4, 10 o 30 e più persone come negli stanzoni di certi dormitori non è certo una gran cosa ed è quanto di più lontano da una convivenza civile e pacifica.
2. vivere la strada e dormire alla stazione significa condividere la città con tutti, ma il sentimento che prevale è il freddo e l’isolamento. Dunque le radici dello stare insieme stanno da un’altra parte. Perchè, come diceva lo scrittore Federico Bonadonna vivere in strada è il massimo grado di libertà coniugata alla minore possibilità di esercitarla.
3. non è vero che a Bologna, oggi, tutti hanno tutto: perchè c’è un sacco di gente che non ha niente ed ha anche poche possibilità di avere qualcosa in futuro;
4. crediamo che ognuno abbia il diritto di vivere in una casa vera, dignitosa e non in un dormitorio dove vieni fatto sloggiare ogni 3 o 6 mesi. Una casa dove coltivare la propria vita e la propria intimità. Una casa che sia anche eco-INcompatibile, ma una casa!
Comunque, a parte le polemiche, invitiamo tutti ad andarla a vedere la yurta: perchè è veramente molto bella e il contesto di Piazza Santo Stefano è veramente affascinante, come sempre.
Archivio per la categoria ‘dormire’
Dateci una casa… anche eco-INcompatibile
Pubblicato: 20 dicembre 2006 da massitutor in dormire, gitePYGRUS. Piccolo dibattito
Pubblicato: 20 novembre 2006 da massitutor in dormire, droga, libertà, pensieri in libertà, sogni
Pygrus: che dire di questo aggettivo? che poco si usa, ma così diffuso. Deriva dal latino: significa indolente, nullafacente c’è chi è pigro per un’ ora, chi per un giorno, chi per una settimana e chi trascorre la propria vita "pigrando". Innanzi tutto bisogna fare una classificazione tra "indolente", e "nullafacente", perchè il primo è da casa di riposo, l’altro da C.I.M. (CENTRO IGIENE MENTALE), ma è di queste ultime persone che vorrei fosse oggetto di discussione. Ok. secondo voi "pigri" si nasce oppure si diventa? NEL CORSO DEGLI ANNI? L’ESSERE TUTTI E DUE è ancora più grave. in questo periodo mi capita spesso di dire "Ah sai oggi sto a letto perchè non mi và di farmi una pera e quindi dormo". Purtroppo non succede spesso questo perciò dò la colpa alla pigrizia. La soluzione non ve la do io per il momento perchè vorrei che la trovassimo insieme comunque la metto in fondo alla pagina (capovolta) ok?
Primo principio della dinamica o principio d’inerzia:
Corpus omne preservaare in statu suo quiescendi vel movendi uniformiter in directum, nisi quatenus illud a viribus impressis cogitur statum suum mutare (I. Newton, "Philosophiae Naturalis Principia Matematica"),
OVVERO: un punto materiale isolato (un corpo), in un sistema inerziale, persiste nel suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme.
così…giusto per dare un tono al blog.
IL CENTRO DIURNO: che dire? "guai se non ci fosse" è il punto più bizzarro che abbia conosciuto. Per chi entra per la prima volta lo spettacolo è dei migliori. Diverse teste rivolte su di un tavolo che sembra ci sia appena stata una sparatoria, questo è quello che si nota a primo acchitto nella sala principale, poi ti guardi un pò in giro e vedi gente che và e gente che viene, altri che mangiano altri che guardano "dragon ball" che fai? cerchi di non farti notare tanto cerchi di prendere una sedia senza fare tanto chiasso (tu pensi) in realtà ti hanno già fatto una tac. Ad un certo punto giri lo sguardo verso destra e vedi uno sportello tipo quello della posta con tutta la sua fila, con tutti che chiedono di tutto e di più. Ad un certo punto ti viene voglia di andare in bagno, e ti addentri nella sala attraversi per i tavoli, ad un certo punto c’è una salettina più piccola poi le scale ed infine scese le scale ci sono i bagni. Quando arrivi nella salettina anche lì la scena è da film western: gente che dorme per terra stanchi perchè non hanno dormito tutta la notte. Anche li cerchi di fare un pò di slalom per non schiacciare nessuno. Al di là di tutto, questo è il Centro diurno di via del porto. Dietro questa facciata così bizzarra ci sono delle persone meravigliose con delle problematiche non indifferenti che la gente di questa città dovrebbe avere un pò più di attenzioni al riguardo. A quest’ora cè chi scrive e cè chi dorme e quello che non possono dire loro lo diciamo noi per loro. sperando che qualcuno là fuori ci risponda o per lo meno si faccia vivo. A me personalmente mi è successo questo "ah sai.. ti ho visto in televisione.. dov’è questo laboratorio informatico?" risposta "in via del porto" "ah si ci sono stato una volta ma ho visto tanta gente che dormiva" eh sai cè molta gente che lavora di notte.



come starei?" Si chiama empatia, mai sentita? Purtroppo questo non avviene perché chi di dovere non si preoccupa minimamente di fare questo, perché sono troppo impegnati a fare dell’altro, e tutto il resto passa in secondo ed ultimo piano. Ora ci sentiamo in dovere di sollevare un gran polverone…così farà pure più freddo.

