campi del paleotto per sempre from Asfalto on Vimeo.

Uno di quei giorni magici ed incantati, che ripropongo qui per la prima volta in questo video che immortala il cuore del blog Asfalto in uno dei momenti più alti: i tre fondatori e il grande amico Massimo Macchiavelli con la sua splendida Luce.
Sembrava che tutto dovesse durare per sempre e la scalata alla ribalta fosse solo all’inizio. Invece nei mesi che seguirono a queste immagini Andrej ci ha abbandonato per sempre, Stefano è diventato uno scrittore, il Laboratorio del Centro diurno dove è nato Asfalto è stato chiuso ed io sono rimasto da solo a litigarmi la pagnotta con altri border in lavori che hanno ormai più poco a che fare con il “sociale”. Ma quelle ore trascorse insieme, per una grigliata improvvisata al Parco del Paleotto a sud di Bologna, rimangono lì in eterno.

Certo che avere a che fare con voi “barboni” durante le feste è un bel problema. Durante l’anno è tutto un “Oh dai poi mi chiami eh!”, “Oh mi raccomando. Fatti sentire!”, “E telefona ogni tanto!”. Poi quando arriva il 23 dicembre si spengono i telefoni e ci si fa negare da segreterie telefoniche che mai si ascolteranno. E’ caratteristica di chi vive ai margini quella di diventare dei gatti arruffati nei giorni di festa. Mi ricordo del racconto di Tonino, il primo presidente di Piazza Grande, di come la sua vita si spezzò proprio un 25 dicembre. Da quel giorno beve sempre un po’ di più quel giorno e si rifugia nei suoi fossi.

E anche quest’anno che è il primo insieme a mia figlia appena nata provo a chiamare quei sei o sette numeri di “borders” che ho in rubrica. Molti di questi amici sono ex membri del gruppo che ha dato vita al Blog Asfalto, ed oggi sono per lo più collocati in percorsi di reinserimento o di comunità terapeutica. Ma anche loro si danno alla macchia quasi tutti. Finalmente mi risponde almeno Stefano Bruccoleri, sì quello che è diventato scrittore e mi dice che per Natale mi regalerà alcune copie del suo ultimo libro: L’Allevatore di Farfalle, quanto meno perché c’è dentro la mia prefazione. Sono ansioso di vedere le mie parole pubblicate su un libro.

Mi ritrovo a condividere con Stefano la stessa difficoltà ad accettare serenamente la felicità. E più ti si presenta davanti maestosa e più tremano i polsi.

Dante. Una storia per raccontarle tutte

Pubblicato: 30 novembre 2012 da massitutor in tele asfalto, Uncategorized

Dante, uomo di strada: “l’erotico-eretico”

Una storia raccontata in un video dall’amico di Asfalto Walter Ciusa
Dalle informazioni della Pagina Facebook:

“Questo film racconta una parte, 14 anni, di una parte della vita di Dante Casagrande; “una vita al massimo, o meglio ancora, come direbbe il suo ex compagno di scuola e amico Vasco Rossi , una vita spericolata“. La telecamera di Walter Ciusa lo ha seguito per 14 anni, il materiale cumulato nel tempo era cospicuo, sono stati fatti tagli, permutate immagini, e montato il tutto per rendere l’essenza del personaggio. Senza obbedire ad un criterio cronologico. Dentro il film ci sono i suoi comportamenti, i suoi gesti, le sue frasi ripetute negli anni, ci sono gli episodi salienti. Casagrande che gira ubriaco in notturna e sotto i portici con la bottiglia di vino in mano, imprecando contro il mondo e interrogandosi sul significato della propria arte: “Le opere d’arte sono come i figli, a 20 anni se ne devono andare” Poi nel tempo iniziano i momenti difficili, Casagrande è solo, senza amici; o vediamo di nuovo completamente ubriaco, in una stanza assegnatagli dai servizi sociali dove realizza sculture astratte, e come piu’ volte ha ribadito il Nostro “rappresenta MUTANDE IN SITUAZIONE”, spesso cercando la provocazione. Casagrande- purtroppo ancora non tutti sanno-, è universalmente riconosciuto come” L’Artista delle Mutande”. Girerà l’Italia e l’Europa per diversi anni fino ad arrivare al Museo di Revere, dove le opere sono ad oggi ancora visibili. Troppo giovane al Museo, troppe donne, un uso ed abuso di sostanze alcoliche e di droghe varie fanno di Casagrande un uomo disperato; tenta un paio di volte il suicidio, non vi riesce. Inizia un periodo infruttuoso dal punto di vista artistico, Casagrande sente la necessità di sprofondare, vuole provare quello che altri Grandi hanno provato: “gli stimoli attraverso la distruzione”.… A 45 anni è un cane randagio, senza una meta ben precisa.

Casagrande imparerà ancora di più l’arte di arrangiarsi; per tre anni farà il mimo in giro per l’Italia, spesso in Piazza Maggiore, leggerà le carte nelle osterie, scroccherà qualche pasto ai pochi amici rimasti. Nel 99 il Nostro fù al centro di un importante battage giornalistico: Casagrande è ancora degno del sacramento della comunione dopo 4 matrimoni e 7 figli sparsi per la Penisola? ll Nostro partì, munito di carriolino , alla volta della Capitale.
Un viaggio di sacrificio, a piedi, senza soldi. Un viaggio pieno di speranza. Lì avrebbe chiesto al Pontefice la dispensa per fare la Comunione. Il Papa non lo ricevette. Dal 2002 è in cura sotto l’USL, ha già battuto tutte le case del circondario bolognese, è stato anche al manicomio, sembra che voglia disintossicarsi dall’alcool e che voglia riprendere a fare lo scultore. Staremo a vedere!”

Pane & Internet

Grazie alla collaborazione del progetto regionale Pane & Internet e alla collaborazione dei ragazzi del Centro di accoglienza profughi di via del Milliario è stato possibile realizzare uno dei miei sogni: riportare in vita il laboratorio di computer e farlo dentro alla Sala Borsa. In pieno centro a Bologna.
Certo, il tutto è durato poco più di un mese, ma speriamo sia solo l’inizio per una nuova stagione di integrazione anche attraverso l’alfabetizzazione informatica.

Link  —  Pubblicato: 27 novembre 2012 da massitutor in Uncategorized

A volte ritornano

Pubblicato: 27 ottobre 2012 da analkoliker in alkoliker - il diario, andrej, tutto cominciò così, Uncategorized

Gli ultimi sono sempre ultimi altrimenti si chiamerebbero Primi. Con i Primi non c’è gara ma se ti confronti fra gli ultimi potresti scoprire di essere fra i migliori. Questo è Asfalto!I Primi vanno in paradiso gli Ultimi all’inferno, l’unico luogo in cui mi auguro di essere accolto.Il Paradiso mi risulterebbe insostenibilmente noioso, le persone che ho amato son tutte all’inferno: Caino, Genis Gioplin, mia sorella, una camionata di amici tossici, fidanzate senza denti e non ultimo l’amico Andrej fondatore nel 2006 dei questo spazio insieme a Massimiliano Salvatori ed io.

Certo che se di cognome fai Salvatori poi non puoi sorprenderti se fai amicizia con degli sfigati per ritrovarti per anni nel tunnel del socio assistenziale a chiederti ” Ma chiccazzo me lo ha fatto fare”?
In ogni caso caro Massimiliano, che ti piaccia o no ti sei conquistato un posto in prima fila fra le ceneri dell’inferno.
Prima però ci tocca risollevare questo frammento digitale in cui sono custodite storie belle e storie insostenibilmete dolorose, sporche,candide, storie di persone che della strada anno fatto chi un accampamento temporaneo, transitorio o definitivo e che negli anni si sono raccontati in questo luogo “Asfalto” . Perchè ogni tanto hai bisogno di parlare con qualcuno, di scrivere ciò che ti accade, di essere ascoltato, di raccontarti come anno fatto in questi anni i ragazzi del laboratorio informatico.

Il Mio Diario

L’Allevatore di Farfalle

Pubblicato: 26 ottobre 2012 da massitutor in alkoliker - il diario, stra-cult, viaggio

Vale la pena riaprire questo storico spazio di racconto e condivisione sui margini della vita in occasione dell’uscita del secondo libro di Stefano Bruccoleri: amico e fondatore di Asfalto.

Eccolo è arrivato volando “L’allevatore di farfalle” di Stefano Bruccoleri, il libro è bellissimo sia dentro che fuori…domani farà la sua prima apparizione a Genova dove saremo con il banchetto al “If the bomb falls 4” festival di autoproduzioni al Lsoa Buridda…nei prossimi giorni inizierete a trovarlo nelle nostre librerie di fiducia qui a Torino, poi da novembre in tutta Italia…pronti a spiccare il volo!!!

“Adotta uno scrittore, potrebbe rifugiarsi nella fede”
Con l’uscita del libro parte anche la Libreria Itinerante.
Potete ordinare una copia del libro e vedervi arrivare a casa l’autore su un cavallo di ferro, la mia bicicletta, un caffè,una birra e due parole.
Questo libro è anche il mio lavoro, la mia piccola fonte di reddito oltre che il lavoro di riparatore di biciclette.

Mandate una Email a: edera007@gmail.com con oggetto: ordine libro e nell’arco di pochi giorni arriverà il libro.
Indicate indirizzo, nome sul citofono , i giorni e gli orari preferiti.
L’iniziativa è valida solo per Torino e provincia.
Per tutti gli altri potete trovarlo nelle libreria da Novembre

 

Ultimo

Pubblicato: 2 settembre 2010 da massitutor in andrej, laboratorio, morte

Il blog Asfalto chiude. I tagli alle spese per il Sociale da parte del Comune di Bologna impediscono di proseguire l’esperienza dei Laboratori all’interno del Centro diurno di via del Porto (BO).
I più deboli pagheranno a caro prezzo questa “Crisi” e nelle casse comunali rientrerà una cifra con la quale si può acquistare a malapena un’auto di media cilindrata.
Il blog Asfalto è figlio di un’epoca che sta finendo, una stagione nella quale si pensava che produrre percorsi ed opportunità significasse dare un’opportunità alle persone e che il lavoro e la comunicazione fossero elementi che danno un senso alla vita. Assistiamo al ritorno dell’essere umano scritto dentro al triangolo cibo, branda e sussidio.
Il “tempo del racconto” sta forse finendo e noi di Asfalto sappiamo quando è tempo di andare, non vogliamo diventare uno dei tanti templi del sociale, un’istituzione vuota, una bandiera priva di popolo. L’idea che ha dato vita ad Asfalto non è morta, tornerà forse in altre forme e luoghi: c’è sempre più bisogno di accesso alla comunicazione e la realtà che ci circonda ci indica che eravamo sulla strada giusta. Ringraziando tutti i colleghi e gli amici che hanno creduto in un luogo virtuale come Asfalto invito a rimanere aggiornati sugli sviluppi attraverso l’omonimo gruppo su Facebook, oppure tramite semplice email.

labAsfalto dal 2006 è stato il primo blog italiano con una redazione di strada. Con 760 post scritti da oltre 70 membri, centinaia di argomenti letti e discussi da una media di 60 contatti giornalieri (125 mila contatti in totale) abbiamo cercato di raccontare la strada e i margini della condizione umana.
Ci siamo riusciti solo a metà: nel senso che il “ponte di comunicazione verso la città” che abbiamo cercato di costruire si è interrotto a metà. Un ponte va costruito da due sponde e chi doveva costruire, farsi avanti, partecipare dalla parte della città, delle istituzioni, dei servizi non lo ha fatto fino in fondo.
Il progetto Prova & Riprova, dal quale nasce Asfalto, è stato cancellato da alcuni tecnici e decisori senza casacca politica. Nel silenzio pressoché generale dei politici e degli addetti ai lavori vengono buttati via oltre 10 anni di esperienza e di prassi sulla costruzione di percorsi di reinserimento sociale dalla bassa soglia. Siamo anche stati in piazza con le nostre povere quattro cose e, a meno di qualche pacca sulla spalla e sinceri attestati di stima da parte di colleghi e operatori del settore, è mancata una voce chiara e autorevole in difesa della riduzione del danno e dei “luoghi di vita” come i Laboratori.
Avevamo chiesto, attraverso l’Asp Poveri Vergognosi, un piccolo rimborso per proseguire l’attività fino a fine anno, in modo da poter riprogettare e trovare altri finanziamenti, ma ciò che sembrava possibile a luglio è misteriosamente svanito dopo la pausa estiva. Così, con un risparmio per le casse comunali pari al costo di un’automobile, una dozzina di persone in borsa lavoro vengono lasciate nell’incertezza per mesi; lavoratori e piccole realtà sociali impiegate vengono messe in seria difficoltà e alcuni prodotti di eccellenza come il Blog Asfalto e il Laboratorio di Maschere della Fraternal Compagnia vengono semplicemente cancellati.

A noi non piace buttare via le cose preziose. E’ per questo che decidiamo di dare un valore (anche se artesimbolico) a questo blog e lo mettiamo in vendita su E-Bay, allo scopo di poter proseguire con il laboratorio informatico e permettere l’esistenza del laboratorio di maschere nei propri spazi di via del Porto, almeno per quest’anno. Poi si vedrà. Cercheremo altre strade e altri alleati per portare avanti la nostra idea e il metodo che abbiamo applicato fino a qui. Anzi meglio.
Tante persone sono passate dal Laboratorio, e quindi da Asfalto, ma come fondatore e moderatore di Asfalto voglio dedicare tutto il lavoro fatto sin qui a tutti coloro che non ce l’hanno fatta. Ai perdenti, agli sfortunati, a tutti gli inadeguati cronici. Sia quelli che hanno provato una sola settimana che quelli che hanno tentato, insistito per mesi, anni eppure non ce l’hanno fatta. Ma tutti hanno fatto qualcosa di buono: dando un’altra possibilità a sé stessi hanno creduto di poter cambiare, hanno trovato il loro posto nel mondo e guardato sé stessi negli altri.

ja_gi_6Amici come Fausto, Delvis, Roberto, Massimo… fratelli come Andrej ci hanno lasciato soli e confusi; oggi il nostro caro ed unico Simone sta combattendo la sua battaglia più dura proprio quando le cose stavano girando un po’ meglio. Forza Monne! A voi tutti è dedicato questo fiume di parole, immagini e umanità.

La strada è una bestia ferita
Salvate voi stessi
Fine

Quasi…

Pubblicato: 30 luglio 2010 da massitutor in laboratorio

cartello

Il blog Asfalto si butta dentro alla pausa estiva stremato da tutte le botte ricevute quest'anno. Al momento non so se e come riusciremo a ricominciare a lavorare ai primi di settembre: dopo gli amici che ci hanno lasciato, i tagli che hanno azzerato i Laboratori, l'indifferenza generale e adesso questa assurda tragedia che ha coivolto un nostro caro amico. Forza Simone! Non possiamo che sperare, con tutte le nostre forze.

Intanto cerchiamo di fare cassa: vendiamo al miglior offerente il blog Asfalto così com'è, in modo da poter riprendere con entrambe i laboratori, qui nel Centro diurno di via del Porto. Forse, in agosto, potrebbe succedere qualcosa sull'omonimo gruppo su Facebook… per chi sarà connesso.

mensa
Da lunedì 2 Agosto alla mensa del Comune di via del Porto non verranno più distribuiti contorni e frutta a causa dei tagli previsti per il sociale.
Mi chiedo come si faccia a tagliare i viveri a persone che fanno anche un solo pasto al giorno, questo governo pensa che colpire le classi sociali più deboli sia redditizio e, dopo la chiusura del laboratorio artistico che dava sostegno e cultura ad emarginati, si arriva ad attaccare il sevizio più essenziale per la sussistenza dei meno fortunati.
Questa è l'ultima mossa di questo governo che, coi suoi tagli alle Regioni ed ai Comuni, ha già messo a casa assistenti sociali ed operatori che avevano un ruolo essenziale per la comunità.

Che due maroni lasciatemi vivere

Pubblicato: 28 luglio 2010 da massitutor in amore, arte, libertà

homeless_cartelloSolo dopo un fastidio a me recato in un momento che volevo bene a una persona, un mio momento di divertimento disturbato da voci ingiuste e non vere, questa poesia è uno sfogo di quando una persona si arrabbia  e si sfoga scrivendo, a ricordare un mio momento passato con i miei amici a Reciago una delle nostre tante mete di tutta la compagnia di allora, con i nostri canti e chi suonava la chitarra. Ma si, va là, ormai l'ho scritta e ho deciso di scriverla qui su Asfalto.

Due stelle quasi uguali brillavano
nella stessa situazione…..

ma per lui che gli voleva bene
eran solo parole che gli facevan male.

Se la gente si facesse i cazzi propri,
io sotto la luna riuscirei a cullarla
da tanto che gli voglio bene….
Ma se le dicerie di altri son per farmi male,
allora come posso
e ogni volta mi tocca ricominciare

Lasciatemi vivere questo mio amore
in silenzio ho bisogno di riflettere
di pensare.

Vorrei lei amare ma non posso
è una spada che mi trafigge senza colpe
lasciatemi vivere, spezzerò certe catene
è sarò libero di amare
come di volare insieme a lei
in tutti quei momenti che vorrò.

Perchè dica quel che si dica,
ma al  cuore non si comanda,
sopratutto quando è amore
e io voglio bene a lei.
Lasciatemi vivere questo mio amore
in silenzio ho bisogno di riflettere e pensare.

vorrei lei amare, ma non posso
è una spada che mi trafigge il cuore senza colpe

Lasciatemi vivere spezzerò certe catene
e sarò libero di amare, come di volare
insieme a lei

Se la gente si facesse i cazzi propri
cosa che forse fra millenni succederà
allora tornerò ad amarti e sarò più sincero anch’io
ma son sicuro che non succederà
crollasse la diga di Suviana.

e poi arrivò una voce improvvisa
caro muoviti che sono tutta un colabrodo
scusate il passo depongo la penna e infilo lo spadone

e così si concluse questa storia…. chiudere il sipario prego .