Il fine settimana di solito è atteso con ansia da tutti coloro che hanno lavorato sodo e finalmente vivono questi due giorni di tempo libero con i propri amici e i propri cari. Per noi questi giorni sono spesso vuoti e noiosi. Senza voler star lì tanto a far le vittime abbiamo pensato di iniziare una rubrica sugli appuntamenti a Bologna più interessanti, ma soprattutto A-GRATIS!
Cari amici lettori questo post è per tutti voi che siete interessati a conoscer gli appuntamenti gratis di Bologna. Domani per esempio c’è a questo indirizzo la mostra Rembrandt e Morandi, mutevoli danze di segni incisi: "In occasione delle celebrazioni per i 400 anni dalla nascita di Rembrandt anche il Museo Morandi desidera rendere omaggio al grande artista olandese, considerando il costante interessamento che Giorgio Morandi rivolgeva soprattutto alla sua arte incisoria.
Il pittore bolognese possedeva infatti cinque incisioni all’acquaforte di Rembrandt, di cui quattro oggi conservate presso il museo. Il percorso espositivo mostrerà 33 incisioni di Rembrandt e Morandi a confronto rivelando affinità tecniche molto precise pur negli accostamenti iconografici molto lontani.
L’attenzione di Morandi per Rembrandt è testimoniata inoltre dalla presenza nella sua biblioteca di alcuni volumi sull’artista olandese che saranno esposti in mostra". Per me Rembrant è un’artista eccezzionale che merita di essere visto, e lo consiglio anche a voi.
Un altro appuntamento da non perdere è questo del libro.
Ieri al centro diurno il clima è stato molto caldo per il fatto che è arrivata una persona che io personalmente non conosco, ma le persone che da molto più tempo frequentano il centro si che si e proposto subito con molta prepotenza, che addirittura per 2 volte e dovuta intervenire la polizia per calmare le acque ma alla fine se lo sono dovuto portare in questura. Li per li mi e sembrato un casino come un altro come ne succedono al centro. Quello che mi ha sconvolto è stato quando dopo al gruppo la Claudia, ci ha spiegato come è nata tutta questa storia e chi era in realtà questa persona e del perche si e dovuto ricorrere alle forze dell’ordine. Ieri lui si è presentato da solo ma tempo fa faceva parte di un gruppo con altre 3 persone tutte siciliane, che avevano messo in piedi una sorte di mafia con tanto di estorsioni, tanto da minacciare gli ospiti del centro affinchè gli venissero dati i pasti, altrimenti insulti, minacce e adirittura se non si ubbidiva quando si usciva c’era la concreta possibilità di dover alzare le mani, ASSURDO. Comunque più Claudia andava avanti a raccontare, più mi si spalancavano gli occhi, perche non pensavo che in una società cosidetta CIVILE possano succedere certe cose. Per adesso basta perche veramente altro non sò. Ma in quel poco che si è scritto basta per capire che gente fosse, è il primo desiderio che mi viene in mente, e quello di sperare che al centro non si debbono incontrare più. CIAO

Ciao, carissimi lettori di ASFALTO, volevo parlarvi di un fatto per me molto spiacevole che mi è capitato ieri sera, appena uscito dal centro diurno. Ma prima di tutto volevo dire che è molto pesante e sgradevole mandare giù certi rospi, ma che per forza di cose devi fare, perchè purtroppo, (e questa non è colpa di nessuno ma solo di noi stessi), facciamo parte dei cattvi, o catalogati per quello abbiamo fatto di sbagliato nella nostra vita. Insomma come quasi tutte le sere che vengo via dal centro mi sono recato in stazione, a fare i miei soliti giretti, e senza saperlo mi trovavo pochi metri dietro ad un poliziotto e un ragazzo che stavono andando al posto di polizia. Ad un certo punto mi sono trovato davanti un ragazzo molto giovane che mostrandomi il distintivo si e rivolto dicendomi di seguirlo al centro della Polfer. Non ho potuto far altro che seguirlo, anche se ero rimasto sbalordito per questo fermo. Dentro la guardiola eravamo io e questo tipo straniero che come ho capito aveva appena rubato la borsetta ad una signora, e gli sbirri erono molto incazzati con lui, e io sono rimasto di merda, quando sentendoli parlare fra loro pensavano che io e questo tipo eravamo assieme, che però almeno questo sono riuscito a fargli capire che neanche lo conoscevo (ed è la verità), altrimenti si metteva molto male anche se veramente non avevo fatto niente. Fortunatamente non avevo niente addosso perchè mi hanno fatto spogliare nudo con tanto di flessioni per vedere se avevo nascosto qualcosa nel sedere, è visto che ero pulito in tutti i sensi, dopo tanti controlli mi hanno lasciato andare. Ho voluto sottolinearlo questo fatto perchè è come se ormai abbiamo scritto sopra la testa: PERICOLO PUBBLICO, altrimenti mi chiedo come mai fra tanta gente proprio a me (e non è la prima volta), cos’è che ho tanto di diverso dalla gente cosidetta normale e brava. Adesso e un pò di tempo che cerco di rigare dritto fare cose diverse, cercare di maturare altri interessi che fortunatamente mi stanno dando tanto, anche l’opportunita di conoscere gente molto diverse nel come vivere la vita, cioè l’incontrario di come l’ho vissuta io fino a poco tempo fà, ma sembra che almeno per quello che riguarda le forze di polizia questo inizio di cambiamento, anche se il cammino è lungo per loro niente cambia, pericolo eri pericolo sei, persona con principi sbagliati eri persona con principi sbagliati continuerai ad essere. E molto difficile accettare almeno per me che quando hai la sfortuna di incrociare una pattuglia di polizia 99 su 100 ti fermano per accertamenti, è onestamente non so come fare perchè questo cambi, però dentro di me sento che se mi sforzo sempre di più su quello che sto facendo ci saranno sempre più possibilità che l’opinione sbagliata che hanno di te gli altri un giorno possa cambiare e fargli capire che anche io posso rientrare nei ranghi. CIAO
Il bello di essere considerati per quello che si è
Pubblicato: 16 gennaio 2007 da massitutor in amicizia, famiglia, felicità, laboratorio, lavoro, pensieri in libertà
Ciao a tutti, ho voluto scrivere questo commento solo per esternare questo momento felice che sto vivendo, sopratutto insieme col gruppo, dove ho spesso l’occasione per dire la mia senza nessun timore. Voglio iniziare dal lavoro, che non pensavo che in così poco tempo mi desse tante soddisfazioni, dai complimenti che ricevo per l’impegno che metto, in tutte le cose che faccio, e senza dover dimostrare niente a nessuno infatti tutto questo entusiasmo mi viene e cresce ogni volta che entro per fare lezione, cerco di essere sempre il più partecipe possibile, e questo riesce, credo, solo se hai passione in quello che fai, e io di interesse ne ho tanto. Poi più il tempo passa, più questo gruppo sta diventando una famiglia, del resto sopratutto il giovedì che ci fermiamo a parlare di noi che mi riesce sempre più facile esprimermi anche su problematiche personali magari anche pesanti, che invece in gruppo sento la necessità di non tenermeli tutti dentro, ma far partecipi anche i miei compagni, e fare questi passi per come sono fatto io sono importantissimi, e anche per farmi conoscere, sempre meglio. Poi mi sta piacendo sempre di più come certe persone del gruppo cercono di invogliare sempre di più anche quelle persone che per varie problematiche fanno molta fatica a essere sempre presenti in tutto quello che facciamo, e questo è segno di unità. Valutando quelli che per me sono risultati molto importanti, ripensavo a tutte le volte che sono stato falso a volte anche non volendolo, infatti dovevo, e volevo sembrare quello che non ero: tipo che davanti agli altri passavo per quello che non temeva niente e nessuno, che cazzate non ne ho mai fatte, insomma del classico duro che dentro nella mia personalità non c’è posto e non lo voglio essere. Fortunatamente impegnandomi e accettando l’aiuto degli altri ho capito che essere falsi non paghi e non ti senti realizzato come uomo, e le persone che ti stanno di fronte e che ti vogliono bene ti fanno veramente capire che essere se stesssi alla fine e la cosa più giusta e bella. Ed è per questo che ho voluto mettere in risalto proprio il fatto che essere apprezzati e considerati per quello che si è veramente, almeno per quello che mi riguarda sopratutto a livello interiore mi sta facendo crescere come uomo, e tutto questo, ma lo scriverò un altra volta mi sta dando la bellissima occasione di rialacciare i rapporti con i miei due fratelli, e onestamente non potevo chiedere di più. CIAO
La catena degli aiuti
Pubblicato: 15 gennaio 2007 da massitutor in amicizia, asfalto fuoriporta, civiltà, famiglia, libertà
La dipendenza da altri è distrutiva. Come ci si può permettere di offendere quelli che sempre aiutano i deboli, gli inmaturi, i dipendenti? Il profesore Komàrek dice, che l’aiuto disintegra e distrugge, lentamente, chi riceve questo aiuto, mentre aumenta l’autostima e da nuova forza vitale alla persona che aiuta. Questo processo viene chiamato "vampirismo psichico".
A quelli che ci aiutano a sopravvivere nella corsa della vita siamo debitori e la dipendenza si rafforza. E questa dipendenza è distrutiva. Per esempio: ci posiamo ricordare come ci siamo sentiti un tempo quando abbiamo aiutato, prestato soldi oppure abbiamo ricevuto soldi o aiuto. Sono sicuro che dover dare soldi a qualcuno è spiacevole, sempre se non siamo ai margini della società. Profesor Komàrek è convinto che la solidarietà è l’altra faccia della medaglia dello sdegno; Come l’apprensione è sorella dell’insofferenza.
Profesor Komàrek avverte che a tutti noi serve dare oltre che prendere. Se la catena a qualcuno finisce solo con il ricevere, senza poter aiutare, questo, dentro di lui, è solo negativo e la persona si sta autodistruggendo. Significa che non dovremmo aiutare coloro che non sanno aiutarsi, perche li stiamo rovinando, mentre noi ci innalziamo? Non è propio così! Significa che l’aiuto deve essere dato solo per un po’ di tempo. Quando la persona sta male è nostro dovere aiutarla, farle vedere la strada e aiutarla a trovare poi la strada in autonomia. Alla fine anche un proverbio dice che è preferibile insegnare le persone come pescare piutosto che dare loro da mangiare i pesci. E poi tutte e due le parti devono trovare la forza di aiutarsi e non distrugersi.
Parlano di noi…
Pubblicato: 12 gennaio 2007 da massitutor in civiltà, laboratorio, lavoro, libertà, politica
Volevo mettere in risalto un fatto che mi ha colpito molto. Cioè di quel disabile che dentro un bus a Roma, vedendo un individuo che stava rubando il portafoglio ad una signora, senza pensarci due volte e con tanto coraggio, ha sventato. Quello che mi ha colpito è stato che il rapinatore gli ha rifilato un cazzotto in faccia, senza che nessuno intervenisse in più apostofandolo in modo veramente vergognoso. Sentendo questi fatti mi chiedo ma come siamo messi? Siamo buoni solo di parlare davanti alla tv o magari in compagnia nel farci vedere persone tutte di un pezzo, o magari come si sente tante volte, che se capita a me, faccio questo o quest’altro, poi quando veramente ci succedono non muoviamo un dito per paura di ripercussioni o ancora peggio fare gli omertosi, cioè farsi molto più facilmente i cavoli propri. Secondo me invece comportarsi così e solo da vigliacchi, non mettersi mai in gioco, e a volte neanche quando siamo nel giusto. E’ proprio vero che vivendo molto spesso nello sbaglio si faccia molta fatica a cambiare atteggiamento, come ad esempio quando vedi una persona che conosci e fa qualcosa di sbagliato e non dici niente perchè altrimenti non sei un amico, o adirittura sei un infame. Con questi concetti mi chiedo come potremmo mai cambiare? cominciare a vivere per una volta nel giusto e nel rispetto degli altri? Con questo che ho scritto non voglio assulutamente fare il frate o insegnare agli altri a vivere, non sono nella posizione per farlo, però penso che con un atteggiamento diverso, costruttivo molte cose cambierebbero, ma sopratutto non ci sarebbe più posto per l’indifferenza, che secondo me è uno dei difetti più brutti, che purtroppo questa società stà sempre di più accettando, e in effetti una delle frasi più in voga e quella di farsi i cavoli propri. Il brutto è che non ci vorrebbe tanto per cambiare, basterebbe essere più altruisti, e disponibili verso gli altri. CIAO

E’ arrivato il loro momento… ma Ci mancheranno: Una vacanza da DIO
Pubblicato: 8 gennaio 2007 da massitutor in amicizia, comunità, droga, famiglia, lavoro, libertà, mangiare, morte, salute, sogni
Insomma alla fine tutti arriviamo nello stesso punto da dove siamo partiti e ti rendi conto che ti manca qualcosa, che non è il cellulare, non è l’automobile, il computer, mp3, niente di tutto questo ma è qualcosa di più profondo il così detto “cibo per l’anima” di cosa si tratta ? Diciamo che bisogna essere pronti per questo per tanti motivi. A chi può interessare diciamo che nella nostra vita si fa molta fatica a far entrare DIO. Io mi rendo conto di questo, infatti come dicevo prima bisogna essere pronti per questo tipo di discorso e comunque prima o poi tutti sentiamo il bisogno di credere in qualcuno. Mi rendo conto che quello che sto per dirvi per alcuni può sembrare sciocco, ma prendete per buono il fatto che ora vi racconterò in quanto è un storia vera. Mi trovavo in comunità a Vigevano vicino Milano, questa si chiamava “RETO” recupero tossicodipendenti, ero li per mia scelta quindi non ero obbligato a restarci, e la cosa che era più libera era proprio quella di pregare, mi fu spiegato che la preghiera era liberatoria e l’unico che può liberarti dal problema della droga definitivamente è CRISTO Gesù. Ora detto così non fa effetto però vi assicuro che in un luogo protetto quale era, con le persone che erano in comunità da molti anni, che parlavano con la bibbia in mano, e quindi usavano le stesse parole che usò Gesù l’effetto era diverso. La prima volta che partecipai a una riunione ero un po’ perso, entrai in questa sala enorme dove c’erano diverse panche per sedersi, io misi a sedere in una panca negli ultimi posti, quando uno dei ragazzi responsabili , si avvicinò e disse: “Su fratello vieni a sedere qui davanti” e mi portò in una panca in prima fila, li per li non captai subito il messaggio e tra me mi chiedevo il perché. Appena cominciò la riunione un ragazzo che aveva pressappoco la mia stessa età salì sul palco allestito in questa sala e con un libro in mano comincia a palare “ ciao ragazzi mi chiamo PEDRO sono di origine spagnola sono qui da 10 anni e sono qui per darvi la mia testimonianza, oggi vi parlerò di un Gesù che è morto, è risorto, e continua a vivere attraverso ognuno di noi, una voce dal fondo partì dicendo ma che droghe usavi tu ?. Successe qualcosa alcuni minuti dopo e io non mi accorsi, soltanto che in seguito non ci furono più interventi di nessun genere. PEDRO narrò una storia della vita di Gesù e raccontò che quando Giovanni Battista era prigioniero per conto di Erode i suoi seguaci pregarono per un giorno intero e nella preghiera veniva espresso un desiderio sicuramente la liberazione di Giovanni Battista, ma non sapevano come sarebbe avvenuta, quando ad un tratto ci fu un’esplosione, il muro della prigione si aprì e Giovanni scappò. In quel periodo anche io avrei detto che PEDRO aveva avuto sicuramente a che fare con gli acidi, oggi la vedo diversamente, di certo con più spirito. Appena finita la riunione mi avvicinai a PEDRO e gli domandai: “Scusa PEDRO perché mi hai fatto sedere davanti?” e lui rispose: “perché i primi saranno gli ultimi”. Soltanto dopo mi resi conto di quello che era successo durante quei minuti che il mio posto venne ceduto a colui che era fra i primi banchi, tutto tornava nella mia mente. La mia permanenza in comunità fu di circa cinque mesi e durante questo percorso conobbi un ragazzo che si drogava perché i suoi genitori litigavano sempre sin dalla sua nascita, sua madre mentre era incinta di lui litigava spesso con il padre in quanto lei preferiva che fosse un maschio, lui voleva una femmina e così nacque GEORGE e li accontentò tutti e due …ma la sua omosessualità non è bastata perché i problemi famigliari sono continuati e le conseguenze sono state la tossicodipendenza e, alla fine, la scelta della comunità.
Leggendo l’articolo che ha scritto la Stefani nello spazio dedicato ad Asfalto, mi sono reso conto di alcuni accorgimenti. è chiaro che le polemiche ci sono, ci saranno e così via, vorra dire che noi, alla fine saranno famosi "il mio tutor, e Andrej, perchè si parla di loro come membri di asfalto." E quindi noi tutti di conseguenza, "Saremo famosi" senza un euro in tasca, ben venga anche questo, fa parte del percorso che stiamo facendo. Riguardo all’articolo, volevo specificare che ai senza tetto "ma con un blog" nulla ci è stato regalato e quello che ora abbiamo ce lo siamo guadagnati, c’è stata data un’ opportunità, che riconosco non è da poco conto, è solo da riconoscere che l’impegno che c’e dentro non è da meno delle lauree ad honoris, alle interviste fatte individualmente etc etc. perchè dico questo; la politica che fà il Comune oltre a essere disincentivante è anche distruttiva per noi, secondo me, cerchiamo un’altra strada che ci permetta di avere quello che abbiamo, quello che facciamo, cercando magari di autofinanziarci o magari trovare qualcuno che ci sponsorizzi, un vero servizio da scrivania. Messo a disposizione di chi ha qualcosa da rendere pubblico. E’ chiaro che se cercassero di toglierci uno dei strumenti di comunicazione che ha un potere enorme sarebbe preoccupante, magari con la facciata che non ci sono i fondi. Bene facciamo anche noi una politica che la chiameremo "Restiamo in piedi " per esempio e facciamo tutte le proteste che vogliamo senza fare del male a nessuno, ma tirando in causa chi ha il potere di prendere questo tipo di decisioni. Questo il mio consiglio è tutto da via del porto arrivederci al prossimo appuntamento.