Archivio per giugno, 2007

Un mese da manicomio

Pubblicato: 9 giugno 2007 da massitutor in salute

Sto per raccontare una storia che mi è successa una settimana fa. Adesso mi fa ridere, però in quel momento avevo lacrime negli occhi. Come posso iniziare? Bo. E va be. Sono un ragazzo iperattivo, come un bambino che non sà stare fermo. Una sera correvo per la scala e mi sono fatto un male incredibile. E così ho deciso di chiamare l’ambulanza, perchè ormai erano passate le nove di sera. Gli infermieri mi consigliavano di andare con loro.  Anche quando il piede non era cosi gonfio però non ero sicuro se era rotto o che cosa. Mi hanno portato all’ospedale Rizzoli. Il dottore mi fa fare la lastra. Prima lastra, seconda lastra e il dottore, sempre in dubio, mi fa rimanere sotto il machinario a raggi-X per venti minuti. Nella testa mi frullavano solo due perole "spero che non è rotto" ma che faccio con il gesso fino alle palle come di solito fanno anche quando si rompe solo un mignolo. Dopo quindici minuti mi fa fare terza lastra. Finalmente torna e dice che devo aspetare fuori nella sala, senza risposta riguardo la frattura o no del piede. Mi faceva cosi male che non riuscivo a caminare, la testa è diventa un frullatore e in un istante ho chiamato tutti i santi che mi aiutano. Ma cosa farei con il gesso come un cretino mi dicevo, che cosa ho risparmiato correndo, ma perchè avevo cosi fretta. Dentro l’ambulatorio mi dice sta notizia cosi aspetata che mi deve fare il gesso e che è rotto. Al primo momento non ero sorpresso perchè lo aspetavo e dicevo va bene. Gli chiedevo se potevo far asciugare il gesso perché dovevo andare a casa a piedi. Lui risponde che non si può. Che devo chiamare qualcuno che mi porti a casa, oppure un taxi o un’anbulanza che costa quaranta euro. Gli rispondevo che soldi non avevo e che vado a casa a piedi. Lui ribatteva che non potevo, che si rompe il gesso. Semplicemente un battibecco.
"Devo andare a casa"
"Non puoi, perchè rompi il gesso"
"No devo andare a casa"
"No non puoi, perchè distruggi il gesso"
A questo punto gli dico che non voglio il gesso e che domani vado al S. Orsola. Il dottore si allontana e ritorna con un foglio da firmare perché rinunciavo al’intervanto medico. Senza firmare, con le lacrime agli occhi, sono andatto via zoppicando. Il giorno dopo sono andato al pronto socorso del S.Orsola, dove mi hanno fatto tutto il procedimento, senza sapere del Rizzoli e il risultato è stato che mio piede non aveva alcuna frattura e mi hanno fatto una fasciatura elastica.
Ero felicissimo, perchè con un gesso fino alle palle sarebbe stato un mese da manicomio.
Questo mio esempio, vi fa certamente ricordare qualche dottore che vi ha detto di ritornare a casa con trentanove di febbre.
Tutto ciò sarebbe da ridere, ma… in realità è da piangere.

LE NUOVE POVERTA' continua…

Pubblicato: 8 giugno 2007 da massitutor in Uncategorized

A colori Ma di questo passo1024

Luna Rossa torna a casa

Pubblicato: 8 giugno 2007 da massitutor in pensieri in libertà

lunarossa ritorna

E’ tramontata l’esperienza della barca più amata dagli italiani. Addio strambate e "cazzalaranda"… ma tetto fra noi… Chi se ne straciccia di un giocattolo per miliardari che porta in giro altri rampolli di buona famiglia? Noi che al massimo, i più fortunati, hanno pilotato un pattino a pedali al lago di Suviana. Maddaaai!

Stella d'amore e di passione

Pubblicato: 8 giugno 2007 da massitutor in Uncategorized

sei come una stella

che brucia nel mio cuore

e ora che ho paura stammi vicino

e fammi sognare

cosi un giorno insieme

torneremo a volare.

Altri emarginati

Pubblicato: 8 giugno 2007 da massitutor in libertà

paris_fotosegnaletica--309x215E così la nostra beniamina di tutti i piloti ubriachi è già uscita dalla sua triste esperienza in un carcere. Paris Hilton doveva scontare una ventina di giorni in un carcere di lusso americano, ma due giorni sono stati sufficenti a far peggiorare le sue condizioni di salute. Già: probabilmente la rottura di un paio di unghie della bionda megamiliardaria sono state considerate decisamente incompatibili col carcere, per cui eccola di nuovo fra noi (si fa per dire). Dovrà comunque rimanere agli arresti domiciliari e indossare il bracciale elettronico per far conoscere la propria posizione. Speriamo almeno che sia di un colore che si intona con i suoi cinque armadi di scarpe.

Paris, se serve un percorso di reinserimento post carcerario noi siamo qui a disposizione. Don’t forget!

Angel

Pubblicato: 8 giugno 2007 da massitutor in famiglia, morte, pensieri in libertà, sogni

cieloberlinoCiao a tutti, diciamo che potrbbe capitarmi, come a tutti, di lasciarvi (è una usanza dire in miglior vita) spero che sia vero…! Ma non ci credo un cazzo. Per me al di là non esiste un CAZZO. (FACCIAMO FINTA CHE IO ME NE ANDASSI) Direi sicuramente in qualche modo ai miei genitori che ho apprezzato tutto quello che hanno fatto per aiutarmi nei miei momenti difficili e li ringrazio per la fiducia che mi hanno dato.
VI BACEREI E VI STRNGEREI FORTE.
A te ANNA non parole per esprimerti il bene che ti voglio (sei una pazza scatenata e nei momenti di tristezza hai avuto una grande forza). E tu Mirè sei diventata nel tempo la più forte. Amo tutti i miei nipoti (scusa mi dimenticavo amo tutti i miei nipoti), e lo dirò a tutti lassù.
Stefano vai vai vai vai vai vai…
Pipino e tutti voi che vi amo CIAO, VI ABBRACCIO FORTE FORTE.  
Nel mio cammino ho conosciuto molta gente ed ho avuto tanti nuovi amici e amiche, vi bacio tutti e vi stringo forte, mi avete dato tanto.
ROMEO

Casa mia… per piccina che tu sia…

Pubblicato: 8 giugno 2007 da massitutor in dormire, libertà, vagabond geoghaphic

Dopo aver vagabondato per la strada dormendo dove capitava ho abitato, per un breve periodo, "abusivamente" in una stanza sopra il portico del Pavaglione con le finestre che affacciavano niente po di meno su Piazza Maggiore. Mi trovavo bene finchè non mi hanno scoperto. Un  ambiente disabitato chissà da quanti anni con il parquet tutto sconnesso pieno di scarafaggi. Io mi sono a lungo chiesto il perchè di questo degrado di locali che affacciano niente meno sulla più importante Piazza di Bologna e ancora me lo chiedo! A me mi hanno fatto sgombrare, ma i locali sono ancora inutilizzati.
A parte gli scrafaggi quando mi svegliavo la mattina avevo una straordinaria veduta sulla Piazza che mi faceva sentire padrone di essa.

Ciao Marco

Pubblicato: 5 giugno 2007 da massitutor in amicizia, morte, salute

Marco era uno di noi. Uno della grande famiglia del Centro Diurno qui in via del Porto e frequentava il Laboratorio per fare due chiacchere e qualche gioco col computer. A 28 anni se n’è andato… così… improvvisamente, nel suo letto di dormitorio. Ci ha lasciato per colpa di una malattia, ma la sua vita di strada purtroppo ha influito anche sulla cura di se e sull’importanza che ognuno di noi da al curarsi e al pensiero del futuro. Marco ha trascurato le sue cure e forse il suo pensiero del futuro e siamo un pò arrabbiati con lui per questo. Bonariamente s’intende! E avremmo voglia di fargli un’altra ramanzina o un catturone… ma non è più possibile.

Che rabbia.

Venerdì alle 8,30 chiunque vuole dare l’ultimo saluto a Marco può farlo alla Certosa insieme a chi gli ha voluto bene.

S.O.S.

Pubblicato: 4 giugno 2007 da massitutor in droga, under bridge

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underbridge

SOTTO O’ STRESS
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Ma che ora è!? Mi sono appena svegliato e sto malissimo! ma dov’è cazzo e intanto parte la ricerca, meticolosissima, della pallina infrascata la sera prima ma la ricerca è infruttuosa perché a un tratto ci si ricorda che ce la siamo già fatta durante la notte. Questo non ci ferma, assolutamente, perché in ogni caso ne lascio sempre un po’ per la mattina ma oggi, no, ho usato l’aspirapolvere ma niente, mi accontenterò dei filtri. Mi vesto nel solito modo, jeans di corallo rosso, stivali al titanio, gilè di marmo verde con sfumature rosa, siringa con ricerca automatica della vena, acqua di fogna fresca e fragrante, tutto a posto, posso andare a cercare la storia… e incomincia lo st(r)ess. Sarà una giornata di sbattimento, ma pronto a tutto mi incammino verso il solito posto. Altra categoria, il cavallo, il cavallo si trova tra due fuochi, tra i compratori e i venditori doppio stress, ma almeno porta a casa il suo, il cavallo deve essere veloce, sempre pronto a tornare, la sua corsa è difficile perché oltre ai clienti, ai puscher, ci sono anche quelli della narcotici sempre gli stessi, nascosti dietro colonne, macchine etc, con soprannomi che ricordano i telefilm americani (Simon, Tarantino, Serpico, Spartaco, Cavallo pazzo, Il Nero) In pista c’è di tutto e di più. I cavalli durano poco, ma non sempre, la razza ha prodotto dei campioni ancora in pista e al galoppo nonostante l’età, e le tante corse. Per una selezione naturale sono sempre stati  liberi, la cosa ha dato ottimi frutti sopratutto con l’incrocio con l’arabo, il lusitano e il purosangue inglese. In seguito il sardo ha fatto il resto. Il grande quarto di miglio bolognese. La storia in realtà è un grande stress, ti fai, poi cala e ti devi rifare, i soldi, aspettare il tipo, occhi sempre aperti etc. Questo è stress vero e proprio, hanno un bel dire gli operatori dei sert che vogliono l’indennità antistress, secondo me l’indennizzo dovrebbero averlo i tossici, con la vita che si fa si dura poco, e male, poi coca e psicofarmaci fanno il resto, quindi prendetevela facile e rilassatevi, vi sentirete subito meglio.

Percorsi

Pubblicato: 1 giugno 2007 da massitutor in droga

tunnel-arredato

C’è chi è uscito dal tunnel…

e chi ha cominciato ad arredarlo