Archivio per ottobre, 2007

ancora popolari

Pubblicato: 19 ottobre 2007 da massitutor in Uncategorized
conferenza056Per chi non ne avesse ancora avuto abbastanza della nostra svaccatissima e modestissima diretta dell’altra sera, oggi pomeriggio, dalle 14 saremo ospitati da Radio Popolare.
Durante la trasmissione Jalla Jalla! potrete sentire un’intervista al sottoscritto e al nostro Ducamimmo.
Radio popolare si può ascoltare anche dalla rete cliccando qui. Sintonizzatevi!

Sveglia…!!!

Pubblicato: 18 ottobre 2007 da massitutor in civiltà

papa_pazVATICANO: CLOCHARD NUDO SI ARRAMPICA SU BASILICA E FA SUONARE CAMPANA

HA SVEGLIATO IL PAPA ALLE 5 DEL MATTINO

<<Citta’ del Vaticano, 17 ott. – (Adnkronos) – Il Papa e’ stato svegliato questa mattina dai rintocchi improvvisi delle campane. Un clochard infatti, approfittando delle impalcature che sono state erette per i restauri, si e’ arrampicato intorno alle cinque del mattino sull’Arco delle campane dove in qualche modo e’ riuscito a smuovere il batacchio di una delle campane della Basilica di San Pietro. Il clochard e’ di nazionalita’ francese e per altro ha messo in atto la sua performance completamente nudo e ubriaco.>>
Che fosse una "sveglia divina" per ricordare al pontefice che siamo quasi nel 2008?!

Tele Asfalto è online!

monoscopio

Su questo schermo potete vedere le nostre brutte facce. Cliccando qui sotto potete entrare in una semplicissima Chat, dove basta darsi un nome, entrare nella stanza Asfalto e cominciare a fare due chiacchere con noi. Saremo impegnati fra una zuppa e una salsiccia, ma siamo qui per incontrare tutti voi: amici e semplici curiosi di Asfalto.

Entra in Chat qui!

 

Mercoledì 17 ottobre 2007

dalle ore 20 in poi… monoscopio

qui su www.viadelporto.splinder.com

e presso  www.spettrodellabolognesita.splinder.com

Mercoledì 17 ottobre è la giornata dell’ONU di lotta alla povertà. Ricorrenza importante per tutti i giornali di strada del mondo. Ogni giornale, per sensibilizzare sul problema della povertà, celebra questa ricorrenza a suo modo. In tutt’Italia, la Notte è coordinata da Terre di mezzo; altre associazioni (fra cui Piazza Grande e Papa Giovanni XXIII), negli anni, hanno organizzato iniziative atte a sensibilizzare la città sui temi dell’esclusione sociale e della povertà. La festa del 17 ottobre è da molti anni accompagnata dall’ Euro sleep-out, una manifestazione nata negli anni ’90 che culminava con una notte all’aperto.

Asfalto: il blog delle persone senza dimora di Bologna invita tutti a partecipare alla prima notte dei senza dimora totalmente dal vivo su Internet. Il gruppo Asfalto sarà presente al laboratorio di computer del Centro diurno di via del Porto e, per l’occasione, apriremo il nostro spazio virtuale a tutti quelli che vogliono partecipare all’evento via web. Ci sarà una chat dove poter comunicare dal vivo e nascerà Tele Asfalto: il canale televisivo visibile qua sopra, dove poter vedere le facce e gli occhi di chi sta da questa parte della strada.

Una notte alternativa di solidarietà e conoscenza verso questo mondo. Un incontro che è sì virtuale, ma non per questo finto! Anzi: pensiamo che questa iniziativa possa essere utile e significativa per diversi motivi:

  • per tutte le persone che non possono affrontare fisicamente una notte fuori, ma che allo stesso tempo vogliono conoscere questa realtà

  • per i tanti amici e lettori di Asfalto sparsi in giro e che per una sera possono trovarsi, avvicinati dalla rete

  • perchè attraverso le parole è possibile capire meglio e l’incontro virtuale può essere paradossalmente più intimo

  • questi mezzi di comunicazione sono alla nostra portata e li vogliamo usare per abbattere le barriere che dividono il nostro mondo.

Le mie prigioni – lettera 6

Pubblicato: 12 ottobre 2007 da massitutor in asfalto fuoriporta, carcere, droga, lavoro, libertà

Ore 14 .30, Carcere di Reggio Emilia 24 settembre 2007

 

Ciao amici del blog, a fatica vi scrivo perché per me non è un bel periodo soprattutto a livello emotivo: sono veramente incazzato. Vivo un momento di conflitto sia interiore che con le istituzioni. Rimango allibito nel sentire al T.G: per me unica via di comunicazione con l’esterno, tante eresie sul problema reati e tossicodipendenza. La sinistra vuole cambiare le leggi sulla droga , ma allo stesso tempo non vuole cambiare i modi di intervento nell’aiuto degli stessi. Prendiamo atto che le comunità non sono e non saranno una risposta al problema tossicodipendenza, è ora che si convincano ad attuare progetti di risposta nuovi, ma nessuno vuole osare, anzi difendono il proprio operato come una sorte di mercato con tanto di concorrenza fra di loro, non mi meraviglierei se domani facessero la pubblicità a questa o a quella comunità. Ok! preso atto della non efficacia di queste strutture ad arginare il problema, non si fa altro che scaricare le colpe ora a destra ora a sinistra con tanto di programmi televisivi dove vedi questo scontro, però come in tante altre cose tutto rimane come prima, cioè all’italiana. Abbiamo a disposizione un mezzo (internet) dove veramente possiamo colpire nel vivo certe coste che ci governano. Guardate Beppe Grillo: tanto tempo fa criticava internet, invece adesso capita l’importanza ha fatto di internet il suo cavallo di battaglia. Quando che lo capiremo che la politica del 2000 si è rivoluzionata? E’ fatta di apparizioni televisive e da adesso su internet. Sfruttiamo questo mezzo, fino a quando ci viene concesso, perché prima o poi metteranno le mani anche su quello.Vi scrivo questo perché il mio Sert vuole a tutti i costi mandarmi in comunità, non critico la loro scelta perché ho rischiato la pelle varie volte. E’ altro che critico: Dario non crede che esista una comunità adatta a lui, al suo lavoro, al suo carattere, e soprattutto una astratta libertà dove comprendo che nessuno è libero tanto meno io, ma ci voglio credere di essere libero. Non ho bisogno di regalare il mio tempo a lavorare a gratis; dopo poi forse ti viene ricambiato. Dico forse perché se ti và male ti danno un calcio in culo e ti sbattono fuori. Bello vero?! Stanco di queste umiliazioni, come stanco di tante altre umiliazioni derivanti dalla droghe ho proposto al mio Sert di poter usufruire della custodia attenuata: come una sorta di comunità in carcere. Dove lavori stipendiato come una borsa lavoro e nello stesso tempo sconti la pena. Questo è quello che serve! Tutte le comunità dovrebbero farlo e lo Stato dovrebbe imporglielo. Vuoi aiutare i tossici? ok lo fai lavorare, li stipendi con un minimo e lo inserisci in una realtà dove piano piano  si reinserisce nella società. Comunque in tutto questo mio intraprendere il progetto da parte del mio Sert si è fatto di nebbia, anzi penso proprio che è fatto apposta per togliersi il problema Dario, personaggio scomodo in Qualsiasi contesto lo inserisci. Proprio cosi non sto zitto non sto più a compromessi! E tanto meno sto in silenzio in cose dove ritengo che sia giusto far sapere alla società. Ma quale recupero! Ma quale reinserimento, tutte stronzate: se non sei tu ad arrangiarti nessuno ti da niente per niente e nessuno fa niente per niente.
Questa regola è legge di qualsiasi casta fai parte, che tu sia un barbone o un capo di stato. Cari amici, mi scuso del mio sfogo, ma non ne posso più di vedere cose così ingiuste e insensate. Spero di trovare commenti che mi diano spunto di riflessione. Ciao a tutti gli amici del blog da quello stronzo che è chiuso tra quattro mura.
Con stima, Dario Monetti.

Lupi di strada

Pubblicato: 11 ottobre 2007 da massitutor in civiltà, politica

Spesso si parla di degrado a Bologna… e a che punto di degrado è arrivata una città dove una persona senza tetto, che vive in strada viene pestata di botte, nella notte, sotto i suoi famosi portici? E’ successo domenica 30 settembre. Oggi le condizioni di questo "Lupo" (come si faceva chiamare) sono più che gravi: è in coma farmacologico all’ospedale Bellaria e potrebbe non tornare più ad una vita normale; ha subito importanti danni cerebrali. Forse un pugno, un calcio alla tempia… non importa. Un gruppo di giovani "lupi" figli di questo presente, delle nostre ricche città.
Uno di noi Lupo: vita di strada, timidi approcci coi Servizi sociali, periodi in dormitorio: prima il Carracci, poi lo Zaccarelli e di nuovo la strada, andata e ritorno. Magari dormiva, forse con le sue cuffiette nelle orecchie e non ha sentito arrivare questo branco di giovani "lupi" che lo hanno picchiato per puro divertimento, o forse perchè qualcuno gli ha messo in testa che è anche così che si può lavorare per un mondo più "pulito", più giusto.
L’assessore comunale Antonio Mumolo (Avvocati di strada), socio fondatore dell’Associazione Amici di Piazza Grande, ha portato la questione in Consiglio comunale, dove è stato approvato un ordine del giorno che ha messo d’accordo maggioranza e minoranza, e che è stato firmato da tutti i consiglieri. Si chiede anche al Comune di Bologna di costituirsi parte civile. Anche noi di Asfalto pensiamo che la città, in qualche modo, debba prendersi le responsabilità che può davanti a questi fatti, che colpiscono chi è più debole e squalificano la dignità di tutti noi.
Un pensiero di solidarietà e speranza al nostro Lupo.

Sul treno

Pubblicato: 8 ottobre 2007 da massitutor in colletta

Certo che di storie di colletta legate alle stazioni e ai treni se ne potrebbero raccontare a migliaia: ci sono quelli super organizzati tipo sordi (o finti sordi), muti (o finti muti) che lasciano il gadget con relativo opuscolo che spiega l’attività di vendita sul treno. Che tu ti trovi lì con in una mano il foglietto e nell’altra il gadget e, se non sei avvezzo a viaggi in treno, ci metti un po’ per campanare e ti guardi interrogativo con i tuoi compagni di viaggio.
Poi c’è il grande popolo dei dispersi in stazione: cioè quelli che sono capitati lì a prendere un treno non si sa come e perchè; hanno perso il biglietto, il portafoglio, un’astronave di alieni li ha rilasciati a 500 chilometri da casa… insomma: sono lì senza soldi e te li chiedono con l’aria di chi non si è mai trovato in quella situazione nell’intera vita, è questo il segreto. Ed è di questa categoria il soggetto e la storia raccontataci da Leah, una lettrice storica di Asfalto che frequenta parecchio le tante stazioni della città di Milano e fra treni, metro, bus, di storie di colletta ne ha viste sicuramente tante. Questa è una di quelle, una strategia basata sull’effetto sorpresa e sulla rapidità d’esecuzione. Grazie! E aspettiamo nuove storie.

<<Una strategia di colletta vecchia come il cucco (come si usa dire qui da noi e forse anche lì da voi) è la colletta da stazione. Attenzione: non la colletta "normale", ma la colletta sui treni, possibilmente Eurostar (dove in teoria viaggiano i cosiddetti "ricconi" e in realtà viaggiano un sacco di coglioni).
Ogni venerdì sera alle ore 18.50 sull’Eurostar Milano-Roma (in partenza alle 19) sale un infallibile tossico che ripete a squarcia gola questa "litania" saltando da una carrozza all’altra: "Scusate, mi mancano 4 euro per fare il biglietto. Mi date una mano prima che parta?!!? C’è qualcuno che mi aiuta?!?". Sarà che in prossimità del weekend siamo tutti più buoni o che c’è gente che ha un disperato bisogno di credere nella buonafede (ormai in estinzione) del prossimo, ma… l’arguto ragazzo riesce a raccoglie circa 4 euro su ogni carrozza. Le carrozze di un Eurostar sono 12 (11 se escludete il vagone ristorante) … Fate voi il conto e, se possibile, imparate come si fanno gli affari!
Un saluto milanese>>
Leah. 

TEXANO numero 4

Pubblicato: 8 ottobre 2007 da massitutor in tex-ano

texano 4

«promuovere le narcosale significa per lo Stato dire che drogarsi non è un atto di libertà dell’individuo, ma un problema di cui la società deve farsi carico» 

dropinVorrei tornare indietro nel tempo e non aver mai incontrato quella spada maledetta che nella fretta mi ha rovinato gran parte della mia vita.Intanto prima o poi di qualcosa dovrò morire, dicevo, ma adesso leggendo le notizie da Torino se fossero esistite ai miei tempi le narcosale forse avrei avuto più fortuna, o almeno una percentuale maggiore di evitare numerosi contagi. E’ vero che il panorama delle droghe adesso è totalmente cambiato e forse oggi si viaggia alla grande con coca/pillole/altro  che forse nessuno ha in mente di farsi qualche chilometro per trovare una sala aperta, con un dottore che te la mena, ma visto come stanno le cose, osservando le ns città infestate da tossici nelle stazioni e negli angoli più incredibili, e se poi l’ambiente che si crea è ottimale i vantaggi sono quelli di essere sotto controllo medico, in una struttura che ti garantisce siringhe nuove, condizioni igieniche più compatibili e l’assistenza infermieristica in caso di bisogno (con narcan o cose del genere). Io ricordo che volevo farmi in santa pace senza dover andare in una farmacia dove mi avrebbero riconosciuto (Trento è una città paese) e quindi mi arrangiavo come potevo totalmente disinformato (erano gli anni ottanta) mi facevo prestare le spade dagli amici pensando che scaldandola con l’accendino e lavandola sotto una fontana un pò me la sarei scampata. Che idiota! Avrei voluto avere accanto a me delle persone preparate ed informate ma mi affidavo alle leggende metropolitane raccontate nei vicoli delle città, dalle persone che consideravo più esperte nell’argomento fattanza, agari affidandomi alla loro esperienza di piazza, lasciandomi influenzare dal solo fatto che sono tanti anni che si fà e non gli è mai successo niente, ci sono individui che la sanno gestire ed io vorrei essere uno di quelli.Vabbè dopo la prima epatite poi ho subito cambiato idea. Ma negli anni dopo nonostante tutte le attenzioni possibili arrivano sempre quei momenti che ti devi fare e non ci sono quelle maledette spade a portata di mano, o perchè ti trovi in una zona assurda dove la punta con il pusher è lontana e nascosta o perchè le farmacie sono chiuse e quella di turno è in culo al mondo, o perchè non hai uno spicciolo nemmeno per le spade. Ma la voglia di farsi christianef_01_gr[1]subito è bastarda!! Chi lo ha provata ne sà qualcosa. Bastarda bastarda soprattutto quando hai penato delle ore per svoltare una pera e sei in down. Quando poi si è impestati ben bene e ti devi fare ogni giorno 2-5-10 pere al giorno allora le narcosale secondo me diventano indispensabili, la routine e la costanza dei buchi che ti devi fare, ti mettono in una condizione di ”emergenza” seria.Le persone che non si fanno non sanno cosa significa la dipendenza e non si immaginano nemmeno quanto beneficio porterebbe un posto al caldo dove non sei solo, ti senti protetto e compreso puoi stare bene anche solo parlando, scambiando due parole sulle tue esperienze della giornata e forse anche per condividere un sogno di una vita migliore.

Diegodag diventa buono

Pubblicato: 5 ottobre 2007 da massitutor in musica

testadeporcu live

Sabato scorso. Concerto dei Testadeporcu al Sinister Noise di Roma.
Sono in apprensione, o ansia, o come cazzo si dice. E non per quello show che fra sei ore dovremo sostenere e rendere come al solito impeccabile.
No.
A dire il vero questa è l’ultima cosa di cui mi preoccupa, ‘che tanto l’impeccabilità è ormai di casa dalle nostre parti. Basta solo mettere il pilota automatico e le nostre schegge di 30 secondi esplodono come fuochi artificiali puntati sulla folla a 230bpm, mandando al manicomio i presenti. E sarà anche meglio che ci vadano, al manicomio. Con quella merda di cachet che club e centri sociali danno è indispensabile puntare sulla vendita dei cd e non tanto sul cachet. E se fai cagare non li vendi. Non è il nostro caso. Siamo fuori dal mainstream ma ci pisciamo tutto e tutti. Lo sappiamo benissimo noi che siamo su. Lo sanno benissimo quelli che stanno giù a farsi trinciare timpani e cervello.
In genere la media è di dieci cd venduti a sera, speriamo sia così anche stavolta.
Comunque, dicevamo dell’apprensione, o ansia o come cazzo si chiama.
Questa roba deriva da un qualcosa che di artistico ha ben poco. E si chiama amore.
Suono un genere nel quale non c’è tanto amore, se non per sé stesso, ma ora mi ritrovo da tre settimane immerso in una storia tanto bella quanto improvvisa. Innamorato come un quindicenne ritardato. Corrisposto. E in paranoia. Magari fossero tutte così le paranoie, direte voi. Potrebbe essermi morto qualcuno. Potrei essere malato. Potrei essere solo e senza amici. E invece sono solo innamorato. La psicologia personale è un fattore del tutto individuale e io non so che cosa cazzo farci.
Non penso al concerto che io e Trotta dovremo sostenere, penso solo che ne’ stanotte ne’ domani la vedrò. Ma non è nemmeno questo il punto. Il punto è che se la vedessi sarei ancora più in apprensione, questo pur avendo una voglia tremenda di vederla. Un’apprensione dolcissima, certo, ma pur sempre apprensione, che per brevità chiameremo “futuro”. O meglio, la visione sfocata di esso. Non ho mai vissuto alla giornata, me ne rendo conto solo in momenti come questo, a me il futuro piace averlo ben chiaro e sviluppato in testa, e se il suo percorso, almeno nella mia mente, è ben saldo, non ho ancora sviluppato il potere di poter prevedere anche quello degli altri. Il fatto è che non mi ricordavo nemmeno più di come anche certe persone possiedano la facoltà di diventare una droga. Questa roba fa paura.
Vedete, a me l’amore fa questo effetto: andrà bene? Cazzosìvogliochevadabene. Andrà male? Cazzonononvogliovadamale.” Tutto qui? Direte voi, e “sticazzi”, dico io.
Vorrei essere Dj Gruff in "versi di passione", o qualcosa del genere, lui pare che se le passi tranquillo le sue storie, del resto è un fottuto genio.
Faccio fatica a tenere gli oggetti in mano, la mesaboogie mi scivola e cade. Dentro ha 12 stronzissime valvole. Saprò solo durante il soundcheck se mi toccherà chiedere al chitarrista dei Thrangh il suo ampli, che nel caso andrà distrutto giacchè io suono il basso.
Successe anche l’11 settembre 2001, il giorno dei fuochi artificiali di qualche buontempone al Wtc. Ricordo che dovevamo partire per una data a Rimini e l’ampli mi cascò, solo che quella volta non ero innamorato, strano perché a me le cose cadono dalle mani solo quando sono innamorato.
Beh, tanto per raccontare, l’ora in cui il primo aereo centrava la prima torre eravamo in sala prove a caricare il backline, del tutto ignari, e io stavo bestemmiando, sopratutto la madonna, per questo incidente.
Durante il viaggio Mr. Jamming, il fonico, continua a ustionarci i coglioni con la cassetta dei Cream dal vivo; nonostante per me siano il male assoluto lui continua ad intesserne elogi scomodando concetti quali "rilassanti" e "ottimi per il viaggio", concetti che in questo contesto risultano astrusi quanto i ragionamenti che spingono qualche mentecatto a visitare il Mambo.
Personalmente ho sempre odiato la cosiddetta "musicadaviaggioinfurgone". E’ un concetto che in natura non esiste. C’è solo musica di merda e musica non di merda. I Cream stanno giù nel primo girone, assieme a Crosby, Still, Nash and Young, Bob Dylan e naturalmente Eric Clapton, più svariati e molti altri che non starò nemmeno qui ad elencare visto che purtroppo di gruppi indiepop ce n’è una marea e fanno tutti lercio al cazzo. Altro che furgone.
Comunque, l’autostrada è talmente libera che nemmeno decidiamo di fermarci all’autogrill per il consueto camogli tocciato nella redbull. Probabilmente è circa verso Faenza l’ora in cui il secondo aereo centra la seconda torre, all’altezza di Forlì crolla tutto.
Quando arriviamo al locale non sappiamo ancora un cazzo, loro hanno cercato di avvertirci, scopriamo così che nessuno di noi ha il cellulare acceso perchè siamo tre cazzoni. Ognuno confidava sul telefonino dell’altro. In ogni caso il concerto è stato annullato, così come ogni altro spettacolo in tutto il mondo.
Non ho mai odiato così tanto gli americani come questa volta.
Alessandra, questa volta non ci saranno aerei suicidi, non penso che sarà il giorno in cui qualche pagliaccio in vena di esportare democrazia deciderà di spedire una testata nucleare su qualche villaggio, credo si possa ragionevolmente esser sicuri che non cadranno meteoriti e che dopodomani dormiremo insieme abbracciati nel tuo letto, per me così nuovo e caldo, vedi? Ci sto girando attorno, e anche se tutto ciò è fuori contesto, voglio dirti che ti amo. Cazzo. Ti amo.
Ancora non te l’ho detto, ma spesso anch’io mi sento "fuori contesto".
E spero tu lo possa verificare e apprezzare nel tempo.